Requisiti per Biologo Nutrizionista in Europa

La professione di Biologo Nutrizionista è in continua evoluzione, con un crescente interesse verso l'alimentazione e il benessere fisico. Questo articolo esplora i requisiti necessari per intraprendere questa carriera in Europa, delineando il percorso di studi, le competenze richieste e le normative di riferimento.

Percorso di Studi e Formazione

Per diventare nutrizionista è necessario conseguire prima una laurea triennale attinente, e in seguito una laurea magistrale in Biologia o in Scienze della Nutrizione, così da accedere all’esame di Stato da biologo. Conseguita la laurea occorre superare l’esame di stato per diventare appunto Biologi Nutrizionisti. Il percorso universitario necessario per diventare nutrizionista può essere svolto all’interno di una delle università telematiche riconosciute dal MIUR, con tutti i vantaggi dell’e-learning. Le lezioni per diventare nutrizionista possono essere quindi seguite in via telematica attraverso le piattaforme di e-learning che gli atenei online mettono a disposizione.

I master (di I o II livello) e altri titoli accademici, come pure corsi universitari e non, contribuiscono alla formazione ed all’ampliamento del bagaglio culturale, ma non costituiscono un requisito per l’esercizio della professione di Biologo (Nutrizionista). Ovviamente, avendo a che fare con la salute delle persone, il Biologo deve essere in possesso di tutti gli elementi per poter svolgere nel migliore dei modi la prestazione professionale che gli viene richiesta, migliorando lo stato di salute della persona assistita.

Chi si domanda come diventare nutrizionista dovrà superare l’esame di stato da biologo, in modo da iscriversi alla sezione A dell’albo professionale dell’Ordine Nazionale dei Biologi. Dopo aver pagato la tassa concorsuale e consegnato la documentazione riguardante i propri titoli di studio, gli aspiranti nutrizionisti possono essere ammessi all’esame, il quale si compone di due prove scritte, una orale e una pratica. L’esame di Stato si compone di due prove scritte, una orale e una pratica.

Specializzazioni

Il biologo nutrizionista si occupa di sviluppare piani alimentari in soggetti senza patologie ma può essere di diversi tipi a seconda della propria specializzazione e dei propri interessi. Se ti stai chiedendo come diventare nutrizionista sportivo, la risposta è semplice: dopo la laurea in Biologia e il superamento dell’esame di stato puoi iscriverti ad un master per chi aspira a diventare nutrizionista dello sport. Infine se vuoi operare nel settore infanzia, puoi diventare nutrizionista pediatrico. Se sei appassionato di alimentazione vegan, invece, probabilmente ti starai chiedendo come diventare nutrizionista vegan.

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Il Ruolo del Biologo Nutrizionista

Il nutrizionista o biologo della nutrizione che sia iscritto all’Albo dei Biologi può dunque esercitare a pieno titolo la sua professione. A tal fine, il biologo della nutrizione risulta sicuramente utile anche nel settore della comunicazione divulgativo-scientifica. Chi vuole diventare nutrizionista può anche lavorare all’interno di aziende pubbliche e private come addetto al controllo qualità degli alimenti.

Tuttavia il biologo della nutrizione può dare indicazioni sull’utilizzo di integratori o altri prodotti dietetici, non prima di aver svolto una visita completa per valutare la composizione corporea del proprio paziente.

Normative e Regolamenti

La professione di biologo è regolamentata dalla L. 396/67, che all'art. 3 disciplina l’“Oggetto della professione”. Ulteriori riferimenti normativi sono il DPR 328/01 e la L. 3/2018. A seguito dell’entrata in vigore della legge del 11 gennaio 2018, n. 3, a decorrere dal 4 dicembre 2022, l’Ordine Nazionale dei Biologi e il relativo albo (incluso l’elenco speciale) sono soppressi, e le competenze dell’Ordine Nazionale dei Biologi sono ripartite tra gli 11 Ordini dei biologi territoriali costituiti con d.m.

Per quanto riguarda le autorizzazioni/comunicazioni alla ASL dei professionisti sanitari, nella Regione Lazio è il D.G.R. 447/2015 (art.4), mentre per la Regione Abruzzo è la Legge Regionale n.21/20 14). Tali norme prevedono la comunicazione alla ASL di competenza del luogo in cui il Professionista Sanitario svolge la propria attività.

Formazione Continua

Il professionista sanitario ha l’obbligo di curare la propria formazione e competenza professionale nell’interesse della salute individuale e collettiva. La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce, ai sensi dell’art. 16-quater del D. Lgs. n.

