La steatosi epatica, comunemente nota come "fegato grasso", è una condizione sempre più diffusa a livello globale. Questa condizione è correlata a diversi fattori di rischio, come l’aumento dell’incidenza dell’obesità, del diabete mellito tipo 2 e della sindrome metabolica. L’insorgenza di queste patologie è per la maggior parte imputabile allo stile di vita e all’alimentazione dei pazienti che ne sono afflitti. Nel mio lavoro mi è capitato di vedere ragazzi che riscontrano problemi del tipo “fegato grasso” già alla loro età. La causa è imputabile ad uno stile di vita poco salutare.
Il Ruolo dei Carboidrati nella Steatosi Epatica
Mangiare un eccesso di carboidrati nella giornata favorisce l’accumulo di grasso nel fegato e su tutto l’organismo. La chiave metabolica del fegato, della tiroide, del peso corporeo è la giusta dose giornaliera di carboidrati glicemici. Il mio consiglio è di non scendere al disotto di 80 grammi di carboidrati glicemici al giorno e di evitare la comparsa della chetosi (può essere evidenziata con strisce nella urina). I carboidrati glicemici condizionano il valore della glicemia e della insulina dopo ogni pasto (glucosio, galattosio, fruttosio gestiti nel fegato).
Ogni volta che mangiamo, il nostro sangue cambia la sua composizione in rapporto agli alimenti ingeriti. E poiché si tende ad introdurre un eccesso giornaliero di carboidrati (pasta, pane, pizza, dolci, prodotti da forno…), la glicemia dopo i pasti sale e si ha il picco glicemico, che stimola il pancreas a secernere l’insulina, che trasferisce il glucosio dal sangue dentro il fegato. La glicemia diminuisce nel sangue ma aumenta la dose del glucosio all’interno degli epatociti (cellule del fegato). Una parte del glucosio si trasforma, sotto il controllo dell’insulina, in glicogeno ed una altra parte si trasforma in acidi grassi saturi (acido palmitico). L’insulina fino a quando resta nel sangue compie questo lavoro. Cioè trasforma in parte i carboidrati alimentari ingeriti in acidi grassi. Questo processo biochimico si chiama lipogenesi: formazione di grassi (trigliceridi).
Gran parte delle persone in sovrappeso ed obese possiedono questo scenario all’interno del loro organismo. Se non si modifica questo scenario biochimico ed ormonale non si può dimagrire e non si può prevenire il diabete mellito tipo 2.
Fruttosio: Un Attore Chiave
Al contrario il legame tra fruttosio, obesità, dislipidemia e resistenza all’insulina è forte, e i dati sono decisamente consistenti. La presenza di fruttosio nella nostra dieta è sempre maggiore, sia nelle bevande che negli alimenti trasformati. Il fruttosio provoca l’accumulo di grasso nel fegato, attivando la produzione di grasso (lipogenesi) e allo stesso tempo prevenendone la combustione.
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Il Fegato: Organo Centrale del Metabolismo
Molte persone sempre di più, in particolare donne, hanno fegato e tiroide compromessi nella loro funzione. Occorre passare dal peso corporeo letto sulla bilancia alla conoscenza del proprio metabolismo. Il fegato pesa un chilo e mezzo negli uomini, un po’ meno nelle donne. E’ il regista dell’intero metabolismo. Con la steatosi epatica (fegato grasso) e la tiroide alterata (ipotiroidismo) ogni dieta è destinata al fallimento. Occorre scaricare il fegato del suo grasso e recuperare una adeguata funzionalità della tiroide. Avere la steatosi epatica, cioè accumulo eccessivo di grassi nel fegato, fa ingrassare sempre di più ed impedisce ogni serio dimagrimento. Con il fegato grosso e grasso non si dimagrisce.
In silenzio giorno dopo giorno il fegato lavora con le sue 5000 reazioni biochimiche ed è il regista dell’intero metabolismo corporeo. Controlla i carboidrati, i grassi, le proteine, i minerali, le vitamine! Questa patologia aumenterà ancora di più nei prossimi anni, perché abbiamo una alimentazione errata!
Il fegato è uno degli organi più complessi del nostro organismo, essenziale nello svolgere diverse funzioni vitali: spesso però viene da noi trascurato. Per prenderci cura di lui in maniera adeguata dobbiamo iniziare dalla tavola. Come per la nostra salute in generale, va detto che la classica dieta di tipo mediterraneo è valida anche per quel che riguarda il mantenimento del fegato in ottime condizioni.
Steatosi epatica associata a disfunzioni metaboliche (MAFLD)
Il problema è diventato così diffuso ed importante che gli esperti hanno creato un nuovo nome, MAFLD, che può essere tradotto come “steatosi epatica associata a disfunzioni metaboliche”.
