Il colpo di calore, o ipertermia, è un'emergenza medica caratterizzata da un innalzamento repentino della temperatura corporea, che può superare i 40°C, per l’incapacità dell’organismo di disperdere il calore.
Il colpo di calore e l’insolazione (o colpo di sole), sono condizioni differenti tra loro. Il colpo di calore può manifestarsi con temperature elevate, alto tasso di umidità e assenza di ventilazione. Può insorgere sia all’aperto che in ambienti chiusi, anche in assenza di irraggiamento solare diretto.
Cause del Colpo di Calore
Il colpo di calore è provocato da un'esposizione prolungata a condizioni climatiche ambientali di caldo intenso (temperature > a 35°C) ed elevato tasso di umidità (maggiore del 60-70%).
La causa principale del disturbo è quindi la combinazione di caldo e umidità.
Le condizioni che possono causare il colpo di calore sono:
- temperatura elevata;
- alto tasso di umidità;
- scarsa aerazione.
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Caldo elevato, tassi di umidità pari o superiori al novanta per cento, comportamenti poco prudenti o a rischio: è questo il mix di fattori che può predisporre allo sviluppo del colpo di calore.
Questo perché la loro capacità di sudare e quindi di raffreddare il corpo attraverso l’evaporazione del sudore è meno efficiente.
Soggetti a Rischio
I soggetti a rischio sono, soprattutto, anziani e bambini - a causa di una ridotta capacità di termodispersione e di percezione della sete - ma anche donne in gravidanza, malati cronici, persone sottoposte a sforzi fisici intensi, lavoratori che operano in ambienti molto caldi, come cantieri, cucine industriali o aree agricole.
«Sono esposti al rischio di colpo di calore - aggiunge lo specialista - soprattutto bambini e anziani i quali hanno un sistema di regolazione della temperatura meno pronto e efficace a gestire contesti repenti e di emergenza».
Il colpo di calore può manifestarsi in individui di qualsiasi sesso ed età, ma i soggetti particolarmente fragili - come, ad esempio, anziani, bambini molto piccoli, pazienti affetti da malattie croniche, cardiopatici, individui disidratati, ecc.
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Questi fattori possono determinare il colpo di calore, specie nei soggetti a rischio (bambini, anziani, soggetti disidratati, cardiopatici, persone sottoposte a sforzi fisici intensi).
Differenza tra Colpo di Sole e Colpo di Calore
Benché nel linguaggio comune i termini "colpo di calore" e "colpo di sole" vengano talvolta utilizzati come sinonimi, le due condizioni non sono uguali.
La somiglianza tra le espressioni “colpo di sole” e “colpo di calore” potrebbe far pensare che indichino la stessa condizione, ma non è così.
Il colpo di calore si manifesta quando il sistema di termoregolazione corporea viene compromesso a causa di qualsiasi fonte di calore eccessivo, non solo l’esposizione diretta al sole.
Il colpo di calore viene spesso confuso con il colpo di sole, ma si tratta di due condizioni differenti benché possano avere sintomi sovrapponibili.
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Al contrario, il colpo di sole, o insolazione, è specificamente causato dall’esposizione ai raggi solari. In questa condizione, gli effetti del calore si combinano con le radiazioni ultraviolette e infrarosse che colpiscono la superficie della testa - e possono dunque avere effetti anche sui vasi cerebrali - e del corpo.
Il colpo di sole, o insolazione, è causato dall’esposizione diretta e prolungata del corpo, e soprattutto della testa, ai raggi del sole. Il colpo di calore può manifestarsi invece anche in assenza di esposizione diretta ai raggi solari.
Sintomi del Colpo di Calore
Il sintomo principale del colpo di calore è un aumento della temperatura corporea superiore ai 40°C.
Le alterazioni possono manifestarsi con una diversa sintomatologia, secondo la gravità del colpo di calore: da disturbi aspecifici come astenia, cioè stanchezza e spossatezza, generale malessere, un inizio di sensazione di nausea e vomito, ma anche cefalea o vertigini fino problemi fisiologici più seri tra cui un aumento della frequenza cardiaca e ipotensione.
I sintomi iniziali del colpo di calore comprendono debolezza, capogiri, nausea, crampi muscolari, abbassamento della pressione arteriosa, cefalea e arrossamento della cute.
I sintomi del colpo di calore sono in genere sufficienti per poter formulare una diagnosi immediata.
