L'allenamento fisico e l’alimentazione sono da sempre pilastri del benessere, ma solo di recente la scienza ha evidenziato quanto siano interconnessi tra loro e con la nostra genetica. Un approccio olistico integrato in ambito fitness e nutrizione significa sviluppare un piano personalizzato che coinvolge tre elementi complementari: un programma di allenamento su misura, una strategia nutrizionale individualizzata e il supporto di analisi genetiche/epigenetiche (come test del DNA o epigenetici).
Chi può prescrivere diete personalizzate?
È un andazzo così diffuso che forse apprendere la notizia ti farà restare a bocca aperta: il personal trainer non può assolutamente rilasciare diete. Già, perché gli unici professionisti che possono, per legge, formulare diete - che siano diete dimagranti, per specifiche patologie o per qualsivoglia altra necessità - sono il biologo, il medico e il dietista (quest’ultimo, però, non in autonomia: può elaborare una dieta solo dopo che sia stata prescritta dal medico). Tutte le altre figure - personal trainer inclusi - che fanno diete le fanno illecitamente, compiendo il reato di abuso di professione. Che non è propriamente uno scherzo: viene punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con una multa da 10.000 a 50.000 euro.
I termini "Dietologo","Nutrizionista" e "Dietista" definiscono tre professioni diverse, con competenze e formazioni accademiche differenti, nonostante operino tutti nel campo della nutrizione.
Il Dietologo
Il dietologo, invece, è un medico; ha quindi conseguito una laurea in Medicina e, in seguito, la specializzazione quadriennale in Scienze dell'Alimentazione. Il dietologo è colui che può formulare una diagnosi e l'inquadramento clinico del paziente. Il medico è completamente autonomo, può effettuare diagnosi e prescrivere diete ed eventuali farmaci.
Il Biologo Nutrizionista
Nutrizionista è l'abbreviativo di "Biologo Nutrizionista", ovvero che ha conseguito la laurea in Biologia. Entrambi, tuttavia, possono analizzare le caratteristiche igienico-sanitarie degli alimenti, formulare piani nutrizionali e svolgere interventi di educazione alimentare anche in ambito scolastico. In termini pratici, il biologo nutrizionista, nel suo percorso, studia "anche" nutrizione umana. Il Biologo Nutrizionista non è un medico, ma un biologo. Non formula diagnosi di patologia, competenza esclusiva del medico, ma può elaborare schemi alimentari e, come i dietisti, lavorare nell'ambito dell'educazione al cibo e della ristorazione in mense pubbliche-private, e scolastiche. Può elaborare diete per i propri pazienti, fornire consulenze nutrizionali e prescrivere integratori naturali (ma non farmaci). Un Biologo Nutrizionista è abilitato a svolgere liberamente la professione dopo aver superato l'esame di stato dell'Ordine Nazionale Biologi ed essersi quindi iscritto all'Albo Sez. A dell'ONB. Anche se si è in possesso di laurea magistrale in biologia o in nutrizione umana ma non si è iscritti alla Sez. A dell'albo dell'ONB non è possibile esercitare legalmente come nutrizionista in autonomia.
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Il Dietista
Il dietista è colui che ha conseguito una laurea in Dietistica (Decreto del Ministero della Sanità del 14/09/1994, in possesso della laurea triennale in Dietistica (L/SNT/3); questa laurea fa parte delle lauree sanitarie triennali della facoltà di Medicina e Chirurgia), ma può comunque specializzarsi ulteriormente con una laurea di tipo magistrale. Secondo le normative vigenti (profilo professionale D.M. 744 del 1994) il dietista è l'operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell'alimentazione e della nutrizione, ivi compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all'attuazione delle politiche alimentari nel rispetto della normativa vigente. Il dietista può lavorare autonomamente nei soggetti sani, elaborare le diete prescritte dal medico in nutrizione clinica, collaborare in un team nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare e svolgere attività di educazione alimentare. Il Dietista non è un medico, ma un operatore sanitario. Il Dietista è una figura professionale che si forma con un percorso di studi triennale alla facoltà di dietistica (che fa capo alla facoltà di medicina) e che non ha piena autonomia nella formulazione di diete e piani alimentari ovvero non ha pieno potere di firma, ma lavora in collaborazione con un medico e perfeziona i piani alimentari sulle indicazioni di questo.
