Colpo di Calore: Sintomi, Durata e Cosa Fare

Caldo elevato, tassi di umidità pari o superiori al novanta per cento, comportamenti poco prudenti o a rischio: è questo il mix di fattori che può predisporre allo sviluppo del colpo di calore.

Si è soliti pensare che la colonnina di mercurio possa salire ai massimi livelli solo quando ‘misura’ la temperatura esterna, invece può accadere che lo stesso bollente fenomeno avvenga anche per quella corporea, interna. Persino in assenza di febbre, come nel caso di un colpo di calore.

Il colpo di calore, anche chiamato “ipertermia”, è una condizione patologica dell’organismo che si verifica in seguito all’esposizione prolungata a particolari condizioni climatiche tipiche dei mesi caldi dell’anno, che sono: alta temperatura dell’aria, la quale innalza la temperatura del soggetto e alta umidità, che impedendo la corretta sudorazione impedisce l’abbassamento della temperatura corporea (l’organismo cioè assorbe più calore di quanto riesce a cederne all’esterno con la sudorazione).

Chi è più a rischio?

Possibile in entrambi i sessi, a qualunque età o stato di salute generale, è tuttavia più probabile in soggetti fragili - bambini e anziani - in cui la termoregolazione corporea è meno efficiente e capace di gestire l’importante sbalzo termico interno, alla base del fenomeno.

«Sono esposti al rischio di colpo di calore - aggiunge lo specialista - soprattutto bambini e anziani i quali hanno un sistema di regolazione della temperatura meno pronto e efficace a gestire contesti repenti e di emergenza».

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I neonati ed i bambini fino ai 4 anni di età sono da considerarsi soggetti a rischio, sensibili agli effetti delle alte temperature e non autonomi sia nella gestione dell'ambiente che li circonda sia nel procurarsi liquidi a sufficienza.

Colpo di calore o colpo di sole?

Il colpo di calore viene spesso confuso con il colpo di sole, ma si tratta di due condizioni differenti benché possano avere sintomi sovrapponibili.

Il colpo di sole, o insolazione, è causato dall’esposizione diretta e prolungata del corpo, e soprattutto della testa, ai raggi del sole.

Il colpo di calore può manifestarsi invece anche in assenza di esposizione diretta ai raggi solari.

Anche il colpo di sole provoca il rapido innalzamento della temperatura corporea, a cui si possono aggiungere eritemi e ustioni cutanee, arrossamento degli occhi e lacrimazione, e disturbi anche gravi legati alla congestione dei vasi sanguigni cerebrali per effetto delle radiazioni solari.

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Inoltre al colpo di sole possono essere associate (oltre ai sintomi da ipertermia decritti in precedenza) anche le lesioni cutanee (arrossamento, ma anche comparsa di bolle o vesciche), tipiche delle ustioni solari.

Sintomi del colpo di calore

Le alterazioni possono manifestarsi con una diversa sintomatologia, secondo la gravità del colpo di calore: da disturbi aspecifici come astenia, cioè stanchezza e spossatezza, generale malessere, un inizio di sensazione di nausea e vomito, ma anche cefalea o vertigini fino problemi fisiologici più seri tra cui un aumento della frequenza cardiaca e ipotensione.

I sintomi che caratterizzano un colpo di calore sono diversi e possono manifestarsi con maggiore o minore intensità:

  • Nausea
  • Mal di testa
  • Aumento della temperatura corporea
  • Crampi
  • Sincopi (svenimenti)
  • Nei casi più gravi, disturbi della coscienza

Inoltre se l'esposizione ai raggi solari è diretta, come già accennato si può manifestare anche il colpo di sole con possibili ustioni di primo o secondo grado.

Un colpo di calore si manifesta con un rialzo termico che può anche superare i 38 gradi (nei casi più seri la temperatura può giungere fino a 40°C) e, in genere, porta alcuni sintomi correlati tipici che rendono il colpo di calore riconoscibile anche a un occhio meno esperto.

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Oltre al rialzo febbrile il bambino (se è in grado di esprimere il suo disagio) lamenta debolezza, mal di testa, nausea (che può essere seguita anche da vomito).