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Il biologo, al pari degli altri professionisti sanitari, può conoscere in ogni momento, tramite l’accesso all’anagrafe nazionale del COGEAPS, i crediti maturati e il proprio debito formativo complessivo; può chiedere inoltre in qualsiasi momento al proprio Ordine l’attestazione del numero di crediti formativi registrati nel sistema del COGEAPS e, al termine del triennio formativo di riferimento l’eventuale certificazione del pieno soddisfacimento dell’obbligo formativo del relativo triennio. Competente al rilascio della certificazione è l’ Ordine dei Biologi del Lazio e dell’Abruzzo.

Aspetti Pratici della Professione

Per esercitare la professione di Biologo Nutrizionista in centri sportivi e palestre è necessario che la stanza sia utilizzata in maniera esclusiva dal Biologo, che l’attività sia rivolta esclusivamente ai clienti del circolo sportivo e che venga assicurata adeguata riservatezza e decoro. Allo stato attuale le normative regionali e comunali non prevedono particolari clausole, al di là delle caratteristiche a cui tutti gli studi professionali sanitari devono rispondere.

Come previsto dalle Linee Guida per la professione del Biologo Nutrizionista (pubblicate nel 2019 dall’allora ONB), e più in generale, tutte le attività afferenti alle professioni sanitarie non possono essere esercitate in strutture in cui si svolgano anche professioni non sanitarie (p. es. negozi, centri estetici, ecc) per evitare che ci sia “un interesse in conflitto con quello di un cliente o che possa condizionare il corretto svolgimento dell’incarico” (p.es. la vendita di prodotti, corsi o servizi da parte dello stesso professionista o di terzi).

Ciò che prevedono le norme, sono caratteristiche dello studio (aerazione, luminosità, superficie dei locali, ecc.), ma non fanno riferimenti particolari alla compresenza nello studio di vari professionisti sanitari, mentre vietano l’esercizio di tali professioni negli stessi locali in cui si svolgono attività diverse (commerciali o professionali non sanitarie). Per palestre e centri sportivi in genere, l’esercizio professionale è consentito a patto che la stanza sia utilizzata in maniera esclusiva dal Biologo, che l’attività sia rivolta esclusivamente ai clienti del circolo sportivo e che venga assicurata adeguata riservatezza e decoro e siano soddisfatte le caratteristiche a cui tutti gli studi professionali sanitari devono rispondere.

Pubblicità Sanitaria e Comunicazioni

La pubblicità sanitaria è regolata da diversi provvedimenti normativi riportati sul sito del Ministero della Salute, ad ogni modo la pubblicità è ammessa con ogni mezzo, deve avere carattere informativo essere funzionale all’oggetto, veritiera, corretta e non deve violare l’obbligo del segreto professionale. Inoltre non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria, deve essere escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo (che inviti, cioè, all’acquisto di beni o servizi), nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignita’ della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria.

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Tutti i documenti rilasciati ai pazienti dovranno essere timbrati, datati e firmati, l’autorizzazione all’uso del timbro ordinistico deve essere richiesto all’Ordine con apposito modulo presente nel sito istituzionale OBLA alla pagina “Modulistica“ed utilizzato in conformità al regolamento riportato nella stessa pagina. La distribuzione di volantini è regolata dall’art. 663 del codice penale, il quale stabilisce che: “chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, [..] mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l’autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con una sanzione amministrativa”.

Posta Elettronica Certificata (PEC)

Tutti gli iscritti a un Albo professionale hanno l’obbligo di possedere una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC), ai sensi del D.L. n.179 del 18/10/2012 convertito nella L. n.221 del 17/12/2012 che si affianca alle indicazioni già contenute nella L.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.L. vo n. 82 del 7/3/2005 ) ha conferito alla posta elettronica certificata (PEC) valore legale opponibile a terzi in caso di contenzioso. In particolare l’Art. 48 comma 1 stabilisce “la trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna avviene mediante la Posta Elettronica Certificata ai sensi del DPR n. 68/2005 “Si ricorda che il gestore della PEC deve essere iscritto nell’elenco pubblico dei Gestori di PEC accreditato.

Il Decreto-legge n. 185 del 29/11/08 convertito in Legge 2/2009 all’Art. 16 comma 7 stabilisce: “I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con leggi dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. (Scadenza il 29/11/2009)”. Gli Ordini pubblicano un elenco riservato, consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.

Vantaggi della PEC:

  • Salvataggio automatico e sicuro dei messaggi in un archivio di sicurezza
  • Notifica via SMS della ricezione dei messaggi
  • Risparmi consistenti rispetto ai costi degli strumenti tradizionali (raccomandata,fax ec..)
  • Eliminazione dell’uso della carta
  • Eliminazione di code agli sportelli e dei tempi di consegna
  • Certificazione dell’avvenuto invio e dell’avvenuta consegna,tramite ricevute, con attestazione dell’ora esatta.

