Colpo di Calore: Cause, Sintomi e Prevenzione

Il colpo di calore, noto anche come ipertermia, è una condizione patologica grave che si verifica quando l'organismo non riesce più a regolare la propria temperatura interna, portandola a superare i 40°C.

Cause del Colpo di Calore

Caldo elevato, tassi di umidità pari o superiori al novanta per cento, comportamenti poco prudenti o a rischio: è questo il mix di fattori che può predisporre allo sviluppo del colpo di calore.

Le condizioni che possono causare il colpo di calore sono:

  • Temperatura elevata
  • Alto tasso di umidità
  • Scarsa aerazione

La causa principale del disturbo è quindi la combinazione di caldo e umidità. Difatti, a causa dell'elevata percentuale di umidità, il sudore prodotto dall'organismo nel tentativo di mantenere la temperatura corporea a livelli ottimali evapora più lentamente; di conseguenza, il calore non viene adeguatamente disperso.

Il colpo di calore può essere causato da temperature elevate e climi umidi o da un’attività fisica molto intensa esercitata in ambiente caldo-umido.

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Nel primo caso, più frequente fra gli anziani e in chi soffre di patologie croniche, sono le condizioni ambientali a scatenare l’aumento della temperatura corporea.

Chi è più a rischio?

Possibile in entrambi in sessi, a qualunque età o stato di salute generale, è tuttavia più probabile in soggetti fragili - bambini e anziani - in cui la termoregolazione corporea è meno efficiente e capace di gestire l’importante sbalzo termico interno, alla base del fenomeno.

«Sono esposti al rischio di colpo di calore - aggiunge lo specialista - soprattutto bambini e anziani i quali hanno un sistema di regolazione della temperatura meno pronto e efficace a gestire contesti repenti e di emergenza».

Le persone più a rischio sono quelle anziane o molto giovani, ma anche quelle con malattie croniche, per esempio cardiovascolari (come l’insufficienza cardiaca o l’ipertensione), o che assumono farmaci (ma anche droghe d’abuso) che possono influenzare la termoregolazione.

Il colpo di calore può colpire l’individuo di qualsiasi età, ma a correre più rischi sono gli anziani che hanno superato i 65 anni e i bambini piccoli.

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I neonati ed i bambini fino ai 4 anni di età sono da considerarsi soggetti a rischio, sensibili agli effetti delle alte temperature e non autonomi sia nella gestione dell'ambiente che li circonda sia nel procurarsi liquidi a sufficienza.

Sintomi del Colpo di Calore

La caratteristica principale del colpo di calore è l'innalzamento della temperatura corporea a valori pari o superiore a 40 °C.

I sintomi del colpo di calore sono in genere sufficienti per poter formulare una diagnosi immediata.

Le alterazioni possono manifestarsi con una diversa sintomatologia, secondo la gravità del colpo di calore: da disturbi aspecifici come astenia, cioè stanchezza e spossatezza, generale malessere, un inizio di sensazione di nausea e vomito, ma anche cefalea o vertigini fino problemi fisiologici più seri tra cui un aumento della frequenza cardiaca e ipotensione.

I sintomi che caratterizzano un colpo di calore sono diversi e possono manifestarsi con maggiore o minore intensità:

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  • Nausea
  • Mal di testa
  • Aumento della temperatura corporea
  • Crampi
  • Sincopi (svenimenti)
  • Nei casi più gravi, disturbi della coscienza

I sintomi iniziali del colpo di calore comprendono debolezza, capogiri, nausea, crampi muscolari, abbassamento della pressione arteriosa, cefalea e arrossamento della cute.

Il segno, cioè la manifestazione oggettivamente rilevabile, più evidente del colpo di calore è la temperatura corporea, che sale oltre i 40 gradi centigradi.

Complicazioni

Il cervello, in particolare, è molto sensibile ai cambiamenti di temperatura: per questo, tra le conseguenze più gravi del colpo di calore vi sono i danni cerebrali, ma anche molti altri organi vitali (cuore, reni, fegato, polmoni) possono risultare danneggiati.

Inoltre, il sistema di coagulazione del sangue può attivarsi in modo anomalo, portando alla formazione di piccoli trombi o causando emorragie. Mentre la rottura delle cellule muscolari determina il rilascio nel circolo sanguigno di mioglobina, una proteina tossica per i reni, un processo noto come rabdomiolisi.

