Lo zolfo è un macroelemento essenziale per il corpo umano, uno dei minerali presenti nell'organismo in quantità più abbondanti. Un adulto contiene in media circa 140 grammi di zolfo, distribuiti in proteine, enzimi e ormoni. Si tratta di un micronutriente fondamentale per la salute umana.
Zolfo e Amminoacidi: Un Legame Vitale
Lo zolfo è presente nei cosiddetti aminoacidi solforati. Nello specifico, è necessario per la sintesi degli aminoacidi cisteina e metionina. Fra questi, metionina e cisteina servono per costruire sia proteine dal ruolo strutturale (come la cheratina e il collagene) sia enzimi coinvolti nelle numerose reazioni che avvengono all'interno dell'organismo. La taurina, invece, partecipa alla produzione degli acidi biliari. Uno di questi 2 amminoacidi solforati, la metionina, non può essere sintetizzato dal nostro organismo e deve quindi essere fornito dalla dieta. In media, le proteine contengono tra il 3 e il 6% di aminoacidi solforati. Gli amminoacidi solforati (SAA), come parte della struttura proteica, possono agire come precursori di neurotrasmettitori e intermedi metabolici antiossidanti come il glutatione.
Lo zolfo partecipa alla formazione dei ponti disolfuro, legami chimici che conferiscono resistenza meccanica e insolubilità alla cheratina, proteina che abbonda nei capelli e nelle unghie. I legami chimici tra le molecole di zolfo (ponti disolfuro) sono infatti in gran parte responsabili della resistenza meccanica e dell’insolubilità della cheratina, una proteina presente nell’epidermide e nei capelli. Allo stesso modo, lo zolfo sostiene il tessuto connettivo.
Fonti Alimentari di Zolfo
Lo zolfo è presente in tutti i cibi ricchi di proteine, dalla carne rossa ai legumi, passando per il pesce, la carne bianca e il latte. Gli alimenti apportatori di zolfo organico sono soprattutto quelli di origine animale, i quali forniscono una buona quantità di proteine contenenti amminoacidi solforati, e metilsulfonilmetano. I cibi di riferimento sono soprattutto le uova, la carne, il pesce ed i formaggi. Uno degli alimenti più ricchi in assoluto di questo minerale è il tuorlo d'uovo, ma anche cipolle, aglio, verza, cavolini di Bruxelles e rape ne contengono una buona quantità. Alcune verdure: in particolare asparagi, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo rosso, porri, cipolla, ravanelli, cime di rapa e crescione. Anche l’acqua potabile di determinate origini contiene quantità significative di zolfo.
L’aspetto interessante derivante da questa ricerca è che i composti solforati presenti nelle verdure contribuiscono in maniera rilevante all’assunzione totale di zolfo.
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Fabbisogno e Carenza di Zolfo
Non esiste una dose giornaliera raccomandata di zolfo. Il fabbisogno raccomandato di zolfo non viene mai trattato individualmente; esso, rappresentando un costituente essenziale di alcuni amminoacidi o correlandosi agli alimenti che li contengono, viene soventemente valutato sulla base dell'apporto proteico ed amminoacidico complessivi. Il fabbisogno di zolfo non viene calcolato singolarmente: si considera soddisfatto quando l'apporto proteico complessivo è adeguato, soprattutto in termini di amminoacidi solforati. I fabbisogni dell'organismo vengono infatti soddisfatti piuttosto facilmente con l'alimentazione.
La carenza di zolfo nell'organismo è rara, ma non impossibile. Di solito si manifesta in casi di malnutrizione proteica, quando l'apporto di amminoacidi solforati come la metionina è insufficiente. Teoricamente, chi tende ad assumere meno proteine potrebbe rischiare un inadeguato apporto di zolfo. Per questo motivo, i vegetariani possono essere maggiormente a rischio rispetto alle persone che mangiano carne. Inoltre, in alcune parti del mondo, il suolo potrebbe contenere basse quantità di zolfo, e questo potrebbe favorire un apporto inadeguato nei vegetariani. Tuttavia, coloro che optano per diete specializzate o restrittive possono comunque sperimentare carenze occasionali e di basso livello. In questi casi, l’uso attento di integratori di zolfo può essere di beneficio.
Zolfo: Il Minerale della Bellezza
Lo zolfo è noto anche come il "minerale della bellezza", perché aiuta a mantenere in salute non solo unghie e capelli, ma anche la pelle. E' nota da tempo l'importanza di sostanze solforate per l'organismo; lo zolfo è infatti costituente di composti attivi nei tessuti, nelle cartilagini e nei tendini.
