Avviare l'Attività di Biologo Nutrizionista: Requisiti e Aspetti Chiave

Se stai cercando informazioni su come avviare l’attività di biologo nutrizionista, la domanda che probabilmente ti frulla per la testa è: “Devo aprire partita IVA?” La risposta breve è Sì, se vuoi esercitare la professione in modo autonomo. Ma perché è così allettante per noi professionisti della nutrizione?

Differenza tra Biologo Nutrizionista, Dietista e Nutrizionista

Prima di proseguire, è necessario soffermarsi su un altro aspetto, ovvero la differenza tra Biologo Nutrizionista, Dietista e Nutrizionista. Spesso, infatti, si fa confusione tra queste figure:

  • Biologo Nutrizionista: Laureato in Biologia (con specifico percorso di studi in nutrizione) o in Scienze dell'Alimentazione. Può autonomamente elaborare piani alimentari per soggetti sani o con patologie accertate (previo accertamento medico).
  • Dietista: Professionista sanitario laureato in Dietistica (Laurea Triennale). Elabora, formula, attua e valuta piani dietetici prescritti dal medico. Non può fare diagnosi né prescrivere farmaci. Collabora con altre figure sanitarie.
  • Nutrizionista (senza ulteriori specificazioni): Termine generico che a volte viene utilizzato impropriamente. In genere, quando si parla di "nutrizionista" ci si riferisce al biologo nutrizionista.

Partita IVA per Nutrizionisti: Quando è Necessaria?

Sì, se vuoi lavorare come libero professionista (e non come dipendente o collaboratore occasionale), devi aprire una partita IVA.

Vantaggi del Regime Fiscale Forfettario per Nutrizionisti

Il regime fiscale forfettario per un nutrizionista è vantaggioso per diversi motivi:

  • Imposta sostitutiva vantaggiosa: Invece delle classiche aliquote IRPEF a scaglioni, pagherai un'unica imposta sostitutiva con un'aliquota agevolata generalmente del 15% (o addirittura del 5% per i primi 5 anni se rispetti determinati requisiti).
  • Esenzione IVA: Non dovrai preoccuparti di addebitare, riscuotere e versare l'IVA.
  • Contabilità semplificata: Dimentica registri complicati e mille scartoffie. Con il forfettario, la contabilità è ridotta all'osso. Non dovrai applicare l'IVA in fattura, non dovrai tenere la contabilità analitica e la dichiarazione dei redditi è semplificata.
  • Determinazione forfettaria del reddito imponibile: Non dovrai calcolare analiticamente costi e ricavi. Il tuo reddito imponibile sarà determinato applicando un coefficiente di redditività (che per le attività professionali è generalmente del 78%) al tuo fatturato nutrizionista.
  • Niente ritenuta d'acconto: non subirai la ritenuta d'acconto da parte dei tuoi clienti (anche se dovrai specificarlo in fattura).

Ma attenzione, però. Il forfettario non è per tutti.

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Limite di fatturato: Il tuo fatturato da nutrizionista dell'anno precedente (2024) non deve aver superato gli 85.000 euro.

Come Avviare la Professione di Nutrizionista: Passo dopo Passo

Aprire la partita IVA è più semplice di quanto pensi.

Codice ATECO

Il codice ATECO è come il tuo "timbro fiscale", identifica univocamente la tua attività. È fondamentale scegliere il codice ATECO corretto al momento dell'apertura della partita IVA.

  • 86.90.29 - Altre attività paramediche indipendenti nca. Attenzione: anche se sei un biologo nutrizionista, non usare codici generici o riferiti ad altre professioni sanitarie.

Se sei dietista, questo è il codice corretto da utilizzare.

Costi di Apertura della Partita IVA

L'apertura di una partita IVA in regime forfettario ha costi generalmente contenuti. Se ti affidi a un commercialista per l'apertura, dovrai ovviamente considerare il suo onorario, che può variare a seconda del professionista.

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Tassazione nel Regime Forfettario

Come accennato, se sei un nutrizionista in regime forfettario, si pagherà un'imposta sostitutiva sul tuo reddito imponibile. Si calcola sul reddito imponibile (cioè il 78% del fatturato forfettario).

  1. Contributo soggettivo (15%): Calcolato sul reddito imponibile. Ha un minimo fisso di 1.126 €.
  2. Contributo integrativo (4%): Applicato al fatturato. Va aggiunto in fattura al cliente.

Emettere Fatture in Regime Forfettario

Emettere fatture in regime forfettario è più semplice rispetto al regime ordinario.

  • Descrizione della prestazione: Dettagliata (es. "Elaborazione piano alimentare personalizzato").
  • Dicitura obbligatoria: "Regime forfettario di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014".
  • Assenza di IVA e ritenuta d'acconto: Non devi indicare l'IVA e devi specificare che non applichi la ritenuta d'acconto (es. "Si richiede la non applicazione della ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, della legge n. 190/2014").

