Calore alla testa e pressione alta: cause e cosa fare

La pressione arteriosa alta colpisce più del 20% della popolazione mondiale. Non più della metà di queste persone è consapevole però di soffrirne: difatti, l’OMS definisce l’ipertensione ‘’killer silenzioso’’, proprio perché è silenziosa e quasi priva di sintomi.

Mal di testa e pressione alta: un campanello d'allarme

Il mal di testa è una condizione che riguarda tutti almeno una volta nella vita. Le cause che ne determinano l’insorgenza sono numerose: tra queste, è possibile ricordare lo stress fisico ed emotivo, così come l’abuso di caffeina, le malocclusioni dentali e i cali di zuccheri.

Il mal di testa da pressione alta si manifesta soprattutto al mattino, quando la pressione torna a rialzarsi dopo la stasi notturna. Il mal di testa che si manifestato come un dolore sordo, di media/alta entità, diffuso in tutto il cranio, accompagnato o non da sensazione di ‘’testa calda’’, è un cosiddetto "red flag" per gli ipertesi. Questo può indicare uno sbalzo di pressione arteriosa e, se ricorrente, necessita di valutazione medica immediata. In questi frangenti è fondamentale contattare tempestivamente un medico.

«Mal di testa improvvisi, vertigini, senso di sbandamento, affanno dopo una rampa di scale o una camminata veloce: sono tutti segni di uno stato ipertensivo iniziale. Soprattutto, l’attenzione deve essere massima se questi sintomi compaiono per la prima volta».

Valori pressori: quando preoccuparsi

«Per convenzione - dice Sanguigni - la pressione arteriosa ideale è 120 di sistolica (massima) e 80 di diastolica (minima). I valori limiti che non dovrebbero essere superati, al di sopra dei quali si parla di ipertensione, sono 140 per la sistolica e 90 per la diastolica.

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«Il solo valore espresso dalla misurazione della pressione arteriosa non è sufficiente a stabilire il livello di rischio, che va valutato analizzando l’intero rischio cardiovascolare del soggetto. Un individuo sano - dice il cardiologo - con la pressione ai limiti dell’ipertensione, non avrà gli stessi rischi di una persona con i medesimi valori di pressione, ma fumatore, con colesterolo alto e diabete.

«Dovendo esaminare il rischio cardiovascolare globale, oltre alla misurazione della pressione arteriosa, andranno eseguiti un elettrocardiogramma e un ecocardiogramma, per valutare lo spessore delle pareti ventricolari. Sarà necessario - continua Sanguigni - anche studiare gli indici di funzione ematico-renale, come l’azotemia e la creatinemia, poiché la pressione alta può provocare anche un danno renale. Poi, possono rivelarsi utili esami più approfonditi delle coronarie con un test ergometrico (test da sforzo).

Trattamento e gestione dell'ipertensione

«Le cure scelte dipenderanno dal grado di ipertensione. In un soggetto con valori borderline anche una modifica dello stile di vita, la perdita di peso, una sana alimentazione, una regolare attività fisica, possono essere un approccio ideale. Ma in un soggetto che ha dei valori di pressione arteriosa molto elevati, con un conseguente aumento del rischio cardiovascolare, vanno impiegati farmaci. Oggi ne abbiamo molte categorie a disposizione.

Il colpo di calore: un rischio estivo

Quest’estate più che mai bisogna stare attenti al cosiddetto colpo di calore. Il colpo di calore è causato da un repentino incremento della temperatura corporea. Quando un soggetto viene sottoposto ad un intenso stress termico i meccanismi deputati alla termoregolazione possono fallire.

Tale fallimento è responsabile dei classici sintomi associati al colpo di calore: la cute diventa calda e disidratata, la sudorazione si arresta e la temperatura corporea sale notevolmente. Durante un colpo di calore la temperatura interna può raggiungere i 40-42°C, sottoponendo l’intero organismo ad uno stress notevole, se non si interviene in tempo le conseguenze possono essere molto gravi e addirittura fatali.

