Mandarini o clementine? Entrambi appartengono alla famiglia degli agrumi, sono piccoli, tondi e arancioni allo stesso modo se non li si guarda bene, eppure tra clementine e mandarini le differenze ci sono eccome. Sono frutti ideali da tenere in tavola per via dei colori allegri e vivaci, ottimi come spuntini per grandi e piccini, se ne possono fare spremute e dolci di ogni tipo. Per non parlare delle proprietà nutritive e dell’effetto antistress dei loro oli essenziali, usati in aromaterapia e come alleati di bellezza.
Origini e Diffusione
Una su tutte, l’origine: il mandarino è considerato uno degli agrumi più antichi, risale a ben 3000 anni fa, e la clementina, di introduzione più recente, altro non è che un ibrido tra mandarino e arancio amaro. Le loro origini potrebbero risalire a ben 3000 anni fa. Tracce storiche ne indicano infatti la presenza nelle aree della Cina e del Giappone.
L’albero del mandarino (Citrus Reticulata) ha un’origine antica e una storia evolutiva importante. Insieme a cedri e pomeli ha infatti dato vita, per incroci e innesti, all’intera famiglia degli agrumi.
Vera eccellenza del Sud d’Italia, le clementine di Calabria raccontano una storia che parte dagli anni Trenta del Novecento. Provenienti forse dal Nordafrica, questi frutti si adattarono al clima mite e ai terreni ricchi della Piana di Sibari tanto da delinearne il tratto distintivo degli scenari locali. È il clima il vero segreto della qualità del prodotto calabrese tanto da consentirne una maturazione già dai primi di ottobre.
La coltivazione di mandarini è particolarmente importante in Cina, primo produttore mondiale, Spagna, Africa Settentrionale, Brasile e Stati Uniti. La produzione nostrana di mandarini trova il suo clima ideale nelle regioni del Sud e in particolare in Sicilia. Qui troviamo anche specialità locali oggi presidi Slow Food, come il mandarino tardivo di Ciaculli, frazione di Palermo.
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Differenze tra Clementine e Mandarini
Per distinguere clementine e mandarini basta un colpo d’occhio. Le differenze esterne riguardano principalmente la forma e la scorza. I mandarini appaiono ovali e schiacciati ai poli, hanno una buccia più spessa e più chiara, tendente al giallo, le clementine, invece, sono tonde, turgide e hanno la scorza sottile, flessibile, di un bel colore arancio.
Sebbene l’aspetto esterno permetta di identificare facilmente i due agrumi, la principale differenza tra clementine e mandarini riguarda l’interno: la clementina è un frutto apirene (privo di semi), il mandarino ne contiene alcuni. In realtà, trovare i semi nelle clementine è raro, ma non impossibile: se si verifica l’impollinazione da parte delle api con altri tipi di agrumi, la presenza di qualche semino non è da escludere.
Esiste una sostanziale differenza tra mandarini e clementine anche al palato. Le clementine sono delicate, dolci e succose: per via del loro sapore agro dolce equilibrato, rinfrescante e dell’assenza (o rarità) dei semi, sono le preferite dai bambini che possono consumarle tal quali a merenda, sotto forma di succo o in diverse preparazioni dolci.
Infatti, il mandarino è l’unico a non essere un ibrido, mentre, le clementine e i mandaranci, nascono dall’incrocio tra due agrumi. Invece, guardando la buccia, questa risulta più chiara e adesa alla polpa nei mandarini e nei mandaranci. Per distinguere il mandarino dal mandarancio possiamo guardare alla dimensione e al sapore. Il mandarancio, infatti, nascendo dall’ibridazione tra lo stesso mandarino e l’arancia, ha una dimensione leggermente più grande del mandarino.
Distinguere i due frutti è questione di dettagli, ma sono tre gli elementi che permettono di non confonderli: il colore, l’aspetto e soprattutto il sapore. Se si osserva la scorza, la clementina è coperta da un involucro più sottile e la polpa della clementina ha un colore più carico. Il succo è maggiore ed il gusto è più dolce.
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I mandarini e le clementine presentano spicchi di consistenza differente, lo si nota dal turgore: se la clementina ha una forma più rotonda e grossa, il mandarino ha invece una linea più piatta e piccola.
Valori Nutrizionali e Calorie
Quante calorie ha un mandarino e quante una clementina? I valori nutrizionali di clementine e mandarini sono pressoché identici. La principale differenza tra mandarini e clementine riguarda la quantità di vitamine e di fibre. Entrambi gli agrumi sono ricchi di vitamina C, potassio e altri elementi antiossidanti.
