Chiara Bracciale: Nutrizionista e Approccio Olistico alla Salute

Le gambe gonfie e doloranti rappresentano un disturbo diffuso che può compromettere significativamente la qualità della vita.

Durante l’estate, il problema si acuisce: 1 donna su 2 riferisce sintomi di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori, un'incidenza tre volte superiore rispetto all’inverno.

Il gonfiore alle gambe, in medicina chiamato edema, può essere il sintomo di diverse patologie, alcune delle quali rientrano nell'ambito della flebologia e della linfologia, come l'insufficienza venosa cronica, la flebite, la trombosi venosa profonda, il lipedema e il linfedema.

Combattere l’insufficienza venosa degli arti inferiori si può!

L’approccio multidisciplinare è fondamentale in flebologia per prendersi cura del paziente in modo completo e risolvere i disagi legati alla circolazione, come il gonfiore alle gambe (edema).

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Per questo motivo, in questo blog mi piace non solo parlarvi delle soluzioni più efficaci, ma anche presentarvi i professionisti con cui collaboro.

Figure preziose che, con il loro contributo, migliorano davvero la qualità di vita dei pazienti.

In questo articolo ho il piacere di condividere con voi l’intervista al dottor Umberto Di Cesare, chinesiologo, osteopata e posturologo.

In questo articolo vi racconto la storia clinica di una mia cara paziente alla quale ho diagnosticato il Lipedema.

Mi premeva molto affrontare questo tema perché è ancora poco conosciuto e soprattutto poco diagnosticato.

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In Molise, regione in cui opero, stiamo iniziando a lavorare in equipe proprio su questa patologia, con l’auspicio di poter essere un punto di riferimento per tutte quelle persone, soprattutto donne, che manifestano problematiche di questo tipo.

Prima di addentrarmi nel caso studio vi invito innanzitutto a contattarmi se avete dubbi o domande.

Sono Concettina Elio e mi occupo di tutte le patologie che riguardano il sistema venoso e linfatico.

Prendere la decisione di prenotare una visita medica specialistica porta con sé sempre un pò di ansia e dubbi.

Se ci si rivolge a un medico infatti si teme per la propria salute o si avvertono sintomi dei quali non si riesce a capirne l’origine.

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E questo comprensibilmente ci agita.

Il gonfiore degli arti inferiori è un disturbo che colpisce moltissime persone.

Potrei quasi dire la maggior parte di noi poiché i sistemi di drenaggio delle nostre gambe lavorano per gran parte del giorno contro la gravità (i liquidi devono salire verso il cuore).

Esistono infiniti motivi per cui le gambe tendono a gonfiarsi, da quelli più banali come la sedentarietà a patologie cliniche ben definite che necessitano di una valutazione specialistica.

Ciò che nel linguaggio comune viene descritto erroneamente con “ritenzione idrica” è quasi sempre tutt’altro.

La “ritenzione idrica” è in realtà una condizione clinica importante, per la quale il corpo non riesce a espellere liquidi a causa generalmente di problematiche renali, cardiache, epatiche o ormonali.

La gravidanza è un momento di trasformazione per il corpo e una prova molto importante per la mente di tutte le future mamme.

Nei 9 mesi che accompagnano noi donne al miracolo di donare la vita, tutto cambia, ed è importante affrontare ogni fase con quanta più serenità possibile.

Tra i disagi che possono presentarsi durante la gravidanza c’è il gonfiore alle gambe, che rappresenta nella maggior parte dei casi una conseguenza naturale sia delle alterazioni ormonali che della crescita del feto.

Il gonfiore alle gambe in gravidanza è quindi tipico e si può tenere sotto controllo con alcuni accorgimenti e una serie di semplici buone abitudini che possono aiutare a stare meglio.

Scrivere di sé non è così facile, sebbene sia l’argomento su cui si dovrebbe essere più preparati (almeno credo).

Domanda complicatissima perché non sono mai stata una grande sognatrice.

Tendo a essere molto calata nel mio presente e cerco di gestire le situazioni man mano che si presentano.

Ero così anche da adolescente.

Non sono mai stata la ragazzina con i sogni nel cassetto.

Non so perché.

Posso però dire che a 40 anni (recentemente compiuti ahimè!!) sono esattamente come vorrei essere.

Tenace.

Ma qualcuno direbbe molto testarda o addirittura ostinata e ne avrebbe tutte le ragioni, perché a volte forse esagero un po’!

Scrupolosa.

Ma chi mi conosce bene aggiungerebbe che sono un po’ troppo pignola e “precisina”, fino a diventare a volte, anzi spesso, insostenibile.

Ahimè, tutto vero!

Ottimista.

Subito dopo la maturità classica, spinta dal voler diventare indipendente il prima possibile, avevo deciso che non avrei proseguito i miei studi e che avrei cercato immediatamente un lavoro.

Nelle prime settimane ho portato curriculum nei più svariati posti, nella speranza che qualcuno mi desse la possibilità di fare formazione ed intraprendere velocemente un percorso lavorativo.

I miei genitori erano un pochino preoccupati, i mesi estivi trascorrevano ed io non prendevo una decisione.

Un giorno mia mamma mi ha preso in disparte e mi ha chiesto se ero davvero sicura di non voler iscrivermi all’Università, visto che mi era sempre piaciuto molto studiare.

Mi sono presa qualche giorno per riflettere e poi una sera a tavola ho annunciato che avrei provato a sostenere il test di ammissione di Medicina all’Università di Chieti.

Medicina mi sembrava la facoltà che meglio mi rappresentava: materie scientifiche calate però in un ambiente a totale contatto con l’uomo.

Mi sono iscritta al test, ho scaricato il programma e studiato per qualche settimana ed i primi di Settembre ero tra i banchi del tridente di Chieti.

Eravamo in tantissimi ed io mi sentivo molto un pesce fuor d’acqua perché gli altri mi sembravano super super preparatissimi.

Qualche settimana dopo il risultato: ero stata ammessa.

Credo di aver pianto per ore nel pomeriggio che l’ho saputo.

In realtà la mia prima idea sul percorso di studi da proseguire post - laurea era stata di diventare Pediatra, guidata dal mio amore per i bambini.

Durante i miei anni di tirocinio per la tesi in Pediatria ho scoperto la mia passione per le indagini ecografiche, in particolar modo le dinamiche.

La mia stessa tesi aveva come argomento lo studio eco - color - doppler dell’emodinamica renale.

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