Se invece è molto piccolo e non riesce a verbalizzare il suo disagio, mamma e papà noteranno che è pallido e le mucose appaiono poco idratate. Manca la consueta vivacità e, anzi, le azioni appaiono poco coordinate.

Quanto dura un colpo di calore?

È impossibile dare una risposta univoca a questa domanda, dal momento che la durata dei sintomi dipende dalla gravità del colpo di calore e da molti altri fattori, come età e stato di salute generale del paziente.

Una lieve ipertermia può essere grave e duratura in un anziano diabetico/cardiopatico o in un neonato, così come una più grave può avere prognosi migliore se il soggetto è giovane e in perfetta salute.

Ad ogni modo, generalmente i tempi di recupero da un colpo di calore sono di 24/48 ore con remissione completa e assenza di danni gravi.

La durata di un evento di colpo di calore varia a seconda della severità dell’episodio e della tempestività del trattamento. Più rapido è l’intervento, maggiori sono le probabilità di una guarigione in tempi più brevi.

La fase acuta, accompagnata dai sintomi che abbiamo citato, insorge rapidamente, potenzialmente in pochi minuti, e può persistere per varie ore.

La fase di recupero dal colpo di calore può durare alcuni giorni o prolungarsi più a lungo, in base alla gravità dell’evento. Possono persistere in questa fase sintomi come stanchezza, debolezza e difficoltà nel concentrarsi.

La febbre dovuta al colpo di sole può durare poche ore se si tratta immediatamente il soggetto.

Cosa fare in caso di colpo di calore

Tempestività è la parola d’ordine. Occorre infatti trasportare, se possibile, in tempi zero la persona colpita da colpo di calore al Pronto Soccorso o richiedere il pronto intervento chiamando il 118. Nell’attesa è necessario riportare quando più rapidamente possibile la temperatura corporea al di sotto die 37°C, posizionando del ghiaccio a livello della fronte e di tutte le concavità dove passa sangue, come ascelle e inguine.

Portare il soggetto colpito in un ambiente ombreggiato e areato è la prima mossa.

Se manifesta segni di mancamento, è necessario porlo a terra sdraiato con le gambe più sollevate rispetto al corpo e somministrare liquidi non troppo freddi a piccoli sorsi.

Se non migliora nell'arco di 30 minuti, o in presenza di disturbi della coscienza, è necessario recarsi al più vicino Pronto Soccorso.

Prima cosa: non perdere la calma e portare il piccolo in un luogo fresco, asciutto e leggermente ventilato, ponendolo in posizione supina.

Mamme e papà, in una situazione del genere, non devono perdere la calma e come prima cosa dovranno portare il piccolo in un luogo fresco, asciutto e che sia leggermente ventilato.

Dopo avere tolto i vestiti non necessari per facilitare la dispersione del calore, il bambino va posto in posizione supina.

Tale posizione va mantenuta soprattutto se dovesse avere perso i sensi: in tal caso le gambe andranno leggermente rialzate rispetto al livello del capo.

Se invece i bambini sono vigili e maggiormente collaborativi si può dar loro da bere della semplice acqua, fresca ma non fredda, a piccoli sorsi.

Contemporaneamente, sempre per facilitare la dispersione termica è utile inumidire leggermente il capo (specie in corrispondenza della nuca) e le braccia con un panno umido, non freddo.

La manovra va eseguita in maniera dolce, senza avere la pretesa di correggere la situazione di ipertermia in pochi minuti.

In caso di colpo di calore di entità severa, la valutazione medica è imprescindibile perché solo un esperto può suggerire l’opportunità di una qualsiasi terapia medica o il ricorso a metodi rapidi di reidratazione.

“Bisogna innanzitutto sdraiare il bambino in un posto areato all’ombra, alzare le gambe, utilizzare fazzoletti umidi freschi (non freddi, non utilizzare ghiaccio direttamente sulla pelle per evitare riduzioni troppo repentine della temperatura), far bere liquidi freschi e zuccherati a piccoli sorsi.

Se si riconoscono i sintomi è necessario intervenire prontamente, trasferendo il bambino in un luogo fresco e ventilato, al riparo dai raggi del sole. Il bambino va tenuto sdraiato con le gambe sollevate, e nel frattempo occorre raffreddare la sua temperatura corporea, avvolgendolo in un telo bagnato con acqua fredda o facendo impacchi di acqua fredda su tutto il corpo.

