Carciofi: Proprietà Nutrizionali e Benefici per la Salute

Il carciofo (Cynara scolymus) è una pianta coltivata prevalentemente nelle regioni mediterranee, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. La domesticazione è avvenuta nel bacino del Mediterraneo, probabilmente in Sicilia a partire dal I° secolo DC. L'Italia è il maggior produttore mondiale, seguita da Egitto e Spagna.

Origini e Diffusione

Le origini dei carciofi risalgono alle località presenti nel bacino del Mediterraneo orientale e dell’Africa settentrionale. Varianti selvatiche erano comunque molto apprezzate da greci e latini che attribuivano a questi vegetali poteri afrodisiaci. E come afrodisiaco fu molto ricercato durante tutto il medioevo, con una diffusione sempre maggiore nei paesi dell’Europa meridionale. Pare che sia stata Caterina de’ Medici a introdurre i carciofi, di cui si dice fosse molto ghiotta, in Francia, alla corte di Enrico II, suo regale consorte.

Caratteristiche Botaniche

La pianta del carciofo può raggiungere un metro e mezzo d’altezza. Presenta un rizoma sotterraneo dalla cui gemme si sviluppano i getti, chiamati carducci. I fusti sono diritti e robusti, con evidenti striature longitudinali, con foglie grandi di colore verde grigiastro nella pagina superiore, mentre la pagina inferiore è più chiara e coperta di peluria. I fiori sono riuniti a formare un’infiorescenza, posta all’estremità del fusto, chiamata capolino e formata da una parte basale carnosa, il ricettacolo interno, su cui sono inseriti i fiori ermafroditi inframezzati da setole biancastre. L’insieme di fiori e setole è indicata comunemente con il termine di peluria, circondata dalle brattee, più tenere e carnose all’interno, più dure e fibrose all’esterno, strettamente embricate tra loro. Alla fioritura le brattee si aprono e lasciano emergere i fiori.

La riproduzione via seme è possibile ma non consigliata per le specie italiane che, a causa della presenza di alleli diversi per numerosi geni, se ottenute dai semi potrebbero avere caratteristiche molto diverse rispetto alla varietà di partenza. Il carciofo cresce bene in ambienti dal clima mite e umido. Il ciclo normale è autunnale-primaverile nelle aree del Mediterraneo, mentre in ambienti più freddi è primaverile-estivo. La pianta preferisce terreni profondi, freschi, di buona struttura e pH neutro, ma può adattarsi a situazioni diverse.

La raccolta delle varietà precoci inizia ad ottobre, mentre quella delle varietà primaverili tardive termina a giugno. Il numero di raccolte varia da 3-4 a 15-20; il numero di capolini prodotti da una singola pianta va da 5 a 15.

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Valori Nutrizionali del Carciofo

Questo ortaggio, del quale si usa mangiare la grossa gemma raccolta prima della fioritura, oltre a essere gustoso e molto versatile in cucina è assai ricco di fibre, fornisce un basso apporto calorico e ha un elevato contenuto in minerali molto utili quali potassio, calcio, fosforo e ferro.

Un carciofo piccolo, dal peso di circa 100 grammi, dà un apporto calorico ridotto, poco più di 20 kcal. Il contenuto di carboidrati disponibili è modesto, appena 2 g, mentre è molto elevato quello di fibre, superiore ai 5 g. Discreto il contenuto di vitamine, sono presenti soprattutto folati, vitamina C e vitamina K, con un discreto apporto complessivo di vitamine del gruppo B.

Il carciofo è particolarmente ricco di polifenoli, la cui presenza è immediatamente evidente una volta che il capolino fresco viene tagliato: questi composti reagiscono infatti con l’ossigeno formando composti dal colore scuro. I polifenoli sono anche responsabili del gusto astringente del carciofo, causato dalla reazione di questi composti con le proteine presenti nella saliva.

