Fondata su principi millenari, questa pratica olistica non si limita solo alla cura delle malattie, ma abbraccia l’intero stile di vita, dalla dieta alla meditazione, per promuovere un equilibrio armonioso tra corpo, mente e spirito.
Al cuore dell’Ayurveda ci sono i dosha: Vata, Pitta e Kapha, che rappresentano le energie biofisiche presenti in ogni individuo. Ogni persona ha una combinazione unica di questi dosha, che determina la propria costituzione e influenza la salute e il benessere.
- Vata: Associato all’elemento aria e spazio, Vata governa il movimento e la creatività.
- Pitta: Legato al fuoco e all’acqua, Pitta controlla il metabolismo e la digestione.
- Kapha: Dominato da terra e acqua, Kapha è responsabile della struttura e della stabilità.
Ayurveda significa letteralmente “scienza della vita”, e in questa visione millenaria ogni individuo è visto come un sistema unico, in equilibrio tra corpo, mente e ambiente. Ciascuno di noi è composto da una combinazione di tre energie vitali, Vata, Pitta e Kapha, chiamate dosha, che determinano la nostra costituzione fisica, emotiva e mentale.
Uno dei pilastri dell’alimentazione ayurvedica è la distinzione dei sei gusti fondamentali in ogni pasto: dolce, salato, acido, piccante, amaro e astringente.
Anche le stagioni influenzano la dieta. L’inverno, ad esempio, richiede cibi caldi e nutrienti, mentre in estate si prediligono alimenti rinfrescanti e idratanti. Non serve rivoluzionare tutto da un giorno all’altro. Integrare l’Ayurveda nella propria alimentazione non significa seguire una moda, ma riscoprire un sapere antico e ancora oggi straordinariamente attuale.
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Durante la stagione invernale, è comune osservare un aumento del doṣa Kapha, che può manifestarsi con congestione e pesantezza sia mentale che fisica. È consigliabile ridurre le porzioni alimentari, arricchire la dieta con una varietà di spezie che stimolino il palato, e privilegiare sapori pungenti, amari e astringenti.
Il miele, consumato a crudo (non va mai cotto e riscaldato), rimane un eccellente dolcificante; un cucchiaino mescolato con poco succo di limone ed un pizzico di zenzero assunto prima dei pasti ha un effetto appetizzante ed accende il fuoco gastrica.
L'attività fisica è cruciale per chi ha una costituzione Kapha. L'inverno è l'ideale per sfruttare la resistenza e la forza di questa costituzione, attraverso una routine di esercizi vigorosa e riscaldante.
Avete anche voi quell’amico che riesce a mantenere la calma in ogni situazione e ai vostri occhi sembra costantemente felice e rilassato? Il dosha Kapha è composto da elementi legati alla terra e all’acqua. Questi due principi conferiscono stabilità, lentezza, tolleranza e sicurezza alla personalità di ogni individuo.
La costituzione corporea del tipo kapha è normalmente ben sviluppata e il rischio di accumulo di peso in eccesso è molto frequente. Nonostante il sistema immunitario sia molto resistente, lo stile di vita sedentario e particolarmente tranquillo può causare malattie quali diabete, disturbi ai polmoni e ai bronchi.
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È quindi importante selezionare il cibo in modo da evitare l’accumulo di sostanze nocive all’interno del corpo. Mele, mirtilli rossi, frutta secca, pere, papaya e uva sono particolarmente indicate per questo tipo di dosha.
La farina integrale rischia di appesantire l’intestino e di facilitare l’accumulo di peso. Per completare il vostro piatto dovrete solo più aggiungere un po’ di verdura, possibilmente cotta o bollita in modo da attivare la flora intestinale!
Questi due tipi di alimenti risultano essere molto pesanti e grassi. Se volete utilizzare dell’olio per condire una delle vostre gustose creazioni, gli esperti ayurveda consigliano l’olio di senape, di soia, di girasole o il burro di ghee.