Da ciò si evince che personale di palestre, personal trainer, life coach e venditori di integratori non sono in alcun modo legittimati a consigliare ed educare a mangiare correttamente. Dunque, commette il reato di abuso di professione sanitaria (art. 348 c.p.) chi lo fa commette un reato di esercizio abusivo di professione, e molto spesso i personal trainer, coach o istruttore di palestra lo fanno anche senza avere nessuna partita IVA. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione che ha emesso una sentenza, la n. 24728/2018.
I rischi delle diete non supervisionate
Nonostante manchino loro la formazione e l’abilitazione necessarie, con troppa frequenza personal trainer, coach e istruttori di palestra si improvvisano esperti di nutrizione, rilasciando diete vere e proprie ai loro clienti, con la velleità di supportarli nei loro piani di allenamento. Non sto parlando di generici consigli alimentari, come bere più acqua o fare uno spuntino pre-workout. Niente affatto: ci sono personal trainer che consegnano diete precise, personalizzate, con tanto di alimenti specifici, calcoli di macronutrienti, grammature, calorie e loro distribuzione nella giornata. Ho avuto modo di vedere un formidabile campionario di errori (e orrori) nutrizionali contenuti in diete fornite da personal trainer a miei pazienti. Piani alimentari inadeguati sotto il profilo calorico, diete iperproteiche, sbilanciate, carenti di nutrienti essenziali o eccessivamente restrittive e programmi dietetici stilati senza tener conto di esigenze nutrizionali e condizioni mediche preesistenti del diretto interessato, di allergie e intolleranze, di obiettivi di salute complessi e via discorrendo.
Queste diete non supervisionate possono provocare, slatentizzare o inasprire carenze nutrizionali, disturbi alimentari, problemi metabolici. Per esempio, una dieta troppo povera di carboidrati è capace di compromettere le prestazioni fisiche e mentali, mentre un eccesso di proteine può affaticare reni e fegato. In presenza di patologie, poi, una dieta inidonea mette seriamente a pregiudizio la salute: solo un nutrizionista qualificato è in grado di impostare una dieta compatibile con condizioni quali diabete, obesità, ipertensione, dislipidemie, patologie autoimmuni, malattie renali e tutte le altre.
L'importanza di un approccio integrato
La nutrizione è scienza complessa e richiede una formazione specialistica approfondita. La formulazione di diete da parte di personal trainer rappresenta un problema serio, potenzialmente pericoloso per la salute e che non deve essere sottovalutato. Per contrastare questo dannoso e illegale malcostume è fondamentale accrescere la consapevolezza dei consumatori: le persone devono essere informate su ruoli e competenze peculiari dei diversi professionisti a cui si affidano. Un personal trainer che dà una dieta è da salutare immediatamente.
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Un approccio olistico integrato in ambito fitness e nutrizione significa sviluppare un piano personalizzato che coinvolge tre elementi complementari: un programma di allenamento su misura, una strategia nutrizionale individualizzata e il supporto di analisi genetiche/epigenetiche (come test del DNA o epigenetici).
Il ruolo del Personal Trainer
Il ruolo del personal trainer è valutare lo stato fisico iniziale della persona (condizione cardiovascolare, forza, mobilità, composizione corporea ecc.) e progettare allenamenti adatti ai suoi obiettivi, al livello di partenza e ad eventuali limitazioni. A differenza di un programma “uguale per tutti”, l’allenamento personalizzato tiene conto delle caratteristiche uniche dell’individuo, incluse eventualmente indicazioni che provengono dal profilo genetico. Naturalmente, anche senza entrare nel dettaglio genetico, l’allenatore svolge un ruolo cruciale nel monitorare i progressi, prevenire infortuni tramite la corretta tecnica, e adattare continuamente l’esercizio in base alle risposte della persona (ad esempio aumentando gradualmente i carichi, inserendo più recupero se nota segni di affaticamento eccessivo, ecc.).