Cosa non fare

Non somministrare alcool (vino, birra…) o caffeina, per combattere la disidratazione: il loro effetto diuretico andrebbe solo a peggiorare la situazione.

Evitare massaggi o frizioni con alcool, sempre per via della disidratazione che inducono.

Evitare raffreddamenti troppo bruschi.

Anche in presenza di un aumento della temperatura corporea causato dal colpo di calore, non somministrare farmaci antipiretici, come ibuprofene, paracetamolo o acido acetilsalicilico senza l’indicazione di un medico. Questi farmaci, infatti, non sono d’aiuto per la febbre causata da ipertermia, ma possono danneggiare reni e fegato.

Non somministrare farmaci antipiretici, per esempio aspirina o tachipirina (paracetamolo), a meno che non sia un medico a farlo.

Se il soggetto è a rischio (bambini, anziani, persone disidratate, cardiopatici) o ha perso i sensi, non perdere tempo e chiamare immediatamente il numero unico per le emergenze per ricevere soccorso medico. Non sottovalutare un colpo di calore!

Come prevenire il colpo di calore

Ci sono comportamenti corretti, preventivi e cautelativi che allontanano il rischio di colpo di calore: non esporsi raggi solari nei momenti più caldi della giornata, non compiere sforzi fisici nella fascia centrale del giorno, specie quando all’alta temperatura si somma anche un elevato tasso di umidità, fornire all’organismo il giusto apporto di liquidi anche giusta la giusta alimentazione, a favore di una eventuale compensazione di squilibri elettrolitici, specie di sodio, potassio e cloro. La cui carenza può indurre una sintomatologia più accentuata nei soggetti più sensibili al colpo di calore e infine.

Per evitare i colpi di calore devono essere messi in atto alcuni provvedimenti:

  • Evitare di uscire e/o praticare attività fisica o sportiva nelle ore più calde
  • Non esporsi mai al sole negli orari più a rischio (dalle 11 alle 16)
  • Aumentare la ventilazione dell'ambiente, eventualmente utilizzando un ventilatore, è possibile utilizzare anche il condizionatore, avendo cura di tenere una temperatura ambientale di 23-24° e cercando di non passare continuamente da ambienti più caldi ad altri più freschi o viceversa - è importante utilizzare la funzione deumidificazione
  • Indossare indumenti leggeri (preferibilmente di lino o cotone), che permettano una maggiore traspirazione
  • Preferire colori chiari dei vestiti che respingono i raggi solari
  • Esporsi con prudenza al sole diretto, l'esposizione deve avvenire in maniera graduale
  • Non dimenticare di utilizzare sempre creme solari ad alta protezione: un'esposizione non protetta può causare eritemi solari o ustioni, e creare danni irreversibili alla pelle
  • Bagnare spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo con una doccia o con un bagno
  • Aumentare l'apporto idrico per reintegrare i liquidi persi tramite la sudorazione: in caso di caldo intenso possono essere utili anche le bevande che contengono sali minerali
  • Privilegiare una dieta ricca di frutta e verdura

In primo luogo bisogna fare attenzione all’abbigliamento del bambino il quale, nelle giornate calde, dovrà essere leggero, chiaro e in fibra naturale. Se la giornata è molto calda, il capo del bambino e le braccia possono essere inumidite leggermente con un po’ di acqua fresca a titolo puramente preventivo.

È importante sapere che l’ombrellone non protegge né dal caldo, né dai raggi solari.

Per evitare il colpo di sole è necessario far indossare al bimbo un cappellino chiaro e leggero ed evitare che rimanga esposto al sole diretto tra le 11 del mattino e le 17.

Idratazione: quanta acqua bere?

Fornire all’organismo il giusto apporto di liquidi anche giusta la giusta alimentazione, a favore di una eventuale compensazione di squilibri elettrolitici, specie di sodio, potassio e cloro. La cui carenza può indurre una sintomatologia più accentuata nei soggetti più sensibili al colpo di calore e infine.

Al bambino va proposta più acqua del solito e anche la scelta alimentare deve essere adeguata: meglio prodotti freschi di origine vegetale. Pappe o minestre andrebbero consumate a temperatura ambiente, aumentando la quantità di acqua nella preparazione.

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