Il finocchio o finocchietto selvatico (Foeniculum vulgare Mill.) è una pianta erbacea perenne, particolarmente diffusa lungo le zone costiere del Mediterraneo, capace di crescere fino a 1000 metri dal livello del mare. Comunemente conosciuto come finocchietto, o finocchina, è un’erba aromatica appartenente alla famiglia delle Umbelliferae (o Apiaceae) assieme a cumino, carota e coriandolo, chiamate così per la tipica infiorescenza che ricorda la forma di un ombrello.
Cresce spontanea sulle coste del Mediterraneo, ma è presente anche in differenti aree geografiche, dove viene coltivata per i suoi numerosi campi di impiego. Iniziamo chiarendo che il finocchietto selvatico è un alimento che nasce in maniera spontanea soprattutto nelle zone costiere o in quelle mediterranee.
Proprietà Nutrizionali e Calorie del Finocchio
Il finocchio è un antico ortaggio con un gusto inconfondibile che si ricava dalla pianta Foeniculum vulgare. Grazie a diversi studi fitochimici sono stati delineati i composti bioattivi contenuti nel finocchio, responsabili delle numerose proprietà benefiche. Per mantenere inalterate le proprietà nutritive del finocchio prediligi il consumo a crudo. Un altro modo per evitare quanto più possibile la dispersione di sali minerali e vitamine è cuocerlo al vapore, accertandoti di non prolungare troppo la cottura.
Ecco una tabella con i valori nutrizionali del finocchio (100 g):
| Elementi principali | Valore |
|---|---|
| Acqua | 90,21 g |
| Energia | 31 kcal |
| Proteine | 1,24 g |
| Grassi | 0,2 g |
| Carboidrati | 7,3 g |
| Fibre | 3,1 g |
| Zuccheri | 3,93 g |
| Calcio | 49 mg |
| Ferro | 0,73 mg |
| Magnesio | 17 mg |
| Fosforo | 50 mg |
| Potassio | 414 mg |
| Sodio | 52 mg |
| Zinco | 0,2 mg |
| Vitamina C | 12 mg |
| Vitamina A, RAE | 48 µg |
| Vitamina K | 62,8 µg |
Il finocchio dolce viene coltivato per quella parte chiamata grumolo, ovvero un insieme di guaine fogliari carnose e bianche, compatte e ben sovrapposte una all’altra, che si trovano attaccate al breve fusto della pianta, all’altezza del terreno. Si tratta di un ortaggio leggerissimo e molto salutare, soprattutto se consumato crudo. Ricco di fibre, apporta circa 30 calorie all’etto e i grassi sono praticamente assenti, come il colesterolo. Vanta una buona presenza di potassio, minerale utile al benessere in tutte le stagioni, ed è anche una fonte di calcio, magnesio e ferro. Contiene inoltre vitamina A e vitamina C, necessarie alla salute della pelle e al sistema immunitario.
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Finocchio: Maschio o Femmina?
Si tratta di una classificazione che non ha nulla di scientifico, ma non è raro sentire distinguere il finocchio maschio, più tondo e carnoso e indicato per il consumo a crudo in insalata, dal finocchio femmina, leggermente più piatto e allungato e più fibroso, che si suggerisce al contrario di servire cotto, tipicamente al forno.
Benefici del Finocchietto Selvatico
Il finocchietto selvatico contiene numerose molecole fitoterapiche dal potere antiossidante, antinfiammatorio e antibatterico, grazie alle quali è in grado di apportare beneficio alla salute umana. La sua presenza nell’intestino contrasta la fermentazione batterica, riducendo la produzione di gas nel crasso. Il consumo di semi di finocchio aiuta a proteggere l’organismo dallo stress ossidativo fornendo all’organismo vitamine, minerali, flavonoidi e composti volatili con azione antiossidante. Inoltre, è fonte di fibre utili al miglioramento della regolarità intestinale e in grado di contribuire alla regolazione dell’assorbimento del colesterolo e degli zuccheri e a ridurre il rischio di tumore al colon.
La principale virtù riconosciuta al finocchio dolce è quella digestiva e di contrasto ai gonfiori addominali, abbinata all’azione diuretica e depurativa fornita dai minerali e dalle fibre, non solo presenti in buona quantità, ma anche abbinate a una percentuale d’acqua che supera il 90% del peso dell’alimento. Al finocchio vengono riconosciute anche proprietà antinfiammatorie collegate alla presenza di flavonoidi.
