Cocco: Benefici, Controindicazioni e Impatto sulla Dieta

Il cocco è il frutto del Cocos nucifera, specie appartenente alla famiglia delle Palmaceae che cresce bene nei climi tropicali, poiché necessita di suoli umidi, sabbiosi e ben drenati. Il cocco è sicuramente il frutto che più ci trasporta nei paesi esotici, nonostante sia entrato ormai a far parte delle abitudini alimentari italiane.

Anatomia del Frutto

Il frutto del cocco comprende un epicarpo, un mesocarpo e un endocarpo. L’epicarpo, che è la buccia esterna del frutto, ed il mesocarpo, pesante e fibroso vengono essiccati (frutta secca) e conciati per usi industriali mente l’endocarpo, ovvero il nocciolo, presenta all’interno una polpa bianca e solida il cui spessore varia a seconda dell’età del frutto, ed un liquido chiamato acqua di cocco.

Gli studi fitochimici effettuati sul mesocarpo hanno rivelato la presenza di fenoli, tannini, leucoantocianidine, triterpeni, steroidi, alcaloidi e flavonoidi. Questi ultimi sono ampiamente diffusi nei vegetali sono stati particolarmente oggetto di studi per la loro azione antiossidante mentre i tannini presenti possiedono attività vermifuga.

Varietà di Palme da Cocco

Esistono diverse varietà di palme da cocco: le varietà alte sono generalmente molto longeve e sopravvivono anche oltre gli 80 anni. Le palme da cocco nane, come preannuncia il termine stesso, raggiungono altezze nettamente inferiori rispetto alla varietà precedente (max. 12 metri). Esistono, poi, altre varietà di palme da cocco che non s'inseriscono né tra le varietà alte, né tra quelle nane, poiché presentano caratteri peculiari ed intermedi.

Utilizzi del Cocco

Il cocco si presta a moltissimi scopi: l'acqua contenuta all'interno del frutto, la cosiddetta acqua di cocco, vanta proprietà rinfrescanti, diuretiche e blandamente lassative. Ma non è tutto: il liquido viene utilizzato anche per la preparazione di bevande fermentabili, quali ad esempio i vini di palma.

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La polpa, utilizzata a scopo alimentare, dev'essere consumata fresca; ancora, è utilizzata per estrarre l'olio di cocco oppure per la produzione di farina di cocco. L'olio di cocco (o margarina), di elevata rilevanza economica, è ricavato dalla mandorla (copra) del frutto: questa rappresenta la matrice per la produzione dell'olio, dato il suo elevato contenuto in termini lipidici (65% di grasso).

Attraverso l'incisione delle infiorescenze, si ricava una linfa utile per la produzione di aceto di palma, vino, zucchero ed acquavite. Ad ogni modo, il cocco non viene sfruttato solamente in ambito alimentare: infatti, le fibre del mesocarpo sono utili per realizzare tappeti, corde, cappelli, spazzole e canestri.

L'olio ricavato dal cocco viene utilizzato anche nell'industria cosmetica per la produzione di saponi, schiume e creme da barba, grazie al suo potere schiumogeno. Della palma da cocco, si utilizza anche il tronco: il legno è utilizzato per la produzione di mobili o, addirittura, per la costruzione di case tipicamente rurali. Anche le foglie sono utilizzate in ambito “edilizio” per la copertura di tetti di capanne.

Benefici e Proprietà dell'Acqua di Cocco e del Latte di Cocco

  • Acqua di cocco: dissetante e ricca in micronutrienti, l’acqua di cocco può essere assunta in porzioni più abbondanti, dai 300 ai 500 ml, per reintegrare le scorte in minerali o come bevanda rinfrescante e ha mediamente 15 kcal/100ml.
  • Latte di cocco: proprietà rinfrescanti, diuretiche e blandamente lassative. Utilizzato anche per la preparazione di bevande fermentabili, quali ad esempio i vini di palma. Applicato sulla cute sotto forma di creme o di unguenti, esplica proprietà emollienti e lenitive.

Cocco Fresco vs Cocco Disidratato: Cosa Cambia?

Precisamente il potassio passa dai 260 mg del cocco fresco agli oltre 600 mg del cocco disidratato ed il magnesio da 46 mg a 160 mg. Fa eccezione solo il fosforo che diminuisce drasticamente da 95 mg a 3 mg.

Olio di Cocco: Benefici e Controversie

Dalla polpa della noce di cocco viene estratto l’olio di cocco, un olio vegetale costituito principalmente da acidi grassi saturi a catena media, che non richiedono l’azione emulsionante dei sali biliari e vengono quindi assorbiti più facilmente. L’acido laurico è l’acido grasso più abbondante nel cocco. Anche all’olio di cocco sono state associate proprietà benefiche per la salute.

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Scegliere l’olio di cocco vergine, proprio come succede con l’olio di oliva extravergine, significa invece garantirsi un apporto più sensibile di micronutrienti, ad esempio in termini di antiossidanti, e potenzialmente meno contaminanti residui dei processi di lavorazione. E a differenza della maggior parte delle altre fonti di grasso vegetali, gli oli tropicali sono caratterizzati da un contenuto di grassi molto più ricco di saturi.