Le spezie sono indicate per il dosha kapha poiché accelerano il metabolismo e impediscono l’accumulo di grassi.
Se vi sentite appesantiti, provate a non mangiare più di tre volte al giorno. Evitate le piccole pause e considerate il pranzo il vostro pasto principale. Infatti, proprio in questo orario, il corpo produce la maggior quantità di enzimi e per il vostro corpo sarà più facile eliminare i grassi.
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L’alimentazione ayurvedica si basa principalmente sull’assunzione di cibi puri, non contaminati e poco raffinati. Una delle caratteristiche principali di una dieta ayurvedica è che si mangia in base alla propria tipologia di costituzione o Dosha. Di seguito elenchiamo alcuni dei cibi consigliati e quelli da evitare per le tre differenti costituzioni: Vata, Pitta e Kapha.
- Verdure dolci o amare come broccoli o cavolfiori.
- Mangiare in un ambiente sereno, da soli o con persone di cui apprezzate la presenza.
- Assumere possibilmente ad ogni pasto alimenti che contengono i sei rasa o gusti: dolce,salto, acido, amaro, pungente e astringente.
Di seguito, vediamo le principali caratteristiche di ciascun dosha e quali sono i cibi ai quali fare maggiormente attenzione per evitare negativi eccessi dell’uno piuttosto che dell’altro.
VATA NON AMA I CIBI FREDDI E SECCHI
«Vata governa l’equilibrio sensoriale e mentale e il movimento. La sua sede principale è il colon e, quando questo dosha è in equilibro, elimini al meglio le tossine, respiri bene, i tuoi sensi sono particolarmente “svegli”, i pensieri veloci, creativi e spinti alla conoscenza», spiega la dottoressa Muscarella. «Un eccesso di Vata, dovuto per esempio a un esagerato consumo di cibi freddi, secchi e troppo dolci, provoca invece costipazione, insonnia, confusione e nervosismo».
PITTA DEVE EVITARE I PIATTI SALATI
«Questo dosha influenza la percezione visiva, la sete, la fame, il coraggio. Ha sede nel fegato: quando è in equilibrio, digerisci bene e riesci a gestire al meglio le situazioni complesse», afferma l’esperta. «Se però è presente in misura eccessiva (perché hai mangiato cibi troppo salati o acidi, come pomodori, kiwi e agrumi), causa una sensazione esagerata di calore e bruciore, fame e sete intense e difficoltà a dormire, oltre a indurre fermentazioni intestinali, infiammazioni e sudorazione eccessiva».
NIENTE FRITTI NÉ DOLCI PER KAPHA
«Kapha ha il potere di unire e nutrire. La sua sede principale è il sistema immunitario. Quando è in equilibrio, hai un sonno profondo e tranquillo, sei concentrata e ricordi meglio le cose», rivela la dottoressa Muscarella. «Un eccesso (magari dovuto a un’abbuffata di fritti, dolci e piatti freddi) provoca invece letargia, senso di pesantezza, raffreddamento, debolezza degli arti, tosse, respiro difficoltoso. Inoltre, aumenti di peso e accumuli acqua e grasso, diventando debole».
LE INDICAZIONI GENERALI
Forse l’hai già notato leggendo le righe sopra: anche se in misura diversa, secondo l’ayurveda portare in tavola cibi freddi risulta controproducente per tutti i dosha. Non a caso i menu che trovi nelle prossime pagine ti fanno puntare su quelli caldi, tiepidi o brodosi, proponendo raramente anche le verdure crude, che nelle diete estive la fanno da padrone.
Nella stagione calda è poi meglio limitare (o eliminare del tutto) i fritti e la carne, in particolare quella rossa e gli insaccati. Sì invece ai latticini freschi e al pesce di piccole dimensioni, così come sono promossi i cereali, soprattutto il riso basmati. Piccole dosi, invece, per il grano saraceno, perché molto riscaldante.
