Calcoli Renali di Ossalato di Calcio: Dieta, Alimentazione e Consigli

La calcolosi urinaria è una patologia estremamente diffusa con un'elevata incidenza di recidiva. Secondo le ultime stime fornite da una indagine del 2010, condotta dalla Società Italiana di Medicina Generale (S.I.M.G.), circa il 10% degli Italiani ha avuto a che fare nel corso della propria vita con un episodio di calcolosi urinaria (nefrolitiasi) e circa il 6,5% della popolazione, con una prevalenza maschile (6,5% contro 6,1% di donne), con la formazione costante delle ‘pietruzze nei reni’. La composizione più frequente dei calcoli renali è l’ossalato di calcio, che rappresenta circa il 75% di tutti i calcoli urinari.

La nefrolitiasi è una patologia con un alto indice di ricadute, spiegano gli esperti, che impone a chi ne soffre una particolare attenzione alla dieta. Una alimentazione corretta è la ‘prima cura’ per la prevenzione dei calcoli renali, in quanto la composizione delle urine è direttamente correlata alla dieta.

Ma è vero che il cibo ha un ruolo anche nella formazione dei calcoli renali? La dieta è importante nel ridurre il rischio della formazione dei calcoli, ma comunque non è in grado – da sola – di impedire la calcolosi. Esistono infatti pazienti con elevata assunzione di liquidi e dieta perfettamente bilanciata che continuano a produrre calcoli: questo perché la genesi dei calcoli è multifattoriale e non dipende esclusivamente dalla alimentazione dei pazienti.

Dieta 'Su Misura' per Calcoli di Ossalato di Calcio

Ogni tipo di calcolo, a seconda della principale componente, ha la sua dieta. Per calcoli di ossalato di calcio, gli esperti consigliano una dieta normocalorica a basso contenuto di sale, proteine animali e zuccheri, ma con normale contenuto di calcio e un apporto di liquidi tale da avere un volume urinario di almeno 2 litri nell’arco delle 24 ore. È importante limitare o escludere dalla dieta i cibi ricchi di ossalati.

Alimenti Ricchi di Ossalati

L’ossalato si trova praticamente in tutti gli alimenti, ma alcuni ne sono particolarmente ricchi, tra questi: spinaci, rabarbaro, bietola, barbabietole rosse, nocciole, tè, cioccolato, frutti di bosco.

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Importanza dell'Idratazione

Nel trattamento di tutti i tipi di calcolosi renale è consigliato un consumo di acqua di 2-3 litri nelle 24 ore. Un elevato volume di urine, ottenibile mediante una adeguata assunzione di liquidi, è la più importante misura terapeutica per ridurre le recidive. L’acqua dovrebbe essere distribuita nel corso di tutta la giornata e anche nelle ore notturne, in caso di risveglio. L’assunzione di liquidi deve essere ripartita uniformemente nell’arco della giornata, di 2-2.5 litri ogni 24 ore.

Aumentare l’introito di liquidi protegge dalla calcolosi urinaria indipendentemente dal tipo di calcoli presenti. Normalmente si consiglia di bere circa 2 - 2,5 litri di acqua al giorno, il più possibile uniformemente distribuiti nell’arco delle 24 ore.

Tipologia di Acqua

Sul tipo di acqua da preferire è invece difficile dare risposte certe. Di solito viene consigliato di bere acqua con basso residuo, ovvero con basse quantità di sali di calcio. Al contrario – i pochi studi epidemiologici condotti in questo campo – sembrano negare la pericolosità dell’acqua “dura” (ad elevato residuo fisso) nella genesi dei calcoli. Questo perché i sali di calcio possono contribuire a ridurre l’assorbimento degli ossalati presenti nella dieta. Se il consiglio di bere molto ha ampie conferme scientifiche nella prevenzione della calcolosi, lo stesso non si può dire sul tipo di acqua: ad oggi restrizioni particolari non sembrano giustificate, tranne quella di preferire acque non gassate.

Contrariamente a quanto profondamente instillato dalla pubblicità nel senso comune, le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua da bere non hanno un valore particolare, ad esempio riferendosi al residuo fisso o al contenuto di calcio. L’Italia è notoriamente la nazione al mondo in cui è più diffuso il consumo di acque “con etichetta”, pratica costosa ed ingiustificata nella maggior parte dei casi.

Da ultimi studi effettuati si è visto che non è molto importante il contenuto di calcio presente nell’acqua.

