La Dieta dei Gruppi Sanguigni: Verità, Critiche e Pareri

La dieta dei gruppi sanguigni, o emodieta, è un regime alimentare ideato nel 1997 dallo statunitense Peter J. D’Adamo. Si tratta di un approccio che propone di ritrovare la salute tramite l’alimentazione, basandosi sull'idea che la razza umana possa essere divisa in quattro gruppi, corrispondenti ai gruppi sanguigni formatisi durante l’evoluzione della specie, ognuno con esigenze alimentari diverse.

I Principi della Dieta

L’idea di base è che ogni gruppo sanguigno corrisponda a un diverso profilo genetico e, di conseguenza, a diverse esigenze nutrizionali. Ecco una sintesi dei consigli alimentari per ciascun gruppo:

  • Gruppo O: Corrispondente ai "cacciatori", si consiglia una dieta ricca di carne e proteine e povera di cereali.
  • Gruppo A: Corrispondente agli "agricoltori", dovrebbe preferire i vegetali.
  • Gruppo B: Definito "nomade", può permettersi di variare l'alimentazione.
  • Gruppo AB: Di creazione più recente, con alcune limitazioni, come quella di preferire il pesce alla carne.

Secondo D’Adamo, che non è un medico ma un naturopata, questa dieta non serve a dimagrire ma a mantenersi in salute riequilibrando l’organismo.

Critiche e Pareri Contrari

Nonostante la popolarità, la dieta dei gruppi sanguigni è oggetto di numerose critiche da parte della comunità scientifica. Ecco alcuni punti chiave:

  • Mancanza di Evidenze Scientifiche: «Per validare un metodo servono evidenze epidemiologiche, cliniche, indagini con strumenti comprovati scientificamente che qui non ci sono» precisa Virgili.
  • Distribuzione Geografica Complessa: «La distribuzione geografica dei gruppi sanguigni è assai complessa, e non possiamo ricollegarla in modo netto alla storia evolutiva e alle migrazioni storiche degli individui che ne sono portatori» spiega Virgili.
  • Studi Non Provati: Se si digita l’espressione “blood type diet” su motori di ricerca qualificati come PubMed, risulta evidente che D’Adamo non basa le sue ricerche su studi scientifici provati.
  • Limitate Conoscenze Genetiche: «Proporre una dieta specifica basata sui profili genetici affidandoci alle nostre ancora limitate conoscenze - sottolinea Virgili, - sarebbe come pretendere di conoscere una città d’arte in base a quanto vediamo dal buco della serratura dell’albergo che ci ospita».

Oggi sappiamo che il fabbisogno nutrizionale varia nel corso della vita e anche delle circostanze. «L’unica raccomandazione valida che possiamo dare a tutti, è limitare il consumo di grassi, abbondare con i vegetali e, soprattutto, scegliere una dieta quanto più possibile variata».

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Personaggi Pubblici e Diete Alternative

Negli anni, diversi personaggi pubblici hanno promosso diete alternative, spesso senza un solido fondamento scientifico. Tra questi:

  • Alberico Lemme: Farmacista che promette dimagrimenti notevoli in poco tempo senza attività fisica e restrizioni nella quantità dei cibi.
  • Piero Mozzi: Promotore della dieta del gruppo sanguigno, sconsiglia il latte e riporta strette connessioni tra l’assunzione del prodotto con l’Alzheimer e varie tipologie di tumori.
  • Franco Berrino: Epidemiologo che propone teorie sul latte tossico e sulla farina bianca definita come un “veleno”.

Il Caso di Franco Berrino e l'Alimentazione Sana

L'epidemiologo Franco Berrino, forte di un passato all’Istituto nazionale dei tumori di Milano, propone nelle conferenze e nel corso delle interviste tv, le sue teorie sul latte tossico e sulla farina bianca definita come un “veleno” e in grado di favorire diverse patologie come il diabete e persino tumori.

Berrino ha ideato un percorso alimentare di 21 giorni utile non soltanto a dimagrire ma ad acquisire nuove consuetudini durevoli nel tempo. L’obiettivo è restare in salute, anche in vecchiaia.

Il consiglio di base è di basare l’alimentazione quotidiana su cereali integrali, legumi, verdure, frutta, compresa la frutta oleaginosa; di evitare il consumo di bevande zuccherate, di limitare il consumo dei cibi ad alta densità calorica, che sono cibi molto ricchi di grassi e di zuccheri, ahimè molto proposti sullo scaffale del supermercato; di limitare il consumo delle carni rosse che sono associati ai tumori dell’apparato digerente, soprattutto; di evitare le carni lavorate, il che vuol dire evitare i salumi, e di limitare l’alcool e il sale. Questi sono i principi generali che sono basati su solide osservazioni scientifiche.

