Calore e Bruciore in Tutto il Corpo: Cause e Approfondimenti

La sensazione di calore e bruciore in tutto il corpo può derivare da diverse condizioni mediche, alcune più comuni e benigne, altre più complesse e meritevoli di attenzione medica. Questo articolo esplora le possibili cause, dai disturbi dermatologici alle neuropatie, dalle infiammazioni sistemiche a condizioni meno comuni.

Dermatite e Sensazione di Bruciore

La dermatite è caratterizzata da un’infiammazione improvvisa della cute, che provoca fastidio, prurito o sensazione di bruciore. Solitamente colpisce il volto, il collo, le mani e i piedi. L’eruzione cutanea può essere più o meno fastidiosa e causare una sensazione di prurito o calore più o meno intensa, spingendo la persona a grattarsi con insistenza.

I sintomi della dermatite da stress non differiscono da quelli di una dermatite da contatto. Generalmente, hanno in comune una manifestazione cutanea improvvisa caratterizzata da rossore, desquamazione, vescicole, abrasioni e crosticine. La diagnosi di dermatite da stress viene eseguita escludendo altre cause quali esposizione ad agenti esterni, cause endogene e alterazioni immunologiche. Generalmente, la dermatite da stress scompare spontaneamente dopo un breve periodo, senza necessità di terapie specifiche.

Quando sono state escluse cause come una sensibilità accertata a determinati allergeni, a patologie specifiche, a reazioni a farmaci, spesso si parla di dermatite da stress. Quello che è importante è non sottovalutare il sintomo ma cercare le cause e i rimedi adatti.

La tua pelle potrebbe essere particolarmente sensibile e quindi potrebbe reagire in questo modo a contatto con agenti potenzialmente irritanti come detersivi, solventi, vernici e altro. Potresti avere anche una pelle a tendenza allergica, particolarmente reattiva a elementi presenti nell’ambiente come il polline, oppure reagire in modo eccessivo a medicinali, prodotti per la pulizia della casa e molto altro.

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La parola d’ordine in questi casi è lenire. Per lenire e trattare la pelle sensibile o a tendenza allergica i laboratori La Roche-Posay hanno pensato a una linea specifica come Toleriane. In particolare, Toleriane Dermallergo Crème è il trattamento quotidiano che ripara e protegge la barriera cutanea, contrastando secchezza, arrossamenti e sensazione di pizzicore della pelle. Infine, se sai di avere una pelle particolarmente reattiva, non dimenticare di portare sempre con te uno stick che potrebbe aiutarti a lenire arrossamenti e prurito: Lipikar Stick AP+ è lo stick che dona sollievo immediato alla pelle e può essere applicato su qualsiasi zona del viso e del corpo.

Neuropatie e Bruciore alle Gambe

Il bruciore alle gambe, inteso come bruciore agli arti inferiori, è un sintomo molto comune, che può dipendere da tantissime cause diverse, alcune decisamente più gravi di altre. Un esempio di causa di bruciore alle gambe poco rilevante dal punto di vista clinico è l'intenso esercizio fisico, mentre un esempio di causa di bruciore alle gambe clinicamente importante è la neuropatia diabetica.

Il bruciore alle gambe può presentarsi in modo isolato o in associazione ad altri sintomi; in questo secondo caso, la sintomatologia di accompagnamento dipende dal fattore d'origine del sintomo in questione.

Diverse condizioni possono causare neuropatie, tra cui:

  • Neuropatia diabetica: È una sofferenza dei nervi periferici dovuta al diabete mellito. Gli alti livelli di glucosio che caratterizzano il diabete mellito sono fonte di danno per diversi organi del corpo umano, compresi i vasi sanguigni deputati a mantenere in vita i nervi periferici. Mancando del giusto apporto di sangue, i nervi periferici perdono, dapprima, la loro normale funzione, dopodiché vanno incontro a necrosi.
  • Neuropatia alcolica: È una sofferenza dei nervi periferici dovuta all'eccessiva assunzione di alcol. Come affermato alla voce "neuropatia alcolica", le vitamine sono indispensabili alla sopravvivenza dei nervi periferici.
  • Meralgia parestesica: È una neuropatia (quindi una malattia dei nervi), che colpisce il nervo cutaneo laterale della coscia, un nervo periferico di tipo sensitivo.
  • Nevralgia post-erpetica: È una possibile complicanze delle infezioni virali da Herpes zoster (o fuoco di Sant'Antonio).
  • Sindrome di Guillain-Barré: È una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso periferico.