A differenza delle clementine, però, i mandarini risultano più calorici: su 100 grammi di clementina le calorie sono 47, 100 grammi di mandarini, invece, forniscono circa 57 calorie. Tra le proprietà del mandarino c’è anche il maggior contenuto di fibre, le clementine, invece, contengono quasi il doppio di vitamina C.
Le clementine sono un concentrato di benessere: dolci, succose e con sole 57 calorie per 100 grammi. Ricche di vitamina C, fibre e antiossidanti, rinforzano il sistema immunitario e favoriscono la digestione. Perfette per uno spuntino leggero o come ingrediente per dessert e insalate creative. Pratiche da portare ovunque, sono l’alleato ideale per una dieta equilibrata.
Frutti ricchi di acqua (circa l’80% della parte edibile) e piuttosto zuccherini (circa 16 grammi per etto), i mandarini apportano mediamente 50 calorie per 100 grammi. Quasi assenti i grassi, modesto il contenuto proteico, sono invece una discreta fonte di fibre. Tra i minerali presenti in buone quantità spicca il potassio, seguito da calcio e fosforo.
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Tabella dei Valori Nutrizionali dei Mandarini (per 100g)
| Elementi | Valore |
|---|---|
| Acqua | 85,2 g |
| Energia | 53 kcal |
| Proteine | 0,81 g |
| Grassi | 0,31 g |
| Carboidrati | 13,3 g |
| Fibre | 1,8 g |
| Zuccheri | 10,6 g |
| Vitamina C | 26,7 mg |
| Potassio | 166 mg |
Benefici per la Salute
Ogni volta che si parla di agrumi si pensa alla loro caratteristica di rafforzare il sistema immunitario. Come altri frutti arancioni, i mandarini contengono precursori della vitamina A, utile alla salute delle pelle e della vista, e sono un’ottima fonte di vitamina C, altamente disponibile soprattutto se consumati freschi, appena sbucciati e al naturale, abitudine molto diffusa anche grazie alla facilità di aprirli e dividerli in spicchi. È proprio la presenza di vitamina C a rendere il mandarino un ottimo alleato della salute durante i mesi freddi e una soluzione sana per uno spuntino fuori pasto, considerato anche l’effetto idratante della sua polpa.
Il mandarino è un’ottima fonte alimentare di vitamina C. Questo micronutriente può aiutare a combattere i radicali liberi, prevenendo i danni cellulari grazie a questa sua azione antiossidante. Il mandarino è inoltre una fonte di fibre, molecole che promuovono il buon funzionamento dell’intestino.
Salute della pelle: grazie all’elevato contenuto di vitamina C e alla presenza di altri antiossidanti, le clementine possono contribuire a ridurre i rossori legati all’acne e a rendere la pelle più tonica e lucente. Salute mentale: alcuni studi su animali e in provetta hanno ipotizzato che la narirutina, antiossidante presente anche nelle clementine, possa aiutare a migliorare la salute mentale e potenzialmente aiutare a curare la malattia di Alzheimer.
Digitando su un motore di ricerca “clementine valori nutrizionali”, emergono i tanti studi che ne valutano l’apporto alimentare: con circa 0,3 g di grassi, 17,6 g di carboidrati, 1,7 g di fibre e 0,9 g di proteine, possono essere un valido alleato delle difese immunitarie e le loro fibre potrebbero aiutare il benessere dell’intestino. Tante sono anche le vitamine contenute, soprattutto quelle del gruppo C, e i sali minerali tra cui il potassio, il magnesio e il ferro.
Usi in Cucina
Per preparare dolci di successo si possono usare mandarini o clementine, come per la classica crema pasticcera impreziosita da agrumi, da servire la domenica come dessert al cucchiaio o da utilizzare come farcitura per brioche, biscotti, rotoli e panettoni. La marmellata di mandarini è una preparazione semplice e di grande effetto, così come l’irresistibile torta al mandarino senza burro, la cui ricetta prevede l’utilizzo di succo di mandarino e olio di semi di girasole. Per i più golosi esiste la torta di mandarino e cioccolato fondente, da proporre in versione alta stile chiffon cake o come muffin.
Per quanto riguarda i dolci con le clementine, invece, è impossibile non citare la torta clementina protagonista del film “I sogni segreti di Walter Mitty”, che può essere impreziosita con frosting al formaggio spalmabile e decorata con spicchi di clementine. Anche la torta di clementine e mandorle non è da meno: si prepara come una ciambella semplice e il risultato è un dolce soffice, dalle inconfondibili note agrumate, ideale per la colazione.
Tante sono le idee per portare le clementine in cucina, alcune di queste possono suonare leggermente bizzarre ma, come si dice, bisogna assaggiare per credere. Prima di tutto, il frutto re dei periodi più freddi si distingue per due semplici punti chiave: le calorie in clementine di stagione risultano limitate rispetto al potere dolcificante quindi sono ideali per ricette leggere e sfiziose e il loro impiego è un eccellente apporto all’alimentazione equilibrata.
