Anemia Megaloblastica: Cause Alimentari, Sintomi e Trattamenti

Una dieta per contrastare l’anemia è possibile? Per definizione l’anemia è caratterizzata da una minore quantità di globuli rossi, spesso accompagnata da un’alterazione della loro forma e dal calo della concentrazione di emoglobina. Più specificatamente si riconosce l’esistenza di anemia quando la concentrazione di emoglobina nell’uomo è minore di 13 g/dL, nelle donne 12 g/dL, nei bambini e nelle gestanti 11 g/dL.

Questo disturbo può essere causato da un deficit dell’eritropoiesi e/o da una perdita o distruzione dei globuli rossi. Pertanto può essere causata da differenti processi e malattie tra cui alcune forme sono ereditabili (es. talassemia) ed altre possono essere modificate dall’alimentazione. Ad ogni modo essa determina difficoltà nell’approvigionamento dell’ossigeno ai tessuti causando stanchezza persistente, lievi emicranie ed un calo delle capacità fisiche e mentali.

L'anemia megaloblastica è un tipo di anemia caratterizzata dalla produzione di globuli rossi più grandi della norma e poco efficienti. La principale causa è una compromissione della sintesi del DNA, spesso dovuta ad alcune carenze nutrizionali.

Sintomi dell'anemia megaloblastica

I sintomi dell'anemia megaloblastica possono variare in base alla gravità della condizione, ma tra i più comuni troviamo:

  • Affaticamento e debolezza
  • Formicolio alle estremità degli arti
  • Pallore cutaneo e delle sclere degli occhi
  • Difficoltà di concentrazione
  • Irritabilità
  • Palpitazioni, o cardiopalmo
  • Nausea
  • Infiammazione e irritazione del cavo orale e della lingua (glossite)
  • Dispnea, anche a riposo
  • Perdita di appetito e perdita di peso
  • Disturbi gastrointestinali come diarrea o costipazione

Possibili complicazioni dell'anemia megaloblastica

Se non trattata, l'anemia megaloblastica può portare a conseguenze più gravi, tra cui:

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  • sintomi neurologici: la carenza di vitamina B12, una delle cause principali dell'anemia megaloblastica, può provocare danni ai nervi, con conseguenti formicolii agli arti, perdita di equilibrio e difficoltà cognitive. Questi sintomi possono diventare irreversibili se persiste l’assenza di un’adeguata integrazione sotto prescrizione medica.
  • complicanze cardiovascolari: la ridotta capacità di trasporto dell'ossigeno da parte dei globuli rossi può mettere sotto stress il cuore, aumentando il rischio di Insufficienza cardiaca e altre patologie cardiovascolari.
  • danni al midollo osseo: l'anemia megaloblastica può compromettere la produzione di globuli rossi nel midollo osseo, portando a una condizione di insufficienza midollare che può richiedere interventi terapeutici complessi.
  • alterazioni ematologiche: oltre ai globuli rossi, anche altre linee cellulari del sangue possono essere colpite, causando pancitopenia (riduzione di tutte le cellule del sangue) e aumentando il rischio di infezioni e sanguinamenti.
  • complicanze gastrointestinali: in alcuni casi, la carenza di vitamina B12 può essere associata a disturbi gastrointestinali, come glossite (infiammazione della lingua) e malassorbimento.

Diagnosi dell'anemia megaloblastica

L’esame obiettivo e la raccolta dell’anamnesi medica sono i primi passi per formulare la diagnosi di anemia megaloblastica, che si basa su una combinazione di esami clinici e di laboratorio, che permettono di identificare le caratteristiche specifiche della condizione e le sue cause sottostanti.

La diagnosi di anemia megaloblastica si effettua solitamente attraverso:

  • Esami del sangue: l'emocromo completo è un esame che si indaga attraverso un prelievo di sangue venoso; l’emocromo è fondamentale per rilevare la presenza di anemia macrocitica e da un aumento del volume corpuscolare medio (MCV). Il dosaggio della vitamina B12 e dei folati è essenziale per determinare eventuali carenze di queste sostanze, che sono le cause principali dell'anemia megaloblastica.
  • Esame del midollo osseo: in casi complessi o dubbi, un'aspirazione o una biopsia del midollo osseo può essere eseguita per confermare la presenza di megaloblasti, ovvero precursori eritroidi anomali che indicano un difetto nella sintesi del DNA.
  • Test neurologici: se la persona presenta sintomi neurologici, come formicolii, perdita di equilibrio o difficoltà cognitive, possono essere effettuati test specifici per valutare il coinvolgimento del sistema nervoso. Questi sintomi sono spesso associati a una carenza di vitamina B12 prolungata.
  • Diagnosi differenziale: è importante escludere altre cause di anemia macrocitica, come malattie epatiche, alcolismo cronico o disordini mielodisplastici, che possono presentare caratteristiche simili.