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Calcio nella Dieta

Anche qui ci troviamo a dover sfatare un vero e proprio mito, purtroppo ancora fermamente radicato non solo nell’opinione comune, ma anche in ambito medico. Diciamo subito che anche la nota raccomandazione di una dieta povera di calcio per prevenire la calcolosi non ha conferme scientifiche certe. Anzi, la presenza di calcio nell’intestino limita l’assorbimento del ben più pericoloso ossalato. Inoltre, la restrizione nell’assunzione alimentare di calcio è di fatto molto pericolosa in talune fasi della vita, come l’accrescimento e la menopausa, in cui una corretta mineralizzazione delle ossa è essenziale.

L’apporto ideale di calcio con la dieta dovrebbe essere di circa 1,2 grammi al giorno. Un consumo ragionevole di latticini contrariamente a quanto accade con le diete povere di calcio, riduce l’assorbimento intestinale di ossalati e la loro escrezione con le urine. E questo protegge dalla formazione di calcoli”.

Inoltre, la restrizione nell’assunzione alimentare di calcio è di fatto molto pericolosa in talune fasi della vita, come l’accrescimento e la menopausa, in cui una corretta mineralizzazione delle ossa è essenziale. Quindi, l’apporto di calcio nella dieta dovrebbe essere di 1000-1200 mg al giorno.

La raccomandazione è quindi quella di assumere la giusta quantità di calcio (circa 1 – 1,3 grammi al giorno, pari cioè alla quantità presente in 1 litro di latte intero) senza eccessi ma nemmeno severe restrizioni.

Alimenti Ricchi di Calcio

Sugli alimenti ricchi di calcio non vi sono particolari restrizioni: una tazza di latte al giorno e una confezione di yogurt sono tollerati.

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Altri Consigli Dietetici

Oltre a limitare gli ossalati, è importante considerare altri aspetti della dieta per prevenire i calcoli renali di ossalato di calcio:

  • Limitare il sale: Un eccessivo consumo di sale è stato associato ad un aumentato rischio di formazione di calcoli di calcio, perché il sodio aumenta l’escrezione renale di calcio.
  • Ridurre le proteine animali: L’apporto di proteine dovrebbe essere limitato a 0.8 g per Kg di peso corporeo al giorno, perché le proteine animali comportano un elevato introito di acidi urici.
  • Evitare grassi saturi e zuccheri semplici: Quando fate la spesa scegliete alimenti con un basso contenuto di grassi saturi, privilegiando quelli con un maggior tenore in grassi monoinsaturi (es. olio d’oliva) e polinsaturi.
  • Consumare agrumi: Per quanto riguarda gli alimenti, una certa protezione è data dal consumo di agrumi (pompelmo escluso), in particolare il succo di limone.

Un’alimentazione corretta è la ‘prima cura’ per la prevenzione dei calcoli renali, in quanto la composizione delle urine è direttamente correlata alla dieta.

Alimenti Consigliati

  • Acqua oligominerale: Almeno 2 litri al giorno.
  • Carne: Va bene, sia rossa che bianca (meglio se magra), da consumare in media tre volte alla settimana.
  • Pesce: Almeno tre volte alla settimana.
  • Frutta fresca e spremute: Pera, mela, pesca, albicocca, arancia, limone, pompelmo, kiwi, cachi, melone, anguria, ananas.

Stile di Vita

Oltre alla dieta, è importante adottare uno stile di vita sano per prevenire la formazione di calcoli renali:

  • Mantenere un peso sano: L’eccesso di peso corporeo comporta un notevole aumento del rischio.
  • Praticare attività fisica regolare: Minimo 150 minuti a settimana (ottimali 300).

La formazione di calcoli negli obesi si accompagna costantemente ad altre manifestazioni (malattie cardio-vascolari, ipertensione, diabete) nel quadro della cosiddetta “sindrome metabolica”.

Tabella Riepilogativa Alimenti

Alimenti da Limitare/Evitare Alimenti Consigliati Raccomandazioni Generali
Spinaci, rabarbaro, bietola, barbabietole rosse Acqua oligominerale (2-3 litri al giorno) Mantenere un adeguato apporto di calcio (1-1.3 g/giorno)
Nocciole, tè, cioccolato, frutti di bosco Carne magra (3 volte a settimana) Limitare il consumo di sale e zuccheri
Alimenti ricchi di sale (formaggi stagionati, insaccati) Pesce (almeno 3 volte a settimana) Privilegiare grassi monoinsaturi (olio d'oliva) e polinsaturi
Bevande zuccherate e soft drink Frutta fresca (pera, mela, pesca, agrumi) Praticare attività fisica regolare
Alimenti da fast food o junk food Verdure (patate, carote, zucchine, insalate) Cucinare senza grassi aggiunti

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