Amata da grandi e piccini, la Nutella accompagna da decenni la colazione degli italiani. Ma sarà davvero un'ottima abitudine consumare Nutella tutte le mattine a colazione?
Cos'è la Nutella?
La Nutella® è un alimento dolce prodotto dall'azienda Ferrero. Si tratta di una crema spalmabile a base lipidica, aromatizzata con nocciola e cacao.
La nutella® nacque come evoluzione del Giandujot - un panetto solido e dolce a base di pasta di nocciole delle langhe, cacao e zucchero - creato nel 1946 da Pietro Ferrero (pasticcere piemontese). Dopo soli due anni, il Giandujot cambiò sia nome, sia consistenza (più spalmabile), acquisendo il titolo di SuperCrema. Nel 1964, Michele Ferrero (figlio del noto pasticcere) perfezionò ulteriormente la ricetta e attribuì alla SuperCrema il nome di nutella®, sostantivo ricavato dall'unione del termine inglese "nut" (nocciola) al suffisso "ella" (per conferire un senso di maggior cremosità al prodotto). Nel 1977 nutella® raggiunge l'Australia, dove nei pressi della capitale venne erso uno stabilimento autonomo col quale allargherà il suo mercato anche ai nuovi continenti.
Ovviamente, il gusto e le proprietà organolettiche della nutella® sono fuori discussione; dopotutto, è incontestabile che si tratti di uno degli alimenti dolci più graditi al mondo.
Nutella e Junk Food
La peculiarità del junk food ("cibo spazzatura") è quella di possedere una densità calorica elevata, assolutamente inappropriata allo stile di vita dell'uomo sedentario, e di essere in proporzione piuttosto povero di vitamine, oligoelementi, antiossidanti, fibra alimentare, acidi grassi essenziali ecc. In altre parole, basando la propria dieta principalmente sui junk foods, pur eccedendo ampiamente la quota di calorie quotidiane raccomandabile, molti fabbisogni nutrizionali non verrebbero soddisfatti.
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Vengono fatti rientrare nella categoria molti prodotti industriali, come snack, dolciumi, fast-food specie se fritti, bevande zuccherate ed alcolpops.
Ingredienti e Valori Nutrizionali
Tra gli ingredienti della nutella® possiamo notare la presenza di olio di palma. Sebbene l'azienda non dichiari in etichetta le percentuali esatte di olio di palma, dall'analisi nutrizionale dell'alimento è possibile effettuare una stima approssimativa. Leggendo la dicitura "Senza conservanti e coloranti", il consumatore potrebbe sentirsi in qualche modo "tutelato" dalla qualità compositiva della nutella® .
Ecco i valori nutrizionali medi per 100g e per porzione (15g):
| Valori medi | per 100g | per porzione (15g) | %GDA* |
|---|---|---|---|
| Valore energetico kcal | 544 | 81 | 4 |
| Valore energetico kj | 2273 | 339 | 4 |
| Proteine g | 6 | 0.9 | 2 |
| Carboidrati g | 57.3 | 8.6 | 3 |
| zuccheri g | 56.7 | 8.5 | 9 |
| Grassi g | 31.6 | 4.7 | 7 |
| Grassi saturi g | 10.9 | 1.6 | 8 |
| Fibre alimentari g | 3.4 | 0.5 | 2 |
| Sodio g | 0.045 | 0.007 | 0 |
*GDA = è la quantità giornaliera per un adulto. Si basa su di una dieta che prevede un apporto medio giornaliero di 2000kcal. Il fabbisogno nutrizionale di un individuo può essere maggiore o minore, a seconda di: sesso, età, attività fisica ed altri fattori.
Energia della Nutella nella Dieta
Anzi tutto, le GDA* si riferiscono ad una dieta da 2.000kcal, ovvero l'apporto di un adulto sano ed in perfetta salute. Costui (in base al fabbisogno) non pratica attività motoria e, dal punto di vista antropometrico, non sembra essere "un gigante". A tal proposito, si può notare che, effettivamente, la porzione raccomandabile (15g, ovvero un bel cucchiaio pieno - ciò che serve per ricoprire "generosamente" non più di un paio di fette biscottate) rappresenta solo il 4% dell'energia necessaria giornaliera.