In breve, riconosciuto il fegato grasso, si diagnostica la “steatosi epatica associata a disfunzioni metaboliche” se un paziente si trova in una delle seguenti condizioni:
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- è in sovrappeso oppure obeso;
- è affatto da diabete di tipo 2;
- anche solo due fattori di rischio metabolico (scelti da una lista).
E’ importante la diagnosi medica, bisogna ricordare che non tutti i casi di “fegato grasso” ricadono in questa diagnosi. Inoltre bisogna saper riconoscere il quadro nella sua completezza, quindi alterazioni della glicemia, del quadro lipidico, della pressione etc.
Strategie Dietetiche per la Salute del Fegato
La dieta più varia possibile è sempre la strategia migliore, ma hanno grande importanza il pesce, la frutta e la verdura. Come si può immaginare i pazienti che presentano NAFLD hanno solitamente un consumo decisamente inferiore alle quantità raccomandate.L’effetto protettivo dei vegetali è dato dalle fibre, dai fitocomposti, dagli antiossidanti e dai composti antiinfiammatori. Inoltre le fibre sono fondamentali nel controllo della glicemia, dell’insulina e degli acidi grassi liberi. Gli antiossidanti contenuti in frutta e verdura sembrano essere i maggiori responsabili dell’effetto antifibrotico. Ad esempio il mirtillo, sia consumato come frutto fresco sia come succo puro.
Anche il caffè decaffeinato ha mostrato l’effetto antifibrotico. L’utilizzo di questi composti potrebbero quindi prevenire lo sviluppo della fibrosi epatica. È ormai consolidato che gli integratori di acidi grassi polinsaturi Omega3 siano un’opzione da sfruttare nella steatosi epatica.
Alimenti Consigliati e da Evitare
Ci si chiede cosa mangiare e cosa non mangiare per la steatosi epatica, ma la scelta dei cibi è solo un pezzo della soluzione, l’altro pezzo è il calo di peso, soprattutto se si è in eccesso di peso. Mentre si perde peso, è importante acquisire quelle abitudini che poi dovranno essere mantenute per la vita per impedire che la situazione si ripresenti in futuro. Non va dimenticato che l’obesità con le sue complicanze, tra cui la steatosi epatica, è una patologia recidivante.
La Dieta Mediterranea, ad esempio, è certamente protettiva dalla steatosi epatica: come si sa è una dieta ricca di olio d'oliva, noci, legumi, frutta, verdura e pesce.
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Cosa Mangiare
- Verdura, in parte cruda, preferibilmente di stagione
- Frutta non zuccherina
- Frutta secca
- Legumi e cereali integrali
- Carni magre e latticini parzialmente scremati
- The, caffè e cioccolato possono essere protettivi in quantità moderata
Cosa Non Mangiare
- Gli alcolici in tutte le forme fanno un’importante differenza per le loro conseguenze negative. Superalcolici, vino e birra sono da evitare, sarà difficile guarire continuando a consumarli
- Le bevande gasate e non gasate che contengono zuccheri aggiunti, inclusi i succhi di frutta
- I dolci e gli alimenti dolcificati con l’aggiunta di zucchero o di fruttosio
- Le carni grasse, gli insaccati, lardo e strutto e gli altri alimenti ricchi di grassi animali
- Burro, panna, mascarpone, formaggi grassi
- Le margarine e gli alimenti che contengono grassi idrogenati
- Patatine fritte, cibi molto elaborati con salse
Altri Fattori di Rischio e Considerazioni
Bisogna inoltre avere sempre un “occhio alla bilancia”, se necessario riducendo le calorie introdotte (non superare le 2500-2700 cal/giorno), oppure aumentando l’attività motoria giornaliera. Anche se la propria situazione clinica permette di bere alcolici (assenza di malattie epatiche, metaboliche etc.), è bene in ogni caso moderarne il consumo.
Con sindrome metabolica si intende un insieme di disordini metabolici, che come caratteristica comune hanno l’insulino-resistenza. Colpisce un adulto su quattro in Europa ed è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il cancro e le malattie autoimmuni.
La prima cosa è l’eliminazione dell’alcol e una pesante riduzione degli zuccheri aggiunti. Quindi in un certo senso è giusto raccomandare di ridurre i carboidrati, ma la prima cosa è l’eliminazione dell’alcol e una pesante riduzione degli zuccheri aggiunti.
Per avere un’idea casalinga della composizione corporea, si attrezzi con una fettuccia da sarto e misuri la circonferenza fianchi e quella della parte più prominente dell’addome e divida la prima per la seconda. I valori normali sono sotto 0,9 nel maschio. Un suggerimento potrebbe essere il ricorso ai legumi: pochi carboidrati, tanta fibra, alto potere saziante.
