Perché si Dimagrisce Senza Volerlo: Cause e Cosa Fare

Non sempre la perdita di peso è voluta e perseguita attraverso un cambiamento nello stile di vita; talvolta il dimagrimento non è intenzionale e non legato né a un cambiamento nelle abitudini alimentari né a un aumento dell'attività fisica. Quando una persona sta dimagrendo senza motivo, cioè senza fare nulla per volerlo, anzi apparentemente mangiando come prima, si spaventa. In realtà perdere del peso senza motivo apparente non è sempre segno di malattia. Tuttavia, può essere bene fare degli accertamenti.

Quando Preoccuparsi per il Dimagrimento Involontario?

Clinicamente, è bene approfondire quando il dimagrimento involontario è superiore a 4-5 chilogrammi o, in persone più magre, al 5% del peso corporeo in pochi mesi, e se alla perdita di peso si associano altri sintomi. Poiché le condizioni mediche che possono risultare associate alla magrezza sono molte e diverse tra loro in caso di perdita di peso non voluta, soprattutto se brusca e/o considerevole, è sempre bene chiedere un consulto al proprio medico.

È importante identificare tempestivamente queste situazioni, che potrebbero essere la conseguenza di una malattia severa o cronica ed è stato osservato che, soprattutto negli anziani, è associata a peggiori condizioni di salute generale.

Indice di Massa Corporea (IMC) e Magrezza

Quando si parla di magrezza in ambito medico si fa generalmente riferimento a una condizione fisica in cui l’Indice di Massa Corporea (IMC) è al di sotto di 18,5. In particolare si parla di una condizione di “sottopeso” nel caso in cui l’Indice di massa corporea risulti compreso tra 16 e 18,5 e di “grave magrezza” quando l’Indice di Massa Corporea risulti inferiore a 16.

L’Indice di Massa Corporea, chiamato anche Body Mass Index (BMI) secondo la terminologia anglossassone, è attualmente uno dei metodi più utilizzati per capire se un individuo è normopeso, sottopeso, sovrappeso oppure obeso. Si calcola dividendo il proprio peso corporeo espresso in kg per il quadrato dell’altezza espressa in metri. In una persona che è alta 1,67 metri e pesa 60 kg il BMI sarà dunque 21,58.

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La gran parte delle autorità sanitarie di tutto il mondo concorda sul fatto che le persone con un IMC inferiore a 18,5 siano sottopeso; gravemente magre se al di sotto di 16; normopeso con un IMC compreso tra 18,5 e 25; sovrappeso con un IMC compreso tra 25 e 30 e obese con un IMC superiore a 30. Non tutti i tipi di magrezza sono uguali.

Possibili Cause del Dimagrimento Involontario

Le cause della perdita di peso non intenzionale sono diverse e possono essere di origine psicosociale o di natura organica. Spesso l’identificazione della causa è facile, mentre in alcuni casi è necessario andare a indagare più a fondo per capire dove risieda l’origine di questo disturbo. Ecco alcune delle possibili cause:

