Partiamo da una premessa: le calorie non andrebbero contate ossessivamente. Sia il cibo che gli alcolici andrebbero goduti gioiosamente, in base alle voglie del momento e non a complessi calcoli nutrizionali. Tuttavia, è utile capire cosa c'è dentro il bicchiere che il barman ci porge, e quindi l'effetto che può avere sul nostro corpo.
Cos'è il whisky?
Il whisky è un distillato prodotto dalla fermentazione di cereali (orzo, mais, segale e frumento) o dal malto che se ne può ricavare (soprattutto d'orzo). La materia prima utilizzata può distinguere varie tipologie di whisky, ulteriormente caratterizzate dal tipo di botte utilizzata nella maturazione (di quercia bianca, di rovere, affumicata, più o meno vecchia ecc.).
La produzione di whisky è strettamente regolamentata in tutto il mondo e gli unici requisiti indispensabili che la bevanda richiede sono 3: fermentazione dei cereali, distillazione e invecchiamento in botti di legno.
Il whisky, come altri distillati, contiene una vasta gamma di sostanze aromatizzanti; tra queste, 200 o 300 sono facilmente rilevabili con la semplice analisi chimica. Questi aromatizzanti comprendono: composti carbonilici, alcoli, acidi carbossilici e loro esteri di azoto o zolfo, tannini, altri composti fenolici, terpeni, composti eterociclici contenenti ossigeno ed esteri degli acidi grassi. I composti azotati includono piridine, metilpiridine e pirazine.
Calorie nel whisky
Un bicchierino di whisky ha circa 110 calorie. Tuttavia, è importante considerare che il whisky ha una percentuale alcolica che raggiunge il 35-40% vol.
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Confronto calorico con altre bevande alcoliche
Una tabella pubblicata dall’associazione dei produttori europei di birra indica che 100 millilitri di whisky hanno 245 kcal, mentre la stessa quantità di vino rosso ne ha 96, il vino bianco 82, mentre la birra solo 46 (con un tasso alcolico tra il 4,5 e il 5,5%).
| Bevanda | Calorie per 100 ml |
|---|---|
| Whisky | 245 kcal |
| Vino Rosso | 96 kcal |
| Vino Bianco | 82 kcal |
| Birra | 46 kcal |
Effetti del consumo di whisky sulla salute
È quindi logico che (anche nei soggetti privi di complicazioni o patologie) sia indispensabile consumarlo in porzioni quantomeno modeste, ovvero ≤ a 40-80ml/die.
Il consumo di whisky è quindi poco raccomandabile nell'alimentazione dei soggetti sani e risulta particolarmente sconsigliato in fase di accrescimento, in gravidanza e in allattamento. Inoltre, un eventuale abuso può essere responsabile dell'insorgenza di diverse malattie; poi, se tali disturbi avessero un'eziologia differente, il whisky sarebbe comunque in grado di peggiorarne il decorso.
Tra le malattie interessate (generate o compromesse) dall'abuso di whisky (o di altri alcolici) talune sono di natura metabolica (ipertensione, ipertrigliceridemia, sindrome metabolica), mentre altre di natura tossica (sui tessuti). Gli organi maggiormente compromessi da alti livelli di alcol nel sangue sono: il fegato, i reni, il pancreas, la prostata e il cervello. Come se non bastasse, quando le mucose del tratto digerente vengono esposte frequentemente all'alcool possono subire anche un danno di tipo diretto (esofago, stomaco e intestino).
In pratica, oltre a quelli già descritti, l'eccesso di whisky comporta il peggioramento di altri disturbi intestinali (ad es. morbo di Crohn e retto-colite ulcerosa), l'incremento della sensibilità per i soggetti con colon irritabile e la comparsa o l'aggravamento di gastrite, ulcera gastrica o duodenale, reflusso gastro esofageo (con maggiori probabilità di insorgenza dell'esofago di Barrett). Va da sé che la cronicizzazione di alcune tra queste condizioni possa aumentare drasticamente il rischio di certi tipi di tumore (soprattutto dello stomaco ed dell'esofago).
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È poi molto importante ricordare che l'alcol etilico (pertanto anche il whisky stesso) è responsabile sia della riduzione dell'assorbimento intestinale, sia della compromissione del metabolismo farmacologico.
Per chi pratica sport intenso, l'eccesso di whisky può sortire tre effetti indesiderati. Il primo interessa l'idratazione, poiché l'alcol provoca un aumento della minzione con maggior tendenza alla disidratazione corporea (già compromessa dalla sudorazione per l'attività sportiva). In secondo luogo, il consumo serale di whisky può modificare significativamente i cicli del sonno, limitando il riposo notturno e compromettendo certi flussi ormonali. Infine, ricordiamo che l'alcol etilico è un potente ipoglicemizzante, ragion per cui il consumo di whisky prima o dopo l'attività sarebbe responsabile del peggioramento della prestazione atletica e della capacità di recupero nel breve termine.
NB. il whisky e gli altri alcolici sono bevande potenzialmente implicate nell'insorgenza di tossicodipendenza.
Benefici potenziali del whisky
Lo studio della prestigiosa Harvard University ha evidenziato che il whisky riduce il rischio di malattie cardiache e non contiene grassi e quasi nessun carboidrato o zucchero. Tant’è che, se assunto in quantità moderate, potrebbe persino proteggere dal diabete di tipo 2.
Conclusioni
L’alcol è dannoso. È un fattore di rischio per la maggior parte delle malattie. Secondo alcuni esperti non ci sarebbe neanche una dose consentita o consigliata. Ad esempio per il fegato l’alcol è sempre dannoso anche a piccole dosi. In più, la maggior parte degli alcolici fa parte degli alimenti fortemente calorici, privi di nutrienti utili al nostro corpo.
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