L'Importanza della Composizione Corporea
Uno dei segnali più significativi della funzione epatica è la composizione corporea, il che rende molto più facile monitorare la propria salute! In questo caso, possono anche influenzare quanto grasso si accumula nel fegato. Alcuni specifici fattori di rischio della composizione corporea che possono influenzare la funzione epatica includono eccesso di massa grassa corporea, distribuzione non uniforme del grasso corporeo e bassa massa muscolare scheletrica.
- Eccesso di massa grassa corporea: l’obesità è uno dei più grandi fattori di rischio della composizione corporea per lo sviluppo della steatosi non alcolica e altri problemi epatici. Più specificamente, i ricercatori hanno scoperto che il rischio aumentato di steatosi non alcolica si verifica se la percentuale totale di grasso corporeo supera il 32,23% nelle donne e il 26,73% negli uomini.
- Distribuzione del grasso corporeo: Livelli elevati di grasso viscerale sembrano avere un ruolo chiave sull’accumulo di grasso nel fegato.
- Bassa massa muscolare scheletrica: In concomitanza con alti livelli di massa grassa corporea e adiposità addominale, bassi livelli di massa muscolare scheletrica possono causare ulteriori complicazioni come fibrosi o cicatrizzazione del fegato, che possono portare a problemi più gravi come la cirrosi.
Oltre alla quantità di tessuto adiposo immagazzinato nel corpo, c’è anche una parte di grasso nel sangue da considerare, noto come “livello di trigliceridi”. Uno dei compiti del fegato è creare trigliceridi, una forma di grasso che esso rilascia quando il corpo ha bisogno di energia. Questi trigliceridi vengono quindi consegnati alle cellule attraverso il flusso sanguigno, dove possono fornire energia. Ma, in determinate condizioni, come l’obesità, la capacità del corpo di elaborare grassi può cambiare, contribuendo all’accumulo di grasso sul fegato.
Tabella riassuntiva degli alimenti consigliati e da evitare
| Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|
| Verdura di stagione | Alcolici |
| Frutta non zuccherina | Bevande zuccherate |
| Frutta secca | Dolci e alimenti con zuccheri aggiunti |
| Legumi e cereali integrali | Carni grasse e insaccati |
| Carni magre | Formaggi grassi |
| Latticini parzialmente scremati | Margarine e grassi idrogenati |
| The, caffè (moderato) | Patatine fritte e cibi elaborati |
La Tiroide e il Fegato
La tiroide secerne il 90% dell’ormone fT4 e il 10% dell’ormone fT3. Varie sono le cause che possono alterare la funzione delle desiodasi: una errata alimentazione, l’eccesso di peso corporeo, diete carenti di carboidrati, livelli elevati di insulina nel sangue…causano una riduzione di efficienza di questi enzimi. Le desiodasi sono enzimi capaci di togliere un atomo di iodio dall’ormone fT4 trasformandolo in fT3. Il numero indica gli atomi di iodio presente nell’ormone.
Mangiare una dose ristretta di carboidrati o peggio astenersi dai carboidrati procura chetosi (acidificazione dei tessuti corporei per formazione di corpi chetonici per carenza di carboidrati), causa una riduzione del fT3, un aumento del cortisolo, si perde muscolo, si perde peso a spese della massa magra muscolare. Ma la condizione di chetosi porta al blocco della perdita di peso. Una carenza di carboidrati alimentari protratta nel tempo causa una riduzione del valore fT3, condizione di effettivo ipotiroidismo indotto da dieta errata. Un fT3 basso causa un blocco nella perdita di peso corporeo. Il blocco metabolico è comunque variabile nel tempo. È soggettivo, ma si verifica per la riduzione di fT3.
Costatato il blocco della perdita di peso, la persona decide di smettere di eseguire la dieta, riprende il peso eliminato in pochi giorni perché ha un metabolismo basso, si trova in una condizione di ipotiroidismo. E’ una esperienza molto diffusa, assai nociva per la salute. Questo è un esempio di come sia limitato e superato fare una dieta basata sul semplice calcolo di Calorie giornaliere!
Non si mangia solo per dimagrire!
Conclusioni
Troppo frequentemente il fegato grasso (o steatosi epatica) non è riconosciuto ed ha conseguenze importanti per la salute ma è anche guaribile con un intervento appropriato. Vale la pena di sospettarla e, in caso, trattarla, soprattutto in chiunque sa di essere in eccesso di peso. La steatosi epatica può essere guarita se si perde peso con una strategia corretta ed efficace e/o si adotta un buono stile di vita con dieta ed attività fisica adeguate. La diagnosi e la terapia devono essere condotti in un ambiente che sia medico e specialistico. Si tratta di un vero e proprio percorso: dopo una diagnosi accurata, si concordano gli obiettivi della terapia e li si perseguono con determinazione fino a che il paziente non è messo in sicurezza. E’ questo il punto di arrivo.
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