La pizza è un alimento ormai diffuso in tutto il mondo. Nasce proprio in Italia a cavallo fra il 1500 e il 1600, nell’allora “Regno di Napoli”, nella sua ricetta originale con un condimento a base di lardo, formaggio di pecora, pepe e basilico. Da allora la pizza riuscì a conquistare tutti, anche i nobili dal palato fine, raggiungendo persino i sovrani di Casa Savoia, tanto che proprio alla Regina Margherita di Savoia nel 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò la oramai famosa “pizza Margherita” a simbolo del vessillo tricolore con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde delle foglie di basilico. Il 17 gennaio, in occasione della Festa di Sant'Antonio Abate, patrono dei pizzaioli napoletani, si festeggia da qualche anno il “Pizza Day”, una giornata dedicata proprio alla tipicità della pizza.
Introduzione alla Pizzetta al Taglio
La pizzetta al taglio rappresenta una delle scelte più comuni per uno spuntino veloce o un pasto leggero in Italia. La sua praticità e versatilità la rendono una soluzione ideale per chi cerca un’opzione gustosa senza dedicare troppo tempo alla preparazione dei pasti. Tuttavia, in un’epoca in cui la consapevolezza alimentare gioca un ruolo fondamentale nella scelta dei cibi, diventa essenziale comprendere l’apporto calorico di ciò che consumiamo. La pizzetta al taglio, sebbene possa sembrare un’opzione leggera, nasconde spesso un apporto calorico non trascurabile.
Calorie e Variabilità
In media, una porzione di pizzetta può variare tra le 250 e le 350 calorie, a seconda degli ingredienti utilizzati e delle dimensioni della fetta. La variabilità calorica è principalmente attribuibile alla ricchezza e alla varietà degli ingredienti che possono essere aggiunti sulla base della pizza. Ingredienti come mozzarella, salumi e salse possono aumentare notevolmente il contenuto calorico, mentre opzioni più leggere come verdure grigliate o fresche tendono a mantenere più basso il totale calorico.
Fattori che Influenzano l'Apporto Calorico
Oltre alla scelta degli ingredienti, altri fattori possono influenzare il contenuto calorico di una pizzetta al taglio. Il tipo di impasto rappresenta uno di questi: un impasto tradizionale, preparato con farina raffinata, può avere un apporto calorico superiore rispetto a un impasto realizzato con farine integrali o alternative a basso contenuto di carboidrati. Un altro fattore determinante è la dimensione della porzione. Le pizzette al taglio vendute in pizzeria o nei bar possono variare significativamente in termini di dimensioni, influenzando direttamente il conteggio calorico.
Pizza al Taglio vs. Pizza Tonda: Un Confronto Calorico
Abbiamo visto in un altro articolo quante calorie ha la pizza, limitandoci a considerare la pizza al piatto, quella tonda che si prepara nelle classiche pizzerie, e si può consumare in sede o da asporto. La pizza in teglia, anche chiamata pizza al taglio, si differenzia dalla pizza al piatto perché viene preparata in una teglia, e non infornata con la pala, direttamente sulla base rovente del forno. Ha una forma rettangolare, e non rotonda, che le consente di essere tagliata a tranci rettangolari.
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Questo tipo di pizza è molto indicata per l'asporto e la consumazione sul posto, perché può essere mangiata anche in piedi, addirittura anche durante il passeggio. Tuttavia, è facile cadere nella trappola di consumare più pizzette al taglio durante il corso di un pasto, portando il totale calorico a eguagliare o superare quello di una pizza intera.
La pizza in teglia è sempre più spessa rispetto a quella al piatto. Anche se viene tirata sottile, e in modo magistrale, la pizza in teglia per definizione deve avere un po' di mollica, cosa che manca sempre nella pizza al piatto, se escludiamo il "cornicione". Per avere un po' di mollica deve essere più spessa, ma il maggior spessore lo si paga con un maggior peso a parità di superficie.
