Mariuccia Rivano: Segreti di Longevità, Dieta e Passione per lo Sport

Maria Carla Rivano, affettuosamente conosciuta come Mariuccia, ha recentemente catturato l'attenzione per la sua invidiabile forma fisica. A 98 anni, Mariuccia pratica windsurf, gioca a golf e dimostra una tempra eccezionale.

Nella puntata del 16 settembre di Unomattina dedicata all'invecchiamento sano non poteva mancare la testimonianza della signora Maria Carla Rivano, per tutti Mariuccia. Un esempio di vitalità e forza d'animo che con i suoi quasi 98 anni ancora pratica sport con entusiasmo.

Una Vita Attiva: Il Segreto di Mariuccia

Originaria di Riva Trigoso, in provincia di Genova, ma residente a Roma e con un legame profondo con la Sardegna, Mariuccia compirà 98 anni il prossimo 20 novembre. È un’incredibile fonte d’ispirazione per la sua vitalità e il suo spirito giovanile.

La passione di Mariuccia per lo sport è evidente: “Pratico sport da sempre. Mi ha accompagnato in ogni giorno della mia vita,” racconta con sorprendente lucidità. Ha iniziato a nuotare ai tempi di Mussolini e non si è mai fermata, anche durante la maternità e l’educazione dei suoi tre figli. Non ha mai voluto essere solo una casalinga, ma ha sempre trovato il tempo per attività come pallacanestro, tennis e passeggiate.

Mariuccia Rivano è stata ospite anche a Uno Mattina su Rai 1, ma lei per prima sembra sorpresa a tutte queste attenzioni: sportiva da sempre (da giovane ha giocato anche a basket e a tennis) tutto ciò che fa le sembra assolutamente normale.

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Il segreto della sua giovinezza? “Non lo so, forse perché da giovani non abbiamo avuto niente, nemmeno la bicicletta, dovevamo andare a piedi. Sono sempre stata abituata a camminare, e allora camminavo”. La passione per lo sport, poi, si è sviluppata anche grazie ai figli (Vittorio, oggi 76 anni, Rodolfo 70 anni e Carlo Andrea, che ne ha 62): “Ho iniziato a seguire mio figlio più piccolo.

"Alzatevi da quel divano e muovetevi. Correte, camminate, giocate a tennis, nuotate, perché lo sport mantiene giovani” ha raccontato a La Nuova Sardegna.

Windsurf: Una Passione Senza Età

Tra i tanti sport, quello che Mariuccia ama particolarmente è il windsurf, che pratica tutte le estati: in Italia, a Porto Pollo o a Palau. E ovviamente, non poteva non seguire l’impresa di Marta Maggetti alle Olimpiadi (“Straordinaria, mi piacerebbe conoscerla”). La passione è nata a 50 anni proprio a Porto Pollo (“Avevamo casa lì. Comprai tavola e vele e cominciai”) e prosegue ancora, quasi 48 anni dopo, con la scuola MB Pro Center.

Lei ne è felice, anche se non si spiega tutta questa attenzione: «Pratico sport da sempre: mi ha accompagnato in ogni giorno della mia vita. Pensi che ho cominciato a nuotare ai tempi di Mussolini - ci racconta con una loquacità e una lucidità sorprendenti -. Non mi sono mai fermata, anche quando sono diventata mamma dei miei tre figli. Mica volevo fare la casalinga, io! Al contrario, ho sempre cercato di ritagliarmi del tempo: pallacanestro, tennis, passeggiate e corsette. Un modo per stare bene con me stessa e, di conseguenza, con gli altri. È la potenza dell’attività fisica».

E quando chiamiamo il MB Pro Center di Porto Pollo, centro sportivo acquatico professionale in Gallura, Sardegna, dove lei ogni estate pratica abitualmente windsurf, l’entusiasmo è alle stelle: «Mariuccia è una donna pazzesca, la conosciamo tutti per la sua vitalità: ci mantiene giovani. Vederla sulla tavola a vela è incredibile».

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La Dieta di Mariuccia: Un Approccio Saggio

Mariuccia ha un approccio interessante verso il cibo: “Mangio tutto saggiamente.” Predilige i vegetali e apprezza le insalate preparate da Mauro, che include carote grattugiate, pomodori e sedano. La sua cena di solito consiste in un mix di verdure cotte, come carote, patate e zucchine.

Mariuccia non ama stare a tavola a lungo: «Ho troppe cose da fare e poi oggi la cucina è cambiata. Quand’ero più giovane, gestivo una attività di ristorazione interaziendale. Alle persone che venivano a mangiare da me preparavo cibi vivi come la carne fresca. Oggi fatico a trovare i sapori di una volta. Persino le patatine fritte non sanno di patatine fritte. E sa perché? Perché sono surgelate».

