L'artrite è un'infiammazione che può colpire diverse articolazioni, ma che in realtà spesso coinvolge l'intero organismo, nel qual caso si tratta di patologie del sistema immunitario che si differenziano tra loro perché rientrano in diversi inquadramenti diagnostici, ma che si localizzano spesso ad articolazioni e muscoli. Le più comuni forme sono l'artrosi e l'artrite reumatoide.
Il termine “artrite” significa letteralmente “articolazione dolorante”: con questa parola si indicano tutte le malattie reumatiche caratterizzate da un’infiammazione articolare. Esistono infatti diverse forme di artrite, come l’artrite reumatoide, la spondiloartrite, l’artrite psoriasica, l’artrite enteropatica, l’artrite idiopatica giovanile, etc. Quella più frequente, soprattutto tra le donne, è l’artrite reumatoide che, nel nostro paese, interessa circa 400.000 persone. Questa patologia colpisce la membrana sinoviale (cioè il tessuto che riveste l’interno delle nostre articolazioni) ed è caratterizzata dall’infiammazione e distruzione non solo delle articolazioni, ma anche delle ossa ad esse adiacenti. Nella sua forma più tipica è associata a flogosi (infiammazione) e autoimmunità ed è causa di morbilità e mortalità poiché purtroppo riduce drasticamente l’aspettativa di vita.
Cause e sintomi
Si ritiene che l'artrosi sia una malattia degenerativa dovuta al logoramento o alla lesione della cartilagine di un'articolazione. La cartilagine rende levigata la superficie ossea, agevolando i movimenti senza produrre dolore. Quando questa è danneggiata o consumata, le ossa sfregano l'una contro l'altra causando dolore e rigidità.
L'artrite reumatoide è invece una malattia infiammatoria dovuta a diverse cause, non tutte note, in cui un processo autoimmune è responsabile dell'attacco alle articolazioni.
L’artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce per lo più le articolazioni. La malattia ha una maggiore incidenza nel sesso femminile e in una fascia di età compresa fra i 40 e i 60 anni, anche se non sono rari i casi di soggetti anche giovani affetti da tale sindrome. Solitamente, l’artrite reumatoide compare per la prima volta tra i 35 e i 50 anni, ma può insorgere ad ogni età. Nei bambini può manifestarsi un disturbo simile all’artrite reumatoide. L’esatta causa dell’artrite reumatoide non è nota, anche se ad oggi molti scienziati la considerano come una malattia autoimmune.
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Alimentazione e artrite
In generale, le artriti sono malattie complesse che dipendono da diversi fattori di rischio: genetica, cattivo stile di vita, alimentazione squilibrata, sedentarietà, fattori ambientali, etc. Un'alimentazione corretta, che elimini le eventuali intolleranze alimentari spesso presenti nelle artriti di tipo immunologico, migliora l'efficienza del sistema immunitario e fornisce un'energia qualitativamente superiore per combattere le malattie.
L’alimentazione può avere un ruolo importante nella gestione del dolore reumatico. Tuttavia, non deve essere commesso l’errore di pensare che esistono diete miracolose o alimenti da eliminare completamente dalle proprie abitudini per poter stare meglio. La Società Europea di Reumatologia, all’interno delle Raccomandazioni pubblicate, sottolinea l’importanza di poter gestire il dolore reumatico attraverso una sana alimentazione e uno stile di vita moderatamente attivo. La maggior parte delle cellule immunitarie umane si trova nel tratto digestivo e da questo si può comprendere quanto la dieta possa avere un ruolo cruciale nella risposta infiammatoria e nell’interazione con il sistema immunitario.
Gli individui affetti da artrosi dovrebbero impostare la loro dieta riducendo gli alimenti molto raffinati e trattati, i grassi saturi animali, lo zucchero e il sale, e aumentando la quantità di cereali integrali, frutta e verdura fresche.
Alimenti consigliati
- Cereali integrali, frutta e verdura fresche, per combattere l'artrosi.
- Soia, tofu, sardine, salmone e merluzzo se il problema è l'artrite reumatoide.