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Una prima osservazione andrebbe fatta sulla praticabilità della porzione media; 15g sono davvero pochi e due fette biscottate (con un bicchiere di latte) non sono sempre sufficienti a sedare l'appetito di una prima colazione (che segue un digiuno notturno di circa 12 ore), né tantomeno gli attacchi di golosità o sconforto che spesso spingono all'assunzione del prodotto. Inoltre, per i "veri clienti" della nutella®, ovvero i bambini e i giovani adolescenti (magari sedentari), che presentano fabbisogni energetici ancora più bassi, di quanto dovrebbe essere la porzione raccomandabile?
Carboidrati semplici e grassi saturi della Nutella nella dieta
I carboidrati della nutella® sono prevalentemente semplici (disaccaridi), tipo saccarosio e con poco lattosio. Questi, in base alla GDA* dei 15g raccomandati, occupano solo il 9% degli zuccheri semplici totali nella dieta.
A questo punto, il calcolo percentuale dei glucidi semplici contenuti in un'unica porzione di nutella® rispetto al fabbisogno consigliato per una dieta da 2.000kcal, offre un intervallo compreso tra il 14-17% nell'adulto ed il 10,5-11% nel bambino. Aldilà dell'aspetto puramente quantitativo, ricordiamo che l'apporto di monosaccaridi e disaccaridi nella dieta DEVE interessare prevalentemente il fruttosio contenuto nella frutta e negli ortaggi, ed il lattosio del latte e dei latticini; per questo, utilizzando frequentemente la nutella® in dosi generose è verosimile pensare che si possa compromettere l'equilibrio nutrizionale della dieta per eccesso di zuccheri semplici.
Ancora una volta dovremmo chiederci che tipo di impatto dietetico potrebbe avere il consumo quotidiano di 15g di nutella sulla dieta di bambini o giovani adolescenti sedentari che, mediamente, hanno un apporto energetico inferiore alle 2.000kcal.
Il discorso è analogo per quel che riguarda i grassi contenuti nella nutella®. L'analisi chimica dei lipidi dovrebbe essere molto più articolata di quanto segue ma, in assenza di dati più precisi, ci limiteremo a commentare solo la frazione satura (quella NON salutare) degli acidi grassi totali. Precisiamo fin da ora che i grassi contenuti nella nutella® sono eccessivi ed anche l'utilizzo esclusivo della porzione raccomandata non facilita il mantenimento di una dieta sana ed equilibrata.
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Detto questo, in base alla tabella, la quantità di lipidi saturi contenuti nei 15g di porzione (1.6g) è stimata all'8% delle GDA*. Secondo quanto citato nei "Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana", gli acidi grassi saturi non dovrebbero superare il 10% dell'energia complessiva, opportunamente contestualizzati nel 25-30% dei lipidi TOTALI. Ciò significa che, in una dieta da 2.000kcal, i grassi energetici totali dovrebbero essere compresi tra i 55.6 e i 66.7g/die, mentre quelli saturi NON dovrebbero superare i 22.2g/die.
I conti questa volta tornano rispetto alle GDA dell'etichetta, ma non è tutto qui! E' ben noto che i lipidi saturi rappresentano una componente tipica degli alimenti di origine animale; ciò significa che, in linea teorica, il loro apporto nella dieta dovrebbe essere regolato dall'assunzione di latte e derivati, carne, uova e pesce. Secondo la logica della dietetica, questi ultimi alimenti sono indispensabili al raggiungimento delle quote di: ferro, calcio, fosforo, vitamine idrosolubili del gruppo B e liposolubili (A e D), nonché delle proteine ad alto valore biologico.
E' quindi logico pensare che NON sia corretto "aggiustare" l'apporto totale dei lipidi saturi riducendo le porzioni di questi alimenti per favorire l'assunzione di nutella®. Ciò è tanto vero per l'adulto, quanto (e ancor di più) in riferimento ai bambini ed ai giovani adolescenti. D'altro canto, ignorare l'apporto dei grassi saturi o anche solo di quelli totali nella dieta potrebbe avere conseguenze di: ipercolesterolemia ed incremento ponderale della massa grassa.
Nutella® e creme spalmabili concorrenti
Nutella® è di certo un "mito" italiano; al suo consumo è attribuito un vero e proprio fenomeno sociale. Ciò non toglie che la "perla" di casa Ferrero stenti a reggere il confronto con altre creme spalmabili di concorrenza. Vediamo perché.
