Il significato del bramito del cervo: un'esperienza indimenticabile nella natura

Settembre: l’aria si fa più frizzante e qualcosa di misterioso riecheggia tra gli alberi. È il momento dell’amore per i cervi: i maschi, con i loro palchi maestosi, bramiscono nel buio per conquistare le femmine.

Il bramito del cervo in Trentino è difficile da spiegare. È una di quelle esperienze che non si raccontano con le parole, si vivono.

Per un fotografo naturalista, la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno segnano l’arrivo di uno degli spettacoli più suggestivi della fauna selvatica: il bramito dei cervi in amore.

Cos'è il bramito del cervo?

Il bramito del cervo (in inglese rutting season) è il verso caratteristico emesso dal cervo maschio durante il periodo dell’accoppiamento, ovvero all’inizio dell’autunno. Si tratta di un suono potente, profondo e gutturale (simile a un muggito) modulato con variazioni di tono e durata che riecheggia tra i boschi e le vallate di montagna. Ogni cervo emette un suono leggermente diverso, che può indicare età, forza e stato di salute.

Il bramito include anche scontri fisici, marcatura del territorio e parate di forza. Si verifica soprattutto nelle prime ore del giorno e al tramonto, in ambienti aperti come radure o ai margini del bosco.

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Quando si sente il bramito del cervo?

Il bramito si sente tra Settembre-Ottobre. Il periodo di bramito del cervo varia leggermente a seconda della latitudine e delle condizioni ambientali, ma in genere si concentra tra metà settembre fino a metà ottobre. Il bramito del cervo ha una durata media compresa tra le 3 e le 5 settimane, ovvero circa 30-40 giorni, a seconda di fattori ambientali come l’altitudine, la latitudine e le condizioni meteorologiche (temperature). Gli animali sono generalmente più attivi nel tardo pomeriggio, durante la notte e nelle prime ore del mattino.

Fotografare i cervi durante il bramito: un approccio consapevole

Fotografare i cervi in amore è sicuramente emozionante ma si tratta di un periodo delicato per l’animale. I cervi durante il bramito sono particolarmente sensibili e vulnerabili. I maschi utilizzano la maggior parte delle energie per questo rituale, mangiano meno e perdono peso.

Il periodo del bramito è estremamente delicato. Qualsiasi disturbo, anche involontario o dovuto all’inesperienza, può alterare il comportamento naturale dei cervi. Inoltre durante questo periodo dell’anno i maschi di cervo possono persino risultare più aggressivi se disturbati.

Come prepararsi?

Avvicinati gradualmente a questo evento e a questo tipo di fotografia. Inizialmente potresti dedicarti solo all’ascolto per osservare e comprendere la dinamica degli animali senza arrecare disturbo. Informati leggendo libri e fonti affidabili, e se possibile, affiancati a persone esperte. È un momento fragile che non può essere compromesso dall’impreparazione del singolo.

Il periodo degli amori è breve e gli spostamenti dei maschi seguono precisi percorsi tra radure, punti di richiamo e aree di combattimento. Analizza mappe, sentieri, altimetrie e tracce quali raspate ed escrementi per individuare i luoghi strategici dove i cervi si fanno sentire o si mostrano più facilmente. Effettua sopralluoghi all’alba o al tramonto, osserva la direzione della luce e cerca zone naturali che ti permettano di restare nascosto. Conoscere bene la location significa avere più possibilità di scatti efficaci, senza interferire col comportamento naturale degli animali.

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Metti in conto il fallimento: per riuscire a fotografare gli animali i primi anni è capitato di andare a vuoto più volte.

Tecniche di appostamento e mimetizzazione

L’ideale è appostarsi prima dell’alba o nel pomeriggio prima del tramonto, rimanendo immobili e silenziosi, mimetizzati con l’ambiente. In alcune zone però gli animali sono visibili nelle radure anche tutto il giorno o almeno fino a metà mattina o da metà pomeriggio anche se generalmente nelle ore centrali preferiscono stare al riparo nel bosco.

L’appostamento è la tecnica più efficace e l’unica possibile per fotografare i cervi in natura. Se conosci bene il territorio e hai già individuato con precisione la location, tutto diventa più semplice, anche nel buio. Sì, perché se il tuo obiettivo è fotografare all’alba, dovrai muoverti prima che sorga il sole, quando la luce è assente o molto debole. Calcola con precisione i tempi di avvicinamento e indossa abiti dai colori neutri o mimetici già durante l’avvicinamento.

Se utilizzi una ghillie suit o un passamontagna, indossali a qualche centinaio di metri dallo spot, in modo da essere invisibile già nelle fasi finali di avvicinamento. La discrezione, anche prima dello scatto, è fondamentale. Rimani sul sentiero o al massimo nelle più immediate vicinanze, sia per gli spostamenti che per l’appostamento.