- Pesce: (soprattutto aringa fresca, salmone fresco, sgombro, alici, sarde): accelerando i processi metabolici si migliora l’eliminazione delle sostanze tossiche e quindi si riducono i processi infiammatori per la presenza di grassi omega 3 EPA e DHA.
- Cipolla: cruda nelle insalate, o da sola, è utilissima sia per l’azione antinfiammatoria che per il fatto che favorisce l’eliminazione dei depositi dalle articolazioni e migliora il drenaggio renale.
- Cetriolo: per il suo contenuto in azulene ha un’azione antinfiammatoria e decongestionante.
- Cavolo cappuccio: ricco di selenio, antiossidante che contribuisce ad alleviare i sintomi dell’artrite controllando i livelli di radicali liberi.
- Cavolfiore: unisce molte proprietà analoghe a quelle del cavolo cappuccio, a cui si aggiunge il bromo ad azione sedativa del SNC e quindi del dolore.
- Ananas: nota è l’azione antinfiammatoria dell’ananas (Unica controindicazione gastriti e emorragie).
- Fragole: contengono, tra l’altro, acetil-salicilico che agisce sull’infiammazione e sul dolore.
- Lamponi: la presenza di acido salicilico, di polifenoli e di oli essenziali spiegano la loro azione, efficace negli stati infiammatori di diversa origine.
- Semi di lino: il capostipite dei grassi omega 3 è l’acido alfa-linolenico contenuto in ben pochi alimenti: i semi di lino, di canapa, le noci.
- Prezzemolo: la sua ricchezza in vitamina C e di ferro molto disponibile lo rende utile per la sua azione antiossidante e per favorire l’assorbimento del ferro e d’altri Sali minerali, soprattutto il calcio.
- Limone: le numerose sostanze benefiche contenute nella polpa e nella buccia del limone lo rendono utile in Alimentazione Funzionale per moltissimo motivi.
- Uva: la ricchezza in zuccheri e Sali minerali, la sua attività antibatterica e antitumorale, la ricchezza in vitamine e in tannini, rendono l’uva preziosissima in moltissime circostanze.
- Porri: la loro azione nelle patologie reumatiche, nell’artrite reumatoide e nelle artrosi è probabilmente legata alla facilitazione dell’eliminazione renale dei cataboliti.
- Sciroppo di aloe vera: i documentati effetti antitumorali e immunostimolanti di questa preparazione la rendono utile in tutti i casi in cui il paziente sia sottoposto a terapie immunosoppressive.
Alimenti da limitare o evitare
- Alimenti molto raffinati, grassi saturi, zucchero e sale.
- Pomodoro: nell’artrite reumatoide bisogna limitare l’impiego del pomodoro. Soprattutto quello crudo va completamente eliminato, in particolar modo quando è verde.
- Caffè: il paziente con questa malattia non si gioverà dello stimolo adrenergico dato dal caffè, ma piuttosto di tutto quello che può sedare il SNC e miorilassare tutto l’organismo.
- Birra: la presenza del glutine, irritante per il SNC, e dei lieviti che rallentano la funzione epatica rende la birra controindicata in questa patologia.
- Carni rosse: per il sovraccarico della funzione renale dato dalle scorie azotate delle carni rosse.
- Spinaci: il contenuto in ossalati ostacola la funzione renale.
- Asparagi: la presenza di ossalati e Sali minerali rendono gli asparagi controindicati nelle cistiti, litiasi urinarie, artrite e reumatismo articolare, oltre che nelle nefriti e nelle infiammazioni delle vie biliari.
- Vino bianco: contiene sostanze chimiche aggiunte che facilitano la precipitazione di aggregati cristallini all’interno delle articolazioni.
- Latte: il latte attualmente in commercio proviene da tanti diversi allevamenti e razze diverse, ciascuna con il proprio patrimonio di geni e di antigeni.