Integratori di Zolfo e MSM
Lo zolfo è naturalmente presente nella dieta, ma negli ultimi anni sono comparsi diversi integratori. Il dimetilsolfossido (DMSO) e il metilsulfonilmetano (MSM) vengono spesso usati come integratori di zolfo. Le dosi comuni di MSM vanno dai 750 ai 1000 mg al giorno, spesso in associazione ad altri antiossidanti.
Nella seconda casistica invece sarebbe più corretto parlare di farmaci; in questo contesto, il metilsulfonilmetano si è dimostrato una molecola utile ad accelerare l'eliminazione cellulare dei cataboliti tossici, soprattutto a livello del sistema muscolo scheletrico. Si ritiene che gli integratori di MSM agiscano come antinfiammatori per proteggere la cartilagine articolare.
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Uso Topico dello Zolfo
Lo zolfo viene tipicamente utilizzato in concentrazioni del 2-10%. Lo zolfo riduce il prurito e la desquamazione associati alla dermatite seborroica e alla forfora, oltre ad avere un possibile effetto antimicotico contro i lieviti Malassezia. Lo zolfo viene spesso utilizzato in combinazione con l’acido salicilico per il trattamento di queste condizioni, in quanto hanno un’azione cheratolitica sinergica. Lo zolfo si è dimostrato efficace nel trattamento della scabbia, poiché applicato localmente è tossico per l’acaro della scabbia (S. scabiei).
Effetti Collaterali e Precauzioni
Ad esempio, l’acqua potabile contenente alti livelli di zolfo può causare feci molli e diarrea. Una dieta ricca di zolfo può anche peggiorare i sintomi dei pazienti con colite ulcerosa o morbo di Chron. Detto questo, non tutti i cibi ricchi di zolfo possono avere lo stesso effetto. Infine, un ultimo appunto va fatto sui solfiti. Circa l’1% delle persone soffre di una particolare sensibilità ai solfiti che provoca prurito, orticaria, gonfiore, nausea o sintomi simili all’asma quando sono esposte a cibi ricchi di solfiti. Infine, per quanto riguarda l’uso topico dello zolfo, un odore offensivo simile a quello delle uova marce ne limita l’uso in assenza di profumi di mascheramento.
Lo Zolfo nella Scienza e in Natura
Il termine zolfo deriva probabilmente dall’arabo sufra, che significa giallo; il termine latino, invece, è sulphur. Dal punto di vista chimico si tratta di un non metallo o metalloide. Il ciclo dello zolfo in natura è assai complesso e coinvolge rilevanti processi biologici. Nello strato di terreno esplorato dalle radici la stragrande maggioranza dello zolfo è presente nella sostanza organica, circa il 93-95% del totale. Lo zolfo viene assorbito dalle radici allo stato di massima ossidazione, come ione SO42-, ma dopo essersi legato all’Atp subisce un processo di riduzione.
Si trova nei minerali e nelle acque, ma anche negli organismi viventi. Il suo ingresso nella scienza si ha con la chimica. Alle origini di questa scienza (16° secolo) lo ‘zolfo’ - insieme al ‘sale’ e al ‘mercurio’ - era considerato uno dei principi di tutti i corpi naturali, responsabile della loro infiammabilità, dei loro movimenti interni e quindi della loro attività chimica. Sin dal 1000 d.C. In natura lo zolfo si può trovare allo stato nativo - cioè puro - o, più spesso, nella composizione di numerosi minerali: gesso, anidrite, barite, kainite, cinabro, blenda, galena, pirite. Lo zolfo può trovarsi sotto forma di cristalli di diverso tipo, principalmente a forma di rombo.
Applicazioni Agricole dello Zolfo
Un’altra famiglia molto sensibile alla disponibilità di zolfo è quella delle Alliacee, che comprende aglio, cipolla, porro e scalogno tra le specie maggiormente coltivate. Tutte queste specie presentano composti solforati, che sono quelli che conferiscono loro il caratteristico aroma: ad esempio si tratta del disolfuro di diallile per l’aglio, mentre per la cipolla il componente solforato è l’ossido di tiolpropano. Apporti specifici di prodotti a base di zolfo sono necessari nell’ambito della correzione dei suoli alcalini: a questo scopo si applicano quantità considerevoli di gesso (CaSO4) che vanno a favorire lo scambio del sodio dalla CSC con il calcio apportato, in modo da fare dilavare il solfato di sodio (Na2SO4) che si viene a costituire e diminuire la salinità ed in particolare la sodicità dei suoli. Quando coltiviamo Crucifere o Alliacee è indispensabile mettere in conto degli apporti di zolfo.
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