La discriminazione metabolica tra i vari acidi grassi inizia presto, nel tratto gastrointestinale, dove gli acidi a catena media vengono assorbiti in modo più efficiente rispetto agli acidi grassi a catena lunga. Questo è più o meno quello che ti raccontano i fautori dell’olio di cocco come panacea di tutti i mali, ma in realtà, se proprio volessimo essere precisi, l’acido laurico può essere classificato tanto come acido grasso a catena media che a catena lunga; con i suoi 12 atomi di carbonio si trova infatti proprio al limite tra le due categorie, e in effetti in quanto a digestione e metabolismo “si comporta più come un acido grasso a catena lunga, perché la maggior parte (70%-75%) viene assorbita dai chilomicroni [(ovvero secondo la via tradizionale)].

L’olio di cocco contiene tante calorie e tanti grassi totali quanto altre fonti di grassi, circa 110-120 calorie per cucchiaio…. Ma, ehi, questo sulla carta… può essere che ci sia qualche meccanismo non ancora noto, quindi per verificare possiamo ricorrere a studi sul campo; una revisione recente, del 2022, che mette insieme tutta la letteratura affidabile sul tema, dimostra che non solo non riduce il peso corporeo, non solo non riduce la circonferenza in vita, ma non riduce nemmeno la massa grassa… e onestamente mi sarei stupito del contrario.

L’assunzione di olio di cocco non ha dimostrato alcun miglioramento clinicamente rilevante nel profilo lipidico e nella composizione corporea rispetto ad altri oli/grassi. L’acido laurico aumenta notevolmente il colesterolo totale, ed effettivamente gran parte del suo effetto si esprime sul colesterolo HDL.

L’insieme delle prove ottenute mediante gli studi di intervento condotti fino ad oggi suggerisce che la sostituzione dell’olio di cocco con grassi insaturi cis altererebbe i profili lipidici nel sangue in modo coerente con una riduzione dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

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No, non si butta mai via nulla, puoi ad esempio usarlo su capelli e pelle, per cui a seconda del tipo di cute può essere un efficace idratante. Capelli e pelle, ad esempio; l’olio di cocco è un efficace idratante per pelle e capelli.

Cocco e Colesterolo: Cosa Sapere

Pur essendo un grasso saturo, l’acido laurico presente nel cocco può promuovere l’aumento del colesterolo HDL, quello considerato “buono”. In generale un rapporto colesterolo sierico totale/HDL inferiore è correlato a una diminuzione del rischio aterosclerotico, tuttavia non è stata ancora trovata una relazione certa tra consumo di olio di cocco (l’olio di cocco fa male?)e prevenzione del rischio di cardiopatie.

L’acido laurico, pur presentando caratteristiche molecolari peculiari, produce nell’organismo umano un effetto netto di incremento del colesterolo totale. Nonostante in alcuni individui si osservi un aumento più marcato del colesterolo HDL rispetto al LDL, è importante sottolineare che le evidenze scientifiche attuali identificano il colesterolo LDL come un fattore di rischio cardiovascolare indipendente. Ciò implica che, a parità di altre condizioni, livelli più elevati di colesterolo LDL sono associati a un maggiore rischio cardiovascolare a prescindere dall’eventuale aumento del colesterolo HDL.

Sulla base di queste considerazioni, l’impiego dell’olio di cocco nella dieta quotidiana appare sconsigliabile, salvo in contesti molto specifici.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Non ci sono evidenze sul rischio di allergia a questo frutto e le controindicazioni principali riguardano l’alto apporto calorico e la presenza di fibre che, in soggetti particolarmente sensibili, possono dare episodi diarroici e fermentazione gastrointestinale.

Cocco Intero vs Olio di Cocco: Differenze Nutrizionali

Il cocco consumato nella sua interezza presenta un profilo nutrizionale sostanzialmente diverso dall’olio di cocco isolato. A differenza dell’olio di cocco, che è costituito quasi esclusivamente da lipidi, il frutto intero contiene circa il 50% di acqua in peso. La combinazione di grassi, fibre e acqua contribuisce a un senso di sazietà, rendendo difficile il sovraconsumo.

Cocco e Perdita di Peso: Mito o Realtà?

L’affermazione secondo cui il cocco o l’olio di cocco possiedano la capacità intrinseca di indurre la perdita di peso è priva di fondamento scientifico. Per verificare scientificamente un effetto dimagrante, sarebbe necessario osservare una perdita di peso in condizioni di parità di apporto calorico complessivo.

Acqua di Cocco vs Latte di Cocco: Qual è la Differenza?

È infine importante chiarire la distinzione tra l’acqua di cocco e il latte di cocco. L’acqua di cocco è un liquido naturalmente contenuto all’interno del frutto, a differenza della polpa possiede un contenuto di acidi grassi esiguo rispetto alla componente glucidica (circa 3,7 g di carboidrati per 100 g). Il latte di cocco, noto per il suo impiego in preparazioni culinarie come il curry, rappresenta una forma più concentrata dei componenti lipidici del cocco rispetto al frutto intero.

Il Cocco nella Dieta: Consigli e Raccomandazioni

Nelle dovute porzioni è un ottimo alimento, utilizzato come snack o per arricchire preparazioni culinarie, in particolare il latte di cocco è utilizzato in piatti etnici o in sostituzione della classica panna da cucina in soggetti con allergia alle proteine del latte vaccino.

In ambito nutrizionale, si raccomanda generalmente di privilegiare il consumo di grassi di origine vegetale, come l’olio extravergine d’oliva e la frutta secca, ricchi di grassi insaturi. Questa distinzione tra fonti vegetali e animali di grassi presenta alcune eccezioni note, come il pesce che, pur essendo di origine animale, apporta benefici grassi insaturi.

Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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