I sintomi che caratterizzano un colpo di calore sono diversi e possono manifestarsi con maggiore o minore intensità:
- nausea;
- mal di testa;
- aumento della temperatura corporea;
- crampi;
- sincopi (svenimenti);
- nei casi più gravi, disturbi della coscienza.
Cosa Fare in Caso di Colpo di Calore
In caso di colpo di calore è fondamentale richiedere tempestivamente l’intervento degli operatori del primo soccorso.
Tempestività è la parola d’ordine. Occorre infatti trasportare, se possibile, in tempi zero la persona colpita da colpo di calore al Pronto Soccorso o richiedere il pronto intervento chiamando il 118.
Mentre si attende l'arrivo dei soccorsi, è utile cercare di abbassare la temperatura corporea dell'individuo con colpo di calore.
Nell’attesa è necessario riportare quando più rapidamente possibile la temperatura corporea al di sotto die 37°C, posizionando del ghiaccio a livello della fronte e di tutte le concavità dove passa sangue, come ascelle e inguine.
Portare il soggetto colpito in un ambiente ombreggiato e areato è la prima mossa.
Se manifesta segni di mancamento, è necessario porlo a terra sdraiato con le gambe più sollevate rispetto al corpo e somministrare liquidi non troppo freddi a piccoli sorsi.
Se non migliora nell'arco di 30 minuti, o in presenza di disturbi della coscienza, è necessario recarsi al più vicino Pronto Soccorso.
«E’ noto che la febbre alta, intorno o superiore ai 38,5°C, è una difesa - aggiunge Voza - ma quando l’ipertermia è legata a un colpo di calore è un danno per l’organismo, non più in grado di svolgere le sue normali funzioni a temperature così elevate.
Dunque in fase di ricovero si cercherà di riportare i valori termici a livelli fisiologici, ricorrendo ad esempio all’uso di coperte refrigerate, idratando l’organismo con della soluzione fisiologica o liquidi freschi che aiutano anche a compensare un eventuale squilibrio degli elettroliti e facendo uso di farmaci sintomatici in caso di disturbi gastrici con nausea e/o vomito.
Cosa Non Fare
Oltre agli stratagemmi che è utile mettere in pratica in attesa dei soccorsi sanitari, è molto importante conoscere anche quali comportamenti evitare in presenza di un colpo di calore.
Quello che invece non è assolutamente da fare è provare a somministrare farmaci (nemmeno antipiretici per provare ad abbassare la temperatura!) né, in linea di massima, provare a far bere acqua alla persona con il colpo di calore.
Infatti è molto alto il rischio che, a causa della confusione o di uno svenimento, l’acqua venga inavvertitamente inalata; solo se la persona è cosciente si può provare a farle bere dell’acqua, a piccoli sorsi e con cautela.
Non somministrare farmaci antipiretici, per esempio aspirina o tachipirina (paracetamolo), a meno che non sia un medico a farlo.
Questi farmaci, infatti, non sono d’aiuto per la febbre causata da ipertermia, ma possono danneggiare reni e fegato.
Non somministrare alcool (vino, birra…) o caffeina, per combattere la disidratazione: il loro effetto diuretico andrebbe solo a peggiorare la situazione.
Evitare massaggi o frizioni con alcool, sempre per via della disidratazione che inducono.
Evitare raffreddamenti troppo bruschi.
Se il soggetto è a rischio (bambini, anziani, persone disidratate, cardiopatici) o ha perso i sensi, non perdere tempo e chiamare immediatamente il numero unico per le emergenze per ricevere soccorso medico. Non sottovalutare un colpo di calore!
Prevenzione del Colpo di Calore
Superata l’emergenza medica, è importante sapere come prevenire episodi simili in futuro, soprattutto durante le giornate più calde.
Ci sono comportamenti corretti, preventivi e cautelativi che allontanano il rischio di colpo di calore: non esporsi raggi solari nei momenti più caldi della giornata, non compiere sforzi fisici nella fascia centrale del giorno, specie quando all’alta temperatura si somma anche un elevato tasso di umidità, fornire all’organismo il giusto apporto di liquidi anche giusta la giusta alimentazione, a favore di una eventuale compensazione di squilibri elettrolitici, specie di sodio, potassio e cloro.
Per prevenire un colpo di calore basta osservare poche, semplici regole: prima di tutto evitare l’esposizione tra le ore 11 e le 16 della giornata, poi indossare indumenti chiari e leggeri, bere spesso, limitare il consumo di alcolici e zuccheri, proteggersi con crema solare, cappello e occhiali da sole, cercare quanto più di restare in luoghi ventilati o climatizzati.