ACQUA IN ABBONDANZA
«Nella stagione calda bisogna poi bere, bere e ancora bere», esorta l’operatrice ayurvedica. «Come si sa, l’acqua è l’elemento chiave per affrontare il caldo estivo e secondo l’ayurveda è necessario assumerne 2 litri al giorno (rigorosamente a temperatura ambiente) per contrastare la perdita di liquidi causata dall’aumentata sudorazione. Inoltre, l’acqua va sorseggiata poco alla volta durante l’intera giornata, in modo da riuscire a “digerirla meglio”, evitando anche di dover correre in bagno in continuazione».
ALTRE BEVANDE OK
Sono da evitare le bibite gassate e i succhi confezionati, spesso addizionati di zuccheri ed edulcoranti.
«Ok invece a latte di cocco o di mandorle o ancora al succo di aloe vera, dolcificata all’occorrenza con miele. Sono perfette anche le tisane preparate con miscele di erbe e spezie come menta, finocchio o coriandolo», suggerisce Laura Muscarella. «È ottimo anche un infuso di karkadè al mattino appena ci si sveglia, preparato con acqua bollita almeno 10 minuti: aiuta a sentire meno caldo durante la giornata e in più contribuisce alla corretta depurazione dell’organismo. Infine, è consigliabile camminare almeno 30 minuti la mattina presto o al calar del sole: per riequilibrare le energie e contrastare l’accumulo di peso».
QUAL È IL TUO DOSHA DOMINANTE?
Grazie a queste descrizioni individua quello in cui ti riconosci di più. Poi sfoglia la gallery e segui la dieta corrispondente.
- Vata: La persona in cui prevale questo dosha ha un fisico sottile, la pelle secca, gli occhi piccoli castani o neri. Tende ad avere mani e piedi freddi. È veloce nel mangiare e camminare, così come sul lavoro, anche se si stanca facilmente. È ansiosa, spesso spendacciona, e tende a preoccuparsi senza motivo o all’opposto ad avere eccessivi entusiasmi. Mal sopporta grandi responsabilità e temperature troppo basse.
- Pitta: In questo caso la corporatura è media. I capelli sono biondi o ramati e tendono a diradarsi presto. La pelle è delicata, con nei o lentiggini. Di solito suda molto e ha un ottimo appetito. Sa parlare in pubblico, è preciso, pungente e ama circondarsi di cose belle. Ma è anche una persona a rischio stress.
- Kapha: Con questo elemento predominante la corporatura è robusta, la pelle grassa, gli occhi sono chiari e i capelli scuri. Chi è Kapha, resiste poi bene alla fatica e predilige cibi caldi e secchi. Vanta un carattere stabile e un forte impulso sessuale, ma anche una tendenza alla sedentarietà.
TIPO CHE SEI, MENU CHE SEGUI
«La mattina appena sveglia bevi inoltre una tazza di acqua che avrai fatto bollire per almeno 10 minuti: aumenta il fuoco digestivo e ripulisce gli organi interni dalle tossine», consiglia Laura Muscarella.
Per preparare il lassì: diluisci 1 vasetto di yogurt bianco da 125g in 3 parti d’acqua (puoi usare lo stesso vasetto come misurino).
- Vata: Prediligi i cibi dolci, aspri o salati. Ok anche ad alimenti oleosi (semi e frutta secca), caldi e ben cotti, umidi (come le creme) e conditi con olio.
- Pitta: Punta sugli alimenti dal gusto dolce, amaro e astringente. Consigliati inoltre i vegetali (verdura, frutta, cereali) e piatti a temperatura tiepida.
- Kapha: Porta in tavola cibi dal sapore amaro, pungente e astringente e che siano anche asciutti e caldi. Sconsigliati invece gli alimenti dolci, aspri e salati, oltre che i piatti freddi, quelli troppo brodosi e i fritti.
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