La vitamina D, detta anche “la vitamina del sole”, è una delle vitamine più importanti per il nostro organismo. È una vitamina liposolubile essenziale per molte funzioni biologiche, tra cui il mantenimento della salute ossea e del sistema immunitario. Pur essendo chiamata “vitamina”, agisce come un ormone, regolando vari processi all’interno del corpo. La vitamina D è un pro-ormone liposolubile prodotto a livello della cute per azione dei raggi UVB.
Dati alla mano si direbbe che la vitamina D è un ricercato davvero speciale, uno dei classici “wanted” per molti italiani. Nel nostro Paese, infatti, 5 adulti su 10 hanno una quantità di vitamina D nel sangue sotto i livelli di guardia.
Cos’è la Vitamina D e Come Viene Assorbita?
La vitamina D è coinvolta nella regolazione dei livelli di calcio e fosforo nel corpo umano. Rispetto ad altre vitamine, che il nostro organismo non è in grado di produrre, la vitamina D viene sintetizzata dal nostro corpo principalmente attraverso l’esposizione alla luce del sole. Semplificando al massimo, quando noi ci esponiamo al sole la nostra pelle assorbe la radiazione ultravioletta (raggi ultravioletti di tipo B) e converte un grasso (7 deidrocolesterolo) in essa presente e in pre-vitamina D3, che successivamente si trasforma in vitamina D3 (colecalciferolo) attraverso una reazione chimica.
Esistono due forme di vitamina D:
- Vitamina D2 (ergocalciferolo): è principalmente ottenuta da fonti vegetali, come alcune varietà di funghi esposti alla luce solare ultravioletta.
- Vitamina D3 (colecalciferolo): è prodotta nella pelle umana attraverso l’esposizione alla luce solare ultravioletta, e si trova in alcune fonti alimentari di origine animale, come il pesce e il tuorlo d’uovo.
Entrambe le forme sono convertite nel fegato e nei reni nell’ormone attivo, il calcitriolo, che svolge un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo nel corpo.
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A Cosa Serve la Vitamina D?
La vitamina D svolge diverse funzioni cruciali nel corpo umano:
- Assorbimento intestinale e metabolismo di calcio e fosforo, minerali vitali per la salute delle ossa e dei denti.
- Formazione e manutenzione di ossa e denti. La sua carenza può portare a condizioni come il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia negli adulti, caratterizzate da ossa deboli e deformità scheletriche.
- Funzione muscolare e forza, il che può influenzare la capacità di movimento e la prevenzione delle cadute, specialmente negli anziani.
- Supporto del sistema immunitario, aiutando il corpo a difendersi dalle infezioni e dalle malattie.
Carenza di Vitamina D: Cause e Fattori di Rischio
Si parla di deficit di vitamina D, o ipovitaminosi D, quando nell’organismo i suoi livelli ematici sono minori di 30 ng/L. La carenza di vitamina D può derivare da diversi fattori.
I fattori di rischio più comuni di carenza di vitamina D sono:
- Fumo di sigaretta
- Età avanzata
- Obesità
- Allattamento al seno (il latte materno è una scarsa fonte di vitamina D)
- Morbo di Crohn
- Celiachia
- Bypass gastrico
- Insufficienza renale ed epatica
Inoltre, è più esposto ai deficit di vitamina D chi soffre di osteoporosi, iperparatiroidismo (patologia causata da un eccesso di ormone paratiroideo) e linfomi, come anche i pazienti affetti da malattie granulomatose (ovvero caratterizzate dalla comparsa a livello di diversi organi di granulomi, formazioni di natura infiammatoria), come la sarcoidosi, la tubercolosi e l’istoplasmosi.
