Bibite Gassate Dietetiche: Ingredienti, Rischi e Alternative

Le bevande zero zuccheri, quindi anche a zero calorie, sono molto ricercate soprattutto nella stagione estiva per cercare di conciliare gusto e contenere l'introito calorico. Create in origine negli anni ’50 per fornire ai diabetici una bevanda dolce e gassata da poter bere, le bibite light senza zucchero sono state presto commercializzate per chi aveva come obiettivo quello di dimagrire, come modo per sorseggiare una bevanda priva di calorie ma con più sapore dell’acqua.

Le aziende produttrici di bibite light hanno sostituito lo zucchero (da varie fonti, una delle quali è lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio) con dolcificanti artificiali come l’aspartame e la saccarina, per creare le cosiddette “versioni più salutari” e dietetiche.

Cosa sono i dolcificanti?

Le sostanze dolcificanti o edulcoranti sono “sostanze utilizzate per conferire sapore dolce ai cibi e alle bevande o per la loro edulcorazione estemporanea”; fanno parte del lungo elenco degli additivi alimentari per cui sono sottoposti a procedure di valutazione prima dell’autorizzazione all’uso commerciale.

In Europa l’EFSA (European Food Safety Authority) e negli Stati Uniti la FDA (Food and Drug Administration) stabiliscono le dosi giornaliere accettabili ed esaminano gli eventuali problemi di sicurezza. Nel processo di approvazione, l’EFSA stabilisce anche per ogni dolcificante ipocalorico un’assunzione giornaliera accettabile (DGA).

Come qualsiasi altro ingrediente alimentare, la presenza di un dolcificante a basso contenuto calorico in un alimento o bevanda è indicata sull’etichetta del cibo (“con dolcificante”) e anche nell’elenco degli ingredienti (nome/numero “E”).

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Tipologie di Dolcificanti

  • Dolcificanti naturali: presenti soprattutto nella frutta e nella verdura. A livello industriale si utilizza soprattutto il mais: si estrae l’amido e per idrogenazione e inversione si ottengono le sostanze desiderate dal potere dolcificante. Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto allo zucchero da tavola (saccarosio) e contengono poco più della metà delle sue calorie.
  • Polialcoli: I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in “olo” (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Questi dolcificanti danno consistenza ai cibi e hanno un effetto rinfrescante che spiega anche il loro diffuso impiego nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle. Tra questi edulcoranti, si differenzia lo xilitolo per il fatto di non provocare carie.
  • Dolcificanti intensivi: sono aspartame, acesulfame K, saccarina, taumatina, neosperidina DC, ciclammati e sucralosio (il più recente). Ad eccezione dell’aspartame, i dolcificanti intensivi possono avere un retrogusto sgradevole: ad esempio, la saccarina è amara.

Rischi Potenziali degli Edulcoranti

I dolcificanti vengono spesso utilizzati perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti. Usare i dolcificanti - intesi come sostituti dello zucchero bianco - può essere una buona strategia soprattutto quando si abbia la necessità di dimagrire o di controllare i propri livelli glicemici.

Tuttavia esistono sempre possibili rischi dall’uso degli edulcoranti perché, sebbene privi di calorie, possono avere effetti sul metabolismo e sulla produzione di insulina.

Studi recenti hanno evidenziato:

  • Uno studio ha dimostrato che nella prole degli animali che hanno consumato dolcificanti artificiali in gravidanza (in particolare stevia e aspartame) si è determinata una disbiosi intestinale che favorisce l’aumento di peso. Le madri non avevano risentito dell’assunzione di stevia e aspartame, ma i figli avevano mostrato una precoce tendenza all’obesità e all’accumulo di grasso nel fegato.
  • Un altro studio ha dimostrato che esiste una comunicazione molto rapida tra il cervello e alcune cellule specializzate della prima parete dell’intestino, chiamate neuropodi, capaci di distinguere il tipo di sostanza dolce in arrivo e di reagire in modo differente. Infatti, se arriva un dolcificante sintetico (per esempio l’acesulfame, il sucralosio e la saccarina) le cellule secernono il neurotrasmettitore Atp, mentre se arriva uno zucchero naturale come il saccarosio, il glucosio, il lattosio, il fruttosio, il galattosio o un analogo, come la maltodestrina, rilasciano glutammato.
  • E’ stato pure dimostrato che bevande “light” e dolcificanti artificiali influenzano l’omeostasi glicemica incrementando i livelli di incretine quando assunti dopo carico glucidico.

Focus su alcuni Edulcoranti Specifici

Acesulfame K (E950)

  • Edulcorante artificiale con contenuto calorico nullo.
  • Resistente al calore, adatto per conserve, marmellate e prodotti da forno.
  • Potere dolcificante da 130 a 200 volte maggiore del saccarosio.

Aspartame (E951)

  • Dolcificante ed esaltatore di sapidità artificiale, forse il più noto.
  • Composto da acido aspartico e fenilalanina.
  • Potere dolcificante circa 200 volte maggiore del saccarosio.
  • Controindicato nelle persone che soffrono di fenilchetonuria.

Saccarina (E954)

  • Ottenuta chimicamente a partire dal toluene, edulcorante sintetico.
  • Dolcifica 300-350 volte più dello zucchero.
  • Studi sulla tossicità hanno dato risultati contrastanti.

Alternative e Consigli

Le persone che bevono abitualmente bibite zuccherate, sostituendole con quelle a 0 calorie, possono ridurre significativamente l'assunzione di zucchero. Si può quindi iniziare gradualmente a passare a bevande più salutari, come l'acqua, anche frizzante, nell’ottica di non consumare edulcoranti nel quotidiano e minimizzando i potenziali effetti indesiderati.

Il consiglio per rimanere in buona salute è fare un uso occasionale e limitato di bibite edulcorate e preferire sempre l’acqua, l’unica bevanda che disseta veramente.

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4 modi per ridurre il consumo di bibite light:

  1. Se la tua bevanda dietetica preferita contiene caffeina, sorseggia mezza tazza di caffè. Oppure, se il caffè non fa per te, bevi tè con caffeina.
  2. Aggiungi un po’ di zucchero vero al tuo caffè o tè per darti un tocco di dolce senza ricorrere dolcificanti.
  3. Passa all’acqua frizzante per ottenere la frizzantezza. Se l’acqua frizzante è troppo noiosa per le tue papille gustative, prova le versioni aromatizzate e non zuccherate.
  4. Prova a programmare la tua bibita gassata light solo per quelle volte che sai di averne davvero voglia. Non privartene del tutto, ma limitale per esempio al fine settimana.

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