Attilio Speciani è un nutrizionista con una solida formazione e una vasta esperienza nel campo della nutrizione, del benessere psico-fisico e della motivazione al cambiamento. Il suo percorso professionale si è focalizzato in particolare sulla dermatologia e l'immunologia clinica, con studi approfonditi presso la Clinica Dermatologica di Via Pace dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
La relazione tra ciò che mangiamo e il nostro benessere è fondamentale. Gli effetti di ciò che introduciamo nel nostro corpo possono manifestarsi anche a distanza di tempo, a causa dell'accumulo progressivo di sostanze infiammatorie derivanti dall'eccessiva o ripetuta assunzione di determinati alimenti o gruppi alimentari.
Aree di Specializzazione e Ricerca
Le principali aree di specializzazione e ricerca di Attilio Speciani includono:
- Infiammazione da cibo: Studio e trattamento delle infiammazioni causate da un uso eccessivo o ripetitivo di determinati alimenti.
- Glicazione: Analisi degli effetti dannosi degli zuccheri e della variabilità glicemica sull'organismo.
- Malattie autoimmuni: Ricerca del ruolo del BAFF (sostanza infiammatoria dovuta anche alla dieta) nello sviluppo di autoimmunità.
Insieme al suo team, il Dott. Speciani ha pubblicato diversi lavori scientifici che analizzano il ruolo di BAFF e PAF nella misurazione dell’infiammazione di basso grado e gli strumenti terapeutici per ridurla efficacemente. La ricerca ha evidenziato l'importanza di prevenire patologie come il diabete, l'obesità e la steatosi epatica, strettamente legate all'infiammazione da zuccheri, contribuendo così alla salute cardiovascolare.
L'Infiammazione da Cibo: Un Approccio Dettagliato
Le forme di infiammazione dovuta al cibo sono almeno di tre tipi:
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- Infiammazione causata dall'uso eccessivo o ripetitivo di un alimento.
- Infiammazione di basso grado, silente e cronica, mantenuta da una scorretta assunzione alimentare prolungata.
- Ruolo del BAFF nelle malattie autoimmuni.
L'infiammazione, anche quella legata al cibo, può causare disturbi ricorrenti come meteorismo, pancia gonfia, emicrania, eczema, reflusso, tosse non batterica, candidosi, cistiti, afte, dolori articolari, nevralgie e ridotta sensibilità al glucosio. Controllare l'infiammazione attraverso una alimentazione personalizzata può ridurre o risolvere questi disturbi.
Gli Effetti della Glicazione
L'uso ripetuto di zuccheri (come cereali raffinati, alcol e polioli) porta all'attivazione di processi di "glicazione" nell'organismo. Gli effetti della glicazione si accumulano nel tempo, interferendo con le funzioni dell'organismo. La glicazione è coinvolta nelle malattie metaboliche (diabete, gotta, dislipidemia), nella steatosi epatica, nei dolori persistenti, nelle alterazioni sensoriali, nelle patologie tumorali e nel processo di degenerazione neuronale.
È utile immaginare una proteina glicata come se fosse "caramellizzata" dallo zucchero, perdendo quindi la sua funzione. Va considerato che il 62% delle reazioni allergiche e simil allergiche sono dovute all’interazione di più fattori, glicazione compresa.
Pasti sbilanciati e ricchi in carboidrati raffinati, piatti a base di sola frutta, colazioni ricche in zuccheri semplici, l'assunzione quotidiana di caffè dolcificato sono solo alcuni esempi di abitudini scorrette che possono determinare frequenti oscillazioni di glicemia.
Un altro dato preoccupante è legato alla steatosi in età infantile: in Italia più dell’8% dei bambini è affetto da steatosi epatica (fegato grasso) e la causa è legata al consumo eccessivo di zuccheri.
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Sentendo la parola “zucchero”, gli alimenti che vengono subito in mente sono merendine, gelati, biscotti, bevande zuccherate. Esiste però anche una serie di alimenti raramente percepiti come zuccherini, anche se dolci a livello gustativo. Anche queste sostanze, considerate spesso come “salutari” hanno un effetto metabolico sovrapponibile a quello di un soft drink o di una caramella.
Anche i dolcificanti, usati ormai ovunque (in acque aromatizzate, gomme da masticare, budini proteici, yogurt…) incrementano i valori di albumina glicata e metilgliossale, due marcatori (misurabili) della glicazione, correlati a sintomi e patologie importanti.
Non è possibile stabilire un livello massimo di assunzione tollerabile di zucchero perché il consumo di zuccheri semplici è direttamente proporzionale al rischio di sviluppare patologie metaboliche e cardiovascolari. Per questo motivo gli scienziati dell’EFSA (Autorità europea sulla sicurezza alimentare) hanno anche di recente ri-suggerito che l’assunzione di zuccheri aggiunti e liberi dovrebbe essere la più bassa possibile. Bisogna diffidare dei cibi light perché il ridotto apporto di grassi viene sostituito da un quantitativo maggiore di zuccheri e dolcificanti.
Il GlycoTest: Uno Strumento di Valutazione
Il GlycoTest, tramite la misurazione di Albumina glicata in percentuale e di Metilgliossale, valuta il livello di glicazione dell'organismo, consentendo di prevenire patologie come il diabete o la steatosi epatica e di ottimizzare la terapia già in atto. Il GlycoTest valuta anche eventuali predisposizioni genetiche per il diabete, l’obesità e la steatosi epatica, permettendo di mettere in atto strategie alimentari, integrative e sullo stile di vita in genere, al fine di evitare che la patologia si manifesti.
Covid, Vaccini e Glicazione
La glicazione è fortemente correlata al Covid-19. Il recettore presente sulle cellule umane (ACE 2 Receptor) deve essere in parte glicato o glicosilato perché il virus entri nella cellula e si diffonda. Anche la proteina spike deve essere glicosilata o glicata per entrare nell'organismo, generare i suoi effetti e attivare le complicanze.
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Obesità, diabete e iperglicemia sono stati tra i fattori che hanno maggiormente colpito durante la pandemia. Il virus disturba anche le cellule del pancreas, facilitando la progressione o l'attivazione di un quadro diabetico. Il controllo nutrizionale della glicazione può avere un forte impatto sulla virulenza del Covid.
La proteina spike, quando si riempie di radicali zuccherini, cambia la sua forma, e gli anticorpi prodotti dall'organismo (per malattia precedente o vaccinazione) riconoscono il virus in modo solo parziale. La conoscenza dei propri livelli di glicazione è parte basilare della prevenzione dell'infezione e della riduzione delle complicanze.
Percorso Accademico e Professionale
- Iscritto dal 1979 all’Ordine dei Medici di Milano e Provincia N. MD.
- Registrato al General Medical Council (GMC) di Londra N.
- Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita a pieni voti a soli 23 anni.
- Attività ospedaliera fino a ricoprire la carica di Assistente di ruolo presso il Centro di Anestesia e Rianimazione dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano.
- Specializzazioni certificate in Anestesiologia e Rianimazione, Allergologia e Immunologia Clinica.
- Docente dei Master di Nutrizione dell’Università di Pavia dal 2014, come professore a contratto. Il titolo del suo corso di insegnamento è “Infiammazione da cibo”.
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