Le persone che non hanno livelli adeguati di vitamina D possono essere carenti per uno di questi motivi:
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- Scarsa esposizione alla luce solare
- Pigmento della pelle più scuro
- Malnutrizione
- Insufficienza renale o epatica, che impedisce all’organismo di elaborare adeguatamente la vitamina D
- Alcuni farmaci
- Alcuni tipi di cancro, come il linfoma
- Storia familiare di carenza di vitamina D o di rachitismo infantile
La causa principale è una scarsa esposizione al sole, soprattutto nelle persone che vivono in aree con inverni molto lunghi o che trascorrono molto tempo al chiuso. Anche l’età avanzata e/o alcune malattie epatiche o renali, vanno a compromettere la capacità del corpo di convertire la vitamina D nella sua forma attiva.
Altre cause possono essere:
- Esposizione solare limitata: le persone che vivono in regioni con inverni lunghi, che svolgono lavori al chiuso o che indossano indumenti che coprono gran parte della pelle possono essere a rischio di carenza di vitamina D a causa di una limitata esposizione solare.
- Utilizzo eccessivo di protezione solare: l’uso regolare e eccessivo di creme solari ad ampio spettro può ridurre significativamente la produzione di vitamina D nella pelle durante l’esposizione al sole.
- Inadeguata assunzione dietetica: sebbene la vitamina D si trovi in alcuni alimenti, come pesce grasso, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di funghi, molte persone potrebbero non consumarne abbastanza per soddisfare il loro fabbisogno giornaliero.
- Assorbimento intestinale compromesso: alcune condizioni mediche, come malattie intestinali infiammatorie, celiachia e malassorbimento intestinale, possono compromettere l’assorbimento della vitamina D dagli alimenti consumati.
- Obesità: le persone obese possono avere un rischio maggiore di carenza di vitamina D, perché essa può essere trattenuta nel tessuto adiposo, riducendo la sua disponibilità per altre funzioni nel corpo.
- Età avanzata: gli anziani sono più a rischio di carenza di vitamina D rispetto alla popolazione generale, a causa di una ridotta capacità della pelle di sintetizzare la vitamina D in risposta alla luce solare, nonché di una diminuita capacità di assorbirla dall’intestino.
- Malattie renali: possono interferire con la conversione della vitamina D in una forma attiva, necessaria per svolgere le sue funzioni.
- Farmaci: alcuni farmaci, come i corticosteroidi e alcuni anticonvulsivanti, possono interferire con il metabolismo della vitamina D o con il suo assorbimento.
Variazioni nei livelli di vitamina D possono essere del tutto fisiologici. Ad esempio, durante l’estate tendono ad aumentare, mentre nei mesi invernali diminuiscono, a causa dell’ovvia minore esposizione alla luce del sole.
Sintomi della Carenza di Vitamina D
Spesso la carenza non dà sintomi evidenti all’inizio, ma con il tempo possono comparire debolezza muscolare, dolori diffusi, sbalzi d’umore e infezioni ricorrenti. I sintomi della carenza di vitamina D possono essere diversi, e non sempre facilmente identificabili. La carenza di vitamina D è asintomatica e si manifesta soltanto quando il deficit è molto grave.
I sintomi più comuni includono:
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- Dolore alle ossa
- Dolore alle articolazioni
- Dolori muscolari
- Debolezza muscolare
- Ossa fragili
- Stanchezza
- Aumento della sensibilità al dolore
- Sensazione di formicolio alle mani o ai piedi
- Contrazioni o tremori muscolari
- Disturbi del sonno
- Umore depresso
- Perdita di capelli
- Inappetenza
- Sistema immunitario debole
Inoltre, può manifestarsi anche con sintomi neurologici, come per esempio contrazioni muscolari involontarie (disturbi da fascicolazione muscolare), stati confusionali, difficoltà a pensare in modo chiaro, stanchezza ricorrente, ansia e disturbi del sonno.
Carenza di Vitamina D: Sintomi Neurologici
La carenza di vitamina D può effettivamente avere una serie di sintomi neurologici, anche se non è sempre il primo sospetto quando si verificano. Alcuni sintomi neurologici legati alla carenza di vitamina D possono includere stanchezza e debolezza muscolare, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, depressione e irritabilità.
