Bambini che mangiano solo carboidrati: cause e soluzioni

L'obesità infantile è un tema attuale, ma ancora sottovalutato. Le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivelano infatti che sono sovrappeso oppure obesi il 30% dei bambini e adolescenti del pianeta. In Italia la situazione non è migliore: circa il 29,8% dei bambini è in sovrappeso e fra questi l'9,4% è obeso.

A lanciare l’allarme, in occasione del World Obesity Day, è la Fondazione Valter Longo, Onlus impegnata nella promozione di iniziative e programmi volti a garantire a tutti una vita lunga e sana attraverso una corretta alimentazione e uno stile di vita equilibrato.

Cause dell'obesità infantile e consumo eccessivo di carboidrati

Gli studi condotti da Valter Longo, biogerontologo di fama internazionale, hanno analizzato le principali cause dell'obesità infantile in Italia nel libro "*La longevità inizia da bambini*". Al contrario di quello che si è soliti pensare, il maggiore indiziato non sarebbe il "cibo spazzatura" quanto un’interpretazione scorretta e sbilanciata della classica dieta mediterranea e, in particolare, un consumo eccessivo di alimenti come pane, pasta, pizza e patate.

«In Italia abbiamo un primato di obesità infantile simile a tutti gli effetti a quello dell’America - spiega la Dottoressa Romina Cervigni, Nutrizionista e Responsabile Scientifico della Fondazione Valter Longo Onlus - eppure il fenomeno non è legato al consumo di junk food e bibite gassate. Le indagini che abbiamo condotto rivelano che un bambino italiano consuma in media una lattina di bibita gassata alla settimana, di contro però quasi 500 gr al giorno di alimenti come pane, pasta e patate e l’amido di cui sono ricchi questi cibi viene assorbito molto rapidamente nel nostro corpo come zucchero. È bene ricordare dunque che l’obesità può essere associata non solo ai cibi spazzatura ma anche a un consumo smodato di cibi di per sé sani».

Ad aggravare la situazione anche la scarsa percezione che i genitori spesso hanno del problema: un bambino “paffutello” viene ancora oggi spesso considerato un bambino in buona salute quando in realtà il sovrappeso da piccoli può avere delle conseguenze importanti sulla salute.

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«L’eccesso di grasso da bambini - spiega infatti la Dottoressa Cervigni - predispone da adulti a una serie di patologie serie come ipertensione, malattie cardiovascolari, disturbi ormonali e respiratori. Non solo, un bambino obeso è 4 volte più esposto al rischio di diventare diabetico da adulto. Senza contare le implicazioni psicologiche, anche queste spesso sottovalutate. Il sovrappeso da bambini può portare infatti a sviluppare disturbi del comportamento alimentare».

Tra le principali cause dell’obesità infantile, anche la scarsa attività fisica e la sedentarietà, un problema reso ancora più acuto dal lockdown prolungato e dalle limitazioni a cui sono stati costretti i piccoli in quest’ultimo periodo. «La sedentarietà è un problema che ha riguardato anche i bambini, privati di quelle attività che vanno oltre allo sport programmato ma che implicano comunque il movimento, come correre o andare in bici - spiega ancora la nutrizionista - In base agli ultimi report che abbiamo, l’obesità nel 2019 stava registrando una piccola diminuzione, seppur graduale, ma i dati del 2020 secondo noi invertiranno questa tendenza e registreranno un peggioramento».

Soluzioni e prevenzione

Da tutto questo emerge dunque la necessità di fare prevenzione, assicurando ai bambini una corretta educazione alimentare: insegnare fin da piccoli a mangiare in modo sano è infatti fondamentale per garantire una vita sana e longeva.

«È importante innanzitutto far capire ai bambini che ci sono alimenti di per sé sani ma che se mangiati in maniera eccessiva, non fanno bene - suggerisce la dottoressa - Questo vale, come dicevamo, per pane, pasta e patate, da sostituire con verdure e legumi che aumentano il senso di sazietà, ma anche per la frutta che, sebbene ricca di sali minerali, vitamine e fibre, contiene anche zuccheri e quindi va mangiata ma con la giusta moderazione. Noi lo diciamo sempre: non si tratta di mangiare di meno. Si può mangiare anche di più ma imparando a farlo meglio. Ed è questo che anche i bambini devono sapere».

Se è vero però che il principio fondamentale per la corretta alimentazione dei più piccoli è puntare su una dieta completa, che includa tutte le sostanze nutritive necessarie per la salute, spesso i genitori devono fare i conti con l’estrema selettività di alcuni bambini, nonché con il rifiuto di determinati cibi. Come fare allora?

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Anche in questo caso, attenzione ai falsi miti: la strategia, spesso utilizzata, di "camuffare" l’alimento non gradito all’interno di un’altra portata, non è sempre efficace.

