Trifoglio Rosso: Benefici e Controindicazioni

Il trifoglio rosso (nomi comuni trifoglio rosso, trifoglio di prato, trifoglio selvatico; nome latino Trifolium pratense) è una pianta che appartiene alla stessa famiglia dei legumi.

Il trifoglio rosso contiene molti isoflavoni, composti fitonutrienti con azione antiossidante.

Oltre che come foraggio per gli animali (è peraltro particolarmente apprezzato per la capacità di fissazione dell’azoto, processo che aumenta la fertilità del suolo), il Trifoglio rosso è da sempre utilizzato nella medicina popolare per le affezioni cutanee (eczemi, dermatiti, psoriasi) e come infuso per calmare la tosse.

Nel passato questa pianta veniva usata come cura principalmente per problemi respiratori anche importanti come pertosse, asma e bronchite.

È interessante, invece, il fatto che non compaia nell’utilizzo tradizionale in occidente come trattamento per i sintomi della menopausa, applicazione per la quale è invece maggiormente conosciuto e utilizzato negli ultimi anni - da quando si è notato che gli isoflavoni del trifoglio rosso, come quelli presenti nella soia, hanno attività modulatrice nei confronti dei recettori alfa e beta degli estrogeni.

Leggi anche: Trifoglio: proprietà e usi

Benefici del Trifoglio Rosso

L’affinità degli isoflavoni nei confronti dei recettori degli estrogeni potrebbe spiegare il potenziale effetto positivo del Trifoglio rosso sui sintomi della menopausa, sulla prevenzione dell’osteoporosi, sull’apparato cardiovascolare.

Quando le conseguenze di questo scompenso ormonale diventano invalidanti, si può ricorrere ad una terapia ormonale sostitutiva, ma in condizioni normali è possibile alleviare i sintomi con abitudini sane e integratori alimentari che sfruttano i benefici di principi attivi naturali, come il trifoglio rosso.

Il trifoglio rosso è anche ricco di minerali (cromo, magnesio, calcio, silicio, fosforo), potassio e vitamine (niacina, tiamina e vit.

Studi preliminari condotti su animali suggeriscono un possibile effetto preventivo del Trifoglio rosso nei confronti dello sviluppo dell’osteoporosi, tramite riduzione della perdita di massa ossea (inibizione del riassorbimento).

Uno risultato interessante è quello ottenuto in un recente studio controllato randomizzato versus placebo, ad opera di ricercatori danesi, in cui è stato utilizzato un estratto di Trifoglio rosso in associazione con probiotici, per migliorarne l’assorbimento a livello intestinale e quindi la biodisponibilità.

Leggi anche: Specifiche Tecniche Cavo di Alimentazione

Lo studio è stato condotto per 12 mesi su 78 donne con osteoporosi post-menopausa, alle quali è stato somministrato - in aggiunta alla terapia convenzionale con Calcio, Magnesio e Calcitriolo - l’estratto di Trifoglio o un placebo.

Nel gruppo trattato con l’estratto si è evidenziata una minor perdita ossea a livello lombare, a livello del femore e del trocantere, rispetto al gruppo con placebo.

In aggiunta a ciò, il Trifoglio è stato ben tollerato, senza comparsa di effetti collaterali indesiderati.

Secondo alcuni studi in vitro e sull’uomo, gli estratti di isoflavoni del Trifoglio rosso potrebbero avere un buon effetto sul controllo dei lipidi nel sangue, aumentando il colesterolo HDL e riducendo LDL e trigliceridi.

Sembra, inoltre che gli estratti del Trifoglio rosso siano in grado di controllare la pressione sanguigna tramite la riduzione della rigidità delle pareti delle arterie e della resistenza vascolare totale.

Leggi anche: Vino rosso e perdita di peso: cosa dice la scienza

Alcuni studi preliminari hanno evidenziato un effetto positivo degli isoflavoni ottenuti dal Trifoglio rosso nel migliorare disturbi quali l’urinazione frequente notturna e nel diminuire i livelli di PSA, sia in caso di iperplasia prostatica benigna che di carcinoma prostatico.

Si tratta però di casi singoli oppure di studi effettuati su un numero molto limitato di individui per poter essere rappresentativo.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

L’assunzione di prodotti a base di trifoglio rosso è di solito sopportata molto bene dalla popolazione generale; gli effetti collaterali che si riscontrano più comunemente sono certi fastidi che interessano il sistema digerente, soprattutto mal di stomaco e nausea.

Nonostante siano generalmente ben tollerati, in casi molto rari si manifestano disturbi come nausea e mal di stomaco, situazioni in cui bisogna subito sospendere l’assunzione.

Reazioni allergiche gravi a prodotti a base di questa pianta non sono frequenti: è bene però consultarsi con il medico se si nota un qualsiasi avviso di reazione allergica, soprattutto se importante (rash cutaneo, prurito, gonfiore specialmente se su viso, lingua o gola, forti capogiri, problemi di respirazione).

Se si assumono abitualmente farmaci, è meglio consultare il medico prima dell’assunzione del trifoglio rosso, perché potrebbe interferire con alcuni principi attivi come tamoxifene, contraccettivi, anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici.

Il Trifoglio rosso può essere assunto come infuso, estratto liquido o solido (polvere o compresse).

In via precauzionale, se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e allattamento.

Le informazioni riportate sono indicazioni generali e non soppiantano in nessuna maniera l’opinione del medico.

tags: #trifoglio #rosso #benefici #e #controindicazioni

Scroll to Top