Carenza di Vitamina D: Sintomi agli Occhi
La carenza di vitamina D può influenzare anche la salute degli occhi, sebbene i sintomi oculari non siano tra i più noti. Inoltre, la carenza di vitamina D è stata correlata a un aumento del rischio di malattie oculari come la degenerazione maculare e la retinopatia diabetica.
Carenza di Vitamina D: Sintomi alla Pelle
La carenza di vitamina D può manifestarsi anche con sintomi cutanei.
Conseguenze della Carenza di Vitamina D
Visto il suo ruolo nel mantenere la salute ossea, tra le conseguenze dell’ipovitaminosi D vi sono patologie legate al metabolismo osseo, come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi. La carenza di vitamina D può favorire anche la parodontite, patologia dentale detta anche piorrea, causata dell’indebolimento delle ossa mascellari. Il deficit di vitamina D sembra connesso anche con molte altre condizioni mediche, tra cui diabete, ipertensione, cancro, patologie neurologiche (come la sclerosi multipla) e reumatiche (come la fibromialgia).
Se non trattata, la carenza di vitamina D può portare a:
- Osteoporosi e aumentato rischio di fratture negli adulti
- Rachitismo nei bambini (con deformità ossee)
- Osteomalacia (rammollimento delle ossa)
- Maggiore suscettibilità alle infezioni per compromissione del sistema immunitario
- Aumento del rischio di malattie autoimmuni, cardiovascolari e alcuni tipi di cancro
Diagnosi della Carenza di Vitamina D
Poiché spesso non ci sono sintomi, l’identificazione della carenza di vitamina D può essere difficile. La diagnosi di carenza di vitamina D si ottiene con il test di dosaggio del 25-OH-D (25-idrossicalciferolo o calcidiolo), la forma in cui la vitamina D circola nel sangue. Questo test si effettua su un campione ematico. La carenza di vitamina D si può diagnosticare attraverso un esame del sangue che controlla i livelli di vitamina D, ma non viene prescritto di routine.
In genere, i medici ordinano questo test se un paziente riferisce sintomi come dolori ossei o muscolari, o se presenta altre condizioni di salute che possono indicare un rischio di carenza di vitamina D.
L’esame del sangue per misurare i livelli di 25-idrossivitamina D è il test più comune e affidabile per valutare lo stato della vitamina D nell’organismo.
Il test viene generalmente prescritto per:
- Diagnosticare una carenza o insufficienza di vitamina D, che può portare a problemi ossei come osteomalacia negli adulti e rachitismo nei bambini.
- Monitorare persone con condizioni che influenzano l’assorbimento della vitamina D, come disturbi intestinali (celiachia, morbo di Crohn) o malattie renali.
- Valutare il rischio di osteoporosi o altre condizioni ossee legate alla mancanza di vitamina D.
Valori Normali di Vitamina D
I livelli di 25-idrossivitamina D vengono solitamente misurati in nanogrammi per millilitro (ng/mL). Le linee guida possono variare leggermente, ma in generale:
- < 20 ng/mL indica carenza di vitamina D
- 20-29 ng/mL indica insufficienza
- 30-50 ng/mL sono considerati valori ottimali
- > 100 ng/mL può indicare un eccesso, potenzialmente tossico
Come Aumentare i Valori di Vitamina D
Normalmente l’esposizione ai raggi del sole senza creme solari per almeno 15 minuti al giorno (evitando le ore centrali della giornata per salvaguardare la salute della pelle) garantisce una produzione di vitamina D tra l’80-90% del fabbisogno giornaliero. Il trattamento comprende modifiche dello stile di vita, integratori di vitamina D, farmaci.
Se per un periodo prolungato non si ricevono abbastanza raggi ultravioletti, UVB in particolare, e c’è un insufficiente apporto di vitamina D attraverso l’alimentazione può essere utile ricorrere a specifici integratori alimentari o ad alimenti arricchiti.