Raccomandazioni Aggiuntive di Berrino

Oltre alla dieta, Berrino sottolinea l'importanza di:

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  • Non fumare e non permettere che si fumi in casa.
  • Preoccuparsi dell’inquinamento ambientale.
  • Fare attività fisica quotidiana (almeno mezz'ora al giorno).
  • Curare la vita spirituale, che può influenzare l'attività del DNA.

Integratori: Un'Avvertenza

Berrino mette in guardia contro l'uso indiscriminato di integratori: Gli integratori sono pericolosi, bisogna stare molto attenti. Prendete tutto quello di cui avete bisogno dal cibo, dalla varietà dei cibi, non dagli integratori.

Il Percorso Alimentare di 21 Giorni di Berrino

La dieta del Dr. Berrino è un percorso di 3 settimane che permette di dimagrire e di impostare uno schema alimentare utile anche per la prevenzione del cancro. La dieta ideata dal Dr. Franco Berrino, anche nota come macro-mediterranea, è stata proposta come strategia nutrizionale finalizzata a raggiungere uno stato di benessere fisico e psicologico.

Principi Chiave della Dieta Berrino

  • Provenienza degli Alimenti: Scegliere prodotti freschi e naturali, preferibilmente da agricoltura biologica.
  • Comportamento Alimentare: Consumare la maggior parte delle calorie tra la colazione e il pranzo e limitare l’assunzione di cibo a cena.
  • Alimenti Consigliati: Vegetali, cereali integrali, legumi, zenzero, spezie e erbe aromatiche.
  • Alimenti da Evitare: Patatine, patate, salumi, carni rosse, bevande zuccherate, burro, formaggi grassi, dolci, farine raffinate e succhi di frutta confezionati.
  • Proteine: Non eccedere con le proteine, soprattutto quelle di origine animale. Preferire i legumi.
  • Zucchero: Lotta al consumo di zucchero.

Esempio di Menù Quotidiano

  • Frutta fresca o a guscio (non salata).
  • Pasta, riso o farro integrali (circa 100 gr).
  • Proteine o carboidrati da alternare al pranzo.
  • Carni bianche (carni rosse max 1 volta a settimana) o pesce, uova e formaggio.
  • Abbondante consumo di cereali integrali, legumi, verdure e frutta.
  • Limitare i cibi ricchi di sale.

Testimonianze e Recensioni sulla Dieta del Dott. Mozzi

Molte persone riportano esperienze positive con la dieta del Dott. Mozzi, basata sui gruppi sanguigni. Ecco alcune testimonianze:

Testimonianza Dettagli
Diabete Maria, gruppo 0, ha regolarizzato la glicemia e rientrato i valori degli esami ematici senza insulina.
Gruppo A positivo Cristina ha perso 10kg e ha più energia.
Salvezza Beatrice Luongo afferma di aver migliorato la salute, ritrovato il peso forma e una nuova consapevolezza sul cibo.
Nuova vita Ida ha perso 10 kg, imparato a fare la spesa in maniera cosciente e a dire addio al cibo confezionato.
Ringraziamenti al Dr. Mozzi Francesco è calato di peso, normalizzato la pressione arteriosa, ridotto il colesterolo e l'acido urico.
Tiroidite e stanchezza regrediti Bruna ha migliorato i valori degli anticorpi tiroidei, ferro, colesterolo, colite e ha ritrovato energia.
Risolto tosse secca e prurito Graziella ha eliminato il glutine e visto subito risultati positivi.
Restart Giovanni ha risolto ipertensione, diverticolite, esofagite, insonnia, gastrite e ipocondria.

La Scienza Dietro la Dieta dei Gruppi Sanguigni

L’idea di seguire una dieta specifica a seconda del gruppo sanguigno nasce nel 1996 con la pubblicazione del libro dal titolo Eat Right 4 Your Type (in italiano: La vera dieta dei gruppi sanguigni. Come scegliere gli alimenti per raggiungere il peso ideale, vivere più sani e più a lungo, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2016). L’autore è il naturopata statunitense Peter D’Adamo.

Le premesse della dieta - che prende in considerazione il sistema di classificazione del sangue chiamato AB0 - mescolano biologia ed evoluzione e partono dalla considerazione che i diversi gruppi sanguigni sono comparsi nella storia evolutiva umana in momenti diversi.

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Conclusioni Scientifiche

Oggi la dieta dei gruppi sanguigni è considerata inattendibile dalla medicina e i benefici per la salute che da essa deriverebbero non sono stati confermati in studi clinici. In particolare gli esperti sottolineano che mancano in letteratura dimostrazioni chiare delle basi scientifiche della dieta in questione.

In una revisione sistematica della letteratura, pubblicata nel 2013 sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, gli autori concludono che “non esistono prove fattuali a sostegno dei presunti benefici della dieta dei gruppi sanguigni sulla salute”.

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