Intervenire per tempo è fondamentale per evitare gravi complicazioni a livello di organi come il cervello, il cuore, i reni e i muscoli. Nei casi più gravi può portare al decesso.

Cosa fare in caso di colpo di calore

Tempestività è la parola d’ordine.

In caso di sospetto colpo di calore è fondamentale cercare immediatamente l’aiuto di un medico.

Intanto, è necessario chiamare immediatamente i soccorsi; nel frattempo, l’obiettivo principale dev’essere abbassare la temperatura corporea della persona che ha subito il colpo di calore.

Occorre infatti trasportare, se possibile, in tempi zero la persona colpita da colpo di calore al Pronto Soccorso o richiedere il pronto intervento chiamando il 118. Nell’attesa è necessario riportare quando più rapidamente possibile la temperatura corporea al di sotto die 37°C, posizionando del ghiaccio a livello della fronte e di tutte le concavità dove passa sangue, come ascelle e inguine.

Quello che invece non è assolutamente da fare è provare a somministrare farmaci (nemmeno antipiretici per provare ad abbassare la temperatura!) né, in linea di massima, provare a far bere acqua alla persona con il colpo di calore. Infatti è molto alto il rischio che, a causa della confusione o di uno svenimento, l’acqua venga inavvertitamente inalata; solo se la persona è cosciente si può provare a farle bere dell’acqua, a piccoli sorsi e con cautela.

Portare il soggetto colpito in un ambiente ombreggiato e areato è la prima mossa.

Se manifesta segni di mancamento, è necessario porlo a terra sdraiato con le gambe più sollevate rispetto al corpo e somministrare liquidi non troppo freddi a piccoli sorsi.

Se non migliora nell'arco di 30 minuti, o in presenza di disturbi della coscienza, è necessario recarsi al più vicino Pronto Soccorso.

«E’ noto che la febbre alta, intorno o superiore ai 38,5°C, è una difesa - aggiunge Voza - ma quando l’ipertermia è legata a un colpo di calore è un danno per l’organismo, non più in grado di svolgere le sue normali funzioni a temperature così elevate.

Dunque in fase di ricovero si cercherà di riportare i valori termici a livelli fisiologici, ricorrendo ad esempio all’uso di coperte refrigerate, idratando l’organismo con della soluzione fisiologica o liquidi freschi che aiutano anche a compensare un eventuale squilibrio degli elettroliti e facendo uso di farmaci sintomatici in caso di disturbi gastrici con nausea e/o vomito.

Cosa non fare

  • Non somministrare alcool (vino, birra…) o caffeina, per combattere la disidratazione: il loro effetto diuretico andrebbe solo a peggiorare la situazione.
  • Evitare massaggi o frizioni con alcool, sempre per via della disidratazione che inducono.
  • Evitare raffreddamenti troppo bruschi.
  • Anche in presenza di un aumento della temperatura corporea causato dal colpo di calore, non somministrare farmaci antipiretici, come ibuprofene, paracetamolo o acido acetilsalicilico senza l’indicazione di un medico. Questi farmaci, infatti, non sono d’aiuto per la febbre causata da ipertermia, ma possono danneggiare reni e fegato.
  • Son somministrare farmaci antipiretici, per esempio aspirina o tachipirina (paracetamolo), a meno che non sia un medico a farlo.
  • Se il soggetto è a rischio (bambini, anziani, persone disidratate, cardiopatici) o ha perso i sensi, non perdere tempo e chiamare immediatamente il numero unico per le emergenze per ricevere soccorso medico.

Prevenzione

Sapere come comportarsi in presenza di un colpo di calore è fondamentale, ma meglio sarebbe non trovarsi affatto in questa condizione. Prevenire un colpo di calore, d’altronde, è assolutamente possibile e le strategie sono spesso intuitive.

Ci sono comportamenti corretti, preventivi e cautelativi che allontanano il rischio di colpo di calore: non esporsi raggi solari nei momenti più caldi della giornata, non compiere sforzi fisici nella fascia centrale del giorno, specie quando all’alta temperatura si somma anche un elevato tasso di umidità, fornire all’organismo il giusto apporto di liquidi anche giusta la giusta alimentazione, a favore di una eventuale compensazione di squilibri elettrolitici, specie di sodio, potassio e cloro. La cui carenza può indurre una sintomatologia più accentuata nei soggetti più sensibili al colpo di calore e infine.

