Pizza Margherita Romana: Un Classico Italiano e le Sue Calorie

La pizza è un alimento conosciuto da chiunque, chi più chi meno. Sottile e croccante come la pizza romana oppure con soffice cornicione come quella napoletana, condita con semplicità come una classica margherita oppure elaborata in versione gourmet. Le combinazioni sono infinite ed aumentano sempre di più grazie alla fantasia dei pizzaioli.

In questo articolo analizziamo brevemente quante calorie ha una pizza e i suoi valori nutrizionali, per essere più consapevole e capire come comportarti, a livello alimentare, con questo alimento. Sembra però avere un unico grande difetto: l’apporto calorico.

Cos'è la Pizza Romana?

La pizza romana è una delle tante varianti della pizza. Quella che a Napoli e dintorni viene chiamata pizza romana, in altre zone d’Italia, può venire chiamata invece pizza “Napoli” o napoletana, che in realtà contiene gli stessi ingredienti ma senza la mozzarella, con, a volte, l’aggiunta di capperi.

Ingredienti della Pizza Romana

Questa è una delle preparazioni partenopee più semplici e gustose, che richiede pochissimi ingredienti: mozzarella, pomodoro, origano, acciughe e olio extravergine di oliva adagiati su uno strato sottile di pasta per la pizza.

Preparazione dell'Impasto

Alla base di ogni buona pizza troviamo un buon impasto. Per preparare la pizza romana iniziate dall'impasto per la pizza. Versate la farina nella ciotola della planetaria. Procedete aggiungendo l’acqua poco per volta, avendo cura di aspettare che la dose precedente sia stata ben assorbita dalla farina. Una volta versati circa i 3/4 dell'acqua aggiungete il sale e continuate ad impastare. A questo punto aggiungete l’olio gradatamente (come avete fatto con l’acqua). Quando l’olio è stato completamente assorbito, estraete l’impasto dalla planetaria e modellatelo con le mani fino ad ottenere una palla. Coprite con pellicola o con un canovaccio pulito e mettete a lievitare nel forno spento con la luce accesa. Attendete che l’impasto abbia almeno raddoppiato il suo volume (1,5 h), meglio triplicato (2,5/3 h).

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Fate con ognuno delle palline. Copritele con un canovaccio pulito e lasciate riposare per 30 minuti. Ungete leggermente con un filo d’olio 4 teglie da pizza di 30 cm di diametro e cominciate a schiacciare dal centro verso l’esterno, tirando i leggermente i lati se necessario. Se la pasta risulta troppo elastica e tende a tornare alla forma che aveva prima, mettete da parte la pizza che state stendendo e procedete a stenderne un’altra, facendo così riposare la precedente. Cercate di distendere la pasta su tutta la superficie della teglia. Tritate grossolanamente la mozzarella. Condite ora la pizza con i filetti di alici, un filo d'olio e la mozzarella tagliata a pezzetti. Lasciate riposare la pizza farcita per una decina di minuti, poi infornate a 250°C per 12/15 minuti in forno statico (altrimenti se utilizzate il forno ventilato basteranno una decina di minuti a 230°).

Calorie e Valori Nutrizionali

L'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ci dice che la pizza al pomodoro e mozzarella fornisce in media 271 calorie per 100 grammi. Secondo la stessa autorevole fonte va meglio per la pizza rossa (243 calorie per un'analoga quantità), peggio per quella bianca (302 Kcal/100 g). Considerando che una pizza margherita di medie dimensioni pesa dai 250 ai 300 grammi, possiamo stabilire per questo piatto un apporto calorico medio di 700 Kcal.

Una fetta di pizza margherita, considerando un peso medio di 100 g, apporta all’incirca le stesse calorie del tipico panino o un toast al formaggio servito in bar e locali: si parla di circa tra le 240 e le 270 calorie. L'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ha dichiarato che una pizza con pomodoro e mozzarella apporta in media 271 calorie circa ogni100 grammi.

Come Ridurre le Calorie

In realtà che la pizza fosse un alimento calorico lo sapevamo già, ma mangiata senza troppa assiduità (e con le giuste precauzioni!) non dovrebbe essere un problema nella maggior parte delle diete. Se siete a dieta evitate di mangiare i bordi consumando la parte centrale più sottile, poiché maggiore lo spessore, maggiore l’apporto calorico. Una pizza spessa tipo una focaccia può infatti arrivare a contenere fino a 200 kcal in più. Se si lascia il cornicione, senza mangiarlo, si risparmiano 50 o addirittura 100 kcal, sempre in maniera relativa allo spessore di quest’ultimo.

Per quanto riguarda invece il possibile intervento sulla farcitura, si potrebbero dimezzare le quantità! Che si tratti di mozzarella in meno o dell’eliminazione dei salumi, si possono scalare dall’apporto totale 80 e più kcal! In linea generale, essendo i cibi di origine animale ricchi di grassi saturi, sarebbe meglio non esagerare. Seguendo questi semplici passaggi potrete diminuire l’apporto calorico della vostra pizza enormemente, tagliandone via più del 30%!

