La Dieta del Gruppo Sanguigno: Funziona Davvero?

La dieta del gruppo sanguigno è un argomento che ha suscitato un notevole interesse e dibattito negli ultimi decenni. Sviluppata dal naturopata Peter J. D’Adamo, questa dieta propone che ognuno debba consumare una dieta particolare in relazione al proprio gruppo sanguigno: in questo modo si rispetterebbe la nostra natura profonda, evitando cibi che possono causare malattie cardiovascolari, diabete, cancro.

I Principi della Dieta del Gruppo Sanguigno

La proposta di D’Adamo è semplice: i gruppi sanguigni riflettono la nostra storia evolutiva e la nostra dieta, i cibi che consumiamo ogni giorno, dovrebbero essere accuratamente selezionati in base al nostro gruppo sanguigno. Secondo D'Adamo i gruppi sanguigni si sarebbero evoluti in risposta alle differenti diete che l’uomo ha avuto nel corso della sua storia.

Secondo Mozzi infatti ci sono alcuni alimenti il cui consumo dovrebbe essere limitato o evitato indipendentemente dal proprio gruppo sanguigno. Si tratta del glutine, specialmente quando arrivi dal frumento, e del latte e di tutti i suoi derivati, alimenti problematici per il sistema immunitario e potenziali causa di diverse patologie, dall’osteoporosi ad alcuni tipi di cancro. Mozzi suggerisce anche di controllare il consumo di frutta che, se eccessivo, porta all’accumulo di zuccheri nel sangue.

Come devono mangiare le persone in base al gruppo sanguigno?

  • Gruppo 0: È considerato il capostipite dei vari gruppi sanguigni ed è associato a un profilo di cacciatori. Queste persone sono descritte come aventi un fisico atletico e una forte predisposizione ai cibi di origine animale, come la carne. È interessante notare che si sostiene che i soggetti con gruppo sanguigno 0 abbiano una maggiore tendenza alla celiachia.
  • Gruppo A: Al contrario, dovrebbero limitare il consumo di carne ed evitare i latticini. Si fa riferimento al fatto che il passaggio storico all’agricoltura abbia influenzato la loro dieta.
  • Gruppo B: È associato alle popolazioni nomadi e si presume che abbiano un sistema immunitario robusto e un apparato digerente efficiente. Secondo la teoria, queste persone possono consumare latticini con tranquillità e dovrebbero evitare alimenti ricchi di conservanti e zuccheri semplici.
  • Gruppo AB: È descritto come “enigmatico” e rappresenta il gradino più alto della scala evolutiva secondo questa teoria. Dal punto di vista dietetico e sportivo, si colloca a metà strada tra i gruppi A e B.

L'Evoluzione dei Gruppi Sanguigni

I gruppi sanguigni servono a classificare il sangue di un individuo secondo la presenza di certi anticorpi circolanti e di certi antigeni che invece si trovano sulla superficie dei globuli rossi. In pratica questi antigeni sono una specie di distintivo, un documento di identità, che caratterizza gli eritrociti di un individuo. Il sistema ABO è quello che ha attratto l’attenzione di D’Adamo. Si tratta di due antigeni e di due anticorpi che troviamo nel sangue umano.

I diversi gruppi sanguigni sono dovuti alla presenza di tre diverse forme (alleli) di un singolo gene, localizzato sul braccio lungo del cromosoma 9. Il gene codifica per tre diverse varianti di un enzima che modifica la struttura degli antigeni di superficie dei globuli rossi. Nel sangue di un individuo si trovano anche degli anticorpi che hanno come bersaglio gli antigeni diversi da quelli del proprio gruppo sanguigno.