Adempimenti e Obblighi del Biologo Nutrizionista

L’attività professionale del Biologo nutrizionista è prevista dall’Art. 3 del D.M. 362/93.

Tra le informazioni di natura generale, si rammenta che il biologo nutrizionista può elaborare e determinare piani alimentari sia nei confronti di persone sane sia di persone alle quali è stata diagnosticata una patologia, tuttavia, questa operazione potrà essere effettuata solo dopo l’accertamento delle condizioni fisio-patologiche da parte del medico.

Per l’apertura della Partita IVA da Nutrizionista non bisogna iscriversi alla Camera di Commercio.

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La prestazione d’opera intellettuale oggetto dell’attività del Biologo costituisce un’operazione che è esente ai fini Iva, per cui le ricevute sono esenti dall’imposta IVA.

È obbligatoria l’iscrizione all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi.

Legge 8 marzo 2017, n. 24 cd. Legge Gelli-Bianco recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” prevede espressamente nell’art. 3 comma 3 la copertura assicurativa per i professionisti sanitari.

Ai fini di una copertura generale, si raccomanda inoltre al professionista di valutare un’ulteriore copertura di polizza che garantisca dai rischi da responsabilità civile, diversi da quelli evidentemente correlati alla condotta professionale.

Il laureato triennale non può svolgere l’attività di Biologo in campo nutrizionale in quanto le competenze professionali di tale attività sono evidenziate nell’Art. 3 comma b) della Legge 396/67 e sono riferite al laureato magistrale (iscritto nella Sez. A). Il laureato triennale può fornire collaborazione tecnica di supporto per l’attività del Biologo nutrizionista, laureato magistrale (Sez. A).

Inoltre, ricorda che la professione di Nutrizionista è regolata da un Albo professionale e in questo caso non è possibile lavorare con prestazione occasionale. Questo a prescindere dal volume del fatturato che pensi di poter generare nell’anno.

Divieto di Prestazioni Occasionali per Iscritti all'Albo

Le prestazioni occasionali sono vietate per i professionisti iscritti ad albi o ruoli professionali. In linea generale, un professionista tenuto all’iscrizione ad un albo o ruolo professionale deve operare attraverso una partita IVA.

A confermare questo principio generale sono gli stessi ordini professionali, ed anche un chiarimento arrivato dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la Risoluzione n. 41 pubblicata il 15 luglio 2020.

Le disposizioni sono chiare, l’attività professionale è strettamente legata con l’apertura di una Partita IVA. Le prestazioni occasionali ex art. 2222 c.c. legate ad attività sporadiche e del tutto occasionali sono, spesso, diventate la soluzione ad ogni tipo di problema per molti piccoli professionisti spaventati dalla partita IVA. Tuttavia, i professionisti iscritti ad albi o ruoli professionali hanno una preclusione verso l’esercizio di questo tipo di attività.

Quindi il divieto non riguarda soltanto medici, ma anche avvocati, notai, ingegneri, commercialisti, architetti, biologi, psicologi, etc. Come anticipato, tutte le attività, anche occasionali, ma legate all’iscrizione all’Albo del professionista devono essere gestite con partita IVA. Tutte queste attività hanno in comune il fatto di essere all’interno di ambiti per cui l’esercizio dell’attività è collegato all’iscrizione all’Albo professionale.

Da tutte queste fonti appare chiaro il messaggio secondo cui vi è l’obbligo di emettere fattura per i redditi derivanti da tutte le prestazioni professionali da parte di soggetti iscritti all’Albo. Su questo punto la Risoluzione n. 41/E/2020 è molto chiara. Questo significa che l’Agenzia delle Entrate non riconosce a tali attività il carattere dell’occasionalità (intesa come mancanza di abitualità) della prestazione.

L’effetto della Risoluzione in commento dell’Agenzia delle Entrate è quello di mettere un punto sulla situazione dei compensi dei professionisti. Infatti, sicuramente gli uffici territoriali presteranno maggiore attenzione alla corretta certificazione dei compensi dei professionisti. In quest’ottica attenzione a tutti i rapporti professionali relativi al passato che non sono stati inquadrati nel modo corretto (potrebbero essere soggetti a sanzione).

Una considerazione importante che torna in auge con questo documento di prassi riguarda tutte quelle aziende ed enti (anche pubblici) che spesso si approfittano delle piccole attività professionali (magari giovani professionisti appena iscritti all’Albo) per strappare contratti a prezzi ridotti certificando la prestazione professionale con attività occasionale.

Riepilogo dei Codici ATECO e Coefficienti di Redditività

La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale non solo per l’inquadramento fiscale ma anche per gli adempimenti previdenziali successivi.

Codice ATECO Descrizione Coefficiente di Redditività
86.90.29 Altre attività paramediche indipendenti nca (Dietista) 78%
72.11.00 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie (Nutrizionista) 78%

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