Selenio e artrite reumatoide
Le ricerche indicano che i pazienti con artrite reumatoide presentano livelli ridotti di selenio nel sangue. E´ stato rilevato che alcuni individui con questa patologia consumano scarse quantità di selenio. Il sistema immunitario produce naturalmente radicali liberi che aiutano a distruggere gli agenti esterni che danneggiano l’organismo e i tessuti colpiti, ma allo stesso tempo possono provocare danni ai tessuti sani. Il Selenio, come antiossidante, può contribuire ad alleviare i sintomi dell’artrite controllando i livelli di radicali liberi.
Il selenio è un oligoelemento che esplica nell’organismo umano una serie di importanti funzioni, fra le quali: ritarda l’invecchiamento, soprattutto se associato alle vitamine C ed E, in quanto agisce in sinergia con gli aminoacidi solforati (metionina e cisteina), con il magnesio e con lo zinco; come componente dell’enzima glutatione - perossidasi, rallenta l’ossidazione degli acidi grassi e preserva l’elasticità dei tessuti, contrastando la formazione dei radicali liberi; infine, contribuisce al buon funzionamento tiroideo, in quanto fa parte di un enzima che interviene nella sintesi della triiodotironina.
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Oltre che nei funghi, il selenio è contenuto, in percentuali variabili, nei seguenti alimenti: cipolla, broccoli, cavolo, pomodori, tonno, aringhe, salmone, acciughe, sogliole, merluzzo e lievito di birra.
Alimenti che sono fonte di selenio:
| Alimento | Selenio (µg/porzione) |
|---|---|
| Sardine fresche (g. 250) | 101.5 |
| Sogliola fresca (g. 300) | 52 |
| Fegato di bovino (g.120) | 50 |
| Filetto di bovino adulto (g. 150) | 25 |
| Petto di pollo (g. 170) | 17 |
| Bistecca nmaiale magro cotta in padella senza grassi (g. 100) | 14 |
| Riso parboiled (g. 80) | 11 |
| Parmigiano e grana (g. 80) | 10 |
| Gorgonzola (g. 80) | 10 |
| Uova gallina (g. 100 = 2 Uova) | 10 |
| Lenticchie secche | 4 |
| Prosciutto cotto (g. 80) | 4 |
| Anacardi (g. 30) | 3.6 |
| Tuorlo d'uovo di gallina (g. 36 = 2 tuorli) | 3 |
| Pistacchi (g. 30) | 1.2 |
| Nocciole (g. 30) | 0.25 |
Il fattore peso
L'obesità aumenta il rischio di insorgenza dell'artrosi, per il peso eccessivo che grava sulle articolazioni; ginocchia, e anche, per esempio sono meno dolenti quando il peso da sostenere è minore. In caso di sovrappeso od obesità, si raccomanda la riduzione del peso e della circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato”; valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono invece associati ad un rischio cardiovascolare “elevato”. Ricorda che tornare ad un peso normale permette di ridurre il sovraccarico a livello delle articolazioni e quindi migliorare la sintomatologia della patologia reumatica.
Attività fisica
Alcuni esercizi moderati, come il nuoto, la bicicletta e le passeggiate, associati a una dieta corretta a basso contenuto di grassi possono contribuire a prevenirla o a diminuirne i sintomi se la patologia è già in atto. L'esercizio fisico, fatto con regolarità, ha una funzione essenziale nella prevenzione e nella cura di tutti i tipi di artrite: rinforza i muscoli che avvolgono e proteggono le articolazioni e contribuisce a prevenirne l'irrigidimento. Per trarne beneficio bisogna però rispettare i limiti imposti dal proprio fisico, evitando soprattutto di compiere sport troppo pesanti o forzati quando non si ha un appropriato allenamento.
Praticare attività fisica. È opportuno non improvvisare e rivolgersi invece a uno specialista in Scienze Motorie e Sportive per verificare quale attività sia più consona al proprio stato di salute e mobilità articolare: aerobica, esercizi a corpo libero e/o in acqua, etc. In generale, l’attività aerobica (es. camminare, pedalare, nuotare, etc.) eseguita per un minimo di 150 minuti a settimana - ottimali 300 - ed esercizi di tonificazione muscolare praticati con metodo e regolarità contribuiscono a migliorare la funzionalità delle articolazioni e a controllare ilpeso.
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