Essere invisibili è la chiave per una buona fotografia di animali selvatici, soprattutto durante il bramito. Conoscere il territorio ti permette di scegliere l’abbigliamento mimetico più adatto, in armonia con lo sfondo naturale in cui ti muoverai. È importante che tutto il corpo, compresa l’attrezzatura, sia ben nascosto sotto un poncho, una rete mimetica o una ghillie suit, sempre in sintonia con i colori e le texture dell’ambiente circostante.

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Il cervo ha un olfatto molto sviluppato. A seconda del vento potrebbe percepire la tua presenza a causa dell’odore umano. Per evitare di accentuare questa situazione, evita di usare detersivi o ammorbidenti per i vestiti che hanno odori troppo forti. Quando lavi l’abbigliamento da trekking, comprese le reti o i teli mimetici, lasciali all’aperto per qualche giorno in modo che possano in parte perdere l’odore del lavaggio.

Abbandona la location solo quando sei sicuro che gli animali non possano vederti. Se hai fatto appostamento all’alba allontanati quando il sole è alto e l’attività di bramito è terminata.

Attrezzatura fotografica consigliata

Per affrontare al meglio un’uscita fotografica durante il bramito, è importante essere ben equipaggiati, ma senza sovraccaricare lo zaino, il cui peso potrebbe farsi sentire.

  • Obiettivo tele, preferibilmente almeno un 400mm su APS-C o 600mm su Full Frame.

Nella maggior parte dei casi non è necessario avere il soggetto in primo piano: la vera essenza della fotografia naturalistica è far percepire e comprendere allo spettatore anche l’ambiente in cui vive l’animale.

Tecniche di scatto durante il bramito

Quando si decide di fare un’uscita per fotografare i cervi nel loro ambiente naturale rimane fondamentale conoscere le tecniche di scatto per ottenere fotografie nitide e di impatto.

Durante il bramito, i maschi sono in continuo movimento: girano intorno, si inseguono, emettono richiami potenti e compaiono e scompaiono dietro gli alberi e i cespugli. È essenziale quindi essere pronti e congelare l’azione impostando tempi rapidi (esempio 1/800s o superiori), specie se l’animale si muove velocemente. Inoltra imposta la fotocamera sulla modalità di scatto a raffica. Lo scatto in sequenza ti consente di aumentare le probabilità di ottenere almeno un fotogramma perfettamente nitido soprattutto in momenti concitati.

Abbina sempre, quando possibile, la modalità silenziosa con otturatore elettronico: riduce il rumore dello scatto e limita il rischio di disturbare o allertare l’animale, specialmente nelle fasi più intense del comportamento riproduttivo.

Generalmente si fotografa quasi sempre all’alba o al tramonto, quando la luce è debole. È necessario quindi alzare gli ISO per mantenere tempi rapidi: valori tra ISO 1600 e ISO 6400 sono comuni, specialmente se si usa un teleobiettivo non particolarmente luminoso.

Per animali in movimento come i cervi maschi, il fuoco continuo è la scelta più consona. Utilizza la modalità AF Servo su Canon, con inseguimento e aggancio sull’occhio dell’animale (nuove mirrorless R), per mantenere il fuoco sul soggetto in corsa o durante il gesto del bramito, dove il collo si allunga e la posizione del corpo cambia di continuo.

In base al tuo stile e all’intento dello scatto, puoi scegliere se realizzare fotografie ambientate oppure concentrarti su primi piani più stretti focalizzati sul muso o sul busto del cervo. Entrambe le opzioni sono valide, ma la scelta dovrebbe sempre essere guidata da ciò che vuoi trasmettere.

Nel periodo autunnale, sfrutta i colori dei larici arancioni e del primo cambio di colore delle foglie, cerca composizioni dinamiche, con lo spazio davanti al cervo che bramisce, o con altri soggetti sullo sfondo a creare narrazione.

In inverno, il paesaggio può diventare parte integrante della composizione: sfrutta i contrasti tra il mantello del cervo e la neve, e valorizza linee guida naturali come rami spogli o pendii innevati.

Ascoltare il bramito del cervo: un'esperienza unica

I cervi sono presenti in tutto l’arco alpino e nell’appennino. Capita spesso che vengano organizzate escursioni per ascoltare il bramito e gruppi di trekking tramite associazioni o enti.

Il bramito del cervo è uno dei momenti più interessanti per un fotografo naturalista ma anche uno dei più delicati per l’animale.

Consigli utili:

  • Location e territorio: fondamentale studiare il territorio in anticipo, scegliere orari strategici (alba e tramonto) e adottare un approccio discreto da appostamento.
  • Approccio etico: non condividere le location di avvistamento e non adottare comportamenti che possono generare disturbo.

