Con l’arrivo della primavera, l’attenzione di consumatori e tecnici passa dal “bonus riscaldamento” al “bonus condizionatori”. Ovviamente, il “bonus condizionatori” in realtà non è un vero e proprio bonus, ma un’espressione giornalistica che rimanda alla possibilità di accedere ad un incentivo per l’acquisto di:
- climatizzatori a basso consumo energetico;
- deumidificatore;
- pompe di calore.
In combinazione o nell’ambito di specifiche agevolazioni edilizie. Allo sconto Irpef, l’acquisto di un condizionatore a maggiore efficienza energetica dà diritto ad una riduzione dell’Iva al 10% sul costo di manodopera necessaria per l’installazione.
In questo articolo, ti offriamo una rapida sintesi degli incentivi previsti per questo tipo di apparecchi.
I condizionatori, insieme agli altri elettrodomestici installati nelle nostre abitazioni, sono gli apparecchi che incidono maggiormente sulla bolletta. Grazie ad un impianto fotovoltaico è possibile produrre in autonomia l’energia necessaria per soddisfare il proprio fabbisogno: per questo motivo ti consiglio il software per fotovoltaico, gratis per 30 giorni, che ti consente di elaborare il progetto completo e la simulazione economica di qualsiasi tipo di impianto fotovoltaico connesso alle rete elettrica.
Chi può chiedere il Bonus per i Condizionatori
Il Bonus può essere richiesto da tutti i contribuenti, residenti o non, in Italia. Il bonus in esame può essere richiesto non solo dai proprietari o dai titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori, ma si estendono anche a chi detiene diritti reali o personali sugli immobili interessati dai lavori e ne copre le spese.
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Questi includono:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di diritti di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- locatari o comodatari;
- soci di cooperative (divise e indivise);
- imprenditori individuali (per immobili non classificati come beni strumentali o merce);
- soggetti definiti nell’articolo 5 del Tuir che generano reddito in forma associata. Questi possono essere società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati, oltre alle imprese familiari. L’accesso alle agevolazioni segue le stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
La detrazione è concessa anche a chi, pur sostenendo le spese e risultando beneficiario di bonifici e fatture, rientra in una delle seguenti categorie:
- familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
- coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- componente dell’unione civile (la legge 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili);
- convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.
Bonus ristrutturazione: 36/50% sui condizionatori come manutenzione straordinaria
In caso di installazione di condizionatori nuovi con l’ausilio di pompe di calore che permettono di conseguire un risparmio energetico per l’abitazione si può accedere al Bonus ristrutturazione del 36%.
La detrazione è elevata al 50% nel caso in cui le spese siano sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
E’ previsto un recupero della spesa sostenuta in 10 anni, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.
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L’intervento rientra infatti tra le spese detraibili per il risparmio energetico e gli interventi di climatizzazione invernale ed estiva agevolati nell’ambito della manutenzione straordinaria, come previsto dall’articolo 16-bis del TUIR.
Poiché siamo nell’ambito della ristrutturazione straordinaria, non è richiesto che l’impianto sia abilitato al riscaldamento invernale.
Per il climatizzatore deve essere rilasciato l’attestato di conformità e il libretto d’impianto.
La fattura deve comprendere acquisto e installazione, oppure è possibile avere due fatture distinte.
Per maggiori approfondimenti, leggi anche “Bonus ristrutturazione 2024: detrazione al 50% per importi fino 96mila euro”
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Condizionatori con Ecobonus in caso di sostituzione della caldaia a gas
Si ha diritto all’Ecobonus se si decide di sostituire una caldaia a gas con uno o più climatizzatori da utilizzare, dunque, come impianto di riscaldamento in via esclusiva e non di appoggio al gas.
In questo caso, quindi, l’impianto deve essere abilitato al riscaldamento invernale e lo deve sostituire.
In sostanza al posto di una caldaia a pompa di calore che mandi l’acqua calda nei radiatori, si può installare una serie di split nelle varie stanze, collegati ad una o più unità esterne, e non utilizzare più i radiatori.
Per accedere all’agevolazione non serve dunque un contestuale intervento di riqualificazione energetica, ma è necessario avere l’asseverazione di un tecnico abilitato e la scheda informativa degli interventi realizzati in cui riportar l’importo delle spese sostenute, il risparmio energetico ottenuto (tramite attestato di prestazione energetica), i dati catastali e personali di chi detrae la spesa.
Per maggiori approfondimenti, leggi anche “Ecobonus 2025: cosa rientra e come funziona?”
Superbonus per i condizionatori? Solo nell’ambito di interventi trainanti
Con il Superbonus è prevista una detrazione sul costo sostenuto per l’acquisto o l’installazione di impianti di climatizzazione e anche per la sostituzione dell’impianto di condizionamento.
La spesa è ammessa a contributo solo effettuata nell’ambito di uno degli interventi trainanti del Superbonus (come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione) effettuati nei condomini.
Interventi come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione danno diritto alla detrazione. L’installazione dell’apparecchio deve garantire un miglioramento di due classi energetiche certificate con l’Ape.
Per maggiori approfondimenti, leggi anche “Superbonus 65%: come funziona nel 2024”
Come si può richiedere il Bonus condizionatori
Allo stato attuale il bonus condizionatori si può ottenere solo attraverso la dichiarazione dei redditi senza limiti Isee (non è più prevista né lo sconto in fattura né la cessione del credito).
Inoltre, il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, indicando nella causale del versamento il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento.
Va infine precisato che è obbligato a inviare una specifica comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dal termine dei lavori. Per gli interventi che usufruiscono delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica bisogna produrre anche l’asseverazione tecnica di un professionista abilitato.
l’installazione di un condizionatore a pompa di calore da diritto al bonus mobili anche se esiste già la predisposizione? Posso considerarla installazione? Se sì, il bonifico va fatto con riferimento all’art. l’Agenzia delle entrate nella Circolare n. Ne consegue che l’istallazione di un condizionatore a pompa di calore può rientrare tra gli interventi che danno diritto, in presenza di tutti gli altri requisiti, al bonus arredi.
Ai contribuenti che fruiscono in dichiarazione dei redditi della detrazione prevista dall’art. Con specifico riguardo agli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16 bis del TUIR l’Agenzia delle entrate ha chiarito che il mancato invio della Scheda all’ENEA, da effettuarsi entro 90 giorni dalla fine dei lavori o del collaudo, non comporta la perdita della detrazione fiscale. Al contrario per coloro che effettuano interventi di efficientamento energetico, di cui alla legge n. 296/2006 e al DL n.