Ad uno dei polifenoli presenti, la cinarina, è dovuto un curioso effetto legato al consumo di carciofi, soprattutto freschi: quello di rendere il gusto dei cibi consumati dopo aver assaggiato il carciofo decisamente più dolce. La cinarina lega infatti in maniera selettiva i recettori del dolce presenti sulla lingua: quando viene rimossa dal boccone successivo, la riattivazione dei recettori causa un forte contrasto che fa apparire il cibo gustato più dolce.

Il carciofo è noto per le sue straordinarie proprietà nutrizionali. È particolarmente ricco di fibre, con oltre 5 g, e contiene solo una minima quantità di grassi, stimata a 0,15 g. Fornisce inoltre proteine per circa 3,3 g. Non da meno l’apporto di vitamine: abbonda in folati, vitamina C e K. Questi componenti sono preziosi alleati per la nostra salute.

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Le elevate quantità di polifenoli nel carciofo, che si ossidano a contatto con l’aria scurendo il capolino fresco, sono note per le loro proprietà antiossidanti.

Tabella Nutrizionale (per 100g di carciofo)

Nutriente Quantità
Calorie 22 kcal
Carboidrati 2 g
Fibre 5 g
Proteine 3.3 g
Grassi 0.15 g
Calcio 93 mg
Fosforo 74 mg
Ferro 1.1 mg
Potassio 370 mg
Zinco 0.80 mg
Vitamina C -
Vitamina K -
Folati -

Benefici per la Salute

Il carciofo è noto per il suo effetto positivo sul fegato, grazie alla cinarina, un composto che stimola la produzione di bile. Questo processo aiuta l’organismo a digerire i grassi in modo più efficiente, prevenendo accumuli tossici nel fegato. Oltre a migliorare la salute del fegato, il carciofo facilita la digestione dei lipidi attraverso la sua azione colagoga, ovvero la stimolazione della produzione di bile da parte del fegato e la sua secrezione nella cistifellea.

Grazie al suo alto contenuto di fibre, il carciofo aiuta a migliorare il transito intestinale e a prevenire problemi come la stitichezza. I composti fenolici presenti nel carciofo stimolano la secrezione di succhi gastrici, migliorando i processi digestivi e riducendo fastidi come acidità e inappetenza.

Uno dei principali benefici del carciofo è la sua capacità di influire positivamente sul metabolismo lipidico. Gli estratti di carciofo sono stati studiati per il loro potenziale di ridurre il colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e di aumentare il colesterolo HDL (colesterolo buono).

Il potassio contenuto nei carciofi contribuisce a regolare la pressione arteriosa, favorendo un buon equilibrio dei liquidi corporei e prevenendo la ritenzione idrica. Il carciofo è una fonte ricca di vitamina C, vitamina K e folati, tutti nutrienti essenziali per il metabolismo energetico e il mantenimento della salute cellulare.

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I carciofi sono ricchi di antiossidanti, tra cui flavonoidi, polifenoli e acido clorogenico, che proteggono le cellule dallo stress ossidativo e riducono il rischio di sviluppare malattie degenerative e infiammatorie.

In sostanza questi studi mostrano che le sostanze biologicamente attive presenti nei carciofi consumati con la dieta sono effettivamente biodisponibili ed assorbite in concentrazioni tali da poter dare concreti benefici. In primo luogo proprio a livello dell’intestino, dove la presenza di questi potenti antiossidanti potrebbe avere un significativo effetto protettivo nei confronti delle specie reattive che si formano durante i processi digestivi, contribuendo alla prevenzione dei tumori di tenue, colon e retto.

Il carciofo è estremamente ricco di fibre e buona parte di queste sono in forma di inulina, un polimero del fruttosio che ha una importante azione prebiotica e può contribuire ad aumentare soprattutto la popolazione di bifidobatteri a livello del microbiota intestinale.

Le qualità di queste verdure non sono finite: i carciofi hanno anche un impatto positivo sul sistema cardiocircolatorio, in quanto sono alimenti in grado di ridurre il colesterolo.