Una pizza al piatto di 35 cm è fatta con un impasto di 280 g circa e ha una superficie di circa 960 cm quadrati. Una pizza in teglia 40x30 (le dimensioni di una leccarda da forno casalingo) ha una superficie di 1200 cm quadrati, il 25% in più rispetto alla pizza al piatto, dunque dovrebbe essere preparata con una quantità di impasto di circa 350 g. Ebbene, la maggior parte delle ricette che si trovano in rete prevedono una quantità di impasto di circa 850 g. Più del doppio!
Ma anche se l'impasto è "evoluto", per esempio come quelli ad alta idratazione, cioè con una quantità di acqua rispetto alla farina del 75% ed oltre, steso abbastanza sottile, è molto difficile scendere al di sotto dei 550 g per una pizza 40x30 cm. Dunque, la differenza principale tra la pizza in teglia e la pizza al piatto è lo spessore. A livello di densità calorica, la pizza in teglia non differisce da quella al piatto, perché gli ingredienti sono circa gli stessi, e la possibilità di condirla è la medesima.
Rimando quindi all'articolo sulle calorie della pizza, per i dettagli. Stiamo quindi parlando di circa 240 kcal/hg (calorie per 100 g). Nell'articolo "la pizza fa ingrassare?" abbiamo visto che il problema principale della pizza è la quantità: sostanzialmente, la dimensione della pizza è eccessiva per il 90% delle persone, e quindi, semplicemente, non andrebbe mangiata tutta, pena l'assunzione di una quantità di calorie eccessiva, che facilmente ci porta al sovrappeso.
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E con la pizza in teglia, questo problema è ancora più grave. Ovviamente se acquistiamo una pizza in teglia in pizzeria, e ci limitiamo a uno o due tranci, stiamo assumendo probabilmente meno calorie rispetto ad una pizza al piatto, ma semplicemente perché la quantità di impasto contenuta in un trancio (e forse anche in due) è minore. In questo caso, la pizza in teglia presenta un vantaggio, rispetto a quella al piatto.
Di fronte alla possibilità di mangiarne quanta ne vogliamo, assumere una quantità di impasto superiore ai 300 g è un attimo, proprio a causa del fatto che la pizza in teglia è più spessa, più "pesante" a parità di superficie. Se non ci regoliamo prima, la probabilità di mangiare troppa pizza, se la assumiamo in una situazione dove la quantità è "ad libitum", è altissima, direi che è quasi una certezza.
Dunque, se comprate la pizza in teglia in pizzeria, cercate di capire quanto pesa. Se invece la preparate a casa, fate due conti per capire a quanti tranci corrispondono 300 g di impasto, e cercate di non superarli. O meglio, cercate di capire quanta pizza potete permettervi, per evitare di generare un surplus calorico difficilmente gestibile nel breve termine.
Pizza Fatta in Casa: Una Sana Alternativa
La pizza è un cibo ad alta palatabilità, croccante e saporito e già il solo profumo ci fa venire l’acquolina in bocca. Tuttavia nonostante sia realizzata con ingredienti sostanzialmente semplici (impasto di farina lievitato, pomodoro, mozzarella, olio e basilico) è annoverata tra i “junk food” o “cibo spazzatura” da consumare quindi con molta moderazione. In questo contesto va precisato che sono le pizze industriali (e quelle di stampo americano) a rientrare generalmente in questa categoria poiché spesso sono preparate con ingredienti qualitativamente scadenti come farine ultraraffinate/raffinate (= zuccheri), formaggi grassi (= colesterolo e grassi saturi) e arricchite con salsiccia, bacon e wurstel (= grassi saturi).
Sarà divertente e in questo modo controlleremo meglio la qualità e la quantità degli ingredienti e renderemo la pizza certamente più sana; preparare pizza realizzando un impasto lievitato da farina integrale o semi-integrale per aggiungere preziose fibre al pasto; limitare il sale e l’olio nell’impasto; guarnire la pizza con una salsa di pomodoro ottenuta da pomodori freschi, mozzarella o formaggio magro (ad esempio ricotta). Diffusa ed amata in tutto il mondo, la pizza è un alimento versatile che ben si adatta alla fantasia di chi la prepara. Le combinazioni di ingredienti utilizzate durante la sua preparazione sono infatti innumerevoli e persino la ricetta dell'impasto, gelosamente custodita, varia da pizzaiolo a pizzaiolo.