«Tramite i nostri canali social abbiamo proposto un questionario rivolto ai genitori - racconta ancora la nutrizionista - chiedendo quali soluzioni mettano in atto per proporre ai bambini alimenti poco graditi ma salutari e quanto efficaci si siano rivelate nel tempo queste strategie. I bambini con alimentazione selettiva mostrano una riduzione dell’apporto alimentare globale e un’alterazione della composizione nutrizionale della dieta.

Con l’espressione alimentazione selettiva si descrive il comportamento di bambini che limitano la loro alimentazione ad una gamma ristretta di cibi preferiti, rifiutandosi di mangiare altri cibi conosciuti o di assaggiarne di nuovi. Mangiano cinque o sei cibi differenti, spesso carboidrati come pane, patate fritte o biscotti. Molti bambini possono rifiutare il cibo in base a caratteristiche sensoriali come il gusto, l’odore, il colore o la consistenza, e la richiesta d’aiuto è solitamente motivata dall’impatto che il fenomeno ha sul funzionamento sociale del ragazzino, come feste di compleanno, gite scolastiche o cene di classe. Generalmente, questi bambini presentano un peso ed un’altezza adeguati all’età e non manifestano preoccupazioni per il peso o la forma del corpo.

Un ruolo di primaria importanza nell’origine e mantenimento di pattern alimentari anomali sembrano svolgere alcuni comportamenti errati e maladattivi da parte dei genitori. Diversi studi, infatti, hanno messo in luce alcuni aspetti disfunzionali della relazione genitori-figlio che possono rendere difficili i processi di mutua regolazione e di autonomizzazione del bambino durante l’esperienza dell’alimentazione.

Secondo Davies e colleghi anche se fattori infantili come il temperamento, le condizioni organiche, le anomalie strutturali e i problemi e le sindromi dello sviluppo sono stati collegati alla patogenesi dei disturbi alimentari infantili, l’ambiente e i fattori genitoriali possono anche interagire per influenzare e mantenere tali problematiche.

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Uno studio longitudinale del 2014 (Tharner et al.) su più di 2000 bambini americani si è proposto di individuare un profilo comportamentale dei bambini con alimentazione selettiva. I risultati hanno mostrato che i bambini che rientrano in questa categoria consumano meno quantità di alimenti come vegetali, carne, pesce, poco popolari anche tra i bambini che non hanno questo problema. Tuttavia si nutrono in modo simile agli altri bambini di alimenti quali prodotti raffinati e derivati dal grano, come cornflakes, panini, così come di latticini come lo yogurt e frutta.

Questa ricerca ha mostrato anche differenze nel comportamento materno di nutrimento: le madri dei bambini più esigenti esercitano una maggiore pressione a mangiare. L’insistenza genitoriale però, oltre ad essere una reazione normale e comprensibile al rifiuto del bambino a mangiare, può avere anche un effetto controproducente sul bambino, abbassando il livello di divertimento e piacere associato al pasto; oltre a ciò la pressione da parte dei genitori a mangiare può generare ulteriore resistenza, portando i bambini a detestare proprio quei cibi.

Comunque l’esposizione, il modellamento e l’imitazione possono derivare anche dai pari ed essere facilitati dalla frequenza all’asilo nido o della scuola dell’infanzia.

Un’altra importante indagine sull’ alimentazione selettiva dei bambini, anche per quanto riguarda le varianti non patologiche, ha portato a concludere che i bambini tendono a richiedere circa 15 esposizioni ad un cibo prima che si fidino ad assaggiarlo (Wardle, Cornell & Cooke, 2005) ed un’altra decina di esposizioni per sviluppare una vera e propria preferenza (Wardle et al. 2003).

Perciò offrendo ripetutamente un cibo inizialmente rifiutato, i genitori giocano un ruolo cruciale nel trasformare un cibo non usuale in uno familiare, diminuendo quindi questa risposta innata.

Innanzi tutto è importante interrogarsi e porre un occhio attento verso le manifestazioni del disagio del bambino, su due livelli diversi, uno più relazionale e uno più comportamentale. L’ alimentazione selettiva, come la neofobia, potrebbero essere l’espressione di una possibile disarmonia della sfera affettiva del bambino, di una fatica, di un malessere o di una difficoltà evolutiva e hanno il valore di messaggio.

È importante parlare del cibo in termini di gusto, aroma, apparenza, consistenza, temperatura, suono, origine, prima che i bambini ne mettano un boccone in bocca. Più informazioni sanno, più coraggiosi saranno. Anche il cucinare insieme può essere un’attività utile; se infatti l’obiettivo non è solo quello di far mangiare al bambino ciò che è stato preparato, può aiutare i figli a prendere maggiore confidenza e familiarità con gli alimenti.