Il caratteristico sapore amaro del carciofo è dovuto ad una sostanza chiamata cinarina, a cui si devono molte delle proprietà benefiche dei carciofi.

Carciofi: benefici per la salute

  • Sono Diuretici: I carciofi stimolano la diuresi grazie alla presenza di potassio e cinarina, per cui sono importanti per la depurazione renale, per abbassare la pressione sanguigna e per contrastare la cellulite.
  • Abbassano i livelli di colesterolo cattivo: Il consumo di carciofi, in particolare delle foglie e dell’estratto, si è dimostrato valido nel ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, contribuendo a prevenire le malattie cardiovascolari, grazie alla presenza di inulina, una fibra, e vari acidi.
  • Sono ricchi di antiossidanti Gli antiossidanti sono utili nel contrastare l’azione dei radicali liberi, sostanze che possono favorire l’insorgenza dei tumori.
  • Aiutano la digestione Questi ortaggi sono da sempre utilizzati per favorire la digestione. Questa proprietà dei carciofi è data dalla presenza di cinarina, sostanza amara che stimola la secrezione biliare.
  • Regolano il transito intestinale I carciofi sono ricchi di fibre, per cui sono utili nel regolarizzare il transito intestinale in caso di stipsi e aiutano a ripulire il colon da scorie e tossine.
  • Sono adatti ai diabetici I carciofi sono ortaggi ideali per i soggetti che soffrono di diabete o per chi deve tenere sotto controllo l’indice glicemico.
  • I carciofi proteggono il fegato La principale funzione del carciofo è sicuramente quella epatoprotettrice.

Come Scegliere e Preparare i Carciofi

Il carciofo non è altro che un fiore immaturo , con le brattee, le foglie, che circondano il cuore interno, a protezione dei fiori da cui si formano i semi. Le varietà di carciofo in commercio presentano dimensioni molto diverse, quindi le dimensioni del capo non sono indice di qualità. Cercate invece di scegliere capi compatti e pesanti, con brattee fresche e ben chiuse, scartando quelli con brattee scolorite o annerite, indice di poco freschezza.

I carciofi vanno ripuliti in acqua corrente e bagnati in acqua acidulata per impedirne l’annerimento dovuto alla elevata quantità di polifenoli presenti. I carciofi puliti possono essere conservati in frigorifero per 4 o 5 giorni. I carciofi freschi, che altro non sono che infiorescenze immature, se conservano ancora il gambo possono essere conservati in un vaso con il gambo immerso nell’acqua, proprio come si fa con i fiori. Dopo la cottura i carciofi sono facilmente deperibili e possono essere conservati in frigorifero per due giorni al massimo.

Prima di procedere con la cottura, è importante pulire bene i carciofi. Rimuovete le foglie esterne più dure e tagliate la parte superiore spinosa.

Modalità di Consumo

I carciofi sono buonissimi crudi, in pinzimonio, soprattutto se avete cura di scegliere le parti più tenere del capo. I carciofi possono essere cotti in tanti modi diversi: al vapore, bolliti, in padella o fritti. La cottura in acqua bollente richiede 20-30 minuti, a seconda delle dimensioni, ed è bene che i capi siano ben immersi e l’acqua sia salata. Da evitare l’uso del bicarbonato che conferisce al carciofo un allarmante colore blu-verdastro, e di tegami in ferro e alluminio che possono favorirne l’annerimento.

I carciofi sono deliziosi crudi in insalata, conditi con olio, limone e un pizzico di sale. I carciofi freschi, se ben conservati, possono durare fino a una settimana nel cassetto delle verdure del frigorifero.

Cotti, però, i carciofi sono più digeribili, e consigliati soprattutto a chi ha problemi intestinali. L’ideale, quindi, è scottarli leggermente o cucinarli al vapore. Si può anche provare un decotto con foglie di carciofo facendole cuocere nell’acqua fredda fino a bollitura, lasciando poi riposare il preparato per 5 minuti. Ottimo con un po’ di limone e miele.