Altre cause di bruciore alle gambe possono includere:

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  • Arteriopatia periferica: È un'affezione delle arterie che conducono il sangue agli arti (soprattutto quelli inferiori).
  • Stenosi spinale: È il restringimento del canale spinale, ossia il canale risultante dall'impilamento delle vertebre della colonna vertebrale e al cui interno prende posto il midollo spinale.
  • Discopatie: Discopatia è il termine medico che indica qualsiasi malattia del disco intervertebrale. Tra le varie discopatie che possono colpire l'essere umano, la più nota è senza dubbio l'ernia del disco.
  • Ictus e Attacco Ischemico Transitorio (TIA): Sono due gravi condizioni cerebrovascolari, in cui si assiste a un ridotto apporto di sangue a un'area più o meno estesa dell'encefalo.
  • Artrite reumatoide.
  • Lupus eritematoso sistemico.
  • Carenze vitaminiche.
  • Sclerosi multipla.

Diversi altri sintomi nonché alcuni segni possono accompagnare la sensazione di bruciore alle gambe. Questi sintomi e questi segni variano a seconda della condizione scatenante; ciò vuol dire, per esempio, che un bruciore alle gambe dovuto al diabete sarà associato a disturbi diversi da quelli che fanno da accompagnamento al bruciore alle gambe dovuto a una bruciatura.

  • Perdita di sangue.
  • Vesciche.
  • Senso d'intorpidimento lungo gli arti inferiori.
  • Dolore. Esistono due tipologie di dolore connesse al bruciore alle gambe: il dolore nocicettivo e il dolore neuropatico. Il dolore nocicettivo è la classica sensazione dolorosa, che un individuo prova a seguito di un taglio, una ferita, una bruciatura ecc.
  • Arrossamento, calore e gonfiore.
  • Formicolio.

Il bruciore alle gambe è un sintomo che deve preoccupare e indurre il diretto interessato a consultare un medico, quando è prolungato nel tempo e/o associato a sintomi o condizioni di una certa rilevanza clinica.

Eventuali complicanze che possono colpire il soggetto con un bruciore alle gambe dipendono non da quest'ultimo (il bruciore alle gambe è, come già detto, solo un sintomo), ma dall'evento/condizione scatenante.

Quando il bruciore il gambe desta preoccupazioni e/o la sua origine non è chiara, è doveroso indagare la precisa causa scatenante, per capire la gravità del problema in corso e l'eventuale terapia da adottare.

In presenza di bruciore alle gambe, la terapia adottata varia in relazione alla causa scatenante. Questo significa che l'individuo con un bruciore alle gambe dovuto a una neuropatia diabetica necessita di un trattamento diverso dall'individuo con un bruciore alle gambe dovuto a una neuropatia alcolica o a una carenza vitaminica.

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Infiammazioni e Calore Corporeo

L’infiammazione è un processo riparativo che fa si che l’organismo produca energia e, di conseguenza calore. A innescarlo può essere una lesione o un’infezione, ma oggi sappiamo che l’infiammazione è implicata anche in patologie croniche.

Le infiammazioni sono dei processi riparativi (e dunque positivi) che l’organismo mette in moto quando riceve un insulto, producendo energia e di conseguenza calore. La risposta di tipo calorico era già stata identificata nel 100 d.C., quando Cornelio Celso, scrittore romano, descriveva quattro caratteristiche dell’infiammazione - il tumor (l’ingrossamento dell’articolazione), il rubor (l’arrossamento), il calor (il calore) e il dolor (il dolore). Successivamente, nel 1858, è stata aggiunta la functio laesa, che mette in evidenza il fatto che le modifiche anatomiche che si realizzano nella sede infiammata limitano la funzione della parte del corpo interessata.

Nel caso di alcune lesioni, assistiamo all’insorgenza della febbre come risposta infiammatoria: si tratta anche qui di un aumento della temperatura a fronte del quale l’organismo attiva una serie di meccanismi, quali il tremore muscolare o la sudorazione, volti a un abbassamento della temperatura corporea.

In generale, possiamo parlare di infiammazioni interne o esterne, dove le interne sono legate a errori genetici alla carenza di ormoni o vitamine a danni ischemici e le esterne determinate da un trauma o da batteri, miceti o virus. Nonostante questa distinzione, il meccanismo che determina l’infiammazione è prevalentemente di tipo vascolare nel caso della infiammazione acuta e di tipo cellulare in quella cronica.

È molto difficile distinguere un calore buono da uno cattivo. È evidente che una scottatura determina aumento della temperatura esterna della cute ed è un fatto negativo mentre l’attività fisica e la digestione o alcuni fenomeni ormonali determinano aumento della temperatura corporea ma sono fenomeni fisiologici cioè normali.

La febbre consiste in una temperatura corporea elevata (> 37,8° C misurata a livello orale o > 38,2° C a livello rettale), o un aumento della temperatura corporea superiore alle normali variazioni circadiane.

Si può ricorrere a farmaci di automedicazione o rimedi tradizionali (come il ghiaccio per le cadute) per infiammazioni comuni quali occhi arrossati per la congiuntivite, piccole ustioni o lesioni, nel caso di contusione o di una infiammazione di qualche parte del corpo a seguito di una caduta che porta poi a un livido e un po’ di tumefazione, o per sintomi generali quali febbre e torpore.