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L’evoluzione dei gruppi sanguigni è complessa, ma pare proprio che il gruppo ancestrale sia lo A e non lo O. Crolla quindi il pilastro centrale su cui si reggono le teorie di D’Adamo e Mozzi. La sequenza con cui si sono evoluti i vari gruppi sanguigni è del tutto diversa da quella ipotizzata e oltretutto la comparsa dei gruppi B e O è estremamente antica, risale a forme di ominidi che probabilmente avevano tutte abitudini di cacciatori-raccoglitori se non di frugivori, con diete quindi che nulla avevano a che fare con agricoltura, nomadismo o pastorizia.

Le Lectine e la Dieta

Altro tema caro a D’Adamo è quello delle lectine. Si tratta di proteine in grado di legare specifici carboidrati, la cui funzione è quella di identificare e riconoscere molecole e organismi a livello cellulare. Oltretutto va sottolineato che le lectine possono essere facilmente eliminate con l’ammollo e la cottura dei legumi, gli alimenti che ne sono più ricchi: e visto che nessuno, in genere, consuma legumi crudi, il problema pare non avere alcuna rilevanza nel mondo reale.

Affidabilità Scientifica della Dieta

Vista l’infondatezza delle premesse “scientifiche” su cui si basa questa dieta potremmo aspettarci una completa assenza di lavori scientifici sul tema. Il perché è presto detto: alcuni lavori hanno dimostrato che soggetti con gruppo sanguigno diverso hanno una differente suscettibilità nei confronti di alcune malattie: chi ha un gruppo O presenta un rischio minore verso alcune patologie cardiovascolari; i soggetti del gruppo B hanno un minor rischio di diabete; i soggetti con gruppo O producono una maggior quantità di acidi gastrici e sono maggiormente soggetti a ulcere, mentre i soggetti con gruppo A risultano più vulnerabili a certi tipi di cancro dello stomaco e del pancreas.

Le diete per i gruppi A, AB e O hanno dato risultati positivi sui diversi marcatori considerati: indice di massa corporea, lipidi ematici, pressione e insulina. Nessun risultato significativo per la dieta del gruppo B. Il dato rilevante è che i risultati positivi ottenuti con la dieta del gruppo A si osservavano sia per soggetti che effettivamente presentano tale gruppo sia per soggetti con gruppo sanguigno diverso. Non esiste quindi una correlazione specifica tra i benefici osservati in seguito alla dieta e il gruppo sanguigno specifico: i miglioramenti sono generali e sono del tutto indipendenti dal gruppo sanguigno del soggetto. Un duro colpo per le teorie dei due indagatori “secondo natura”.

Perché Alcuni Riferiscono Miglioramenti?

E allora perché tanti riferiscono miglioramenti impressionanti grazie alla dieta di D’Adamo o Mozzi? La risposta è semplice: si tratta in entrambe i casi di diete ipocaloriche, che riducono notevolmente il consumo di cibi trasformati ad alta densità energetica e poveri di nutrienti, aumentando invece il consumo di cibi freschi, poco trasformati, con densità energetica decisamente minore. In parole povere: chi segue queste diete, indipendentemente dal gruppo sanguigno e dal tipo di dieta seguita, riduce il consumo di cibo spazzatura, riduce l’apporto energetico, aumenta probabilmente il consumo di alimenti freschi, carne, pesce, verdure, facendo attenzione anche a stagionalità, preparazione e cottura dei cibi.

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La dieta del gruppo sanguigno non funziona perché per i soggetti O i fagioli sono tossici e la loro eliminazione garantisce un miglior equilibrio naturale dell’organismo. I vari modelli di dieta proposti da D’Adamo o Mozzi non hanno nulla di magico. Si tratta tuttavia di modelli poco bilanciati, che prevedono eliminazioni del tutto arbitrarie, che rinforzano la pessima idea che esistano cibi buoni e cibi cattivi, che creano fobie, ansie e severe limitazioni sociali.

In definitiva la dieta del gruppo sanguigno non è altro che l’ennesima fad diet, una dieta alla moda, che dietro una barriera di pseudoscienza e di divieti più o meno arbitrari può ottenere buoni risultati grazie al trucco più vecchio del mondo: mangiare meno, mangiare alimenti freschi e scelti con cura. L’evoluzione e i gruppi sanguigni, i cacciatori-raccoglitori e i nomadi delle steppe, c’entrano poco, sono solo una ciliegina sulla torta.

