Tra gli innumerevoli personal trainer che si trovano online, Nicola Colle si distingue per il suo approccio empatico, rassicurante, amichevole e comprensivo.
«La cosa di cui sono più stufo nel fitness? Far sentire in colpa le persone per le loro scelte alimentari», afferma Nicola Colle in uno dei suoi video.
Quanto agli errori più frequenti, ritiene che il principale non sia affatto concedersi qualche biscotto di troppo, bensì «comparare te stesso e i tuoi progressi con un qualsiasi Instagram model che trovi sul web: le foto sono dei fake, non sono così tutto l’anno e soprattutto la loro vita ruota completamente intorno a questo: la tua no». Quindi smettila di punirti e vedrai che tutto si sistemerà».
Funziona Davvero il Metodo di Nicola Colle?
Sì, a giudicare dagli oltre 4 mila clienti che il 30enne di Mel, nel Bellunese, ha fin qui seguito a distanza in cinque anni di coaching online. Nessuna bacchetta magica, nessuna ricetta segreta: molto semplicemente, approcci troppo estremi alla perdita di peso o allo sviluppo muscolare non sono sostenibili sul lungo periodo.
Eppure in Rete (e non solo) le promesse miracolose continuano a pullulare. «Accade principalmente per due motivi - illustra Colle -. Il primo: questi professionisti consigliano strategie che su di loro funzionano, ma non si rendono conto che ciò accade perché hanno molto più tempo da dedicarci rispetto al cliente tipo con famiglia, lavoro e un’età più avanzata.
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«A volte mi ci scontro, sempre in maniera costruttiva. E in ogni caso anche chi vorrebbe dimagrire più rapidamente non manca mai di rallegrarsi dei progressi fatti pur essendosi concesso una pizza, un sushi o un gelato. Chiaro che con programmi più restrittivi potrei favorire perdite di peso più precoci, ma alla lunga queste persone andrei a perderle. Prendersi cura di sé stessi, infatti, non dev’essere vissuto come un sacrificio, un impegno o un obbligo, ma al contrario come un piacere.
«Sì, perché vedevo costantemente personale qualificato promuovere regimi alimentari troppo severi, il che faceva finire i clienti dallo psicologo o dallo psichiatra.
«Solo quest’ultimo può parlare di grammature ed elaborare diete specifiche, per cui io mai mi permetterei di dare consigli come: “Lei dovrebbe mangiare 100 grammi di pasta a pranzo e 200 di pollo con broccoli a cena”. Questo lo fanno gli specialisti che visitano i miei clienti, ma come detto purtroppo non tutti ragionano così.
«Tutta la dimensione legata all’allenamento. Naturalmente non faccio di tutta l’erba un fascio, ma troppo spesso vengono rilasciate schede un po’ a caso, non personalizzate.
«Sì, ce n’è tantissima e credo che derivi principalmente dai social network. Si sa come funzionano queste piattaforme: più guardi un contenuto, più te ne propongono di simili. Il guaio è che il nostro cervello ragiona per comparazioni, così si crea una voragine sempre più ampia tra la mia ambizione e ciò che posso realisticamente ottenere. Il mio lavoro consiste dunque anche in questo: educare le persone ad avere le giuste aspettative, aiutarle a non esagerare.
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«Esatto, quella che a metà giugno porta i clienti a dirmi: «Nicola, a luglio vado in ferie: voglio avere il fisico dei miei sogni». La grande preoccupazione è il giudizio altrui, il che però non ha senso». «Pensiamo che in spiaggia siano tutti lì a misurarci il girovita, invece alla maggior parte delle persone di noi non importa nulla.
«Eccome se c’è, perché comunque nella maggior parte dei casi ciò è sinonimo di un organismo allenato e di un’alimentazione equilibrata. Il focus deve essere su sé stessi, non sulle opinioni altrui.
«Tutto dipende dal punto di partenza, ma poniamo di avere a che fare con una persona sedentaria. Il primo suggerimento che le darei è quello di iniziare a camminare di più, idealmente fino a raggiungere nel giro di un mese i 7 mila passi al giorno, ovvero 5-6 chilometri circa. In secondo luogo raccomanderei di idratarsi a dovere, specie ora che è estate. A volte infatti in questo periodo si pensa di avere fame, quando invece è semplicemente sete. Terzo: limitare il junk food per tenere sotto controllo le calorie.
«Per l’aritmetica sì, ma se parliamo di salute e di benessere è tutto un altro discorso. Pensiamo alle quantità: con i dolci per arrivare a 1.600 calorie mi basterebbero cinque o sei brioches farcite. Con la frutta invece non ci arriverei nemmeno con dieci mele e due chili e mezzo di anguria. Di conseguenza nel primo caso dopo poche ore avrei già fame, mentre nel secondo mi sarei saziato.
«Sì, è di fatto il processo inverso poiché richiede un leggero surplus: insieme al muscolo metterò su un po’ di grasso (fase di bulk, ndr), ma poi lo andrò facilmente a “ripulire” anche tramite una semplice dieta normocalorica (fase di cut, ndr)».
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Lei è un lettore appassionato: qualche titolo per approfondire questi temi, magari sotto l’ombrellone?«Per le basi della nutrizione e dell’allenamento opto per The Muscle and Strength Pyramid di Eric Helms, Andy Morgan e Andrea Valdez, mentre in relazione alla crescita personale indico Pensa e arricchisci te stesso di Napoleon Hill. Il libro che però consiglio a tutti i miei clienti, e che io stesso ho letto e riletto un milione di volte, è Piccole abitudini per grandi cambiamenti di James Clear: fa svoltare, è straordinario».
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