Se pensiamo alle infiammazioni che derivano da traumi si può sicuramente agire preventivamente adottando abitudini sane, ovvero alimentandosi in maniera corretta, assumendo alimenti anti-infiammatori, prevenendo rischi di obesità e diabete, e praticando attività sportiva: il movimento infatti, anche grazie alla sudorazione, ripulisce l’organismo rispondendo così al problema infiammatorio.

Queste abitudini sono soprattutto da consigliare agli anziani, prevenendo, proprio grazie ad abitudini e a stili di vita sani, l’infiammazione delle cellule, che porta a una degenerazione loro e dell’organismo intero, secondo il fenomeno che si sta affermando sempre più del cosiddetto “inflammaging”, ovvero delle infiammazioni legate all’età avanzata.

Per prima cosa, è bene sottolineare come anche il Covid stesso è un fenomeno infiammatorio, poiché il virus entra attraverso le vie respiratorie scatenando, specialmente nei soggetti diabetici e obesi, una tempesta infiammatoria, che può recare danni di tipo cardiaco, respiratorio e cardiovascolare. È dunque fondamentale applicare i sistemi di prevenzione di cui abbiamo parlato prima.

Bruciore Retrosternale

Il bruciore retrosternale, detto anche pirosi, è una sensazione fastidiosa localizzata al petto, simile a “un fuoco dentro”, che può diventare anche dolorosa, se molto intensa. Il bruciore retrosternale non è una malattia a sé stante, ma un sintomo che può essere associato a disturbi di diversa gravità.

Altre cause meno comuni ma comunque rilevanti includono ansia e stress. In alcune persone, stati di forte tensione emotiva possono scatenare sintomi simili al bruciore retrosternale, che vengono spesso confusi con problemi cardiaci o digestivi.

Il bruciore retrosternale si manifesta principalmente come una sensazione di bruciore o pressione al centro del petto, che può irradiarsi verso il collo, la schiena o l’addome.

Tra le soluzioni farmacologiche, gli antiacidi, disponibili senza ricetta, sono spesso la prima scelta per neutralizzare l’acido gastrico e dare sollievo immediato. Accanto ai trattamenti farmacologici, ci sono cambiamenti nello stile di vita che possono aiutare a ridurre il bruciore. Evitare fumo e alcool, modificare la dieta, riducendo il consumo di cibi grassi, piccanti o acidi, può avere un impatto significativo.

In presenza di reflusso gastroesofageo cronico può svilupparsi l’esofago di Barrett, condizione in cui le cellule che rivestono l’esofago si modificano a causa dell’esposizione cronica all’acido.

Oltre alle complicazioni fisiche, non è da sottovalutare l’impatto che il bruciore retrosternale può avere sulla qualità della vita. Il dolore e il disagio cronici possono interferire con le attività quotidiane e il sonno, compromettendo il benessere generale della persona.

Fibromialgia

La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una condizione caratterizzata da dolore cronico diffuso che colpisce i muscoli, i tendini e le articolazioni; si associano spesso altri sintomi come intenso affaticamento, rigidità, disturbi del sonno, cefalea, formicolii, bruciore, sensazione puntoria di aghi o spilli, sensazione di gonfiore alle mani, colon irritabile, disturbi genito-urinari, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, ansia e depressione.

Le cause della fibromialgia non sono ancora completamente comprese. Si ritiene che sia il risultato di una combinazione di fattori genetici, neurochimici e ambientali. Tra i possibili fattori scatenanti ci sono traumi fisici o emotivi, infezioni, disturbi del sonno e disfunzioni del sistema nervoso centrale.

Il sintomo predominante della fibromialgia è il dolore muscoloscheletrico diffuso che viene spesso descritto come sensazione di bruciore, rigidità, tensione; generalmente si colpisce tutto il corpo provocando un profondo stato di malessere.

L’esercizio fisico è uno dei pilastri della gestione dei sintomi; è preferibile integrare attività aerobica, stretching, ed esercizi di rinforzo muscolare.

Per quanto concerne la terapia farmacologica, tra i farmaci più utilizzati vi sono gli analgesici (paracetamolo, tramadolo), i miorilassanti e i modulatori del dolore come alcuni antidepressivi (duloxetina, amitriptilina) o antiepilettici (pregabalin). In genere è da evitare il ricorso ad oppiacei maggiori.

Bruciore Notturno alle Gambe

Il bruciore notturno alle gambe è spesso segnale di neuropatia, insufficienza venosa o sindrome delle gambe senza riposo. Anche la cattiva circolazione contribuisce a peggiorare i sintomi di sera, quando la postura supina riduce il ritorno venoso.

Durante e dopo l’infezione da SARS-CoV-2, diversi pazienti hanno riportato parestesie e sensazione di bruciore agli arti inferiori. In alcuni casi, l’utilizzo di integratori neuroprotettivi o vasoprotettori (es.

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