Per prevenire un colpo di calore basta osservare poche, semplici regole: prima di tutto evitare l’esposizione tra le ore 11 e le 16 della giornata, poi indossare indumenti chiari e leggeri, bere spesso, limitare il consumo di alcolici e zuccheri, proteggersi con crema solare, cappello e occhiali da sole, cercare quanto più di restare in luoghi ventilati o climatizzati.

Per evitare i colpi di calore devono essere messi in atto alcuni provvedimenti:

  • Evitare di uscire e/o praticare attività fisica o sportiva nelle ore più calde.
  • Non esporsi mai al sole negli orari più a rischio (dalle 11 alle 16).
  • Aumentare la ventilazione dell'ambiente, eventualmente utilizzando un ventilatore, è possibile utilizzare anche il condizionatore, avendo cura di tenere una temperatura ambientale di 23-24° e cercando di non passare continuamente da ambienti più caldi ad altri più freschi o viceversa - è importante utilizzare la funzione deumidificazione.
  • Indossare indumenti leggeri (preferibilmente di lino o cotone), che permettano una maggiore traspirazione.
  • Preferire colori chiari dei vestiti che respingono i raggi solari.
  • Esporsi con prudenza al sole diretto, l'esposizione deve avvenire in maniera graduale.
  • Non dimenticare di utilizzare sempre creme solari ad alta protezione: un'esposizione non protetta può causare eritemi solari o ustioni, e creare danni irreversibili alla pelle.
  • Bagnare spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo con una doccia o con un bagno.
  • Aumentare l'apporto idrico per reintegrare i liquidi persi tramite la sudorazione: in caso di caldo intenso possono essere utili anche le bevande che contengono sali minerali.
  • Privilegiare una dieta ricca di frutta e verdura.

Idratazione

Bere molto è il consiglio più volte ripetuto soprattutto per gli anziani non autosufficienti con decadimento cognitivo, che sentono meno il bisogno di bere e possono stare anche diverse ore senza assumere liquidi.

A livello preventivo è bene bere 1,5 litri d'acqua al giorno indipendentemente dalla sete e adeguare le terapie, se si soffre di ipertensione.

Alimentazione

E sull'alimentazione, frutta e verdura, veri e propri integratori naturali.

Colpo di calore nei bambini: che cosa fare

I bambini sotto i due anni sono particolarmente esposti ai rischi di un colpo di calore, così come a un colpo di freddo, perché il loro organismo non ha ancora la capacità di mantenere costante la temperatura corporea in condizioni estreme.

È molto importante, quindi, fare il possibile per proteggerli dalle alte temperature, dall’umidita eccessiva dell’aria e dalla scarsa ventilazione, cercando di tenerli in luoghi freschi e arieggiati, vestiti con abiti leggeri e traspiranti ed evitando l’esposizione diretta e prolungata ai raggi solari nelle ore più calde della giornata.

Il colpo di calore nei bambini piccoli si manifesta con:

  • Aumento progressivo della temperatura, che può salire oltre i 40° C
  • Nausea e vomito
  • Pelle e mucose calde e secche o sudorazione abbondante
  • Respiro affannoso
  • Irrequietezza, irritabilità
  • Debolezza e crampi muscolari
  • Crisi convulsive, svenimenti

Se si riconoscono i sintomi è necessario intervenire prontamente, trasferendo il bambino in un luogo fresco e ventilato, al riparo dai raggi del sole. Il bambino va tenuto sdraiato con le gambe sollevate, e nel frattempo occorre raffreddare la sua temperatura corporea, avvolgendolo in un telo bagnato con acqua fredda o facendo impacchi di acqua fredda su tutto il corpo.

In caso di grande caldo, è importante ricordare di tenerli in un ambiente fresco, sollecitarli a bere abbondantemente (un bicchiere ogni ora), è consigliato preparare cibi freschi e leggeri (frutta e verdura) che contengono un'alta percentuale di liquidi e sali minerali.