Cause e fattori di rischio dell'anemia megaloblastica

Le cause principali dell'anemia megaloblastica includono:

  • la carenza di vitamina B12: la vitamina B12 è essenziale per la sintesi del DNA e la produzione di globuli rossi sani. Una carenza può essere causata da una dieta povera di alimenti di origine animale, come carne, pesce, uova e latticini. Problemi di assorbimento, come nell'anemia perniciosa, possono impedire al corpo di utilizzare la vitamina B12, anche se presente nella dieta.
  • la carenza di acido folico: l'acido folico, o vitamina B9, è fondamentale per la maturazione dei globuli rossi. Una dieta inadeguata, l'abuso di alcol o un aumentato fabbisogno, come durante la gravidanza, possono portare a una carenza. L'acido folico è presente in alimenti come verdure a foglia verde, agrumi e legumi, ma il suo assorbimento può essere compromesso da alcune condizioni mediche.
  • disturbi gastrointestinali: malattie come la celiachia possono danneggiare la mucosa intestinale, riducendo l'assorbimento di vitamina B12 e acido folico. Anche interventi chirurgici che coinvolgono lo stomaco o l'intestino possono influire negativamente sull'assorbimento di questi nutrienti.
  • l'uso di farmaci: alcuni farmaci, come antiepilettici, metotrexato o farmaci per il trattamento della tubercolosi, possono interferire con il metabolismo dei folati o con l'assorbimento della vitamina B12.

Esistono alcuni fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare anemia megaloblastica, tra cui:

  • età avanzata: la capacità di assorbire la vitamina B12 diminuisce con l'età;
  • dieta vegana o vegetariana non bilanciata: la vitamina B12 si trova principalmente in alimenti di origine animale;
  • alcolismo: riduce l'assorbimento e l'immagazzinamento della vitamina B12 e dell'acido folico.

Cura e trattamento dell'anemia megaloblastica

Il trattamento dell'anemia megaloblastica dipende dalla causa sottostante e può includere:

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  • supplementazione di vitamina B12: iniezioni intramuscolari o integratori orali per chi ha una carenza dovuta a problemi di assorbimento;
  • supplementazione di acido folico: consigliata in caso di carenza nutrizionale o aumentato fabbisogno;
  • dieta equilibrata: includere alimenti ricchi di B12 (carne, pesce, latticini) e acido folico (verdure a foglia verde, legumi, frutta);
  • trattamento delle cause sottostanti: gestione delle patologie gastrointestinali o sospensione di farmaci interferenti.

Alimentazione e anemia megaloblastica: il ruolo del nutrizionista

Risulta importante ricordare che anche chi segue una dieta onnivora può andare incontro a carenze che possono portare ad anemia, quindi è bene rivedere la propria alimentazione e, nel caso, farsi aiutare da un nutrizionista per la formulazione di un piano alimentare e per comprendere cosa significa mangiare in maniera sana e bilanciata per le proprie necessità.

Una dieta per l'anemia megaloblastica deve sicuramente includere cibi ricchi di vitamina b12 (come carne e frattaglie) e di folati (come verdure a foglia verde, legumi e frutta) ma questi accorgimenti possono non essere sufficienti a riportare i livelli di B12 e di folati a una soglia adeguata.

Il ferro svolge un ruolo chiave nel gruppo eme dell’emoglobina deputata al trasporto dell’ossigeno. Essendo un micronutriente importante l’organismo ha acquisito nel corso dell’evoluzione biologica numerosi meccanismi di regolazione per mantenere le scorte entro limiti fisiologici. In particolare il metabolismo del ferro è regolato a livello cellulare a seconda delle scorte ed attraverso l’ormone epcidina, che agisce sull’assorbimento intestinale e sul rilascio epatico del ferro.

In seguito al suo assorbimento la transferrina lega il ferro trasportandolo nel torrente circolatorio fino ai tessuti che lo utilizzano (es. midollo, muscoli) oppure al fegato come riserva a lungo termine. I processi infiammatori, tuttavia, interferiscono con questi processi riducendo la concentrazione di ferro nel sangue.

