L'Indice di Massa Corporea (IMC), noto anche come BMI (dall'inglese Body Mass Index), è un dato biometrico che esprime la relazione tra il peso e l'altezza di un individuo. È utilizzato come indicatore dello stato di peso forma.
All’atto pratico per calcolare l'indice di massa corporea si fa il rapporto tra la massa-peso, espressa in chilogrammi, e il quadrato dell'altezza, espressa in metri.
Esempio: Altezza 1,70 m; massa 62 kg: avremo 62 / (1,70 x 1,70) = 21,45 kg/m2 di BMI.
Cos'è il BMI e perché viene utilizzato
Il BMI (Body Mass Index, in italiano Indice di Massa Corporea) è un numero facilmente calcolabile e che fornisce una prima indicazione di adeguatezza del proprio peso (BMI=peso/altezza²). È uno strumento pratico e utilizzato prevalentemente per collocare una persona nelle categorie di: normopeso, sottopeso, sovrappeso e obesità.
Il calcolo del BMI viene impiegato in contesti clinici per monitorare l’andamento del peso nei pazienti, nei programmi di prevenzione dell’obesità, nelle scuole, nei centri sportivi e nelle valutazioni nutrizionali personalizzate.
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Questo indice biometrico, in associazione con altri dati raccolti a parte come il sesso, l’età, il tipo di costituzione, la larghezza delle spalle e del torace, il tipo di struttura ossea e lo stato generale di salute, ci dà, indicativamente, un’idea precisa della situazione peso forma di un signolo individuo, in relazione al fattore rischio per la salute che tende ad aumentare quanto più ci allontaniamo dal nostro peso ideale.
È inoltre fondamentale considerare la percentuale di massa grassa e massa magra del soggetto oltre al BMI.
Un peso eccessivo o inferiore rispetto alla normalità già di per sé indica un rischio per la salute e può richiedere di intervenire con una terapia mirata.
Obesità e disturbi del comportamento alimentare sono malattie e chi ne è affetto non ha colpe e non è tenuto ad affrontare da solo il suo problema di salute.
Il percorso di guarigione è lungo, complesso e può essere guidato da un medico esperto, che potrà supportare il paziente con un intervento multidisciplinare e personalizzato.
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Come si calcola il BMI?
Per ricavare il tuo BMI esiste una semplice formula matematica: basta dividere il tuo peso in chilogrammi per il quadrato della tua altezza in metri.
Una volta ottenuto il tuo valore di BMI o IMC, potrai confrontarlo con la tabella e capire a quale categoria di peso appartieni.
La formula per il calcolo dell’indice di massa corporea BMI è: dividi il peso in chilogrammi per il doppio dell’altezza in metri.
Ad esempio Maria è alta 1,70 e pesa 65 kg. La formula quindi è: 65 / (1.70 x 1.70) = 22.49. Maria rientra nella fascia normopeso.
Ricorda che il calcolo del BMI ci dà un’ informazione indicativa rispetto al peso e nessuna informazione riguardo alla composizione corporea, cioè alla presenza di massa grassa e massa magra (muscoli, ossa, acqua) di cui ognuno è costituito.
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Per esempio, i soggetti che praticano molto sport con una percentuale importante di massa muscolare risultano con BMI elevati senza che ci sia un effettivo eccesso di massa grassa.
Occorre quindi dare una giusta interpretazione al risultato ottenuto dal calcolo del BMI.
Come interpretare il BMI
Ogni intervallo di BMI ha un significato clinico specifico:
- Sottopeso (BMI < 18,5 kg/m²): Indica una possibile insufficienza ponderale, che può essere associata a malnutrizione, osteoporosi, anemia e indebolimento del sistema immunitario.
- Normopeso (BMI 18,5-24,9 kg/m²): Considerato l'intervallo ideale, è generalmente associato a un minor rischio di sviluppare malattie croniche legate al peso.
- Sovrappeso (BMI 25,0-29,9 kg/m²): Indica un eccesso di peso che può aumentare il rischio di sviluppare condizioni come malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete di tipo 2.
- Obesità di Classe I (BMI 30,0-34,9 kg/m²): Associata a un rischio moderato di sviluppare malattie correlate all'obesità, come diabete di tipo 2, malattie cardiache e alcuni tipi di cancro.
- Obesità di Classe II (BMI 35,0-39,9 kg/m²): Comporta un rischio elevato di sviluppare gravi condizioni di salute, inclusi problemi respiratori, osteoartrite e complicanze cardiovascolari.
- Obesità di Classe III (BMI ≥ 40,0 kg/m²): Nota anche come obesità grave o patologica, è associata a un rischio molto elevato di malattie potenzialmente letali, come malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro.
Questa è la tabella suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) per definire i diversi scaglioni del BMI:
| Situazione peso | Min | Max |
|---|---|---|
| Obesità di III classe (gravissima) | >40,00 | |
| Obesità di II classe (grave) | 35,01 | 40,00 |
| Obesità di I classe (moderata) | 30,01 | 35,00 |
| Sovrappeso | 25,01 | 30,00 |
| Regolare | 18,51 | 25,00 |
| Leggermente sottopeso | 17,51 | 18,50 |
| Sottopeso | 16,01 | 17,50 |
| Grave magrezza (inedia) | <16,01 |
Il BMI è un sistema di calcolo che permette di valutare l'idoneità del peso nelle persone adulte.