Inoltre è preferibile farli uscire nelle prime ore del mattino e la sera e farli giocare nei boschi o nei parchi dove le temperature sono più sopportabili ed i valori di ozono più bassi, oltre ad evitare l'esposizione diretta al sole, utilizzando sempre vestiti in tessuti naturali leggeri, copricapi e crema solare.

Sete su misura per ogni età

C'è una sete su misura per ogni età

  • Bambini: I più piccoli sono particolarmente a rischio di disidratazione per la maggiore quantità di acqua corporea per unità di peso, del turnover più veloce dell’acqua corporea (e della ridotta capacità dei reni a smaltire il carico dei soluti derivanti dalle proteine. Per i bambini il fabbisogno è quindi maggiore, e corrisponde approssimativamente ad 1,5 ml/kcal/giorno pari a circa 10 bicchieri Raggiungere la quota di acqua giornaliera raccomandata è dunque ancora più necessario quando si è di fronte a un soggetto in tenera età (Bambini 1-3 anni: 1200 mL/die, 4-6 anni: 1600 mL/die, 7-10 anni: 1800 mL/die)
  • Anziani: Il fabbisogno di acqua è simile a quello di un qualunque adulto, ma bisogna prestare particolare attenzione alle persone in età avanzata, che rischiano di non assumere una quantità adeguata di acqua quando lo stimolo della sete è attenuato o non può essere soddisfatto autonomamente
  • Adulti: In condizioni fisiologiche il turnover giornaliero di acqua corrisponde al 6-10% del peso corporeo. Il fabbisogno di acqua è di circa 1 ml di acqua per ogni kcal alimentare introdotta nel corso della giornata ed è pari a circa 8-10 bicchieri
  • Donne incinte: Anche la donna durante la gravidanza necessita di un incremento dell’apporto di acqua, pari a circa 30 ml al giorno più rispetto ad un adulto. Tale fabbisogno aumenta con l’allattamento: non dimentichiamo che il latte materno è fatto al 90% di acqua

Differenza tra Colpo di Sole e Colpo di Calore

Il colpo di calore viene spesso confuso con il colpo di sole, ma si tratta di due condizioni differenti benché possano avere sintomi sovrapponibili. Il colpo di sole, o insolazione, è causato dall’esposizione diretta e prolungata del corpo, e soprattutto della testa, ai raggi del sole. Il colpo di calore può manifestarsi invece anche in assenza di esposizione diretta ai raggi solari.

Anche il colpo di sole provoca il rapido innalzamento della temperatura corporea, a cui si possono aggiungere eritemi e ustioni cutanee, arrossamento degli occhi e lacrimazione, e disturbi anche gravi legati alla congestione dei vasi sanguigni cerebrali per effetto delle radiazioni solari.

Colpo di sole o colpo di calore? Il colpo di sole o insolazione è una conseguenza di una esposizione del corpo diretta ed eccessivamente prolungata ai raggi del sole. In genere tra i sintomi dell'insolazione rientrano mal di testa e senso di vertigine. Inoltre il soggetto può incorrere in transitorie perdite di coscienza. Evitare di rimanere al sole e ripararsi in un luogo rinfrescato.

Non conviene rifugiarsi sotto l'ombrellone, se si è al mare, perché i raggi filtrano e la temperatura è comunque elevata: si rischia così anche il colpo di calore. In questi casi è importante ripristinare i liquidi persi bevendo.

È dovuto ad un aumento della temperatura corporea a causa del clima caldo e saturo di umidità. L'organismo assorbe più calore di quanto riesce a cederne all'esterno con la sudorazione e questo porta ad un innalzamento della temperatura interna, ipertermia.

Pertanto tra i sintomi del colpo di calore, rientrano debolezza, febbre, abbassamento della pressione arteriosa, nausea e vomito. Tra i possibili sintomi anche crampi, vertigini, sete intensa, perdita di lucidità e disorientamento.

Appena ci si accorge del rischio, si deve portare subito la persona in un ambiente fresco e ben arieggiato, non sotto una tenda, anche se all'ombra. È utile bere dell'acqua a temperatura ambiente e raffreddare il corpo tamponando con teli umidi i polsi, i lati del collo, l'inguine, le ascelle e le tempie.

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