Come abbiamo citato nei paragrafi precedenti, nella nutella® compare una voce piuttosto vaga: olio vegetale. Essendo il burro di cacao un grasso piuttosto pregiato (e costoso), utilizzarlo nella formulazione di una crema spalmabile avrebbe come logica conseguenza la relativa citazione in etichetta; ma così non è per la nutella®. A dirla tutta, non è che dal punto di vista chimico (e metabolico) l'uno e l'altro ingrediente si differenzino in maniera sostanziale; anzi, alcuni oli vegetali possiedono un rapporto di acidi grassi migliore di quello del burro di cacao stesso.
L'unico problema risiede nel fatto che non si è in grado di stabilire la reale salubrità della nutella poiché non se ne conosce il quantitativo di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, e soprattutto l'eventuale metodo di raffinazione/lavorazione applicato alla materia prima oleosa. Anche la quantità di zucchero aggiunto rappresenta un elemento discriminante. Ricordiamo che un'eccessiva percezione del dolce negli alimenti tende a "mascherare" altri sentori potenzialmente carenti o poco gradevoli. La nutella® è tra le creme spalmabili che più ne contiene (>50% del peso complessivo) ed un motivo c'è di sicuro.
Ovviamente, nella comparazione delle creme spalmabili escludiamo volutamente la variabile del “prezzo” (non pertinente all'obbiettivo della lettura); di questi tempi, si sa, meglio "stringere la cinta" e, a suo vantaggio, la nutella® non rappresenta il prodotto più costoso in commercio, tutt'altro! Come dire, Ferrero la sa lunga! Con un prodotto che si adattava perfettamente alla domanda commerciale degli anni '60 continua a prevalere sul mercato.
Utilizzando materie prime tendenzialmente meno pregiate rispetto ai nuovi prodotti concorrenti più rinomati (e costosi), l'azienda leader ha saputo investire sul consolidamento del marchio penetrando nelle abitudini degli italiani al punto da non avere più bisogno di reggere il confronto con le aziende rivali.
Nutella a dieta: si può?
Ti stai chiedendo se è possibile gustare la Nutella a dieta? Si! Ma a qualche condizione! Scopriamolo insieme con C’ena una Volta!
La Nutella è senza dubbio una delle creme spalmabili più amate al mondo. Il suo sapore avvolgente e la consistenza cremosa la rendono irresistibile, ma chi segue un’alimentazione controllata si trova spesso a chiedersi: posso mangiare Nutella a dieta? La risposta non è univoca.
Se consumata con moderazione, all’interno di un regime equilibrato, un cucchiaino ogni tanto non rovinerà i progressi. La buona notizia? Esistono alternative più leggere e bilanciate che permettono di godere di una crema al cioccolato e nocciole senza sensi di colpa.
Prima di cercare alternative, analizziamo la Nutella tradizionale. Il primo ingrediente della Nutella è lo zucchero, seguito dall’olio di palma. Il problema principale è l’alto indice glicemico e il contenuto di grassi non ideali per una dieta sana.
Alternative più leggere
Esistono diverse soluzioni per chi non vuole rinunciare al gusto del cioccolato e delle nocciole senza appesantire la dieta:
- Negli ultimi anni il mercato ha visto la nascita di numerose creme al cioccolato più salutari, spesso arricchite con proteine e senza zuccheri aggiunti.
- Se vuoi una crema con ingredienti semplici e naturali, puoi optare per alternative a base di nocciole, mandorle o anacardi con cacao puro.
Se sei a dieta ma non vuoi rinunciare alla Nutella, il segreto sta nella moderazione. La quantità ideale dipende dal tuo fabbisogno calorico, dal livello di attività fisica e dagli altri alimenti che consumi nella giornata. Se vuoi una versione più leggera della Nutella, puoi trovare in commercio diverse alternative con meno calorie e meno zuccheri.
Le creme spalmabili vegane stanno diventando sempre più popolari, ma sono davvero più leggere della Nutella tradizionale? Dipende dagli ingredienti. In sintesi, la Nutella vegana può essere una scelta più salutare, ma non sempre è meno calorica. Il segreto sta sempre nell’equilibrio: scegliere prodotti di qualità, ridurre lo zucchero e bilanciare i nutrienti.
Con queste alternative, potrai goderti una colazione o una merenda golosa senza sensi di colpa con la Nutella a dieta!