L’art.37 del Decreto introduce all’art. 16 del dl n. 185/2008, co. “Il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale all’Albo o elenco di cui al comma 7 è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro trenta giorni, da parte del Collegio o Ordine di appartenenza. “L’omessa pubblicazione dell’elenco riservato previsto dal comma 7, il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, ovvero la reiterata inadempienza dell’obbligo di comunicare all’indice di cui all’articolo 6- bis del decreto-legislativo 7 marzo 2005, n.

Il Timbro Professionale

Il Timbro recante il logo dell’Ordine, il nome ed il numero di iscrizione all’Albo, è rilasciato all’iscritto previa compilazione del modello reperibile sul sito web istituzionale. Il logo può essere apposto esclusivamente sulla carta intestata, sui biglietti da visita, buste, messaggi di posta elettronica, sul timbro professionale.

Differenze tra Dietista, Dietologo e Nutrizionista

Tutte e tre queste professioni sono legate all’alimentazione ma con importanti differenze:

  • Il dietista si occupa della corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, in relazione ai bisogni dell’individuo e come scritto sopra, ha una laurea triennale, non è un medico ma un professionista sanitario.
  • Il biologo nutrizionista segue e consiglia le persone da un punto di vista alimentare, elaborando regimi o piani nutrizionali personalizzati per soggetti sani. Per lavorare come nutrizionista serve la laurea triennale in Scienze biologiche e una laurea magistrale in Scienze degli alimenti e della nutrizione umana.
  • Per diventare dietologo invece bisogna conseguire la laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in seguito specializzarsi in Scienze dell’alimentazione.

Come Diventare Dietista

Prima di tutto, devi conseguire un diploma di scuola secondaria, non necessariamente liceale. In seguito, devi superare il test di ammissione al corso di laurea triennale in Dietistica, L/SNT3, e superare gli esami, compreso quello finale, che vale come esame di Stato abilitante alla professione.

Non proprio, ma dopo la laurea triennale per dietista potrai continuare la tua formazione con il corso di laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie tecnico-assistenziali o in Scienze degli alimenti e della nutrizione umana. In alternativa, puoi scegliere un master di primo livello in Coordinamento delle professioni sanitarie, un master di secondo livello dopo la laurea magistrale o dei corsi di specializzazione.

Per esercitare è obbligatoria l’iscrizione all’albo dei dietisti, l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, FNO TSRM PSTRP.

La risposta è sì, quella del dietista è una figura abbastanza richiesta. Innanzitutto, il dietista può cominciare la carriera come libero professionista aprendo la partita IVA per gestire un proprio studio e collaborare con associazioni, scuole o comunità. Il dietista non ha una cassa previdenziale di riferimento e paga le imposte in base al fatturato, più la gestione separata INPS.

Nuove Linee Guida per i Biologi Nutrizionisti

Queste linee guida non solo definiscono le competenze e le responsabilità dei Nutrizionisti, ma stabiliscono anche nuove modalità di lavoro in un contesto sempre più integrato con le tecnologie moderne.

Le nuove linee guida mettono in evidenza la crescente professionalizzazione del Biologo Nutrizionista. Fino ad ora, molti Nutrizionisti si concentravano su diete generali, ma oggi la figura professionale è chiamata a elaborare piani alimentari personalizzati per un’ampia gamma di persone, dai soggetti sani a quelli affetti da patologie e condizioni specifiche.

Un altro cambiamento significativo riguarda l’utilizzo sempre più diffuso delle tecnologie digitali. Sebbene il Biologo Nutrizionista possa ora fornire consulenze anche online, c’è una chiara direttiva: qualsiasi attività a distanza deve essere preceduta da un incontro diretto con il paziente. Questo incontro iniziale è essenziale per raccogliere informazioni accurate sullo stato nutrizionale e per garantire la personalizzazione del piano alimentare.

Un tema che emerge con forza è l’attenzione al Codice Deontologico e alla protezione dei dati sensibili dei pazienti. I Biologi Nutrizionisti devono rispettare rigorosi standard etici, a cominciare dal divieto di vendere prodotti o fare da intermediari nella distribuzione di integratori alimentari.

Stipendio Medio

È difficile stabilire con precisione quanto guadagna un nutrizionista: molto dipende dall’anzianità, dalla specializzazione e dal tipo di impiego (pubblico, privato o libera professione). Lo stipendio di un biologo nutrizionista di solito si aggira sui 900-1.000 euro quando si trova all’inizio della sua carriera; dopo diversi anni, invece, arriva ad attestarsi su una cifra media di 1.600 euro netti al mese.

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