  • Ipertiroidismo: Il calo ponderale può essere uno dei sintomi dell'ipertiroidismo, ossia una iper attività della ghiandola tiroide, con conseguente produzione eccessiva di ormoni tiroidei. Ecco perché può provocare anche una perdita di peso involontaria. La sintomatologia classica dell’ipertiroidismo, soprattutto nei pazienti sotto i 40 anni, è un aumento del senso di fame e un aumento dell’assunzione di cibo, accompagnati però da una perdita di peso.
  • Diabete di tipo 1: Il diabete di tipo 1 può associarsi a un calo ponderale. Senza insulina, il corpo non può usare il glucosio per ricavare energia, di conseguenza brucia grasso e muscoli per ricavare il carburante di cui ha bisogno. Ciò porta all’eliminazione del glucosio dalle urine e nel caso in cui questa non venga corretta dall’assunzione di insulina esogena, può portare ad una significativa perdita di peso. Il diabete di tipo I è una malattia autoimmune e può manifestarsi con una perdita di peso inspiegabile.
  • Malattie Autoimmuni: Le malattie autoimmuni condividono un background metabolico comune. Malattie autoimmuni che colpiscono il tratto gastrointestinale possono influenzare l’assorbimento e portare alla perdita di peso. Infiammazione cronica della mucosa dello stomaco e dell’intestino che interrompe la funzionalità della mucosa e riduce la capacità di assorbire i micronutrienti. L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria di origine autoimmune che, nel tempo, arriva a danneggiare tutte le strutture dell'articolazione. La Malattia di Addison è una malattia autoimmune in cui sono colpite le ghiandole surrenali. La mancanza di cortisolo può portare a gravi malattie. I sintomi più comuni della malattia di Addison sono affaticamento, debolezza muscolare, perdita di appetito, perdita di peso e dolore addominale. La perdita di peso può essere intensa e improvvisa.
  • Malattie Mentali: Le malattie mentali, e in particolare la depressione, ma anche l'ansia, possono avere ripercussioni sulle stesse parti del cervello che controllano l'appetito, causandone una riduzione. Depressione: la depressione influenza la sfera dell’alimentazione sia in plus che in minus. Può infatti portare da un lato ad un aumento dell’assunzione di cibo ma anche, al contrario, alla diminuzione dell’introito alimentare. Questa evenienza si verifica in genere in associazione all’anedonia, una condizione patologica in cui la persona depressa risulta incapace di trovare piacevoli le attività e le situazioni che normalmente lo sono, come ad esempio il pasto.
  • Infezioni: Endocardite: è un'infezione caratterizzata da un'infiammazione del rivestimento interno del cuore, che nella maggior parte dei casi si associa a febbre e ad appetito ridotto.
  • Perdita Muscolare: L'atrofia muscolare si accompagna spesso a una perdita di peso.
  • Anoressia dell’invecchiamento: Nella maggior parte dei casi questo dimagrimento è causato dall’anoressia dell’invecchiamento, o dall’assunzione di determinati farmaci, oppure può essere segnale di una malattia in corso.
  • Presbifagia: Un’altra causa spesso sottovalutata è la presbifagia ossia la difficoltà a deglutire che si riscontra frequentemente nelle persone della terza età.
  • Demenza: Con il termine demenza si intende qualsiasi causa di deterioramento organico della funzione del cervello che provoca difetti multipli delle funzioni cognitive. Esempi di demenza possono essere la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare o la demenza fronto-temporale.
  • Stress e Ansia: Anche un periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre un dimagrimento improvviso.

Il Dimagrimento Involontario negli Anziani

Quando la tendenza al dimagrimento in età avanzata è notevole, è bene indagarne le cause con l’aiuto di un medico. È necessario investigarne la causa perché questa condizione può sfociare in una riduzione delle difese immunitarie, maggiore possibilità di prendere infezioni e perdita dell’autonomia funzionale. Può anche succedere che il calo di peso nasconda problemi di salute più seri.

Negli anziani sani, una perdita di peso del 5% o superiore risulta essere associata ad aumentato rischio di mortalità per tutte le cause, in particolare negli uomini. Da qui, l’avvertenza per gli operatori sanitari di monitorare attentamente i cambiamenti del peso in questa fascia d’età.

Sono stati esaminati dati di 16.523 soggetti sani, con un'età media di 75 anni, il 55,6% donne. Per quanto riguarda gli uomini, rispetto a chi manteneva un peso costante, quanti subivano una perdita di peso tra il 5 e il 10% avevano un rischio di mortalità per tutte le cause superiore del 33%. “Il dato più rilevante che emerge è che una perdita di peso superiore al 10% si associa a una mortalità più elevata per tutte le cause, sia tra gli uomini che tra le donne”, affermano gli Autori.

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“L'associazione è stata più pronunciata tra gli uomini: la mortalità per tutte le cause è stata dell'8,4% tra coloro che hanno mantenuto un peso costante rispetto al 30,1% di chi ha perso oltre il 10% del peso. Per le donne, 5,5% vs 12,6%.