Raccomandazioni dietetiche generali

  • Suddivisione dell’apporto calorico giornaliero in almeno 5 pasti nella giornata (3 pasti principali + 2 spuntini).
  • Consumo regolare di una colazione adeguata al mattino.
  • L’impiego di diete in generale, soprattutto se sbilanciate (iperproteiche o ipoglicidiche o fortemente ipocaloriche) è vivamente sconsigliato.
  • La quota proteica totale deve rispettare le raccomandazioni LARN per sesso, età e peso.
  • È opportuno che i carboidrati assunti coprano una quota non inferiore al 50% delle calorie totali, preferendo alimenti a basso indice glicemico.
  • I grassi complessivi della dieta dovrebbero coprire una quota non superiore al 30% delle calorie totali.
  • L’adeguato apporto di fibre in grammi/die dovrebbe essere compreso tra età del bambino +5 ed età del bambino +10.

Alimenti consentiti con moderazione

  • Bevande zuccherine come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta.
  • Dolci quali torte, pasticcini, biscotti, frollini, gelatine, gelati, budini, caramelle.
  • Cibi da fast-food ricchi di grassi idrogenati.
  • Grassi animali: burro, lardo, strutto, panna.
  • Frattaglie e carni grasse.
  • Insaccati ad elevato tenore in grassi saturi, salame, salsiccia, mortadella, ecc.
  • Maionese e altre salse elaborate.
  • Snack salati come patatine, pop-corn, salatini, noccioline comprese pizzette e focacce.
  • Sale.

Alimenti consentiti e consigliati

  • Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti.
  • Frutta, due-tre frutti, preferibilmente con la buccia (ben lavata).
  • Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi privilegiando quelli integrali a basso indice glicemico.
  • Pesce di tutti i tipi almeno tre volte alla settimana.
  • Legumi, vanno mangiati almeno due volte alla settimana.
  • Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati, almeno una porzione al giorno.
  • Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e che sia privata del grasso visibile), tre volte alla settimana.
  • Formaggio, un paio di volte alla settimana.
  • Affettati, preferendo prosciutto cotto, crudo, speck, bresaola, affettato di tacchino/pollo purché sgrassati e non più di due volte alla settimana.
  • Acqua, almeno 2 litri al giorno, tè o tisane senza zucchero.
  • Erbe aromatiche per condire i piatti.

Regole comportamentali

  • Motivare i genitori a uno stile di vita più attivo.
  • Programmare la riduzione del tempo dedicato ad attività sedentarie.
  • Promuovere il gioco attivo, possibilmente all’aria aperta e in gruppo.
  • Promuovere la pratica di un’attività motoria regolare organizzata (sport) gradita al bambino.
  • I pasti dovrebbero essere momenti di incontro per la famiglia.
  • Durante i pasti, evitare di accendere il televisore o utilizzare videogiochi.
  • Evitare di usare il cibo come premio e ricompensa.
  • Concedere occasionalmente anche gli alimenti che andrebbero consumati con moderazione.

Acetone nei bambini

Succede di imbattersi nell’acetone di frequente in età pediatrica, ma è un disturbo che si può verificare anche in tutte le altre fasce di età. Si tratta sostanzialmente di una disfunzione transitoria del metabolismo, innescata da una carenza di zuccheri. In assenza di questi ultimi l’organismo che ha bisogno di energia, incomincia a bruciare grassi per produrla.

Il corpo umano per svolgere tutte le sue abituali funzioni fisiologiche ha bisogno di energia che per essere prodotta necessita, a sua volta, di “carburante” che ricava dal cibo, soprattutto dai carboidrati. Questi ultimi durante il processo metabolico vengono trasformati in zuccheri che, sotto forma di glucosio, dopo essere assorbiti dal sangue, forniscono l’energia necessaria a tutto il corpo.

Questo è, in sintesi, il normale meccanismo metabolico che, però, può alterarsi per una serie di motivi. Uno di questi è l’insufficiente apporto di carboidrati nell’alimentazione con una conseguente carenza del “carburante” necessario per produrre energia sufficiente all’organismo che a questo punto innesca un processo alternativo per ottenerla: i chetosi. Si tratta di un meccanismo secondario che permette di ricavare l’energia di cui il nostro corpo ha bisogno dai grassi accumulati nelle cellule adipose. In seguito a questo processo metabolico alternativo si riversano nel sangue molecole di scarto. Si tratta di sostanze acide chiamate corpi chetonici.

Tabella riassuntiva: Alimenti consentiti, moderati e non consentiti

Alimenti Consentiti e Consigliati Alimenti Consentiti con Moderazione Alimenti da Evitare
Verdura (cruda e cotta) Bevande zuccherate Cibi fast-food
Frutta fresca Dolci Grassi animali (burro, lardo, panna)
Carboidrati integrali Snack salati Frattaglie e carni grasse
Pesce Sale Insaccati grassi
Legumi Oli vegetali (con moderazione) Maionese e salse elaborate
Latte e yogurt scremati
Carne magra

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