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L’applicazione di ghiaccio e l’immersione completa del corpo in acqua fredda sono tra gli interventi più semplici ed efficaci per aiutare chi viene colpito da un colpo di calore. I colpi di calore sono più frequenti nel periodo estivo e colpiscono prevalentemente bambini, obesi ed anziani. Un soggetto obeso ha più del triplo di possibilità di essere colpito da un colpo di calore fatale rispetto ad individui normopeso.

Per tutte queste persone è molto importante prevenire il rischio di patologie da calore adottando semplici provvedimenti dettati dal buon senso (non esporsi al sole nelle ore più calde del giorno, cercare di dimagrire, evitare pasti eccessivamente abbondanti e mantenersi ben idratati evitando le bevande alcoliche).

Caldo, umidità e pressione: cosa succede al corpo

Nel verificarsi del colpo di calore c’è un aspetto non irrilevante che consiste nella differenza fra la temperatura reale e la temperatura percepita. Una temperatura di 30° con leggera ventilazione non è percepita come 28° con alto tasso di umidità e scarsa ventilazione. Questa seconda situazione è percepita come molto più calda. Avviene una dilatazione dei vasi sanguigni periferici e la pressione diminuisce, per questo motivo è possibile svenire, ma anche andare in coma e addirittura morire.

Durante periodi dell’anno molto caldi e afosi, o in luoghi geografici nei quali il caldo e l’umidità raggiungono livelli critici è opportuno bere molto, evitare di permanere a lungo in luoghi in cui c’è poca dispersione di calore, come ambienti chiusi e malsani. Anche l’abbigliamento può avere un’importanza: è meglio evitare abiti scuri e pesanti, e vestirsi con tessuti chiari e leggeri. Meglio evitare anche fibbie o cinture molto strette. Utile può essere usare un ventilatore o un ventaglio.

Ipertensione e estate: un'attenzione speciale

L'estate può mettere a dura prova chi soffre di ipertensione. L'esposizione a temperature elevate rappresenta, infatti, uno stress per l'organismo, che attiva una serie di meccanismi per disperdere il calore. Uno dei più rilevanti fra questi meccanismi è rappresentato dalla vasodilatazione periferica, che può portare a un abbassamento temporaneo della pressione.

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Molti dei sintomi legati all'esposizione al caldo sono aspecifici e, per tale ragione, vengono spesso sottovalutati o non facilmente individuati. Tuttavia, se si soffre di pressione alta, alcuni segnali devono allertare e spingere al consulto con il medico. Questi sintomi, se trascurati, possono precedere una crisi ipertensiva o un colpo di calore.

Come abbiamo già visto, al contrario di quanto si possa pensare, la pressione arteriosa in estate non si abbassa sempre. Il caldo comporta una maggiore sudorazione, con conseguente perdita di liquidi e sali minerali. Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno (salvo diverse indicazioni mediche).

Farmaci antipertensivi e caldo: cosa fare

Chi assume farmaci antipertensivi dovrebbe rivolgersi allo specialista per valutare eventuali aggiustamenti estivi. In estate, la pressione può variare anche durante la giornata. Dipende.

Modificare la posologia dei farmaci antipertensivi che si stanno assumendo potrebbe essere necessario in alcune situazioni, ma non sempre. Le linee guida internazionali non raccomandano aggiustamenti stagionali di routine, ma suggeriscono una valutazione caso per caso.

In presenza di sintomi, siano essi riconducibili all'ipertensione o all'ipotensione, è necessario avvertire il medico e NON modificare la posologia dei farmaci in autonomia a meno che non sia lo stesso medico a prescriverlo.

Le temperature elevate che caratterizzano l'estate rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo per la salute cardiovascolare, specialmente nei soggetti ipertesi che possono sperimentare un incremento della pressione sanguigna, anche se in terapia antipertensiva. Riconoscere i sintomi critici, adattare lo stile di vita e seguire precauzioni mirate può ridurre i rischi cardiovascolari associati al caldo.

Tabella: Fattori di rischio per il colpo di calore

Fattore di Rischio Dettagli
Età Bambini e anziani sono più vulnerabili
Peso L'obesità aumenta significativamente il rischio
Condizioni mediche preesistenti Ipertensione e altre patologie cardiovascolari
Farmaci Alcuni farmaci possono interferire con la termoregolazione

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