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L'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ci dice che la pizza al pomodoro e mozzarella fornisce in media 271 calorie per 100 grammi. Secondo la stessa autorevole fonte va meglio per la pizza rossa (243 calorie per un'analoga quantità), peggio per quella bianca (302 Kcal/100 g). Considerando che una pizza margherita di medie dimensioni pesa dai 250 ai 300 grammi, possiamo stabilire per questo piatto un apporto calorico medio di 700 Kcal.
Valori Nutrizionali e Consapevolezza Alimentare
Chi non ha mai mangiato una pizza? Chi non si è mai chiesto quante calorie abbia una pizza margherita e quante quelle con aggiunti altri ingredienti? In questo articolo analizziamo brevemente quante calorie ha una pizza e i suoi valori nutrizionali, per essere più consapevole e capire come comportarti, a livello alimentare, con questo alimento. Di questi, probabilmente sono proprio i lipidi quelli ad essere in eccesso, soprattutto se aggiungiamo ingredienti che non sono verdure. Anche la qualità di questi grassi è scarsa, prevalentemente sono grassi saturi e polinsaturi (omega-6).
Quanto si ingrassa con una pizza?
Pesare di più (anche 1-2 kg) il giorno dopo aver consumato una pizza è normale ed è solamente una variazione di liquidi, di glicogeno, e non di grasso corporeo! La pizza, in quanto piatto unico molto calorico, difficilmente può far parte di una dieta sia per la quantità che per la qualità dei suoi nutrienti. Ma, considerando quanto detto sopra, occasionalmente può essere consumata senza il timore di prendere peso o mandare all’aria la dieta quando il contesto lo permette.
Ricetta per la Pizza in Teglia Fatta in Casa
Preparazione del Lievitino
In una ciotola, sciogliere il lievito di birra fresco nell'acqua tiepida addolcita con un cucchiaino di zucchero. Una volta sciolto il lievito, unire un cucchiaio di farina Manitoba e mescolare. Coprire con un foglio di pellicola trasparente e lasciar riposare in un ambiente tiepido per 30-40 minuti, fino a quando il lievitino sarà gonfio e soffice.
Preparazione dell'Impasto
In una ciotola, riunire una parte di farina (400 g circa) ed aggiungere il sale fino. Al centro, versare 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva ed il lievitino. A filo, unire l'acqua tiepida ed impastare con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una pasta appiccicosa. Versare la rimanente farina sul piano di lavoro, unire l'impasto e lavorare il tutto con energia, ungendosi le mani con l'olio rimanente.
Consistenza dell'Impasto
Per ottenere un risultato ottimale, si raccomanda di lavorare il composto molto a lungo, al fine di favorire la formazione del glutine. La pasta è pronta da stendere quando non risulta appiccicosa: diversamente, si consiglia di aggiungere altra farina fino al raggiungimento della giusta consistenza.
Stesura e Lievitazione
Foderare una piastra con la carta da forno. Con le mani, stendere l'impasto sulla teglia rigirandolo più volte ed allargandolo con delicatezza. Per facilitare la stesura si consiglia di ungere le mani con un goccio d'olio. Non utilizzare il matterello. Una volta stesa la pasta sull'intera superficie della teglia, riporre il tutto a lievitare per 3 ore in un ambiente tiepido: l'ideale è lasciar riposare la pizza in forno tiepido (preriscaldato a 180°C per 2 minuti, ma spento).
Farcitura e Cottura
Quando la pasta risulta soffice e alta, procedere con la farcitura. Preriscaldare il forno a 200°C. Distribuire la passata di pomodoro lungo l'intera superficie della pizza. Quando il forno ha raggiunto la temperatura stabilita (200°C), cuocere la base della pizza per 15 minuti. Rimuovere la teglia dal forno e farcire a piacere con mozzarella, ricotta e spinaci. Infornare nuovamente e cuocere per altri 15 minuti a 180°C.
In questa ricetta abbiamo consigliato una farcitura leggera a base di ricotta e spinaci. Ad ogni modo, è possibile farcirla con qualsiasi altro ingrediente: prosciutto, tonno, funghi, carciofini, acciughe, capperi ecc..