Una possibile spiegazione è che il calo ponderale possa essere un indicatore precoce della presenza di diverse malattie, oncologiche, neurologiche o cardiovascolari. In questa fascia di età, la perdita di peso è in gran parte associata a riduzione dell'appetito e sappiamo quanto quest’ultimo sia un processo complesso, governato sia dal sistema nervoso centrale che da diversi ormoni circolanti. Non c’è da sorprendersi, dunque, se proprio il senso di fame rischia di essere condizionato nelle prime fasi della malattia cronica.

L'osservazione, infine, di un rischio maggiore negli uomini può essere legata al fatto che il loro calo ponderale è, per costituzione, più legato a diminuzione di massa muscolare e ossea, mentre nelle donne si perde più tessuto adiposo.

Fattori Sociali e Mancanza di Autonomia

Non vanno sottovalutati anche i fattori sociali legati all’isolamento. In ambito clinico, soprattutto geriatrico, vengono spesso utilizzato dei semplici questionari al fine di valutare il livello di autonomia di una persona nello svolgere le diverse attività della vita quotidiana.

Si tratta di strumenti utili che permettono di avere una valutazione oggettiva del livello di autonomia del paziente; i più utilizzati sono lo ADL (Activities of Daily Living) che prende in considerazione attività semplici del vivere quotidiano, come ad esempio vestirsi, mangiare, salire le scale, curare la propria igiene personale, e lo IADL (Instrumental Activities of Daily Living) in cui si valutano attività strumentali come il rispondere al telefono, la gestione del denaro, l’andare in bicicletta e il fare autonomamente la spesa.

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Com’è facilmente intuibile il procurarsi il proprio cibo, cucinare ed alimentarsi rientrano all’interno delle attività che vengono considerate quando si cerca di definire l’autonomia di una persona. L’isolamento sociale e la solitudine sono fattori primari e importanti che possono portare a una vera e propria mancanza di interesse nel cibo.

Non solo, essere soli può tradursi in una difficoltà pratica nel fare la spesa o a cucinare: da tenere conto anche il fatto che molti anziani, conducendo uno stile di vita più sedentario, tendono a subire una notevole perdita di massa muscolare, che li porta ad avere minore resistenza e più difficoltà a compiere anche i movimenti più semplici o a camminare.

Come Affrontare il Dimagrimento Involontario?

Ai fini di una corretta diagnosi è importante innanzitutto accertarsi che la perdita di peso sia involontaria: il soggetto non deve cioè seguire nessun tipo di regime alimentare restrittivo e non deve aver cambiato le proprie abitudini alimentari rispetto al passato (ad esempio non deve aver recentemente escluso una categoria di alimenti dalla propria dieta). È poi utile indagare la sfera dell’appetito: se nonostante la perdita di peso il soggetto ha fame e si nutre normalmente potrebbe trattarsi di ipertiroidismo o di diabete.

  • Supporto Nutrizionale: In alcuni casi, un dimagrimento involontario può essere semplicemente causato dall’apporto calorico inadeguato della dieta: può essere quindi sufficiente rivolgersi a un nutrizionista per adattare l’alimentazione allo scopo di ridurre la perdita di peso e somministrare supplementi nutrizionali da assumere tra un pasto e l’altro.
  • Supporto Psicosociale: Più complesso se le cause sono psico-sociali: in questo caso, la prima cosa da fare è fornire il proprio supporto alla persona e farla sentire meno sola. Come detto, la solitudine è uno dei maggiori problemi, per questo è fondamentale cercare di essere il più possibile partecipi nella sua vita, magari facendogli compagnia nel momento del pasto, il che permette anche di monitorare l’assunzione di cibo.

Consigli per Assumere Tutti i Micronutrienti Necessari

  1. Segui un’alimentazione varia, di tipo mediterraneo.
  2. Rispetta la stagionalità di frutta e verdura.
  3. Limita il sale aggiunto e i prodotti industriali che ne contengono molto.

Tabella: Interpretazione dell'Indice di Massa Corporea (IMC)

Categoria IMC (kg/m²)
Grave magrezza Inferiore a 16
Sottopeso Tra 16 e 18,5
Normopeso Tra 18,5 e 25
Sovrappeso Tra 25 e 30
Obeso Superiore a 30

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