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Valori Nutrizionali e Dieta

La pizza, in quanto piatto unico molto calorico, difficilmente può far parte di una dieta sia per la quantità che per la qualità dei suoi nutrienti. Di questi, probabilmente sono proprio i lipidi quelli ad essere in eccesso, soprattutto se aggiungiamo ingredienti che non sono verdure. Anche la qualità di questi grassi è scarsa, prevalentemente sono grassi saturi e polinsaturi (omega-6). Ma, considerando quanto detto sopra, occasionalmente può essere consumata senza il timore di prendere peso o mandare all’aria la dieta quando il contesto lo permette.

Pesare di più (anche 1-2 kg) il giorno dopo aver consumato una pizza è normale ed è solamente una variazione di liquidi, di glicogeno, e non di grasso corporeo!

Pizza Romana vs. Pizza Napoletana

«Diversamente dalla Napoletana che ha un vero disciplinare di produzione e stabilisce tutti i passaggi, quali materiali usare, fino alle temperature di conservazione e cottura, la romana vive di creatività pura, sia per quanto riguarda i tipi di farine che i lieviti, fino all’aggiunta di aromi, semi oppure olii. È ancora Scaglione a parlare, sottolineando come la pizza romana sia frutto di un impasto indiretto, mentre la napoletana di un impasto diretto: a Roma la pizza può essere in teglia o in pala, ma anche pinsa romana, una tipologia di pizza sempre più amata.

La pizza, sia essa di Roma o di Napoli, nasce come street food, e il primato va sicuramente alla pizza napoletana, chiusa a portafoglio oppure fritta. «Il modo in cui veniva servita è legato ai luoghi in cui veniva preparata. Storicamente la pizza è cibo del popolo e nei quartieri spagnoli di Napoli il suo formato si è allargato per dare maggior sazietà: doveva sfamare la famiglia, servita direttamente sui tavoli. Così a Roma la pizza si serve al taglio, in una proposta completamente diversa ma che non tradisce la vocazione di cibo di strada.

L'Arte della Pizza

Tradizioni riscoperte, evoluzioni sempre nuove, grande studio, passione e ricerca. Il mondo della pizza è al centro di un grande interesse, da parte dei professionisti come dei consumatori. Così commenta Corrado Scaglione, che nella sua Enosteria Lipen di Canonica Lambro (MB) persegue costantemente la ricerca dell’eccellenza. L’arte dei pizzaioli napoletani è stata recentemente riconosciuta dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Un riconoscimento che sancisce una storia antica e una tecnica codificata.

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«La pizza napoletana ha un vero e proprio disciplinare a cui attenersi. Poche regole sono la base perché la pizza sia verace: l’impasto diretto è realizzato esclusivamente con farina, acqua, sale e lievito. L’impasto deve lievitare almeno 8 ore, in due fasi distinte. Il “cornicione” non deve superare 1-2 cm. Ogni sera i panetti avanzati vanno buttati via. Gli ingredienti di guarnizione devono essere preferibilmente di origine campana. La cottura della pizza deve avvenire direttamente sul piano del forno a legna a temperature variabili tra 430 e 485° C, per un periodo oscillante da 60 a 90 secondi. La pizza ben cotta non presenta bolle o bruciature, il colore è dorato, il profumo del cornicione è quello caratteristico del pane.

«Ha coinvolto anche i grandi chef: questi hanno applicato la loro tecnica sulle basi che fino a quel momento erano rosse o bianche, portandole a diventare delle vere tavolozze da pittore».

«Ancora oggi - chiosa Liccardo - l’arte bianca si impara lavorando al banco e davanti al forno. Quindi l’esperienza diretta, data da un possibile tirocinio in pizzeria, resta quanto di meglio si possa sperare in materia di crescita professionale.

Varianti dell'Impasto

Le varianti poi sono innumerevoli, spesso ideate dagli stessi pizzaioli alla ricerca di originalità. Che si tratti di farina integrale, al kamut, ai cinque cereali, con o senza glutine.. eccetera! Le possibilità di scelta sembrano aumentare giorno per giorno, specialmente dopo l’introduzione di farine alternative, eppure non sono questi gli ingredienti che vanno a determinare l’apporto calorico del nostro impasto, bensì il dosaggio dei diversi componenti.

Sfruttando sapientemente la doppia lievitazione dell'impasto e la cottura ad alte temperature su pietra refrattaria, la nostra Personal Cooker vi spiega nel dettaglio come preparare a casa vostra la pizza più buona del mondo. Veramente squisita! L'impasto di grano saraceno e farina di riso, oltre a trasformare questa pizza in un piatto adatto anche all'alimentazione dei celiaci, le conferisce una buona croccantezza ed un gusto rustico.

La pizza alla romana può essere portata a metà cottura e poi congelata.

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