Alcuni medici consigliano anche di esporre la pelle delle braccia, delle gambe e/o del viso alla luce naturale del sole per 15 minuti, tre o più volte alla settimana, che aiuta la pelle a produrre vitamina D.
Alimentazione e Vitamina D
Attraverso l’alimentazione, invece, è possibile integrare una porzione ridotta del nostro fabbisogno. Per esempio, se la causa è un apporto insufficiente attraverso l’alimentazione viene prescritto un regime dietetico appropriato. Gli alimenti ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo e gli oli di pesce in generale, latte e burro, tuorlo d’uovo, pesce (in particolare salmone, trota, aringa, pesce spada, anguilla, sgombro, tonno, carpa) e funghi porcini.
Ecco alcuni alimenti che contengono vitamina D:
- Pesce grasso come salmone, sardine e tonno
- Tuorlo d’uovo
- Alcuni funghi esposti alla luce solare
- Latte e cereali arricchiti
Tuttavia, se si ha una carenza di vitamina D significativa, potrebbe essere necessario assumere degli integratori, dietro indicazione del proprio medico curante e nelle dosi adeguate. Mangiare più alimenti ricchi di vitamina D di solito non è sufficiente per correggere la carenza di vitamina D, quindi il medico può consigliare un trattamento con integratori.
Spesso è consigliata l’assunzione di vitamina D attraverso specifici integratori alimentari o farmaci. È importante seguire le indicazioni del medico perché l’assunzione in eccesso di vitamina D può essere pericolosa e ha effetti collaterali dannosi soprattutto a carico di reni e cuore.
Integrazione di Vitamina D
Il dosaggio di vitamina D consigliato può variare a seconda della gravità, dell’età, del peso e dell’eventuale gravidanza o allattamento. Sono disponibili dosi con obbligo di prescrizione e integratori alimentari. Alcune dosi prescritte vengono somministrate settimanalmente, anziché quotidianamente.
I tipi di integrazione di vitamina D comprendono:
- Integratori di vitamina D₂ (ergocalciferolo), derivati da una fonte vegetale
- Integratori di vitamina D₃ (colecalciferolo), che derivano da una fonte animale
- Il calcidiolo, una forma di vitamina D₃ prescritto in presenza di condizioni di salute che portano al malassorbimento, come la fibrosi cistica o la celiachia
È anche importante assicurarsi di assumere una quantità sufficiente di calcio. Livelli adeguati di vitamina D e di calcio riducono il rischio di fratture.
Farmaci per la Vitamina D Bassa
Esistono tanti Farmaci che vengono prescritti dal proprio medico che possono essere utilizzati per il controllo dei livelli di Vitamina D. Solitamente questi farmaci sono a base di Vitamina D3 di estrazione sintetica che prende il nome di Colecalciferolo. Esistono in vari dosaggi e formulazioni. I nomi commerciali più comuni sono:
- Dibase Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
- Dibase Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
- Dibase Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
- Annister Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
- Annister Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
- Annister Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
- Xarenel Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
- Xarenel Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
- Xarenel Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
Diversi studi su Pubmed evidenziano che l'integrazione farmacologica di Colecalciferolo è di fondamentale importanza per ristabilire i livelli nel sangue standard di Vitamina D3.
Tabella: Livelli di Vitamina D e Raccomandazioni
| Livello di 25-OH Vitamina D (ng/mL) | Interpretazione | Raccomandazioni |
|---|---|---|
| < 20 | Carenza | Integrazione di vitamina D e modifiche dello stile di vita |
| 20-29 | Insufficienza | Considerare l'integrazione, soprattutto in presenza di fattori di rischio |
| 30-50 | Ottimale | Mantenere l'esposizione al sole e unadieta equilibrata |
| > 100 | Eccesso | Interrompere l'integrazione e consultare un medico |