Arachidi Pralinate: Valori Nutrizionali, Benefici e Consigli

Le arachidi pralinate sono realizzate con l’utilizzo di arachidi leggermente tostate e zucchero di canna in cottura, all’interno del quale vengono immerse e artatamente amalgamate a formare in superficie un croccante strato di zucchero caramellato.

Ideali nell’arco della giornata per avere a portata di mano uno snack semplice e salutare, grazie anche alle peculiari caratteristiche di questo frutto, a metà strada tra legumi e frutta a guscio, ricche di grassi “buoni”, proteine vegetali, vitamine e Sali minerali.

Ingredienti

Arachidi* 60%, Zucchero di Canna*, Miele* 3%.

*Il presente prodotto può contenere tracce di frutta a guscio, tra cui: mandorle, nocciole, noci, noci di pecan, noci del Brasile, pistacchi e noci macadamia.

Caratteristiche del Prodotto

  • Snack dolce di frutta secca pralinata.
  • Gusto Croccante e Delicato: Ogni arachide è amorevolmente pralinata, creando un’esperienza gustativa che celebra l’inconfondibile croccantezza delle arachidi e la dolcezza avvolgente del pralinato.

La Pralinatura

La pralinatura è un processo artigianale che richiede cura e precisione. Le nocciole vengono ricoperte con uno strato di zucchero caramellato, che conferisce loro una croccantezza unica e un sapore dolce e avvolgente. Questo procedimento esalta il gusto naturale degli anacardi, creando una combinazione perfetta di consistenza e aroma.

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Approfondimento sulle Arachidi

Il nome “arachide” deriva dal greco Arachos che significa sorta di legume. Alcuni dei suoi nomi più comuni sono peanut e groundnut. Peanut è un termine descrittivo e significa “noce a forma di baccello”; groundnut riprende una parte del ciclo vegetativo e significa “noce sotto terra”.

Le arachidi sono i semi di una leguminosa i cui fiori, dopo la fecondazione, si interrano formando il frutto che tutti conosciamo. La specie più nota, e anche l’unica ad essere coltivata, è l’Arachis hypogaea, caratterizzata da steli lunghi 20-60 cm, eretti o striscianti; le foglie sono alterne, composte paripennate (due paia di foglioline ovali) con due grandi stipole membranose poste alla base del lungo picciolo; i fiori sono gialli, solitari il cui ovario, a fecondazione avvenuta, per un meccanismo di geotropismo positivo, si spinge sottoterra ad una profondità di 2-7 cm (interramento del ginoforo).

Qui dà luogo ad un legume oblungo, di 2-4 cm, giallastro, con una serie di nervature, alveolato, contenente 2 o più semi ovoidei e biancastri, rivestiti di un tegumento sottile generalmente bruno o rosso-violaceo, che rappresenta l’arachide che tutti conosciamo, nota anche con il nome di spagnolette o noccioline americane.

Un tempo l’arachide era utilizzata anche come succedaneo del caffè e del cacao, attualmente l’impiego prevalente si riscontra nella produzione industriale di olio alimentare, usato in cucina in alternativa all’olio d’oliva.

L’arachide è ricca di sostanze azotate, di olio, di estrattivi inazotati, di cellulosa nonché di vitamina E, di rame, di fosforo, di magnesio, di ferro, di selenio e di zinco.

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Allergie alle Arachidi

Con l’aumento dell’utilizzo delle arachidi nell’industria alimentare in Europa, sono in aumento anche i casi di allergia o intolleranza a questo seme. È contenuto anche in prodotti per l’infanzia, come componente di latte adattato o come eccipiente polivitaminico.

Gli allergeni principali sono rappresentati da tre proteine (Ara h1, Ara h2, Ara h3): questi allergeni restano stabili al calore, per cui rimangono attivi anche dopo la tostatura e la cottura. L’allergia alle arachidi si manifesta precocemente (nel 92% dei casi tra 1 e 7 anni) con un'incidenza dell’11,8%, che la porta al terzo posto come diffusione fra la popolazione dopo l’allergia al latte e alle uova però, a differenza di queste ultime che possono regredire, l’allergia alle arachidi permane per tutta la vita.

Arachidi e Dieta

Una dieta a moderato contenuto di grassi che include le arachidi aiuta a perdere peso. Recentemente è stato dimostrato che le nocciole e il burro d’arachidi sono elementi utili per il successo delle diete dimagranti nelle quali i soggetti mantengono la perdita di peso anche dopo due anni e mezzo.

Un attento studio è stato svolto da Kathy McManus e colleghi al Brigham and Women’s Hospital della Harvard University. Tale studio ha incluso arachidi e burro d’arachidi tra i cibi a moderato contenuto di grasso (35% d’energia da grassi) nel programma d’alimentazione di stile mediterraneo con un valore massimo di 1200 e 1500 calorie giornaliero per 101 uomini e donne.

Nel lungo termine, la perdita di peso come risultato della dieta a moderato contenuto di grasso è stato considerevolmente migliore di quello ottenuto con una dieta a basso contenuto di grassi (20% d’energia da grassi).

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Arachidi e Diabete di Tipo 2

Le nocciole e il burro d’arachidi aiutano a ridurre il rischio di diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è un crescente problema globale con enormi implicazioni mediche ed economiche.

Diete semplici, attività giornaliera e calo di peso sono fattori importanti per ridurre il rischio di diabete nella popolazione in genere. Come mostrano recenti ricerche, arachidi e burro d’arachidi come parte di una dieta bilanciata, hanno un ruolo importante.

Scienziati della Harvad School of Public Health di Boston, USA, hanno studiato l’associazione tra il consumo di nocciole e burro d’arachidi e il rischio di diabete di tipo 2 in 83818 donne provenienti dalla Nurses’ HealthStudy d’età compresa tra i 34 e i 59 anni, senza precedenti di diabete, malattie cardiache o cancro e con più di 16 anni di controlli.

Origine e Diffusione delle Arachidi

L’identificazione del luogo d’origine dell’arachide ha storicamente animato una lunga disquisizione, poiché la pianta è diffusa in ben tre continenti: Asia, Africa ed America. Si deve attendere A. De Candolle, nel 1855, per risolvere il quesito, il naturalista infatti constatò l’assenza della pianta nell’antichità classica e nel mondo arabo e la relativa recente introduzione in Senegal, Guinea, Africa Orientale, Cina e Giappone, finendo col concentrare la sua attenzione nell’area peruviano-brasiliana.

La coltura si è poi molto sviluppata nel contesto africano (dove peraltro non era conosciuta dagli egizi) tanto che per alcuni secoli le arachidi rappresentarono il cibo più comune somministrato agli schiavi neri nella traversata verso il Nuovo Continente. L’introduzione dell’arachide in Italia risale al 1772.

Esportazioni e Importazioni

Fra questi i più grandi esportatori sono Stati Uniti, Senegal, Sudan, Argentina e Brasile, che da soli muovono il 75% delle esportazioni, mentre Cina ed India, pur producendo moltissime arachidi, esportano meno del 4% del totale prodotto. I più grandi importatori di arachidi sono attualmente l’Unione europea, Canada e Giappone: queste tre aree da sole effettuano il 78% delle importazioni mondiale di arachide.

Disclaimer: I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici.

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