Era da tempo che volevo scrivere qualche cosa sulla cosiddetta “dieta alcalina”, e di come sia completamente priva di supporto scientifico. Come tante altre diete altrettanto prive di supporto scientifico (come quella dei gruppi sanguigni o quella crudista) ha comunque un inspiegabile successo grazie al passaparola, a qualche infelice trasmissione TV, e a internet.
Cos'è l'Alcalinità?
Ogni soluzione ha un suo pH. Si tratta della scala di misura dell’acidità o basicità (detta anche alcalinità) di un composto. Questa scala nell’uso pratico va da 0 a 14. L’acidità o basicità di una soluzione si misura con appositi strumenti (anche molto semplici, come le cosiddette «cartine tornasole»: delle striscette di carta che reagiscono colorandosi in maniera differente secondo il pH riscontrato).
- Il succo del limone è acido (definiamo così anche il suo sapore), il bicarbonato è basico (ma l’alcalinità ha un sapore amarognolo).
- I succhi gastrici presenti nel nostro stomaco contengono acido cloridrico e hanno pH tra 1 e 2, più acidi di qualsiasi alimento normalmente ingerito.
- Il nostro sangue ha un pH lievemente alcalino: più o meno di 7,4.
Se questo valore diminuisse (quindi andasse verso lo 0) o aumentasse (verso il 14) anche di poco, non potremmo sopravvivere, perché la maggioranza dei processi che ci consentono la vita non funzionerebbe e verrebbe danneggiata nel giro di poco tempo.
Il Ruolo dei Polmoni e dei Reni
Il nostro corpo quindi «lavora» senza sosta per mantenere il pH ai valori fisiologici: quando assumiamo una sostanza acida, i recettori avvertono la novità e mettono in moto i meccanismi che permettono al pH di rimanere stabile.
Quello più «imponente» è la respirazione: espirando (quindi emettendo aria) eliminiamo delle sostanze in modo da riportare il pH nella norma. I nostri polmoni riescono a ripristinare il pH normale in tempi brevissimi (si pensi all’apnea, il respiro «affannoso» che la segue ha questo scopo: i recettori incaricati di regolare la respirazione reagiscono a un aumento dell’anidride carbonica, CO2).
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I reni hanno un ruolo meno «importante», ma molto più raffinato: eliminano con l’urina gli elementi che condizionano il pH. Quantitativamente, questi ultimi sono meno di quelli emessi dai polmoni, ma si tratta di sostanze «organiche» non volatili e che quindi non «evaporano».
Acidosi e Alcalosi Metabolica
Se per qualsiasi motivo il pH del nostro organismo non è stabile (quindi va oltre o sotto la normalità del 7,4) si entra in uno stato patologico: se si va verso l’acidità si parla di «acidosi metabolica», al contrario di «alcalosi metabolica».
Ecco il perché di un sistema tanto complicato: altrimenti basterebbe mangiare un pomodoro per rendere acido il plasma sanguigno e morire o assumere un cucchiaio di bicarbonato di sodio per avvelenarsi.
La Dieta Alcalina: Una Truffa Inutile?
Ma allora perché seguire una «dieta alcalina» o voler «alcalinizzare il corpo»? A cosa serve? Sarebbe davvero un beneficio per la salute? Sono tanti i siti pseudoscientifici e i «naturopati» che consigliano una dieta ricca di alcali per migliorare la condizione del nostro organismo ed evitare spiacevoli disturbi; molti fanno risalire l’origine di questa bizzarra teoria alle idee di un certo Robert Young, presunto medico (ha ottenuto una «laurea» online da un’università non riconosciuta che in seguito è stata chiusa per aver truffato i propri allievi) autore di un libro sull’argomento.
Qualcuno sostiene che questa dieta prevenga e curi (!) alcune malattie, anche gravi. In realtà è una bugia, non serve a nulla, è semplicemente una truffa inutile: una bufala. In realtà l’eventuale acidità o basicità di un alimento che introduciamo con la dieta non ha alcuna influenza sul pH del nostro sangue.
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Qualcuno che ha seguito questa «dieta» riferisce di benefici evidenti e sostiene di godere di un migliore stato di salute: probabilmente non pensa al fatto che non è il «bizzarro» regime alimentare a farlo stare meglio ma la maggiore attenzione a ciò che ingerisce, evitando cibi grassi e pesanti.
Cosa Accade Realmente?
- Una pietanza alcalina, subito dopo l’ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco che, come tanti sanno, sono molto acidi.
- Nel caso (ipotetico e inesistente) di un alimento commestibile che dopo aver sorpassato indenne l’acidità gastrica e non aver scatenato i meccanismi di regolazione del pH, riuscisse a rendere «basico» il nostro sangue, basterebbero pochi minuti di questa condizione per andare in alcalosi metabolica.
Benefici Reali o Correlazioni?
Qualche studioso ha notato che una dieta «alcalina» può apportare benefici di vario tipo alla salute, e ha realizzato anche degli studi che sembrerebbero confermare la teoria; il problema di questo tipo di analisi sta nel confondere l’azione dell’alimento alcalino con quella delle sostanze che esso contiene. In una ricerca, ad esempio, si nota come una dieta ricca di frutta e verdura alcaline migliori le prestazioni muscolari per l’aumentata concentrazione di potassio e magnesio.
Il fatto è che sono questi minerali a sortire l’effetto (ed è noto da tempo), e non certo l’alcalinità degli alimenti. Purtroppo questo tipo di correlazioni (il titoletto è mio) è molto diffuso in campo medico e nutrizionistico. Troppo spesso vengono confuse delle semplici correlazioni statistiche, che potrebbero essere solo frutto di coincidenze, con un rapporto di causa ed effetto.
Esistono anche alcuni «integratori» in vendita che avrebbero lo scopo di «alcalinizzare» l’organismo. Visto quello che sappiamo a proposito del pH sono due le cose: o questi integratori non fanno nulla o sono molto pericolosi per la salute.
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