Il ruolo del Nutrizionista
Accanto all’allenamento, la figura del nutrizionista (o dietologo) è fondamentale per costruire un piano alimentare ad personam. L’alimentazione incide sia sulla composizione corporea (percentuale di massa grassa e magra) sia sui livelli di energia quotidiani e sul recupero muscolare. Un approccio integrato prevede che dieta e allenamento vengano sincronizzati: ad esempio bilanciando correttamente carboidrati e proteine intorno agli orari di allenamento, garantendo un apporto calorico adeguato agli obiettivi (dimagrimento, mantenimento o aumento massa muscolare), e includendo i nutrienti necessari per supportare l’attività fisica svolta.
L'analisi Nutrigenetica ed Epigenetica
Ma la vera marcia in più è data dall’analisi nutrigenetica, cioè dall’utilizzare informazioni genetiche individuali per orientare le scelte dietetiche. Ognuno di noi metabolizza macronutrienti (grassi, carboidrati, proteine) e micronutrienti in modo leggermente diverso: varianti in geni chiave possono far sì che la stessa dieta abbia effetti differenti in persone diverse. La terza componente - spesso la più innovativa - è l’analisi epigenetica. Se la genetica ci dice “quali carte abbiamo in mano” (il corredo di DNA ereditato), l’epigenetica ci mostra come giochiamo quelle carte, ovvero come i nostri geni vengono regolati e modulati in risposta all’ambiente e alle abitudini.
Da quanto detto emerge che l’approccio olistico è multidisciplinare: richiede il lavoro sinergico di diverse figure professionali della salute. Il personal trainer, il nutrizionista/dietista, e spesso un medico o biologo specializzato in genetica lavorano fianco a fianco, condividendo i dati e adattando il programma in base ai risultati. Si tratta quindi di un approccio integrato a 360°, in cui ogni aspetto del benessere viene considerato: non solo quante calorie si bruciano o si assumono, ma anche come il corpo della singola persona reagisce e come ottimizzarne la risposta biologica.
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Nutrizionista Sportivo: Un Approccio Specializzato
Un nutrizionista sportivo è un professionista dell’alimentazione specializzato nel trattamento alimentare degli atleti e, in generale, degli sportivi, per ottimizzarne le prestazioni. L’obiettivo è elaborare dei piani nutrizionali che vadano incontro alle esigenze di chi pratica sport, per ottimizzarne le prestazioni.
Una corretta nutrizione può, oltre a migliorare le performance sportive:
- Favorire il recupero e lo sviluppo muscolare;
- Ridurre il rischio di infortuni;
- Supportare, tramite l’alimentazione, eventuali condizioni particolari - ad esempio post infortunio, o durante un episodio di dipendenza da sport;
- Ridurre il rischio di andare incontro a carenze nutrizionali, che potrebbero causare problemi di salute.
Percorso di studi per diventare nutrizionista sportivo
Per diventare nutrizionista sportivo occorre seguire un iter piuttosto preciso. Anzitutto, occorre diventare nutrizionista. Per fare ciò, occorre ottenere anzitutto una laurea specialistica o magistrale in:
- Biologia;
- Biotecnologie agrarie;
- Biotecnologie industriali;
- Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche;
- Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio;
- Scienze della nutrizione umana;
- Scienze Biologiche (vecchio ordinamento).
Quanto guadagna un nutrizionista sportivo?
Non è facile dare una risposta univoca su quanto guadagni un nutrizionista sportivo: dipende infatti, soprattutto, dagli anni di esperienza accumulati, dal luogo in cui si opera e da svariati altri fattori. All'inizio della carriera un nutrizionista sportivo potrebbe avere uno stipendio di circa 850 euro al mese ma con l'aumentare dell'esperienza questa cifra portrebbe salire fino a 2500 euro mensili e oltre.
Collaborazioni professionali
Il nutrizionista sportivo lavora raramente da solo, ma opera in sinergia con altre figure professionali. L’alimentazione, infatti, è solo un tassello - per quanto importante - del delicato mosaico che compone il benessere fisico e mentaledegli atleti. Un nutrizionista sportivo dunque spesso lavora affiancando o affiancato da:
- Personal trainer e preparatori atletici, “banalmente”, gli allenatori degli sportivi. Questi ultimi definiscono i piani di allenamento e ne controllano l’andamento, rimodulandoli se necessario;
- Mental coach. Sono figure essenziali per il benessere psicologico degli atleti. I mental coach possono aiutare a gestire episodi di ansia e di stress, e forniscono agli sportivi i giusti strumenti per sviluppare un atteggiamento mentale vincente;
- Fisioterapisti. Si occupano della prevenzione dagli infortuni e dell’eventuale riabilitazione.
