La stanchezza è uno dei sintomi tipici di chi ha una malattia neuromuscolare come la Charcot-Marie-Tooth. Con Stanchezza (o Fatica) definiamo una sensazione di costante ed opprimente sfinimento e debolezza.
È importante notare che è sintomo di malattie latenti, non una malattia di per sé, ed è uno dei sintomi comuni per le persone che soffrono di malattie neuromuscolari come la Charcot-Marie-Tooth. A causa della sua imprevedibilità ed unicità, talvolta può essere difficile spiegare la stanchezza ad altri e dunque le persone che ne soffrono spesso riducono la loro partecipazione alla vita sociale.
La stanchezza può colpire tutti. In ogni caso, è particolarmente comune tra le persone che convivono con le malattie che causano un danno muscolare: in questi casi, il 70% dei pazienti lamenta di soffrire di stanchezza e molti la descrivono come il sintomo più fastidioso. La stanchezza può presentarsi in ogni momento, le ricerche hanno evidenziato che può non essere necessariamente legata alla gravità della propria malattia.
Ci sono due tipi diversi di stanchezza: quella primaria, che si manifesta nei muscoli e nel proprio corpo come il risultato dei disturbi neuromuscolari, mentre la stanchezza secondaria non è necessariamente conseguenza diretta delle malattie neuromuscolari, ma è causata da fattori che possono essere correlate alla convivenza con la malattia neuromuscolare.
La resistenza muscolare e la forza fisica sono in genere limitate nelle persone che vivono con malattie neuromuscolari problematiche. I muscoli possono affaticarsi più velocemente del normale causando tremori, crampi o dolori. Questa stanchezza muscolare è definita primaria.
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In ogni caso ci sono molti fattori oltre alla debolezza muscolare che contribuiscono al sentirsi stanco. Non ci sono rimedi per la stanchezza, ma è possibile gestire i suoi sintomi e contenerne l’insorgenza.
In ogni caso, esistono alcuni comportamenti che mostrano talvolta la loro capacità ad alleviare la stanchezza delle persone. Nella gestione della fatica adattarsi ad un ritmo che preveda un riposo/recupero regolare è uno dei principi più utili.
È molto importante evitare un’attività fisica eccessiva e stabilire una routine con il proprio orologio biologico per sentirsi più pieno di energia in modo naturale. Mangiare poco e spesso si è dimostrato d’aiuto per alcune persone. È importante evitare alimenti particolarmente elaborati, caffeina ed alcool e consumare molta frutta e verdura fresca di stagione.
Anche gli integratori alimentari possono aiutare il fisico a ricevere tutte le vitamine e i micronutrienti necessari. La Vitamina D è consigliata per chiunque, la dose raccomandata è tra 400 e 4000UI. L’esercizio fisico è fondamentale: con la stanchezza il poco fa molto, quindi è importante stare all’aperto anche per brevi periodi di tempo.
Molte persone riferiscono che praticare yoga o pilates li aiuta ad esercitarsi in modo adeguato e senza stressare troppo i muscoli. Pesce e carne, legumi, frutta e verdura i cibi da preferire.
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Integrazione Alimentare nella CMT
L’integrazione alimentare non deve andare a sostituire delle buone abitudini alimentari che dovrebbero esserci in generale e, a maggior ragione, in una condizione di patologia cronica quale purtroppo è la CMT. Fondamentalmente, quello che dovrebbe essere l’obiettivo di un’integrazione corretta è tenere a bada l’infiammazione, che comunque può essere presente anche nella CMT perché ogni volta che c’è una fisiologia alterata c’è comunque uno stato infiammatorio: il nostro corpo vuole comunicare che c’è qualcosa che non va, è come se in un’auto ci fosse sempre una spia accesa e quindi dobbiamo fare in modo di non accentuare quella situazione.
Omega 3 e Olio di Pesce
Gli unici integratori che veramente riescono a regolare lo stato infiammatorio sono gli omega 3 e l’olio di pesce. Queste molecole hanno un’azione antinfiammatoria e praticamente non hanno effetti collaterali, se non rendere un po’ più fluido il sangue, effetto non necessariamente indesiderato in ottica di prevenzione di eventi cardiovascolari. Inoltre, è stato dimostrato che gli omega 3 vanno a migliorare il trofismo delle cellule responsabili della conduzione nervosa, in particolare delle guaine mieliniche che sappiamo bene purtroppo essere interessate direttamente o indirettamente nella CMT.
Raccomando quindi assolutamente almeno un grammo al giorno di principio attivo; tenendo conto che una capsula di quelle che si trovano comunemente in commercio da un grammo contiene dallo 0.4 fino allo 0.85 % di omega tre, è bene prenderne almeno due/tre al giorno, si possono prendere tutte insieme non hanno problemi di tempistica né di interazioni con altri integratori o farmaci.
Purtroppo, nei preparati commerciali spesso anche gli acidi grassi come l’olio di lino quindi l’acido linolenico vengono considerati (e dal punto di vista biochimico in effetti lo sono) omega tre, ma non hanno le caratteristiche peculiari di DHA ed EPA, che vengono esclusivamente dal mare quindi dalle alghe, crostacei e poi via via tutto il pesce, in particolare il pesce azzurro e salmone.