Nutella vegana: un'alternativa?
A settembre 2024 Ferrero ha lanciato la Nutella vegana. Anzi, “plant based”, come c'è scritto sul nuovo barattolo con il tappo verde. Un lancio - arrivato dopo mesi di indiscrezioni - che un po' tutti si aspettavano: il mercato dei prodotti vegetali vale mezzo miliardo di euro, la popolazione veg in Italia sfiora il 10% e quella "flexitariana" è composta da 12,5 milioni di persone. Insomma, con una domanda così elevata non poteva mancare all'appello, con un'offerta ad hoc, una delle più grandi aziende italiane.
Ciò detto, analizziamo la Nutella vegana insieme alla dottoressa Valentina Galiazzo, biologa nutrizionista e specialista in biochimica clinica.
Com'è la Nutella vegana
In tanti in questi mesi, anche solo per curiosità, hanno assaggiato la Nutella vegana, anche se non è stata corsa all'acquisto come è successo con il lancio dei Nutella Biscuits (che per giorni sono stati introvabili tra gli scaffali dei supermercati). Curiosità ripagata? A quanto pare sì: la consistenza della Nutella vegana è la stessa di quella classica, il sapore abbastanza simile, solo un po' meno dolce. Non male come variazione per rispondere a esigenze dietetiche diverse, un buon punto.
Cosa c'è nella Nutella vegana
Quello che cambia nella ricetta della Nutella Plant Based è che al posto del latte scremato in polvere ci sono ceci e sciroppo di riso in polvere, non meno zucchero. Per il resto - anche se le quantità non sono indicate (del resto la ricetta è segreta), non cambia una virgola: la Nutella vegana contiene zucchero, olio di palma, nocciole e cacao magro nella stessa percentuale della Nutella classica (e cioè 13 e 7,4%), lecitine. Altro dettaglio è che nella classica c'è la vanillina, mentre nella vegana c'è il sale (motivo per cui probabilmente risulta meno dolce).
Nutella vegana e Nutella classica: qual è la più leggera
Questo rende la Nutella vegana più leggera della Nutella che abbiamo mangiato finora? Chiarisce la ndottoressa Valentina Galiazzo: «La sostanza della ricetta è la stessa: sia nella Nutella vegana che in quella “classica” lo zucchero è primo nella lista degli ingredienti perché è quello presente in quantità maggiore. Anche le nocciole sono presenti nella stessa percentuale del 13%. Il fatto che la Nutella vegana contenga sciroppo di riso e ceci al posto del latte scremato la rende adatta agli intolleranti al lattosio, ma non più “leggera”».
Basta guardare l’etichetta: entrambe le creme spalmabili hanno la stessa percentuale di grassi e zuccheri. «Il fatto che questi grassi e questi zuccheri derivino da fonti vegetali non è una differenza sostanziale dal punto di vista nutrizionale», approfondisce la nutrizionista.
Del resto Ferrero non ha presentato il nuovo prodotto come alternativa light ma semplicemente come una crema spalmabile plant based. «Mangiare Nutella plant based al posto di quella tradizione può dipendere da una scelta etica o di gusto, appunto. Di certo non di linea» ribadisce la dottoressa Galiazzo. Una regola che vale per tutte le altre creme spalmabili o prodotti plant based: «Un prodotto non è più leggero o salutare solo perché è vegano o vegetariano: a fare la differenza è sempre la lista degli ingredienti. Quando la leggete, ricordatevi che sono indicati in ordine crescente. Ad esempio, se la voce “zucchero” è prima della lista, sappiate che non state acquistando un prodotto “light”, ecco», prosegue la dottoressa Galiazzo.
Quanta Nutella mangiare
È però sempre la dose che fa il veleno, come recita il vecchio adagio: «Una fetta di pane e Nutella non fa male a nessuno: è un dolce come un altro perciò, nell’ambito di una dieta sana e bilanciata, occasionalmente possiamo concedercelo senza troppi pensieri. Al contrario, se si tende ad alimentarsi male e in più ogni giorno si mangia pane e Nutella (o un dolce qualsiasi ricco di zuccheri e grassi) ovviamente si prende peso a discapito della salute».
Dimagrire con la Nutella: è possibile?