E allora che cosa mangia? «Di tutt’un po’, ma saggiamente. So, ad esempio, che devo preferire i vegetali. Mauro me li prepara in insalata. La sua specialità: carote grattugiate - i miei denti sono quelli che sono - pomodori e sedano crudo tagliato a rondelle. Poi del pane abbrustolito tagliato a tocchetti e, se mi va, delle olive taggiasche, un po’ di feta o della mozzarella di bufala. La sera un mix di verdure cotte: carote, patate e zucchine. Le confesso che oggi mi mangerei una bistecca, come quella che mi ci siamo concessi a Firenze l’altro giorno. Eccellente. Mi ha persino fatto dimenticare il ritardo del treno...».

«Le nostre giornate - continua lei divertita - sono tutte un casino. Abbiamo il fuso orario casalingo. Lui ama alzarsi presto e fare subito colazione, io ho bisogno dei miei tempi. Di mangiare appena sveglia non ho voglia. Posso tirare anche le 10,30 o le 11 senza mettere alcunché sotto i denti, il che fa impazzire Mauro», ride ancora. «Per carburare, come le dicevo, mi basta mezzo litro di acqua a temperatura ambiente che bevo adagio. Non tutta: un po’ la lascio nella bottiglia. Quindi ci metto un integratore con potassio e magnesio per le ossa e la pressione, si capisce. Il resto lo prepara Mauro: ci tiene. Un kiwi o una spremuta d’arancia tutte le mattine e una tisana al finocchio così pancia e digestione vanno benissimo».

L'Importanza dell'Attività Fisica per la Longevità

Una storia come quella di Mariuccia rende orgogliosi i neurologi, visto che l'esercizio fisico rappresenta un importante fattore protettivo dallo sviluppo di malattie neurodegenerative, che colpiscono 55 milioni di persone nel mondo.

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L'attività fisica protegge dallo sviluppo di malattie neurodegenerative perché fornisce lattato ai neuroni. Il cervello vale il 2% del peso del corpo, ma consuma il 15% del flusso sanguigno del corpo. Quando è a riposo usa il 25% del glucosio disponibile a livello somatico e circa il 15% dell'ossigeno.

«Il glucosio non è la risorsa energetica principale per il funzionamento del cervello, questa convinzione è stata ampiamente superata. Oggi si sa che è il lattato, l'elemento necessario per il buon funzionamento del cervello. Il glucosio è fondamentale per l'attività basale, ma quando il neurone si attiva usa il lattato, cioè l'acido lattico. Si è visto che quando i neuroni sono attivi, l'incremento del consumo di lattato aumenta subito, di circa il 60%. Le fonti di lattato sono sia interne, viene prodotto dagli astrociti, sia esterne: i muscoli producono lattato durante l'esercizio fisico. Questo collegamento tra lattato e buon funzionamento dei neuroni è molto importante perché spiega l'azione preventiva dell'esercizio fisico sulla degenerazione dei neuroni», conclude Albanese. L'esercizio fisico ha anche una funziona anti-depressiva e la depressione, se non curata, viene associata ai fattori di rischio delle malattie neurodegenerative.

Un altro dato interessante emerso dallo studio è che l'istruzione scolastica prolungata ha una funzione preventiva. Le persone con una formazione educativa più lunga hanno infatti dimostrato un rischio di demenza ridotto. Anche l'attività fisica può ridurre il rischio di sviluppare malattie neurodegenerative.

Fattori di Rischio e Protettivi per le Malattie Neurodegenerative

In base agli studi degli ultimi 15 anni, i fattori che statisticamente facilitano la malattia di Parkinson sono:

  • Pesticidi
  • Consumo di latticini
  • Metanfetamine
  • Cancro
  • Colesterolo e ipertensione
  • Trauma cranici
  • Diabete
  • Alcool
  • Ormoni per la postmenopausa
  • Grassi

I fattori protettivi sono:

  • Fumo di sigaretta
  • Caffè
  • Tè verde e nero
  • Attività fisica
  • Elevati valori di urati
  • Uso di farmaci antinfiammatori
  • Statine
  • Flavonoidi
  • Farmaci calcio-antagonisti
  • Dieta adeguata

«Alla base delle malattie neurodegenerative ci possono essere fattori genetici e fattori ambientali che interagiscono sempre tra loro con un effetto sinergico», precisa Albanese. «Ma sappiamo anche che nella parte intermedia della vita, possiamo agire sui fattori di rischio modificabili che possono portare alla demenza, rendendo meno probabile lo sviluppo della malattia nell'età senile.

Tra i fattori di rischio modificabili più importanti ci sono il fumo, l'obesità e l'ipertensione.

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