I funghi Cardoncelli, il cui nome scientifico è Pleurotus eryngii, sono prelibati funghi originari del Mediterraneo ma diffusissimi anche in Asia. Carnoso, sodo, eccezionalmente delicato, questo fungo è tra i più apprezzati in cucina per la sua versatilità e la capacità di esaltare qualsiasi ingrediente.
Origini e Curiosità
I funghi Cardoncelli, chiamati anche cardarelli, cardarelle, feruli o ferlenghi, crescono spontanei in alcune regioni dell’Italia centro-meridionale, come Lazio, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Tuttavia, è anche possibile coltivarli in casa, per avere sempre a portata di mano questi deliziosi e prelibati funghi!
Questi funghi particolari sono apprezzati fin dai tempi del Medioevo, e da sempre esiste la credenza che abbiano proprietà afrodisiache. Questa fama dei funghi cardoncelli era in passato così forte e diffusa che la Santa Inquisizione li mise al bando, in quanto si riteneva che le proprietà afrodisiache fossero così forti da indurre in tentazione.
Classificazione Scientifica e Varietà
Il Cardoncello non è un singolo fungo, ma ne esistono diversi ceppi. Le tre varietà più diffuse e apprezzate sono elaeoselini, ferulae e thapsiae.
- La variante elaeoselini si distingue per il colore più chiaro e per la carne più asciutta e dolce.
- La variante ferulae, nota anche come Fungo di Ferula, cresce sulle radici morte delle piante di Ferula communis e si contraddistingue per le dimensioni maggiori.
- Infine, la variante thapsiae cresce in prossimità della Thapsia garganica.
Aspetto e Utilizzo in Cucina
I funghi cardarelli hanno gambi molto grossi e di colore bianco e cappelli spessi dalla tonalità marrone che può essere più scura o più chiara a seconda delle varianti, fino ad arrivare al bianco-beige della varietà elaeoselini. Il fungo cardarello ha un aspetto particolare dovuto al gambo spesso.
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Può essere consumato crudo o cotto in tutti i modi possibili: alla griglia, alla piastra, in padella e al forno. Una volta cotto, la consistenza morbida e carnosa lo rende particolarmente apprezzato in cucina. Il fungo cardoncello rispetta il piatto in cui viene aggiunto e lo esalta, senza andare a coprire gli ingredienti protagonisti. Può essere consumato anche crudo ma è eccellente cotto, alla griglia, in padella e in molte altre ricette. Perfetto da conservare sott’olio.
Valori Nutrizionali e Benefici
A livello nutrizionale, le cardarelle funghi sono perfette per una dieta ipocalorica in quanto contengono pochissime calorie e grassi, mentre sono ricchi di acqua. Al loro interno troviamo una buona quantità di fibre, vitamine e tutti gli amminoacidi essenziali. Il cardoncello ha una carne bianca, soda e consistente.
I funghi cardoncelli sono ampiamente utilizzati in cucina grazie ai numerosi nutrienti e al basso apporto di calorie, un utile supporto nella dieta. I funghi, inoltre, abbassano il colesterolo e rappresentano un valido supporto per le nostre difese immunitarie.
Esso viene anche largamente impiegato in diete ipocaloriche per il basso contenuto di grassi e per il ridotto valore energetico (28 calorie per ogni 100 grammi). Questo valore lo rendono un prodotto perfetto anche nelle diete ipocaloriche. Inoltre, ha effetti positivi sui livelli del colestero, li abbassa in modo significativo e aumenta le difese immunitarie.
Valori nutrizionali per 100g di funghi cardoncelli:
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- Calorie: 28 kcal
- Acqua: 85-90 g
- Zuccheri: 5 g
- Proteine: 4 g
- Grassi: 0.5 g
Coltivazione e Conservazione
Il Cardoncello cresce spontaneamente in quasi tutta l’Italia del centro-sud, ma può anche essere coltivato. Si possono coltivare partendo dalle balle, che si trovano in vendita anche online. Il periodo ideale per l’interramento va da settembre ad aprile, e generalmente i funghi si possono raccogliere a partire da 2-3 settimane dopo l’interramento.
I periodi di ideali di coltivazione sono l’autunno e la primavera, mesi in cui la temperatura oscilla intorno ai 15-20° con una umidità relativa dell’aria pari al 70-80%. La balletta deve essere posta al riparo dal sole e dal vento e il terreno va mantenuto sempre umido.
Il fungo è pronto per la raccolta quando il cappello è piatto e il bordo piegato verso il basso. Per coglierli bisogna prenderli dalla base del gambo e strapparli dalla balletta per intero, con una leggera torsione, senza usare forbici o coltelli.
I funghi vanno conservati interi e non lavati in un sacchetto di carta, nella parte bassa del frigorifero, e consumati entro una settimana dalla raccolta. Eventualmente è anche possibile congelarli in appositi sacchetti ermetici, crudi e non lavati, e vanno poi scongelati a temperatura ambiente prima di essere cucinati.
Ricette e Consigli
Se vuoi sperimentare il gusto unico e delicato dei funghi cardoncello, sul nostro sito puoi trovare molto ricette particolari e sfiziose. Ecco alcune delle nostre preferite.
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Realizzare questo antipasto sfizioso è semplicissimo. Ti basta tostare le fette di pane, grigliare la zucca e i funghi cardoncello e disporli su ciascuna fetta. Realizza delle cialde cuocendo al microonde dischi di Grana Padano DOP grattugiato, poi spezzettale sulle bruschette e concludi con olio al rosmarino.
Inizia pulendo i cardoncelli, tagliandoli a fettine sottili e lasciandoli marinare per 15 minuti con olio, pepe nero, timo, maggiorana e buccia di limone grattugiata. In un tegame antiaderente cuoci un uovo all’occhio di bue, nel mentre prepara una salsa al Grana Padano DOP sciogliendo in un pentolino latte, panna e formaggio grattugiato. Componi il piatto disponendo uno strato di salsa, l’uovo all’occhio di bue e le listarelle di funghi.
In un tegame scaldare dell’olio con un po’ d’aglio, versarvi i funghi precedentemente lavati, asciugati e tagliati, salarli, peparli e lasciarli cuocere coprendo il tegame. Di tanto in tanto mescolare. Terminata la cottura aggiungere un pò di prezzemolo tritato.
N.B. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita.
Il cardoncello è un fungo piuttosto riconoscibile ma in generale quando si parla di funghi, tra le controindicazioni, bisogna fare attenzione al rischio di intossicazione e ad un eventuale consumo di specie simili ma velenose.
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