Studi e Revisioni Scientifiche

La dieta dei gruppi sanguigni è ampiamente considerata inattendibile dalla comunità scientifica. In una revisione sistematica della letteratura pubblicata nel 2013, gli autori hanno concluso che non esistono prove fattuali a sostegno dei benefici attribuiti a questa dieta. Bisogna precisare, però, che di tutti gli studi inizialmente presi in considerazione dai ricercatori solo uno ha dimostrato di avere le carte in regola in termini di qualità per essere incluso nell’analisi finale.

L’anno successivo, i risultati di uno studio condotto su quasi 1.500 persone, pubblicati sulla rivista Plos One, hanno portato più o meno alle stesse conclusioni: seguendo un regime alimentare in base a un determinato gruppo sanguigno si possono avere benefici per la salute in realtà indipendenti dal gruppo sanguigno stesso. In altre parole, gli autori hanno osservato che, per esempio, seguire una dieta ricca di frutta e verdura (quella consigliata alle persone di gruppo A) riduce i fattori di rischio cardio-metabolici, ma il miglioramento si osserva anche se chi segue questa dieta appartiene al gruppo B o a qualsiasi altro gruppo.

Un ulteriore studio ha coinvolto persone in sovrappeso, quindi con maggior rischio cardiovascolare rispetto alla popolazione generale. Ancora una volta le analisi hanno evidenziato che in molti casi sono stati osservati miglioramenti in parametri importanti per cuore e vasi, come parametri migliori di pressione sanguigna o di girovita, ma tali progressi non avevano alcun legame con il gruppo sanguigno. I dati sono stati pubblicato nel 2018 sul Journal of Nutrition. “I nostri risultati suggeriscono che la teoria alla base di questa dieta non sia valida” hanno concluso gli autori dell’articolo.

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Infine i risultati pubblicati nel 2021 sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics hanno dimostrato che il gruppo sanguigno non è associato agli effetti di una dieta a base vegetale sul peso e il grasso corporeo, sui livelli di lipidi nel sangue o sul controllo glicemico (cioè dei livelli di zucchero nel sangue).

La Sana Alimentazione è Universale

Se davvero la dieta dei gruppi sanguigni è inattendibile, come mai molte persone che la seguono dichiarano di stare bene e anche gli studi clinici dimostrano che seguire un regime progettato per un certo gruppo migliora in effetti molti parametri di salute? La risposta è molto semplice. Chi decide di seguire la dieta dei gruppi sanguigni, a qualunque gruppo appartenga il proprio sangue, spesso modifica la dieta quotidiana dando un taglio netto a zuccheri e prodotti lavorati, cereali raffinati e cibi grassi e aumentando il consumo di frutta e verdura o la varietà degli alimenti portati in tavola. Ma queste, a ben vedere, sono le regole dell’alimentazione sana ed equilibrata che gli esperti consigliano a tutta la popolazione per migliorare la propria salute e invecchiare bene, tenendo alla larga sovrappeso, obesità e molte altre patologie croniche che con l’alimentazione hanno un legame stretto, incluso il cancro.

Tabella riassuntiva delle raccomandazioni alimentari per gruppo sanguigno secondo Peter D'Adamo:

Gruppo Sanguigno Alimenti Raccomandati Alimenti da Evitare
O Carne magra, pesce, verdure Cereali, latticini, legumi
A Verdure, cereali integrali, frutta, tofu, legumi Carne rossa, latticini
B Carne magra, latticini, pesce, frutta e verdura Cereali raffinati, pollo, lenticchie
AB Pesce, legumi, uova, verdure a foglia verde, latticini leggeri Carne rossa, pollo, frumento, mais, grano saraceno

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