Sapere come comportarsi in presenza di un colpo di calore è fondamentale, ma meglio sarebbe non trovarsi affatto in questa condizione.
Prevenire un colpo di calore, d’altronde, è assolutamente possibile e le strategie sono spesso intuitive.
Per evitare i colpi di calore devono essere messi in atto alcuni provvedimenti:
- evitare di uscire e/o praticare attività fisica o sportiva nelle ore più calde;
- non esporsi mai al sole negli orari più a rischio (dalle 11 alle 16);
- aumentare la ventilazione dell'ambiente, eventualmente utilizzando un ventilatore. È possibile utilizzare anche il condizionatore, avendo cura di tenere una temperatura ambientale di 23-24° e cercando di non passare continuamente da ambienti più caldi ad altri più freschi o viceversa - è importante utilizzare la funzione deumidificazione;
- indossare indumenti leggeri (preferibilmente di lino o cotone), che permettano una maggiore traspirazione;
- preferire colori chiari dei vestiti che respingono i raggi solari;
- esporsi con prudenza al sole diretto, l'esposizione deve avvenire in maniera graduale;
- non dimenticare di utilizzare sempre creme solari ad alta protezione: un'esposizione non protetta può causare eritemi solari o ustioni, e creare danni irreversibili alla pelle;
- bagnare spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo con una doccia o con un bagno;
- aumentare l'apporto idrico per reintegrare i liquidi persi tramite la sudorazione: in caso di caldo intenso possono essere utili anche le bevande che contengono sali minerali;
- privilegiare una dieta ricca di frutta e verdura.
Idratazione: Una Sete su Misura per Ogni Età
C'è una sete su misura per ogni età:
- Bambini: I più piccoli sono particolarmente a rischio di disidratazione per la maggiore quantità di acqua corporea per unità di peso, del turnover più veloce dell’acqua corporea (e della ridotta capacità dei reni a smaltire il carico dei soluti derivanti dalle proteine. Per i bambini il fabbisogno è quindi maggiore, e corrisponde approssimativamente ad 1,5 ml/kcal/giorno pari a circa 10 bicchieri.
- Anziani: Il fabbisogno di acqua è simile a quello di un qualunque adulto, ma bisogna prestare particolare attenzione alle persone in età avanzata, che rischiano di non assumere una quantità adeguata di acqua quando lo stimolo della sete è attenuato o non può essere soddisfatto autonomamente.
- Adulti: In condizioni fisiologiche il turnover giornaliero di acqua corrisponde al 6-10% del peso corporeo. Il fabbisogno di acqua è di circa 1 ml di acqua per ogni kcal alimentare introdotta nel corso della giornata ed è pari a circa 8-10 bicchieri.
- Donne incinte: Anche la donna durante la gravidanza necessita di un incremento dell’apporto di acqua, pari a circa 30 ml al giorno più rispetto ad un adulto. Tale fabbisogno aumenta con l’allattamento: non dimentichiamo che il latte materno è fatto al 90% di acqua.
Colpo di Calore nei Bambini
I bambini sotto i due anni sono particolarmente esposti ai rischi di un colpo di calore, così come a un colpo di freddo, perché il loro organismo non ha ancora la capacità di mantenere costante la temperatura corporea in condizioni estreme.
È molto importante, quindi, fare il possibile per proteggerli dalle alte temperature, dall’umidita eccessiva dell’aria e dalla scarsa ventilazione, cercando di tenerli in luoghi freschi e arieggiati, vestiti con abiti leggeri e traspiranti ed evitando l’esposizione diretta e prolungata ai raggi solari nelle ore più calde della giornata.
Il colpo di calore nei bambini piccoli si manifesta con:
- aumento progressivo della temperatura, che può salire oltre i 40° C;
- nausea e vomito;
- pelle e mucose calde e secche o sudorazione abbondante;
- respiro affannoso;
- irrequietezza, irritabilità;
- debolezza e crampi muscolari;
- crisi convulsive, svenimenti.
Se si riconoscono i sintomi è necessario intervenire prontamente, trasferendo il bambino in un luogo fresco e ventilato, al riparo dai raggi del sole. Il bambino va tenuto sdraiato con le gambe sollevate, e nel frattempo occorre raffreddare la sua temperatura corporea, avvolgendolo in un telo bagnato con acqua fredda o facendo impacchi di acqua fredda su tutto il corpo.