Per consumare i carciofi a crudo basta pulirli, tagliarli a listarelle sottili e condirli con una vinaigrette con aceto di mele e un pizzico di sale Novosal per creare un contorno sfizioso, da abbinare a un secondo di pesce o un seitan con verdure. Cotti, invece, si possono gustare in padella, saltati con un po’ di pepe nero, menta fresca, aglio, prezzemolo e vino bianco (un classico della cucina romana) o arrostiti al forno. Da provare anche il pâté, frullando gli ortaggi sbollentati con un po’ di sale, olio, aglio e pepe.

Ricette Popolari

I carciofi fritti sono una delle vere gioie del palato sia tagliati a spicchi, infarinati e passati nell’uovo, sia interi. Il carciofo alla Giudia, caposaldo della cucina di Roma, è un carciofo intero, rigorosamente della varietà “mammola”, fritto in olio di oliva o di semi a 170°C. Ai romani i carciofi devono piacere davvero molto, altra celebre ricetta capitolina è infatti quella dei carciofi alla romana: ancora una volta si utilizza la varietà mammola, con i carciofi che in questo caso sono stufati in olio d’oliva con aglio, prezzemolo e l’obbligatoria mentuccia.

Un classico intramontabile della cucina romana è il carciofo alla giudia, una preparazione che esalta la sua croccantezza. Non meno famoso è il carciofo alla romana, preparato stufato con olio d’oliva, aglio e mentuccia.

Un esempio? I gustosi paccheri con carciofi alla carbonara. Per prepararli a regola d’arte, prima di tutto pulisci bene i carciofi togliendo le foglie più rovinate o eccessivamente dure e la “barba” situata nella zona centrale. Tagliali prima in quattro parti e poi a fettine sottili. Mentre li affetti, inseriscili in una scodella con acqua e limone per evitare che si ossidino. Ora metti dell’olio in una padella, aggiungi lo scalogno che hai preparato in precedenza e fallo rosolare a fuoco non troppo alto per circa 5 minuti. Quindi inserisci del guanciale affettato sottile e fallo insaporire a fiamma vivace per 2-3 minuti, poi sfuma con del vino bianco. A questo punto puoi inserire i carciofi, togliendoli dall’acqua e limone per poi scolarli, ricordandoti di salarli.

Nel frattempo, accendi l’acqua della pasta e, quando raggiunge il bollore, sala e butta i paccheri, lasciandoli cuocere per il tempo indicato sulla confezione. Ora è il momento di mettere dei tuorli in una scodella a parte, insieme a parmigiano e pecorino grattugiati, con un pizzico di pepe. Fai amalgamare bene il preparato, servendoti di una frusta, fino a ottenere una crema (se risulta troppo densa, aggiungi un po’ d’acqua di cottura). Una volta che i paccheri sono pronti e scolati, aggiungili nella padella insieme al condimento, mescola il tutto mantenendo il fuoco non troppo alto. Infine, a fuoco spento, aggiungi la crema con le uova nella padella.

Controindicazioni

Alcune persone potrebbero manifestare reazioni allergiche, specialmente chi ha sensibilità alle piante della famiglia delle Asteraceae (come margherite, ambrosia e camomilla). Durante la gravidanza e l’allattamento, il consumo di carciofo andrebbe valutato con un medico, poiché potrebbe influenzare la secrezione lattea. Inoltre, chi assume farmaci gastrolesivi o anticoagulanti dovrebbe prestare attenzione e consultare uno specialista per evitare possibili interazioni.

Il consumo di questo ortaggio è sconsigliato nei soggetti che soffrono di calcoli biliari in quanto potrebbero provocare il blocco o l’ostruzione del dotto biliare con conseguenti coliche dolorose. Vietata l’assunzione a chi soffre di allergia alle piante della famiglia delle Asteraceae e alle donne che stanno allattando, in quanto il carciofo inibisce la secrezione di latte.

Il carciofo può interferire con l’assunzione dei diuretici.

Attualmente non sono associate particolari controindicazioni al consumo di carciofi.

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