Chi non ha mai mangiato una pizza? Chi non si è mai chiesto quante calorie abbia una pizza margherita e quante quelle con aggiunti altri ingredienti? In questo articolo analizziamo brevemente quante calorie ha una pizza e i suoi valori nutrizionali, per essere più consapevole e capire come comportarti, a livello alimentare, con questo alimento.
La Pizza: Un Piatto Unico e Calorico
La pizza napoletana è da considerare un “piatto unico”. Ha un apporto calorico elevato, fornito principalmente dai carboidrati, seguiti dai lipidi e infine dalle proteine. I glucidi sono soprattutto complessi e costituiti dall'amido della farina. La natura degli acidi grassi, invece, cambia in base alla farcitura.
Anche se il dettaglio non è visibile in tabella, vista la natura chimica degli ingredienti (in particolare della mozzarella), possiamo definire con certezza che mentre la pizza marinara contiene quasi esclusivamente catene monoinsature, la pizza margherita contiene una percentuale maggiore di acidi grassi saturi. In merito al profilo vitaminico, emerge un buon contenuto di niacina (PP); discreto anche il livello di vitamina A ed equivalenti (provenienti dal pomodoro e dalla mozzarella, anche se i valori non sono citati in tabella).
Calorie della Pizza Marinara
Una marinara (pizza rossa senza mozzarella e senza altri condimenti) conta 245 calorie per 100 grammi di prodotto, il che significa 600 calorie per una pizza da 250 grammi. Come vedi non è proprio una preparazione ipocalorica!
Togliendo la mozzarella e mettendo solo verdure le calorie totali sono circa 700. Esiste una certa variabilità dovuta però alla quantità d'olio utilizzato per condire la pizza o le verdure.
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Pertanto una marinara con 60 grammi di ricotta contiene 700 calorie circa. Se al posto della mozzarella metti la ricotta devi aggiungere altre 150 calorie per ogni 100 grammi di ricotta aggiunta.
Pizza e Dieta: Come Comportarsi
La pizza, in quanto piatto unico molto calorico, difficilmente può far parte di una dieta sia per la quantità che per la qualità dei suoi nutrienti. Ma, considerando quanto detto sopra, occasionalmente può essere consumata senza il timore di prendere peso o mandare all’aria la dieta quando il contesto lo permette.
Il mio consiglio è quello di non escludere la pizza dalla tua dieta, anche se hai qualche chiletto di troppo. L'importante è inserirla in un piano alimentare equilibrato (magari se sai di mangiare la pizza la sera, mangia un minestrone a pranzo); in questo modo essa non inciderà più di tanto sulla tua linea.
La pizza napoletana non è adatta in caso di sovrappeso, diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia. Per tutti gli altri, dovrebbe essere consumata con una frequenza di circa 3 volte al mese. Queste raccomandazioni non sono legate alla composizione nutrizionale dell'alimento in sé, ma piuttosto alla porzione media. Infatti, una pizza commerciale (marinara o margherita) pesa circa 350 g e fornisce 850-950 kcal.
Quanto si ingrassa con una pizza?
Pesare di più (anche 1-2 kg) il giorno dopo aver consumato una pizza è normale ed è solamente una variazione di liquidi, di glicogeno, e non di grasso corporeo!
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La Pizza Napoletana: Caratteristiche e Tradizione
La pizza napoletana è di forma circolare (circa 30-35 cm di diametro), con impasto più sottile al centro (circa 3 mm) e bordi alti, detti “cornicioni (1-2 cm). Per ottenere un risultato soddisfacente nella lievitazione è necessario utilizzare una farina ad alto contenuto di glutine (simile a quella utilizzata per la panificazione). La procedura di impasto deve avvenire a mano o con macchine che lavorano a bassa velocità.
La pizza napoletana si cuoce per 1' o 1'30” a circa 485°C (905°F), in forni di pietra alimentati a legna. Nel 2011 la pizza napoletana ha guadagnato il titolo “Specialità Tradizionale Garantita” (STG). Questa certificazione attesta la presenza obbiettiva di caratteristiche specifiche che la differenziano da tutti gli altri prodotti nella sua categoria; garantisce inoltre che le sue materie prime, la composizione o il metodo di produzione sono rimasti invariati per un periodo minimo di 30 anni.
Nota: la promozione e la tutela della pizza napoletana (nonché delle pizzerie affiliate) e la formazione professionale dei pizzaioli è missione dell'Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN - 1984, Napoli).
Alcuni ipotizzano che la pizza napoletana sia un'evoluzione dallo Jeyoun, un piatto della regione turca di Çanakkale, che nell'impasto contiene anche una parte di luppolo. Le prime informazioni bibliografiche sulla pizza napoletana risalgono all'inizio del XVIII secolo, quando Vincenzo Corrado descrisse l'usanza napoletana di condire la pizza e i maccheroni con il pomodoro (importato circa due secoli prima dall'America, ma inizialmente usato come pianta ornamentale). E' interessante notare che la prima pizza napoletana, il cui periodo di nascita risale proprio tra il 1715 e il 1725, non conteneva mozzarella (tuttavia già esistente da circa 400 anni).
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