Alcuni accoppiamenti salati, sebbene possano risultare stravaganti, sono un modo per scoprirne un lato sconosciuto ai più curiosi: i carciofi con raspadura, clementine e lenticchie sono un modo di valorizzare il carattere delle clementine anche nel salato. L’insalata di riso basmati, tempeh arrosto e frutta mista è un altro piatto dall’animo esotico. Il loro regno naturale rimane però il dessert.
Ecco alcuni spunti di dolci con clementine che fanno sognare ad occhi aperti: la marmellata di clementine con buccia, facile da preparare con 3 semplici ingredienti, le clementine, lo zucchero e l’acqua. Il pan di clementine è una torta con clementine, soffice e profumata, ideale per una colazione dolce e sana, da infornare nelle fredde giornate invernali, proprio come la versione della torta con clementine frullate, chiamata anche la torta Clementina, famosa non solo per il suo gusto inimitabile, ma anche grazie al film “I sogni segreti di Walter Mitty”.
I mandarini sono agrumi dolci e succosi, con note aspre piacevoli più o meno marcate. Il loro uso risulta per questo ottimo al naturale, in macedonia, per la preparazione di spremute, smoothie e centrifugati. Le dimensioni degli spicchi rendono i mandarini perfetti anche per la piccola pasticceria e per la decorazione di torte e dessert.
È inoltre possibile ricavarne ottimi sorbetti, liquori digestivi, confetture o marmellate. Ideali come spuntino o per arricchire una prima colazione invernale - insieme ad arance e kiwi su un porridge di avena, ad esempio - i mandarini possono essere l’ingrediente protagonista di profumatissime torte lievitate, ciambelle e muffin.
Le clementine sono piccoli agrumi che nascono dall’incrocio tra l’arancio amaro e il mandarino. Dalla buccia fine, prive di semi e dal sapore dolce e delicato, sono un ottimo alimento per abituare i più piccoli al consumo di frutta ma anche per spuntini salutari e veloci che possano rendere la nostra alimentazione più sana con gusto. Le calorie delle clementine, infatti, sono davvero poche, quindi le puoi mangiare senza sensi di colpa anche se segui una dieta ipocalorica.
Si possono utilizzare per preparare spremute, marmellate e dolci e si abbinano molto bene al cioccolato. Se aggiunte alle insalate a base di foglie leggermente amare come indivia e/o radicchio ne smorzano il sapore bilanciando così la pietanza.
Controindicazioni
Le controindicazioni al consumo di mandarini rimandano principalmente alla loro naturale acidità, che al pari di quanto avviene per altri agrumi potrebbe non essere ben tollerata da chi è soggetto a bruciori di stomaco e reflusso. Il contenuto medio di zuccheri del mandarino potrebbe inoltre richiedere un consumo moderato di questo frutto all’interno di diete mirate al controllo della glicemia.
Un consumo moderato di clementine non determina particolari effetti collaterali o controindicazioni.
Olio Essenziale
Dalle scorze dei mandarini si estrae anche un olio essenziale utile a profumare gli ambienti con effetti rilassanti. Alcune formulazioni di olio di mandarino sono inoltre indicate per usi cosmetici e altre per uso alimentare. Come sempre è importante verificare e rispettare il modo d’uso dell’olio essenziale acquistato. La scelta di formule da agricoltura biologica è in molti casi da preferire. Per quanto riguarda le scorze, prima di usarle a scopo alimentare (ad esempio per preparare frutta candita) è indispensabile accertarsi che non siano state trattate e non contengano quindi sostanze nocive. Quando le scorze sono edibili, e questo vale per tutti gli agrumi, è indicato esplicitamente in etichetta.
Dalla clementina si estrae un olio essenziale che si presta all’aromaterapia e all’uso topico. Nell’aromaterapia viene usato per combattere l’affaticamento, per migliorare l’umore e per rivitalizzare il corpo e la mente e per migliorare la qualità del sonno. Grazie al suo aroma fresco e dolce crea un’atmosfera rilassante. Infatti, in aromaterapia è particolarmente indicato per aiutare i più piccoli a vivere con serenità momenti di cambiamento, come l’inizio della scuola, competizioni sportive o l’inserimento in nuovi contesti sociali.
In cosmetica, è efficace nei trattamenti contro gli inestetismi della cellulite grazie alle proprietà drenanti e tonificanti. Massaggiato con un olio vettore, aiuta a ridurre la ritenzione idrica e a migliorare l’aspetto della pelle.
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