Il Mandarino Grande: Calorie, Proprietà e Differenze con Mandarancio e Clementina

Scrigno di salute, ad alto contenuto di vitamina C, il mandarino è tra i frutti più amati e apprezzati del periodo invernale. Eppure sotto il nome di “mandarino” in genere si tende a includere anche mandarancio e clementina. Ma qual è quindi la differenza tra mandarino e mandarancio? E come si distinguono i mandarini dalle clementine? Ecco qui un’utile guida alla differenza fra i tre frutti.

Come anticipato, la differenza tra mandarino e mandarancio nonché tra mandarino e clementina è proprio quella tra l’agrume tradizionale e due ibridi.

Mandarino, Mandarancio e Clementina: le Differenze

Per scoprire la differenza tra mandarino e mandarancio approfondiamo le caratteristiche di ciascun frutto, partendo dal primo.

  • Il mandarino è il frutto dell’albero Citrus reticolata, ha una buccia sottile e facilmente removibile, una polpa dolce e succosa, spesso con un sapore leggermente acidulo. Originario dell’Asia, in particolare della Cina e del Giappone, fu introdotto in Europa nel XIX secolo, ma è solo nel XX secolo che ha guadagnato popolarità a livello mondiale. Ne esistono diverse varietà, tra cui il mandarino satsuma, il mandarino clementina e il mandarino tangerino, ciascuna con caratteristiche distintive in termini di sapore, dimensione e buccia.
  • Il mandarancio è un ibrido tra il mandarino e l’arancio (Citrus sinensis). Il mandarancio, il cui nome scientifico è sempre Citrus reticolata è, come accennato, un frutto ibrido, originatosi dall’incrocio tra il pomelo (Citrus maxima) e il mandarino (Citrus reticulata). A differenza del mandarino, la sua origine è abbastanza complessa e si colloca principalmente in Asia, in particolare nelle regioni del Sud-est asiatico e nella Cina meridionale.
  • La clementina è un ibrido tra il mandarino e il pomelo (Citrus reticulata x Citrus paradisi) ed è nota per la sua buccia sottile e lucida, che si sbuccia facilmente. Le clementine sono generalmente senza semi e hanno un sapore dolce e fresco. Sempre appartenente alla famiglia delle Rutacee, la clementina è un ibrido tra l’arancio amaro (Citrus aurantium) e il mandarino (Citrus reticulata).

Caratteristiche Comuni

Abbiamo scoperto la differenza tra mandarino, mandarancio e clementina. Ma è tempo di scoprire cosa questi tre agrumi hanno in comune. Inoltre, come tutti gli agrumi, mandarino, mandarancio e clementina hanno un alto contenuto d’acqua, che li rende ottimi per l’idratazione del corpo e, allo stesso tempo, sono generalmente a basso contenuto calorico.

Valori Nutrizionali e Calorie

Spesso ci si chiede quante calorie ha un mandarino, perché si è portati a pensare che arance e mandarini siano frutti calorici. Questo non significa però che presentino per forza un alto apporto calorico.

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Anche per quanto riguarda, l’apporto calorico le differenze tra mandarini, mandaranci e clementine sono generalmente minime: se, infatti, mandarino e mandarancio hanno più o meno 40-50 calorie per 100 grammi, la clementina è leggermente meno calorica, ma nell’ottica di circa 5-10 calorie in meno. Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali e benefiche, possiamo dire che la clementina è ancora più ricca di vitamina C (contenuta comunque in mandarino e mandarancio) rispetto alle altre varietà.

Facendo un veloce confronto sulle differenze tra mandarino e mandarancio e mandarino e clementina, quindi, possiamo affermare con certezza che non se ne trovano molte né dal punto di vista nutrizionale né dal punto di vista dei benefici per la salute. Se, infatti, il mandarino è piccolo e tondo dalla buccia sottile, facile da sbucciare e di colore arancione brillante, il mandarancio è più grande rispetto al mandarino e la sua buccia è spessa e rugosa. Inoltre, il sapore del mandarancio è sempre dolce ma più succoso e la polpa contiene più semi rispetto al mandarino. Per quanto riguarda la clementina, invece, le dimensioni sono simili al mandarino, anche se la buccia è molto sottile e liscia e facile da sbucciare. Il sapore è ancora più dolce rispetto al mandarino e al mandarancio con poca acidità.

