L'artrite reumatoide (AR) è una malattia autoimmune cronica che causa infiammazione, dolore e danni alle articolazioni. I pazienti che ne soffrono spesso cercano modi per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della loro vita. Una delle strategie emergenti è l’adozione della dieta VLCKD (Very Low-Carb Ketogenic Diet), una dieta chetogenica a bassissimo contenuto di carboidrati.
Dieta VLCKD e Artrite Reumatoide
La dieta VLCKD è un tipo di dieta chetogenica caratterizzata da un’assunzione molto bassa di carboidrati, moderata di proteine e variabile di grassi. L’obiettivo principale di questa dieta è indurre uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui il corpo utilizza i grassi come principale fonte di energia invece dei carboidrati.
Benefici potenziali della dieta VLCKD:
- Riduzione dell’Infiammazione: La chetosi ha dimostrato di ridurre i livelli di citochine infiammatorie, che giocano un ruolo chiave nell’infiammazione cronica associata all’AR.
- Miglioramento della Salute Metabolica: La VLCKD può migliorare vari parametri metabolici, come i livelli di zucchero nel sangue e i profili lipidici.
Sebbene la dieta VLCKD possa offrire molti benefici per i pazienti con artrite reumatoide, è essenziale che venga seguita sotto la supervisione di un professionista della salute, come un nutrizionista o un dietologo. Ogni paziente è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non essere adatto per un altro.
L'importanza di una Dieta Equilibrata
Questo studio fornisce quindi prove che supportano l’importanza di abitudini alimentari equilibrate nella gestione e prevenzione dell’artrite reumatoide. In un approccio multidisciplinare, una dieta mediterranea antinfiammatoria può aiutare a ridurre l'infiammazione e quindi i dolori associati alla malattia.
La Dieta Mediterranea
Il modello Mediterraneo è associato ai maggiori benefici nei pazienti affetti da artrite reumatoide. In linea di massima, un piano alimentare che segue i principi di questo modello mette in primo piano un corretto apporto di fibre vegetali, derivanti per esempio da cereali integrali, frutta e verdura (nello specifico è opportuno consumare almeno 4-5 porzioni di frutta e verdura al giorno). Alimenti come pesce, frutta secca e olio EVO apportano, inoltre, acidi grassi insaturi, aventi anch'essi svariati effetti benefici positivi, in particolar modo a livello antinfiammatorio.
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Dalla piramide alimentare si evince che i carboidrati dovrebbero essere consumati ogni giorno (3 porzioni di cereali integrali, preferibilmente senza glutine), insieme a frutta e verdura (5 porzioni; tra le quali sono da preferire frutta, frutti di bosco e agrumi, e tra le verdure, verdure quelli a foglia. Ancora è consigliato un consumo quotidiano di yogurt magro (125 ml), latte scremato (200 ml) e olio extra vergine di oliva; la frequenza delle fonti proteiche consigliate dal team di ricerca è la seguente: pesce (3 porzioni), carni bianche (3 porzioni), legumi (2 porzioni), uova (2 porzioni), formaggi (2 porzioni), carni rosse o lavorate (una volta a settimana).
Ancora è consigliato un consumo entro le dosi raccomandate di sale, zuccheri semplici e alcol secondo quanto suggerito dai LARN.
Alimenti da Considerare
Utilizzando la metodologia della randomizzazione mendeliana, i ricercatori hanno analizzato il possibile ruolo dell’assunzione di macronutrienti e alimenti specifici nella possibilità di comparsa della malattia, evidenziando come la dieta possa influenzare tale rischio con correlazioni di tipo causale.
Si consiglia quindi di preferire alimenti contenenti nutrienti antinfiammatori come per esempio gli omega3 che troviamo in particolare in pesce azzurro e frutta secca, cibi contenenti nutrienti antiossidanti e antinfiammatori in particolare vitamina D, B12, C ed E, selenio, curcuma, acido alfa lipoco che troviamo in frutta e verdure fresche, legumi, e di limitare cibi proinfiammatori che possono peggiorare l'infiammazione come per esempio zuccheri raffinati, cibi con zuccheri aggiunti, cibi ricchi di grassi saturi quindi cibi trasformati e/lavorati come insaccati, bibite gassate o zuccherate.
Fattori Protettivi e di Rischio Identificati
- Fattori protettivi: consumo di pane, frutta secca o disidratata, alcool a dosi moderate.
- Fattori di rischio: consumo di carne bovina (ma non di maiale o pollo), di carne processata e di caffè.
Gli autori ipotizzano che la relazione tra l’assunzione di questi alimenti e l’artrite reumatoide possa essere mediata dai loro effetti sui fenomeni infiammatori: la frutta secca e disidratata, grazie al suo elevato contenuto di polifenoli e antiossidanti, potrebbe per esempio avere un ruolo protettivo contro questi processi; non è tuttavia chiaro perché il caffè, pure ricco di polifenoli, dotati di attività antinfiammatoria, abbia invece un effetto opposto.
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D’altro canto, la carne rossa e lavorata favorirebbe l’infiammazione e il danno articolare, secondo gli autori, per il contenuto di grassi saturi e composti pro-infiammatori; poiché però le carni moderne sono ormai in media magre o molto magre è necessario pensare ad altri possibili meccanismi di danno.
Tabella: Effetti di Diversi Alimenti sull'Artrite Reumatoide
| Alimento | Effetto Potenziale | Meccanismo Ipotizzato |
|---|---|---|
| Frutta secca e disidratata | Protettivo | Alto contenuto di polifenoli e antiossidanti |
| Carne rossa e lavorata | Aumento del rischio | Contenuto di grassi saturi e composti pro-infiammatori |
| Caffè | Aumento del rischio | Meccanismo non chiaro, nonostante i polifenoli |
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