Prolasso Mitralico: Alimentazione e Consigli Dietetici

Il prolasso della valvola mitrale (PVM), o prolasso mitralico, consiste in un anomalo movimento di chiusura delle cuspidi che costituiscono la valvola mitrale del cuore. In condizioni normali, la valvola mitralica controlla il flusso sanguigno in direzione atrio sinistro - ventricolo sinistro e impedisce il reflusso nel senso opposto durante la sistole ventricolare. Alla comparsa di un prolasso della valvola mitrale, durante la fase di contrazione del ventricolo, una quota di sangue, anziché imboccare l'aorta, torna indietro e risale all'atrio sinistro; ciò avviene perché l'orifizio valvolare non è chiuso completamente.

Il prolasso valvolare mitralico colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini e ha maggiore frequenza nei soggetti longilinei, con torace allungato e appiattito, nonché individui affetti da scoliosi dorsale.

Cause e Sintomi

La causa principale del prolasso valvolare mitralico è la degenerazione del tessuto connettivo lasso che costituisce i lembi della valvola mitrale. I sintomi di un prolasso valvolare mitralico sono i medesimi dell'insufficienza mitralica, ma meno drammatici.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • Dispnea
  • Cardiopalmo
  • Astenia
  • Dolore toracico

È importante precisare che, nella maggioranza dei casi, il prolasso mitralico è asintomatico, cioè non presenta sintomi e l'individuo portatore di questa anomalia svolge una vita normale, può praticare sport e svolgere qualsiasi altra attività fisica di una persona sana.

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Il Ruolo del Magnesio e delle Catecolamine

Studi diversi hanno messo in relazione il MVP con la deficienza di magnesio, l'aumento delle catecolamine e quindi dell'ansia, considerando il prolasso una sorta di debole forma di disordine del tessuto connettivo. La carenza di magnesio, oltre ad un tessuto connettivo imperfetto, può anche causare in associazione ansia e depressione, questo perché la deplezione di magnesio provoca un aumento delle catecolamine circolanti: perciò a una scarsa concentrazione di magnesio corrisponde un’ alta concentrazione di adrenalina e norarenalina e quindi un aumento delle sintomatologie ansiose.

In uno studio condotto dal Dipartimento di Cardiologia presso l’ospedale Grochowski di Varsavia, ha rilevato che il 60% dei pazienti con MVP sintomatico presentava una ipomagnesiemia di vario grado. Furono sottoposti ad una sperimentazione in doppio cieco incrociata tra magnesio e placebo e dopo 5 settimane si vide una riduzione significativa dei sintomi quali il dolore toracico, Ie palpitazioni, la dispnea, la debolezza e l’ansia. La secrezione giornaliera di catecolamine si era di molto ridotta dopo la somministrazione di magnesio.

Alimentazione e Prolasso Mitralico: Consigli Utili

Esistono molte carenze nutrizionali che influiscono sul sistema nervoso, in particolare la carenza di magnesio, e inoltre lo stretto legame tra questo, l'ansia e il MVP, porta a valutare la possibilità di mettere a punto una dieta che possa quindi essere d'aiuto a limitare sia i sintomi legati al MVP sia all'ansia. Inutile precisare che sarebbe buona norma eliminare la caffeina che ha anche un’ azione diretta sul miocardio e che provoca deplezione di magnesio, ma vi sono anche altri accorgimenti a prima vista inaspettati.

Alcuni pazienti affetti da ansia dichiarano di avvertire il bisogno di mangiare formaggi grassi che contengono un’alta percentuale di colesterolo. La carenza di colesterolo, di cui sono anche formate le membrane neuronali, provocherebbe un’alterazione della permeabilità alla serotonina che non riuscirebbe più a svolgere adeguatamente il compito di controllare la produzione di catecolamine e quindi l’ansia. Sarebbe interessante riuscire a mettere a punto una dieta per ansiosi.

Come Migliorare la Dieta per la Salute del Cuore

Non è solo questione di predisposizione. Età, sesso maschile e familiarità sono solo una parte di fattori (quella non modificabile) che possono influenzare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, prime fra tutte l’infarto del miocardio, l’angina pectoris o l’ictus. Spesso però, dicono gli esperti, il cuore che fa le bizze è anche responsabilità personale: l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito trascurati, i trigliceridi alti, il rapporto fra colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e colesterolo 'buono' (HDL), e il fumo - che sono i peggiori nemici del cuore - dipendono anche da uno stile di vita scorretto e sregolato.

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Non c’è una dieta ad hoc in caso di convalescenza da malattia cardiaca, ma esistono invece delle buone regole alimentari, da mettere in pratica con regolarità e costanza, che aiutano a proteggere o a controllare il rischio di malattia.

Consigli Alimentari

  • Ridurre il consumo di sale.
  • Preferire cotture al vapore, ai ferri, alla griglia e al cartoccio per carni e pesci; a lesso, al vapore o al forno per le verdure.
  • Se si è in terapia con anticoagulanti potrebbe esservi consigliato di prestare attenzione agli alimenti ricchi di vitamina K (broccolo, cavolo, verza, crauti, cavolfiore, lattuga, insalate, cavolini di Bruxelles, soia, maionese, fegato bovino, tè verde, lenticchie, spinaci, prezzemolo).

Diagnosi e Trattamento

Si può rilevare un'insufficienza mitralica mediante i seguenti esami diagnostici:

  • Stetoscopia
  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Ecocardiografia

Il trattamento medico del prolasso valvolare mitralico, dai casi meno gravi e asintomatici a quelli severi, è molto simile a quello dell'insufficienza mitralica. L'approccio terapeutico varia, quindi, in base alla gravità della cardiopatia. Le forme asintomatiche, ma anche quelle lievi, richiedono degli accorgimenti preventivi, atti ad evitare infezioni batteriche, come le endocarditi, che colpiscono le cavità cardiache. Sono consigliati anche dei controlli periodici ogni 2-3 anni.

Conclusioni

La salute è un mosaico complesso e sfaccettato, dove ogni patologia rappresenta una tessera che richiede attenzione e cura. È fondamentale ricordare che ogni situazione clinica è unica e merita un’attenzione personalizzata. Mantenere uno stile di vita sano, seguire una dieta equilibrata e consultare regolarmente il proprio medico curante sono passi fondamentali per gestire al meglio il prolasso mitralico e proteggere la salute del cuore.

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