Come massimizzare i risultati dell'allenamento con la nutrizione
Uno dei motivi per cui ci si rivolge ad un nutrizionista, quando si va in palestra, è per massimizzare i risultati dell’allenamento tramite una corretta alimentazione. Un piano alimentare personalizzato non solo facilita il recupero e favorisce lo sviluppo della massa muscolare, ma può anche migliorare le prestazioni atletiche, soprattutto per chi pratica sport a livelli medio-alti. Inoltre, l'alimentazione giusta è essenziale per fornire l'energia necessaria, permettendo di "godersi" al meglio l'attività fisica in palestra.
A chi rivolgersi per una dieta se vado in palestra?
Se frequenti la palestra e desideri una dieta personalizzata, è importante rivolgersi a una figura riconosciuta dalla legge, poiché solo queste possono prescrivere diete e piani alimentari. La scelta più comune per ottenere un piano alimentare che ottimizzi l'allenamento in palestra è il nutrizionista. Tuttavia, esiste anche un’altra figura: il dietologo.
Caratteristiche comuni di una dieta per chi frequenta la palestra
Premettendo che rivolgersi ad un nutrizionista per ricevere indicazioni alimentari quando si va in palestra è una scelta sicura, prendendo in esame le varie diete che vengono fornite a chi frequenta la palestra è possibile notare alcune caratteristiche comuni. In particolare:
- Vi è differenza tra i pasti che vanno effettuati prima di un allenamento o una gara e dopo un allenamento. Prima di un allenamento occorre infatti, tendenzialmente, effettuare pasti leggeri, che forniscano energia senza “appesantire” troppo;
- Limitare il consumo di cibi grassi ed eccessivamente zuccherati;
- Evitare o limitare preparazioni eccessivamente grasse, come le fritture;
- Assumere integratori solo qualora vi sia una necessità reale, consultando il proprio nutrizionista;
- Assumere un’adeguata quantità di acqua, per evitare la disidratazione durante e dopo l’allenamento.
Benefici tangibili di un percorso integrato
Un programma che combina dieta equilibrata e attività fisica adattata alle proprie esigenze porta a significative migliorie cliniche. Numerose revisioni scientifiche hanno confermato che intervenire contemporaneamente su alimentazione e esercizio è più efficace che agire su uno solo di questi fattori nel migliorare indicatori come la composizione corporea, la glicemia e il profilo lipidico. In altre parole, seguire una dieta personalizzata e fare movimento mirato produce effetti sinergici: ad esempio una maggiore perdita di massa grassa, un miglior controllo della glicemia e un aumento del colesterolo HDL (quello “buono”), rispetto a chi curasse solo la dieta o solo l’attività fisica.
Un’alimentazione tarata sul proprio metabolismo può aiutare a normalizzare parametri alterati: persone con insulino-resistenza riescono spesso ad abbassare l’emoglobina glicata (indice di controllo dello zucchero nel sangue) seguendo piani alimentari su misura, e soggetti con genetica sfavorevole per il colesterolo hanno visto scendere i propri livelli grazie a diete specifiche integrate con esercizio aerobico. Anche lo stato infiammatorio generale tende a migliorare: la combinazione di esercizio regolare e dieta ricca di nutrienti antinfiammatori (come omega-3, fibre, vitamine) porta a una riduzione dei livelli di proteina C-reattiva e altre citochine infiammatorie nel sangue.
In sintesi, il corpo diventa più sano “dall’interno”, riducendo il rischio di sviluppare malattie croniche. Vale la pena notare che questi benefici non sono solo a breve termine: approcci integrati favoriscono cambiamenti di stile di vita sostenibili, per cui molti individui mantengono nel tempo i miglioramenti. Ad esempio, sul lungo periodo (>12 mesi) chi adotta sia dieta che esercizio ha maggior successo nel mantenere la perdita di peso rispetto a chi si affida solo alla dieta. Questo perché l’attività fisica contribuisce a mantenere attivo il metabolismo e a evitare la riacquisizione del peso (effetto yo-yo), mentre la dieta personalizzata educa a scelte alimentari sane che diventano abitudini durature.
