BMI Maggiore di 35: Rischi e Terapie per l'Obesità Grave

L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo peso corporeo dovuto a un accumulo di tessuto adiposo, che si sviluppa per l’interazione di vari fattori, tra cui quelli genetici, endocrino-metabolici e ambientali.

L’obesità è definita come una malattia che si caratterizza per un accumulo eccessivo di grasso corporeo che può danneggiare la salute (WHO, 2016).

Come si misura l'Obesità?

Una prima valutazione del peso corporeo si può effettuare mediante l’indice di massa corporea (BMI) che mette in relazione peso e altezza (si ricava dividendo il peso in kg per il quadrato dell’altezza espressa in metri).

Questo indice, che è il rapporto tra peso e altezza al quadrato (kg/m2), è riconosciuto a livello internazionale come indicatore del grado di obesità: lieve tra 30 e 35kg/m2, media tra 35 e 40kg/m2 e severa sopra i 40kg/m2.

I valori di riferimento per la definizione di obesità sono:

Leggi anche: Trova il Miglior Nutrizionista a Castel Maggiore

  • ≤18,5: sottopeso
  • 18,5-24,9: peso normale
  • 25-29,9: sovrappeso
  • 30-34,9: obesità di primo grado (lieve)
  • 35-39,9: obesità di secondo grado (moderata)
  • ≥40 obesità: di terzo grado (severa)

Il grasso può localizzarsi in diverse aree corporee, ma si è visto che l’accumulo nella zona viscerale (sulla pancia) risulta essere il più pericoloso, per questo si misura la circonferenza dell’addome per stimare il rischio di sviluppare patologie legate alla sindrome metabolica: per le donne la circonferenza limite è di 88 cm, per gli uomini è di 102 cm.

Appare evidente come il BMI sia un indice molto utilizzato nella valutazione dello stato nutrizionale di una persona, nonostante presenti dei limiti importanti. Introdotto in ambito epidemiologico, la praticità di calcolo e l’apparente efficienza nel catalogare le fattezze corporee, lo rendono ancor oggi molto utilizzato soprattutto nella branca negli studi su larga scala.

Il BMI presume che tutto il peso sia uguale, senza tenere conto del differente impatto esercitato sul peso da ossa, muscolatura, viscere e grasso. Il cosiddetto grasso viscerale, ossia quello localizzato all’interno della cavità addominale e distribuito tra gli organi interni ed il tronco, è più problematico rispetto a quello sottocutaneo ripartito su fianchi, glutei e parte inferiore del corpo.

Sulla base di queste considerazioni, l’indice di massa corporea apparirebbe utile unicamente se usato a scopi epidemiologici e per ricerche su ampia scala. Per valutare dunque lo stato nutrizionale e lo stato di salute di un individuo, oltre al BMI, è bene considerare anche la circonferenza addominale e l’anamnesi del paziente.

Quali sono le cause della grande obesità?

Le cause dell’obesità severa non differiscono da quelle dell’obesità in generale (genetiche, endocrine, metaboliche, iatrogene) ma spesso l’evoluzione verso l’elevato grado di obesità è il risultato della difficoltà da parte del paziente della gestione della propria salute; non è in grado di avviare e mantenere un percorso di cura adeguato per motivi personali, famigliari e ambientali (anche lavorativi).

Leggi anche: Trova il Tuo Nutrizionista a Gorla Maggiore

A questa situazione si aggiunge la difficoltà di gestione delle possibili complicanze. È frequente in questi pazienti il riscontro di un’alimentazione disfunzionale (pur non eccessiva ma con disordini alimentari per qualità e distribuzione degli alimenti), una scarsa mobilizzazione (sedentarietà e mancanza di attività fisica), fino all’allettamento e un ritiro sociale (per difficoltà di relazioni sociali).

Le cause principali che portano all’obesità sono un’alimentazione ipercalorica e l’inattività fisica, che generano uno squilibrio tra calorie assunte e calorie bruciate. L’attività fisica, infatti, consente non solo di bruciare calorie durante l’attività, ma anche di incrementare il metabolismo basale a riposo.

Ci sono inoltre varie altre cause, anche correlate tra loro, che possono portare all’insorgenza dell’obesità:

  • predisposizioni genetiche
  • stile di vita familiare
  • fattori socio-economici
  • patologie associate
  • farmaci
  • disturbi di sonno

Grandi obesi e rischi clinici

Questa condizione clinica si associa alla presenza di una o più patologie (complicanze) quali cardiopatia ipertensiva, sindrome delle apnee del sonno, bronchite cronica ostruttiva, diabete mellito tipo 2 con possibili complicanze renali e vascolari, epatosteatosi e osteoartriti.