Vitamina C
Essendo anch’essa legata all’infiammazione, io consiglierei l’assunzione di almeno mezzo grammo di vitamina C al giorno. Sebbene la sperimentazione clinica condotta anni fa sulla CMT1A non abbia dato risultati significativi in termini clinici, qui cercherei di considerarlo perché la gestione dei radicali liberi fa sì che non ci sia un peggioramento delle condizioni.
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Polifenoli
Non prescindendo da una corretta alimentazione, si può eventualmente valutare un’integrazione di polifenoli. I polifenoli fondamentalmente sono i colori di frutta e verdura; agiscono sia come contrasto ai radicali liberi e quindi diretta un po’ come fanno le vitamine antiossidanti ovvero A, C ed E ma anche hanno quella che ormai è un po’ anche su tutti i media e sulla bocca di molti un’azione genomica, tanto che si parla ormai di nutrigenomica ovvero nutrienti che riescono ad influenzare quella che è l’azione del nostro DNA.
I polifenoli lo fanno ad esempio andando ad agire sulla via metabolica che si chiama NF-kB, che è uno dei principali regolatori dell’infiammazione; inoltre, regolano anche la produzione degli enzimi che vanno a bloccare i radicali liberi o ancora dei mediatori cellulari dell’infiammazione, facendo sì che vengano prodotti meno radicali liberi. Una corretta assunzione dovrebbe variare dai 100-200 milligrammi di polifenoli al giorno. Considerate che ad esempio che 100g di mirtilli contengono 70-80mg di polifenoli, ma sono contenuti anche nell’olio d’oliva, in tutte le spezie colorate, in frutta e verdura; è anche per questo motivo che non dovrebbe mancare assolutamente l’apporto di frutta e verdura giornaliero.
Vitamina D, B12 e Magnesio
Vitamina D, B12 e Magnesio andrebbero assunte come integratori solo per riportarli a quelli che dovrebbero essere i valori normali. Considererei sicuramente duemila unità al giorno di vitamina D, possibilmente ad assumere ogni giorno, ma anche una dose settimanale o quindicinale può essere un buon compromesso.
Da considerare anche l’integrazione con vitamina B12, perché la si assume solo da fonti animali, soprattutto carne, pesce ma anche tuorlo d’uovo; inoltre, se si hanno problemi gastrici o, ancora peggio, si assumono protettori gastrici (correttamente inibitori di pompa protonica), la vitamina B12 viene assimilata peggio e questa vitamina è molto importante anche per il trofismo del sistema nervoso, per il ricambio cellulare, per la produzione di globuli rossi e quindi, in generale, per una buona condizione di salute generale.
Tabella Riepilogativa degli Integratori Raccomandati
| Integratore | Dose Raccomandata | Benefici |
|---|---|---|
| Omega 3 | Almeno 1 grammo di principio attivo al giorno | Azione antinfiammatoria, miglioramento del trofismo delle guaine mieliniche |
| Vitamina C | Almeno 0.5 grammi al giorno | Gestione dei radicali liberi, azione antinfiammatoria |
| Polifenoli | 100-200 milligrammi al giorno | Contrasto ai radicali liberi, azione genomica sull'infiammazione |
| Vitamina D | 2000 UI al giorno | Mantenimento dei valori normali, supporto alla salute generale |
| Vitamina B12 | Variabile in base alle necessità individuali | Supporto al sistema nervoso, ricambio cellulare, produzione di globuli rossi |
| Magnesio | Variabile in base alle necessità individuali | Mantenimento dei valori normali, supporto alla funzione muscolare e nervosa |
Roma - Ridurre i fattori di stress, favorire uno stile di vita sano e praticare attività fisica anche moderata. A tavola scegliere un’alimentazione equilibrata, senza rinunce ma ricca di vitamine e sali minerali e con tanta frutta e verdura nel menù di tutti i giorni.
Come ben sappiamo, la nostra dieta e il nostro stile alimentare influenzano in maniera significativa il nostro stato di salute.
Il benessere delle persone affette da epilessia, inizia a tavola. Ne è un esempio la vitamina B6, anche detta piridossina, essenziale per alcune funzioni del sistema nervoso, in particolare per l’intervento nella sintesi di molti neurotrasmettitori come la serotonina - mediatore chimico della trasmissione degli impulsi nervosi - l’istamina, la taurina e la dopamina.
Ci sono poi altri nutrienti funzionali e che possono avere un ruolo di potenziale adiuvante nella gestione della frequenza critica: alcuni esempi sono gli Omega3, assimilabili con il salmone, il pesce azzurro e la frutta secca. E anche la vitamina D3 assimilabile principalmente da alimenti di origine animale quali pesce azzurro, uova, e latte e suoi derivati.
La vitamina E è presente in grande quantità negli olii vegetali, ma anche nei cereali integrali, nelle uova e in alcune verdure come gli spinaci.
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