Caratteristiche fisiche e habitat del cervo

  • È presente un marcato dimorfismo sessuale: i maschi possiedono un imponente palco ramificato, che può raggiungere e superare le 10 punte in esemplari adulti.
  • Il mantello cambia con le stagioni: è rossiccio in estate e tende al bruno-grigiastro in inverno.
  • I giovani (cerbiatti) presentano macchie bianche sul dorso che scompaiono crescendo. Le macchie servono a mimetizzarsi nell’erba.
  • Il cervo ha una corporatura robusta e muscolosa, con zampe lunghe che gli permettono di muoversi agilmente anche in ambienti impervi.
  • Il cervo predilige foreste di latifoglie e conifere, intervallate da radure e pascoli dove può nutrirsi al riparo. Vive ad altitudini variabili, da zone collinari fino ai 2200-2500 metri.
  • Raspate e scortecciamenti: come il capriolo, anche il cervo marca il territorio sfregando il palco contro gli alberi e scavando il terreno con gli zoccoli.
  • Impronte: grandi, larghe, lunghe fino a 9-11 cm, con forma a “cuore allungato”.

Perché i cervi bramiscono?

Per la maggior parte dell’anno i maschi sono quasi muti: emettono solo alcuni suoni nasali o grugniti sommessi in prossimità di altri cervi o durante le schermaglie che fungono da allenamento per i combattimenti autunnali veri e propri. A partire da agosto, però, sotto l’influenza del testosterone, le corde vocali crescono e si inspessiscono e i cervi adulti iniziano a emettere forti richiami a bassa tonalità, detti appunto bramiti, in genere a gruppi di 3-8, fino a raggiungere tassi medi di 2 al minuto nei detentori di harem nei giorni di picco.

Durante il calore, i maschi si impegnano in un’attività vocale molto intensa per attirare le femmine e minacciare gli avversari. Il tasso di frequenza dei bramiti è correlato alle dimensioni del corpo, alla capacità di combattere e al successo riproduttivo, e le caratteristiche di questo suono sembrano riflettere la qualità del maschio. I cervi hanno una laringe discendente e molto mobile che, durante i bramiti, può essere spinta più in basso verso lo sterno, allungando così il tratto vocale. La notevole estensione della testa e del collo e la discesa della laringe creano una camera di risonanza dilatata: gli esemplari più grandi e con tratti vocali più lunghi tendono a produrre richiami più forti.

Oltretutto, i bramiti possono influenzare lo stato riproduttivo delle femmine, sincronizzando e anticipando l’estro.

Oltre il bramito: il comportamento dei cervi durante la stagione degli amori

I cervi rossi sono altamente poligami - hanno harem tra le 5 e le 15 femmine circa - e il successo di accoppiamento dei maschi dipende fortemente dalla capacità di combattere. Durante la stagione degli amori i cervi adulti mostrano diversi comportamenti. Esibiscono la loro forza, sfidano e valutano i potenziali concorrenti per mezzo dei bramiti e fanno minacce dirette e indirette: mostrano i canini, raspano e scavano il terreno con gli zoccoli, scuotono la vegetazione e rastrellano il terreno con i palchi, spruzzano urina. Strofinano le ghiandole presenti sul collo contro alberi e rocce, radunano le femmine che tentano di lasciare l’harem e inseguono i giovani che cercano di avvicinarsi a esso.

Due rivali di dimensioni comparabili spesso eseguono la cosiddetta camminata parallela, una lenta marcia fianco a fianco, a 5-20 metri l’uno dall’altro, mantenendo la postura per una distanza considerevole, per valutare la forza dell’avversario ed evitare l’aggressione fisica. Le sfide possono degenerare in una lotta semi-rituale quando i due maschi, con le corna intrecciate, si spingono, ruotano le teste e lottano cercando di far perdere l’equilibrio all’avversario. Il maschio sconfitto di solito si allontana, per evitare un’escalation di violenza: spesso il combattimento si interrompe prima di essere mortale per uno dei due contendenti.

Durante questo periodo i maschi adulti riducono fortemente l’assunzione di cibo (motivo per cui è importante non far perdere loro risorse preziose disturbandoli).

La vita sociale dei cervi

Il cervo rosso è una specie gregaria. L’unità sociale più forte e stabile è il gruppo matrilineare, solitamente formato da una nonna, le sue figlie e le nipoti. I maschi formano piccoli raggruppamenti instabili con individui non imparentati o sono solitari. Per la maggior parte dell’anno femmine e maschi sono in genere socialmente e spazialmente separati.