Un altro aspetto spesso riportato da chi segue programmi integrati è un grande incremento dei livelli di energia percepiti nella vita quotidiana. Combinare allenamento e corretta nutrizione migliora l’efficienza con cui il corpo produce e utilizza energia. Dal punto di vista fisiologico, l’esercizio stimola la biogenesi mitocondriale (cioè crea più “centrali energetiche” nelle cellule muscolari) e attiva geni che aumentano la capacità ossidativa. Ciò significa che il nostro organismo impara a bruciare meglio i substrati energetici (grassi e carboidrati) per produrre ATP, con due conseguenze: prestazioni fisiche migliori e meno senso di fatica nelle attività quotidiane.
Sul piano nutrizionale, una dieta personalizzata aiuta a mantenere stabili gli zuccheri nel sangue durante la giornata, evitando picchi iperglicemici seguiti da cali bruschi che causano stanchezza e fame improvvisa. Un aspetto da non trascurare è il miglioramento del sonno: l’attività fisica regolare (soprattutto se fatta alla giusta intensità e non troppo tardi la sera) favorisce un sonno più profondo e ristoratore; a sua volta, dormire meglio potenzia i livelli di energia diurni e il recupero muscolare.
Spesso chi inizia un programma integrato nota dopo alcune settimane una sensazione generale di benessere psicofisico, con più motivazione ad affrontare le sfide quotidiane e persino miglioramento di sintomi depressivi lievi. Questo aumento di energia e vitalità è un beneficio qualitativo difficile da misurare scientificamente, ma molto concreto nella vita reale: significa alzarsi la mattina sentendosi in forma, non doversi trascinare a fine giornata, e avere ancora benzina per dedicarsi ai propri hobby o alla famiglia dopo il lavoro.
Dal punto di vista ormonale, l’attività fisica regolare aiuta a riequilibrare ormoni come insulina (migliore sensibilità), cortisolo (riduzione dello stress cronico) e endorfine/serotonina (migliorando l’umore); insieme a una dieta ricca di nutrienti, ciò può tradursi in meno irritabilità, meno fame nervosa e più sensazione di controllo del proprio corpo.
Naturalmente, uno degli obiettivi principali di un approccio fitness-nutrizione-genetica è ottimizzare la forma fisica della persona, ovvero la sua composizione corporea e le capacità prestazionali. Grazie alla guida di professionisti, l’allenamento personalizzato porta a progressi misurabili: aumento della forza muscolare, della resistenza cardiovascolare, della flessibilità e coordinazione.
Dal lato performance, l’utilizzo delle conoscenze genetiche può far fiorire il potenziale atletico individuale. In pratica, si elimina molto del processo di tentativi ed errori, perché il programma è disegnato fin dall’inizio sulle caratteristiche dell’individuo.
Anche chi non è un atleta agonista trae vantaggio da una performance fisica migliore: significa, ad esempio, riuscire a fare trekking impegnativi nel weekend senza fiato corto, poter partecipare a quella gara di 10 km a cui si ambiva, o semplicemente avere un portamento più vigoroso e agile. Non va dimenticato il ruolo preventivo: migliorando forza ed equilibrio si riduce il rischio di cadute e infortuni muscolo-scheletrici, fattore cruciale soprattutto per persone di mezza età e anziane.
Infine, l’approccio integrato incide positivamente anche sulla sfera motivazionale e comportamentale della persona, consolidando i risultati raggiunti. Sapere di avere un team di esperti che monitora non solo il peso sulla bilancia, ma anche parametri più sofisticati (dalle circonferenze alla pressione sanguigna, fino ai marker ematici o genetici) rende il percorso molto più coinvolgente: ogni miglioramento viene spiegato e attribuito alle azioni compiute, e questo rafforza l’adesione al nuovo stile di vita.
Fitness e nutrizione insieme alla genetica costituiscono un potente trio per il benessere totale della persona. Si passa da un modello “one size fits all” a un modello su misura, basato su evidenze scientifiche aggiornate e sulla collaborazione di più specialisti. I vantaggi si riflettono sia in parametri oggettivi (più salute, prestazioni migliori, prevenzione di malattie) sia in sensazioni soggettive (più energia, autostima, benessere mentale). Investire in un piano personalizzato significa intraprendere un cammino di miglioramento a 360°, dove corpo e mente vengono nutriti e allenati in sintonia con il proprio DNA.
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