Inoltre è presente una predisposizione all’insorgenza di patologie neoplastiche (es: al fegato, colon mammella). Tutto ciò contribuisce all’ aumento del tasso di mortalità, già elevato nell’obesità lieve ma che aumento progressivamente secondo il BMI.

Leggi anche: Articolo sull'obesità e i suoi pericoli (BMI > 35)

Quali malattie possono insorgere con l'Obesità?

L’obesità è una patologia da non sottovalutare perché predispone allo sviluppo di una serie di condizioni patologiche che possono avere ripercussioni sulla qualità di vita del soggetto.

  • ipercolesterolemia e aumento dei trigliceridi
  • diabete di tipo 2
  • ipertensione
  • sindrome metabolica
  • patologie cardiache
  • ictus
  • neoplasie
  • sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno
  • calcoli biliari
  • problemi ginecologici
  • steatosi epatica non alcolica
  • osteoartrite

Spesso questi soggetti mostrano disabilità dovute all’impossibilità di compiere movimenti a causa del peso eccessivo che grava sulle articolazioni, depressione e vergogna a causa della non accettazione del proprio corpo, colpevolezza per aver permesso a se stessi di raggiungere una tale condizione, isolamento sociale, minore possibilità di trovare lavoro perché spesso impossibilitati fisicamente a svolgere determinate mansioni (e talvolta discriminati dal loro aspetto).

Obesità grave, le terapie

La gestione dei pazienti affetti da obesità severa coinvolge i familiari (caregiver), i medici di base, diversi specialisti spesso anche in ambito socio assistenziale. Per tale motivo esistono percorsi diagnostici per un corretto inquadramento delle problematiche cliniche del paziente e terapeutici per valutare l’opzione terapeutica più adeguata.

I principali interventi terapeutici nella terapia dell’obesità severa sono:

  • l’impostazione di una corretta alimentazione in relazione all’età, sesso, BMI e patologie associate
  • un esercizio fisico aerobico anche con l’aiuto di un fisioterapista, quando necessario, per un recupero della propria funzionalità motoria corporeo (funzione articolare e muscolare)
  • un supporto psicologico per superare gli ostacoli al cambiamento di vita e sviluppare una motivazione persistente

Obesità "severa" e terapia farmacologica

Oltre all’Orlistat, già in commercio che agisce riducendo l’assorbimento di grassi, negli ultimi anni sono stati autorizzati dall’AIFA per il trattamento dell’obesità (con BMI >30kg/m2 o >27kg/m2 con complicanze) gli analoghi del GLP1 (liraglutide e semaglutide) e l’associazione di bupropione/naltrexone.

L’obiettivo della terapia farmacologica è quella di favorire la perdita di peso in associazione agli altri interventi terapeutici e può favorire il mantenimento della perdita di peso.

Grande obesità e chirurgia bariatrica

Un’opzione terapeutica importante per i pazienti da obesità severa è la chirurgia bariatrica. Esistono diversi tipi di intervento (restrittivo o malassorbitivo) che hanno indicazioni specifiche in relazione al grado di obesità e alle complicanze presenti.

Poiché tale percorso comporta una scelta anche da parte del paziente per possibili modifiche nel suo stile di vita dopo l’intervento, è importante che il paziente venga preparato con un inquadramento clinico delle sue patologie (es: disturbo del comportamento alimentare, apnee del sonno, ernia iatale, ulcera gastrica, epatosteatosi), un iniziale calo ponderale (per ridurre i rischi operatori) e un supporto psicologico (per affrontare i cambiamenti dello stile di vita post-intervento).

Anche nel post-ricovero è importante che il paziente segua le indicazioni nutrizionali rispettando i tempi di svezzamento ed effettui regolari controlli chirurgici.

I pazienti con obesità severa possono trovarsi anche nella necessità di affrontare interventi di natura ortopedica (es: protesi articolari), vascolari (ulcere agli arti inferiori) o addominali (ernie ombelicali) per cui è necessario un calo ponderale con conseguenze recupero funzionale e miglioramento delle condizioni cliniche associate per ridurre i rischi intra e post-operatori.

tags: #bmi #maggiore #di #35 #rischi

Scroll to Top