I branchi di sesso misto si formano quasi esclusivamente all’inizio della primavera, durante il rinverdimento della vegetazione, e all’inizio dell’autunno, durante la stagione degli amori. Alla fine dell’estate, infatti, i cervi maschi adulti lasciano i “gruppi di scapoli” e si spostano nei tradizionali territori di accoppiamento e all’inizio dell’autunno cominciano a competere per l’accesso alle compagne. Le tempistiche variano notevolmente: il picco del calore si verifica intorno al 5-15 settembre in Sardegna, al 20-25 settembre nell’Appennino settentrionale, al 3-10 ottobre nelle Alpi centrali.

Negli habitat boschivi, i cervi sono generalmente solitari o si riuniscono in pochi esemplari, che si possono aggregare con altri in aree aperte, ma dividersi nuovamente in gruppi familiari quando tornano in aree boschive. Negli habitat aperti, dove i branchi più numerosi possono rimanere uniti per lunghi periodi, si possono creare strutture sociali complesse. Tra le femmine può svilupparsi una gerarchia di dominanza, che sembra essere principalmente - ma non solo - legata all’età. Gli areali delle figlie si sovrappongono a quelli delle madri, mentre i figli, quando hanno uno o due anni, abbandonano il gruppo familiare, vagano per lunghe distanze e alla fine si stabiliscono in un’area lontana dal luogo di nascita.

Cosa fare e cosa non fare di fronte ad un cervo

Avvistare un cervo è sempre un momento emozionante, ma è importante rimanere lucidi, soprattutto durante la stagione riproduttiva, momento molto delicato per la specie - e durante il quale i maschi possono diventare più aggressivi e non accorgersi dei pericoli. È fondamentale mantenere le distanze, non avvicinarsi, e lasciare sempre una via di fuga all’animale, soprattutto se capita di incontrarlo in un centro abitato. Non stressiamoli e non inseguiamoli per cercare di fare qualche fotografia, né diamo loro da mangiare: è illegale ed è dannoso - perché li abituiamo a non aver paura dell’uomo e a dipendere da esso, e magari offriamo qualcosa di inadatto. Potrebbe sembrare superfluo dirlo, ma non cerchiamo nemmeno di toccarli o accarezzarli.

Praticamente tutti i parchi organizzano visite guidate e attività per permettere di osservare i cervi durante la stagione del bramito: cercate quello più vicino a voi - o nella zona che vorreste visitare - e seguite le indicazioni del parco e delle guide perché tutti - animali compresi - possano godere dell’esperienza senza stress o brutte sorprese. I momenti di maggiore attività sono alba e tramonto, quindi dovete mettere in preventivo di alzarvi molto presto, oppure di camminare al buio e di coprirvi molto bene.

Poi, piccolo consiglio: i cervi vedono la luce ultravioletta. Quindi, attenzione a utilizzare quei detersivi che promettono bianchi più bianchi e colori più accesi prima di andare nei boschi. Contengono un agente ottico vivacizzante che emette un fascio ultravioletto, facendovi risultare “luminosi” per i cervi, anche se indossate una mimetica.

Per registrare - e per ascoltare in genere - è sempre meglio essere in pochi, e soprattutto è fondamentale saper stare in silenzio. Nel tardo pomeriggio ci siamo inoltrati pochi passi nel bosco e abbiamo allestito due postazioni di registrazione che abbiamo tenuto accese per circa un’ora. Stare in silenzio nel bosco è una sensazione che inquieta, soprattutto quando cala la sera. Ci si rende subito conto di essere in un territorio altrui, dove è sempre possibile fare incontri inaspettati.

È praticamente impossibile rendere l’idea con una registrazione, perché la bellezza dell’ascolto è nella panoramica estremamente ampia, nella profondità e nella distanza. Suoni lontani e più prossimi si alternvaano in supremazia e potenza, creando un continuo di mormorii incessante che riecheggiava in tutta l’area. Si potevano individuare i diversi punti di emissione, i territori dei maschi più forti, si intuiva la mappatura dei branchi nascosti dalla vegetazione. Quando abbiamo spento i registratori si era fatto buio e fortunatamente avevamo le torce. I cervi hanno continuato con il loro concerto fino a notte inoltrata anche se più debolmente. Quando siamo andati a dormire abbiamo deciso di lasciare un microfono acceso fuori dalla casera.

Un altro aspetto caratteristico di questo luogo è proprio il silenzio. Niente passaggi di aerei, niente rumori in lontananza, quella notte nemmeno vento… Più di qualche volta ci siamo chiesti se proprio questo non sia il luogo più silenzioso della regione.

Dove ascoltare il bramito del cervo

In Val Resia e in tutta l’area boschiva prealpina dove vive questo animale.

Quando ascoltare il bramito del cervo

Tra settembre e ottobre. Va tenuto presente che il periodo del bramito, noto come “rut”, varia a seconda della specie e della regione geografica.

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