Non può essere utilizzato per i bambini, che invece andrebbero misurati con il metodo dei percentili.
In molti sostengono che il BMI debba tenere conto del sesso, ovvero che sia diverso tra uomini e donne.
Il BMI non considera fattori quali l'entità della massa muscolare, dello scheletro e del grasso essenziale.
È risaputo che gli uomini hanno mediamente una muscolatura e un'ossatura superiori alle donne, che gli anziani sono invece più deboli rispetto ai giovani, e che le donne possiedono una maggior percentuale di grasso essenziale necessaria alla funzione riproduttiva.
Ciò non toglie che esistano donne e anziani con volumi muscolari superiori e massa grassa inferiore rispetto alla maggior parte degli uomini e dei giovani.
Per ottenere un calcolo del BMI più preciso, e di conseguenza individuare il cosiddetto peso fisiologico desiderabile (che comunque non risulta consigliabile per gli atleti di élite) è possibile inserire la valutazione delle ossa e dello scheletro.
Il tipo morfologico invece, viene calcolato dividendo la statura (in centimetri) per il valore della costituzione, e anche questo risultato si contestualizza all'interno di una tabella distinta tra uomini e donne.
Associando costituzione e tipo morfologico, paragonandolo ad un'ulteriore griglia di valutazione, si ottiene il BMI fisiologico desiderabile.
Differenze tra BMI per uomini e donne: cosa cambia davvero
Il calcolo BMI resta invariato per uomini e donne, ma la sua interpretazione può differire notevolmente.
Questo perché la composizione corporea femminile è naturalmente diversa da quella maschile: le donne tendono ad avere una percentuale di massa grassa più elevata, mentre gli uomini possiedono generalmente una maggiore massa magra.
Inoltre, nelle donne possono incidere anche fattori ormonali, gravidanza, menopausa e cambiamenti fisiologici legati all’età.
Per questo motivo esistono strumenti dedicati come il calcolo BMI donna, la tabella peso forma per età donna, o il calcolo peso ideale donna, che tengono conto di queste variabili.
Lo stesso vale per gli uomini, per cui è disponibile il calcolo BMI uomo, spesso affiancato da tabelle come la tabella peso forma per età.
In entrambi i casi, è importante non limitarsi al valore numerico ma comprenderne il contesto, magari confrontandolo con altri indicatori come il rapporto peso-altezza, il calcolo massa grassa e le circonferenze addominali.
Perché il BMI aumenta con l’età
Con l’avanzare dell’età, è comune osservare un aumento del BMI anche in assenza di cambiamenti drastici nella dieta o nell’attività fisica.
Questo fenomeno è legato a diversi fattori fisiologici e metabolici.
In primo luogo, con l’invecchiamento si verifica una riduzione della massa muscolare (sarcopenia), accompagnata da un incremento della massa grassa, anche se il peso corporeo complessivo rimane stabile.
La massa magra, che pesa più della massa grassa, occupa meno volume: perciò, una persona può apparire più “rotonda” pur pesando come prima.
Inoltre, con l’età rallenta il metabolismo basale, ovvero la quantità di energia che il corpo consuma a riposo, rendendo più facile accumulare peso.
Anche i cambiamenti ormonali, come la menopausa nelle donne o il calo del testosterone negli uomini, influenzano la distribuzione del grasso corporeo, che tende a concentrarsi maggiormente sull’addome.
Tutti questi fattori contribuiscono a un aumento del BMI con l’età, senza che questo rispecchi sempre una reale condizione di sovrappeso patologico.
Calcolo del BMI nei bambini: come funziona davvero
Il calcolo BMI bambini si basa sulla stessa formula degli adulti - peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza in metri - ma la sua interpretazione è completamente diversa.
Nei più piccoli, infatti, l’indice di massa corporea deve essere valutato attraverso le cosiddette curve di crescita percentile, che tengono conto dell’età e del sesso del bambino.
Non esistono quindi soglie universali come nel caso degli adulti, ma intervalli di riferimento che variano con lo sviluppo.
Un BMI elevato, ad esempio, può rientrare nella norma se il bambino ha una struttura muscolare importante, mentre un valore nella media potrebbe nascondere un eccesso di massa grassa.
Per questo, è fondamentale che il calcolo del BMI nei bambini venga sempre interpretato da un pediatra, che potrà valutarlo nel contesto di altri parametri di crescita, abitudini alimentari e livello di attività fisica.
BMI e costituzione corporea: come interpretarli correttamente
Il valore del BMI può essere facilmente frainteso se non viene analizzato alla luce della costituzione corporea individuale.
Una prima distinzione importante è tra persone a costituzione esile, normale o robusta, classificazione che può essere determinata attraverso la misurazione del polso.
Questo metodo prevede di misurare la circonferenza del polso e mettere in relazione il dato con la statura: nelle donne, ad esempio, un polso inferiore a 14 cm indica costituzione esile; tra 14 e 16 cm è considerata normale, mentre oltre i 16 cm è robusta.
Negli uomini, i parametri si alzano leggermente.
A questa analisi si aggiunge la classificazione morfologica, che distingue tra brevilinei, normolinei e longilinei.