L’idea di dimagrire consumando Nutella può sembrare un paradosso a prima vista. La Nutella, amata crema spalmabile a base di nocciole e cacao, è spesso vista come un piacere colpevole per chi è a dieta. Tuttavia, con un approccio equilibrato e strategico, è possibile integrare questo alimento in un regime alimentare mirato alla perdita di peso.
La Nutella è ricca di zuccheri e grassi, due macronutrienti spesso limitati nelle diete dimagranti. Tuttavia, consumata in piccole quantità, può apportare energia e soddisfazione, riducendo il rischio di abbuffate. Un cucchiaio di Nutella contiene circa 100 calorie, quantità che, se ben gestita, non compromette il bilancio calorico giornaliero. È importante sottolineare che la Nutella fornisce anche una modesta quantità di calcio e ferro, contribuendo al raggiungimento dei fabbisogni nutrizionali.
Strategie per integrare la Nutella in una dieta dimagrante
Integrare la Nutella in una dieta dimagrante richiede pianificazione. Una strategia può essere quella di utilizzarla come premio, limitandone il consumo a una o due volte a settimana. È anche cruciale controllare le porzioni, optando per un cucchiaio piuttosto che un barattolo intero. Abbinare la Nutella con alimenti ricchi di fibre, come frutta o pane integrale, può aiutare a bilanciare l’apporto calorico e aumentare il senso di sazietà.
Un esempio di piano alimentare che include la Nutella potrebbe prevedere una colazione con una fetta di pane integrale spalmata con un cucchiaio di Nutella, accompagnata da un frutto e un tè verde. Per il pranzo e la cena, l’accento dovrebbe essere posto su verdure, proteine magre e cereali integrali, mantenendo un controllo sulle porzioni.
Monitoraggio dell'impatto metabolico
Il monitoraggio dell’impatto della Nutella sul metabolismo è fondamentale per valutare la sua compatibilità con la perdita di peso. L’uso di un diario alimentare o di app per tracciare l’assunzione calorica può aiutare a mantenere il controllo. È utile anche monitorare i livelli di energia e l’umore, poiché un’alimentazione equilibrata influisce positivamente su entrambi.
Quando concedersi la Nutella durante la dieta
Quando stiamo cercando di tenere sotto controllo il peso, la prima cosa a cui facciamo ciao ciao sono i dolci. E quando salutiamo i dolci, qual è il primo che mettiamo sotto chiave perché "vanta" 530 calorie ogni 100 grammi? Tre, due, uno… la Nutella.
In realtà, anche quando si è a dieta, ogni tanto - ogni tanto - si può mangiare anche la Nutella & simili. Purché nel momento buono, che no, non è dopo cena davanti alla tv guardando un film. Okay, quello è il modo migliore per gustarla, ma non si può avere tutto dalla vita.
“Questa del picco massimo del metabolismo nel tardo pomeriggio, mi dispiace dirlo, ma è purtroppo una leggenda”, spiega la biologa nutrizionista Giulia Vincenzo. “Fosse vero, l’aperitivo sarebbe un evento a calorie zero. Ma non è così”. "L'ultimo picco di insulina è alle 15.00: a meno che si faccia un lavoro serale notturno, o si vada in palestra, dopo quell'ora si assimila tutto", aggiunge la biologa nutrizionista Veronica Corsetti.
“L’unico possibile? La mattina a colazione”, conclude la nutrizionista Vincenzo. “Almeno si ha tutta la giornata davanti per smaltirne le calorie”.
Prendiamo nota che se proprio si vuole far godere il palato nel bel mezzo di una dieta con una bomba di grassi e zuccheri, si può. Pane tostato, un velo di Nutella a colazione e via di felicità. Purché non sia una regola, ovvio.
Consigli finali
Contrariamente all’opinione comune, la Nutella può trovare un posto in una dieta dimagrante se consumata con moderazione e inserita in un contesto alimentare equilibrato. La chiave del successo risiede nella pianificazione, nel controllo delle porzioni e nell’abbinamento con alimenti nutrienti.
Un dubbio che perplime tutti coloro che devono o vogliono perdere peso: La Nutella a dieta posso mangiarla? E quanta? Al mondo, nessuno può dire di non conoscerla. Proposta come ingrediente principale per una “colazione da campioni“. Ci hanno addirittura detto “che mondo sarebbe senza?”. Zucchero, olio di palma, cacao e nocciole: sono questi gli ingredienti che compongono questa crema golosissima.