Calorie della Frutta e Dieta

Le calorie della frutta si contano? Sono importanti da considerare nella dieta? Quali sono i frutti più calorici e quali meno (che, forse, fanno dimagrire)? Stimando la media di quella che trovi tutti i giorni nel banco frutta, l’apporto calorico si aggira intorno alle 50 kcal/100g. Tuttavia, c’è un’ampia varietà di frutta tra cui scegliere: cosa preferire in una dieta ipocalorica per dimagrire? Sicuramente, il gruppo della frutta fresca piuttosto che quello della frutta secca, disidrata o essiccata. Non preoccuparti troppo delle sue calorie e dei suoi zuccheri, per non ingrassare è sufficiente farla rientrare nel nostro fabbisogno energetico giornaliero.

Proprietà e Benefici del Mandarino

Il mandarino è un agrume dalla buccia aranciata molto sottile e dai piccoli e dolci spicchi. La famiglia di cui fa parte l’albero di mandarino è chiamata famiglia delle Rutaceae, Sottofamiglia Aurantioideae, Genere Citrus. Al pari del cedro, pompelmo, mandarancio, arancio e limone, il mandarino può essere assunto in diversi modi. Possiamo infatti mangiarlo a spicchi, fare una spremuta, creare un liquore, utilizzarlo all’interno di primi e secondi piatti, oppure dar vita a sfiziosi dessert.

Il mandarino è un agrume costituito in gran parte da acqua, ricca di Sali minerali, vitamine e zuccheri. L’energia che possiamo ricavare da un mandarino è notevole, per via dell’elevato contenuto di fruttosio. Proprio per questo motivo si consiglia di assumere una quantità misurata di mandarini, rispetto invece a quanto accade con mele, pere o altri frutti. Il carico glicemico contenuto all’interno fa sì che il mandarino risulti dannoso per coloro che sono affetti da diabete mellito. Ma per il resto parliamo di un agrume eccezionale, da cui possiamo ricavare moltissimi benefici.

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  • Il mandarino contiene ad esempio al suo interno una buona dose di fibra alimentare, che combatte e previene in modo naturale ed efficace la comparsa della stipsi.
  • Inoltre i Sali minerali, come il potassio, contribuiscono a ricaricare di energia il nostro corpo. Motivo per cui sempre in una dieta sportiva il mandarino rappresenta il frutto migliore.
  • Si tratta di un ottimo rimedio inoltre contro raffreddori, influenze stagionali, reumatismi e crampi. Questo per il suo alto apporto vitaminico e di Sali minerali.

Utilizzi in Cucina

Gli utilizzi in cucina del mandarino sono molteplici: il mandarino viene consumato soprattutto fresco sbucciato e diviso a spicchi o spremuto per ottenere un succo di frutta oppure viene lavorato per produrre marmellate e frutta candita.

Come nel caso del Succo di bergamotto, dal mandarino possiamo ricavare un ottimo succo di frutta, oppure dell’olio essenziale e un ottimo liquore. Per realizzare il liquore al mandarino o qualsiasi altra preparazione culinaria, è bene avere dei mandarini non trattati che possono essere acquistati facendo riferimento alla vendita agrumi online.

Ricetta del Liquore al Mandarino

  1. La prima cosa da fare per creare il nostro liquore al mandarino, è lavare i frutti sotto l’acqua corrente e asciugarli delicatamente con un canovaccio. Rimuovere poi la buccia con un coltello adeguato, e separare il frutto dalla scorza.
  2. Dopodiché lasciar macerare le bucce per 5 giorni a temperatura ambiente nell’alcool. Copriamo con una pellicola, tenendo in un luogo fresco e asciutto. Girare il composto almeno una volta al giorno.
  3. A macerazione conclusa procediamo versando lo zucchero e l’acqua in un pentolino. Lasciar poi raffreddare e unire il tutto al composto di scorze e alcol.
  4. Dopo aver mescolato energicamente lasciamo riposare per 10-20 giorni. Agitiamo sempre una volta al giorno e terminato il tempo da attendere, vedremo come il volume sarà più ridotto e il colore più acceso.
  5. Filtriamo quindi il composto per rimuovere le scorze e versiamo in una bottiglia in vetro.