Ancora più spiccate e concentrate sono le proprietà benefiche fornite dai frutti, chiamati impropriamente semi, del finocchietto selvatico, nonché dalle sue foglie (disponibili dalla primavera e poi tutto l’anno essiccate) e dai suoi fiori, largamente sfruttati in erboristeria e fitoterapia. Va detto che in questo frangente, in particolare per quanto riguarda semi e olio essenziale, considerata la concentrazione di principi attivi è necessario attenersi strettamente alle dosi consigliate per la formula scelta, per evitare effetti collaterali. Nelle giuste quantità, estratti e preparazioni a base di finocchio possono rivelarsi un ottimo alleato per la corretta digestione, per alleviare la pesantezza di stomaco e il gonfiore addominale e per combattere la ritenzione idrica.
Alla luce di queste potenzialità, il prodotto è consigliato a coloro che cercano un ausilio in regimi di perdite di peso. Alla luce di quanto sopra, si evidenzia dunque come il consumo di finocchietto selvatico sia senza dubbio da consigliare a tutti coloro che sono alla ricerca di una sostanza che fa bene all’organismo, che lo rinforza, lo protegge e migliora in generale lo stato di salute del soggetto.
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Usi in Cucina e Fitoterapia
Il finocchio selvatico è un alimento molto versatile, utilizzato a crudo per arricchire insalate miste. Ma anche in cottura, per arricchire le preparazioni culinarie più svariate. Infine, si trova anche in polvere, come spezia. Le proprietà aromatiche dell’olio essenziale lo rendono un ingrediente chiave per la realizzazione di liquori digestivi, ma anche dentifrici e prodotti alimentari di confetteria.
Le foglie di finocchietto selvatico arricchiscono la gamma di sapori in cucina con il loro aroma intenso e inconfondibile. Si prestano ad arricchire diverse pietanze a base di carne, pesce e verdure. Un abbinamento classico si ha con le sarde, secondo la ricetta siciliana.
In erboristeria, questa pianta officinale viene utilizzata per la preparazione di infusi, tisane e per l’estrazione di olii essenziali.
- Suffumigi: inalazioni del vapore ottenuto per riscaldamento in acqua di qualche goccia di olio essenziale, sono utili per risolvere disturbi delle vie aeree (azione espettorante), poichè ammorbidiscono, idratano e eliminano il muco da naso, gola e bronchi.
- Aromaterapia: l’aggiunta di qualche goccia di olio essenziale nell’acqua calda della vasca permette di godere di un bagno rilassante, mentre, con l’aiuto di un diffusore di olii essenziali, è possibile diffondere le sue fragranze negli ambienti.
- Massaggi: applicare sulla pelle qualche goccia di olio essenziale di finocchio stimola l’azione del sistema linfatico, aiutando a prevenire la ritenzione idrica e gli inestetismi della cellulite. Si suggerisce di non applicare l’olio essenziale puro sulla pelle, ma di diluirlo in un olio vettore (mandola, oliva, ecc.) per non irritare la parte interessata.
- Uso orale: 1/2 gocce di olio essenziale, disciolte in acqua calda, sono consigliate per risolvere problemi legati a una cattiva digestione, alleviare coliche intestinali, meterorismo, flatulenza e stimolare la diuresi.
Ricette con il Finocchietto Selvatico
Per realizzare un condimento, occorre scottare il finocchio selvatico (100 g) in acqua bollente e frullarlo assieme a olio extravergine d’oliva (50 ml), mandorle (30 g), formaggio stagionato (50 g).
Per un risotto, prepara un soffritto con olio extravergine d’oliva e trito di cipolla su cui tostare leggermente il riso, prima di aggiungere il brodo vegetale. Per questa ricetta, si usano le foglie del finocchio selvatico, aggiunte a metà cottura.
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Controindicazioni
Il finocchio non presenta, in linea generale, particolari controindicazioni, se non collegate a specifici fenomeni allergici o sensibilità individuali. Più attenzione, come si è detto, va riposta nell’utilizzare semi ed estratti. L’assunzione di finocchio può interferire con l’azione di alcuni antibiotici e di alcuni ormoni. Il finocchio selvatico contiene sostanze che, se assunte in dosi elevate, possono causare allucinazioni e convulsioni. Inoltre l’elevata concentrazione di composti estrogenici può renderlo sconsigliabile in presenza di masse tumorali la cui crescita dipende dagli estrogeni.
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