Sono a maggior rischio di carenza di ferro i neonati, gli adolescenti, i vegetariani, gli atleti, le donne incinta e quelle in età fertile a causa delle mestruazioni. Specialmente nelle donne la carenza di ferro può causare stanchezza, pur in assenza di una vera e propria anemia.

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Insieme ad una terapia adeguata il modo migliore e più efficace di ricostituire le riserve di ferro è attraverso i cibi che mettiamo in tavola: per l’anemia, quindi, è possibile utilizzare una alimentazione specifica che aiuti a contrastarla ed a prevenirla. La carne rossa e bianca ed il pesce contengono una combinazione di nutrienti in grado di favorire l’assorbimento del ferro. D’altra parte l’assorbimento del ferro vegetale risulta più difficoltoso.

La presenza, infatti, di fitati, polifenoli ed acido ossalico porta alla formazione di complessi con il ferro, che ostacolano il suo assorbimento intestinale. Inoltre altri nutrienti possono essere d’aiuto come la vitamina C, mentre è opportuno stare attenti al consumo di tè o caffè.

Tuttavia in caso di anemia sideropenica avanzata, oltre ad una dieta adeguata si raccomanda la supervisione di uno specialista al fine di impostare una terapia specifica ed una nutri-terapia basata sugli alimenti giusti.

In particolare le normali riserve di acido folico si esauriscono nel giro di pochi mesi e le cause più frequenti del deficit sono alimentazioni sbilanciate, eccesso di alcool, malassorbimento intestinale, aumento del fabbisogno durante lo sviluppo ed utilizzo di alcuni farmaci (antiepilettici ed anticoncezionali), che riducono il suo assorbimento.

In conclusione l’anemia può avere delle basi nutrizionali e cliniche che devono essere affrontate con l’aiuto di uno specialista, in quanto coinvolgono spesso fattori clinici associati come per esempio quelli legati alla salute gastrointestinale.

Alimenti Consigliati e Sconsigliati

Per gestire l'anemia megaloblastica, è importante seguire raccomandazioni dietetiche specifiche:

Alimenti Consigliati

  • Carne: Tutti i tipi, sia rossa che bianca, preferibilmente magri e privati del grasso visibile.
  • Frattaglie e carne di cavallo: Contengono elevate quantità di ferro.
  • Pesce: Tonno, merluzzo e salmone sono ricchi di ferro e vitamina B12.
  • Molluschi: Importante fonte di vitamina B12 e rame.
  • Uova: Il tuorlo è ricco di ferro, vitamina B12 e rame.
  • Legumi: Ceci, fagioli secchi e lenticchie sono ricchi di ferro e acido folico.
  • Cereali e derivati: Discreto contenuto di ferro e buona fonte di rame.
  • Verdure: Fiori di zucca, peperoni e spinaci sono ricchi di ferro; asparagi, barbabietole rosse e broccoli sono ricchi di acido folico.
  • Frutta: Frutta secca, farinosa e oleosa contengono ferro; agrumi e kiwi sono ricchi di vitamina C.

Alimenti da Consumare con Moderazione

  • Vino, caffè e tè a causa del loro contenuto di tannini.
  • Cereali integrali ricchi in fibre.
  • Latte e derivati.

Raccomandazioni Dietetiche Generali

  • Raggiungere i fabbisogni di ferro, acido folico e vitamina B12 raccomandati.
  • Abbinare alimenti ricchi di ferro con alimenti contenenti vitamina C, vitamina A, vitamine del complesso B, cisteina e rame per migliorarne l’assorbimento.
  • Non consumare in concomitanza di alimenti ricchi di ferro alimenti contenenti elevate quantità di tannini, fibre, calcio e fosforo poiché riducono il suo assorbimento.
  • Idratarsi a sufficienza.

Seguire queste raccomandazioni e lavorare con un nutrizionista può aiutare a gestire l'anemia megaloblastica attraverso una dieta equilibrata e mirata.

Tabella: Assunzioni Raccomandate Giornaliere

Nutriente Assunzione Raccomandata
Ferro (uomini e donne in menopausa) 10 mg
Ferro (donne in età fertile) 18 mg
Vitamina B12 (adulti) 2.4 mcg
Vitamina B12 (gravidanza) 2.6 mcg
Vitamina B12 (allattamento) 2.8 mcg
Acido Folico (adulti) 400 mcg
Acido Folico (gravidanza) 600 mcg
Acido Folico (allattamento) 500 mcg

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