Il liquore può essere conservato sia in freezer, che frigo o a temperatura ambiente. Questo è dipeso esclusivamente dai nostri gusti. Il tempo in cui possiamo conservarlo è di circa 3 mesi.

Stagionalità e Conservazione

Essendo un frutto invernale, la stagionalità del mandarino va da dicembre a marzo per la varietà tardiva. Il mese migliore è comunque gennaio. Dopo l'acquisto, i mandarini si mantengono per una settimana circa a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto. Meglio non ammassarli uno sull'altro, per evitare che la buccia si ammacchi e rovini anche la polpa.

Il Mandarino: un Tesoro di Betacarotene

Come tutti gli agrumi, anche il mandarino è ricco di proprietà nutrizionali. La particolare colorazione giallo/arancio del mandarino è dovuta alle elevate quantità di betacarotene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi, che il nostro organismo converte in vitamina A, fondamentale per numerose funzioni dell’organismo. La vitamina A, infatti, contribuisce al normale metabolismo del ferro e al mantenimento della pelle, della capacità visiva e della funzione del sistema immunitario nella normalità.

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In generale il betacarotene è un potente antiossidante che viene assorbito con i grassi e se assunto con gli alimenti non procura sovradosaggio, come può invece verificarsi nel caso di un eccessivo uso di integratori. È bene consumare i mandarini come frutto di stagione durante l'inverno, in modo che il loro contenuto vitaminico possa contribuire a proteggerci da disturbi tipici del periodo, come il raffreddore.

Il consumo di mandarini contribuisce altresì a migliorare le funzioni visive, abbassare il livello di colesterolo nel sangue e rinforzare il sistema immunitario, soprattutto nei bambini. I mandarini stimolano il metabolismo, tuttavia, contengono zuccheri (100 grammi apportano circa 55 calorie, contro le 35 di arance e pompelmi), pertanto chi è a dieta non deve abusarne.

Come Distinguere Mandarino, Clementina e Mandarancio

Iniziamo con analizzarne la forma. Guardiamo con attenzione: la forma della clementina è sempre ben rotonda, meno appiattita di quella del mandarino. La scorza del mandarino risulta più spessa, mentre quella della clementina è più sottile e flessibile. Infine il mandarancio ha le caratteristiche di entrambi, si tratta infatti di un frutto ibrido ottenuto dall’innesto tra l’albero di mandarino e quello d’arancio. Ha una grandezza che è una media tra i due frutti e presenta uno spiccato gusto di arancia senza essere mai troppo aspro.

Per farla semplice: arance, mandarini e mandaranci sono tutti agrumi che possiedono semi. Un agrume senza semi è la clementina. Se non ami fare lo slalom tra isemi, il nostro consiglio è di preferire quest’ultimo frutto. I mandarini, infatti, ne contengono in grande quantità insieme ai mandaranci.

Tabella Comparativa

Caratteristica Mandarino Mandarancio Clementina
Semi Presenti Presenti Assenti
Buccia Spessa Media Sottile
Forma Appiattita Intermedia Rotonda
Sapore Dolce-Acidulo Dolce con nota di arancia Molto Dolce
Calorie (per 100g) 53 40-50 47
Vitamina C (per 100g) 26,7 mg - 48,8 mg

Curiosità

Il mandarino ha acquisito una certa rilevanza storica da quando è stata accettata la teoria secondo la quale tutti gli agrumi derivano da tre sole specie: cedro, pomelo e mandarino. In Italia i mandarini sono coltivati in Calabria e in Sicilia, dove cresce anche la rarissima e protetta varietà del Mandarino tardivo di Ciaculli dal sapore zuccherino, che viene coltivato nell'omonima frazione di Palermo, nel cuore della pianura Conca d'oro. Ed è un mandarino oggi utilizzato anche nell’alta pasticceria.

Sotto la buccia? Altro che niente. La parte bianca sotto la buccia dei mandarini è importantissima, non buttatela poiché contiene una sostanza, la nobiletina, in grado di prevenire l’obesità e proteggere dal diabete di tipo 2 e da problemi cardiovascolari che in certi casi sono causa di ictus e infarti. Studi condotti su questa sostanza (in Canada, alcuni alcuni anni fa) hanno dimostrato che il consumo della parte bianca dei mandarini previene l’accumulo di grassi nel fegato.

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