La Storia della Compagnia Aerea BMI Regional

La storia della compagnia ha inizio 70 anni fa, periodo di tempo in cui la compagnia ha allargato considerevolmente il numero di destinazioni raggiunte. Nel '49 cambiò il suo nome in Derby Aviation, avviando un servizio di voli charter.

Nel 1964 cambia ancora una volta il suo nome in British Midland Airways. Negli anni '70 avvia un importante incremento delle destinazioni coperte, tanto a livello nazionale, quanto internazionale.

Negli anni '80 continua a crescere, contando ben 1.8 milioni di passeggeri trasportati. In questo periodo, la SAS acquisisce il 24.9% della compagnia. Negli anni '90 la BMI tocca la cifra record di 6.5 milioni di passeggeri trasportati in un anno.

Con l'ingresso nel nuovo millennio, la compagnia cambia il suo nome in quello attuale, British Midland (BMI), periodo che segna l'ulteriore crescita della compagnia, sia per quanto riguarda il numero di passeggeri trasportati, sia per il numero di destinazioni a disposizione.

Nel Giugno del 2009 il controllo passa a Lufthansa, mantenendo attualmente sei membri principali nel vertice amministrativo. La BMI è la seconda maggior compagnia aerea che opera nell'aeroporto di Londra Heathrow, dal quale raggiunge varie destinazioni nel Regno Unito, in Europa, in Medio Oriente, nell'Asia centrale ed in Africa. È membro della Star Alliance, una delle principali alleanze aeree mondiali.

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British Airways è già il No. 1 operatore a Heathrow e ha preso le sue partecipazioni con la società sorella Iberia al 43% con l'acquisto di sei slot BMI a settembre. Virgin è il suo più grande concorrente a lungo raggio, con il 3% delle posizioni.

Virgin ha dichiarato il giorno in cui IAG ha annunciato il suo accordo preliminare per l'acquisto di BMI di aver fatto un approccio proprio. Lufthansa ha firmato un accordo che consente un'offerta dalla società con sede a Crawley, in Inghilterra, di andare avanti il 29 novembre, ha detto oggi.

Branson, che possiede il 51% di Virgin, sta inseguendo un accordo con BMI - precedentemente British Midland - da oltre un decennio e non è riuscito a raggiungere un accordo con Bishop in diverse occasioni. Il miliardario ha anche cercato un partner di alleanza e un possibile investimento per Virgin dopo che BA ha ottenuto l'approvazione normativa per approfondire un accordo con American Airlines.

Lufthansa spera di concludere una vendita di BMI entro la fine del primo trimestre, ha detto la portavoce Lange, rifiutandosi di fornire il prezzo per l'offerta di Virgin Atlantic o IAG. BMI aveva una perdita operativa di 154 milioni di euro ($ 205 milioni) nei primi nove mesi, in aumento rispetto ai 90 milioni di euro dell'anno precedente, ha detto Lufthansa il 27 ottobre, aggiungendo che è improbabile che l'unità corrisponda alle vendite e agli utili dell'intero anno 2010.

Il consolidamento dei cieli europei e la chiusura del mercato transatlantico da parte dei tre principali gruppi stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose compagnie aeree, anche di medie dimensioni. L’ultima a gettare la spugna in ordine di tempo è stata Bmi Regional, piccolo vettore britannico che a metà febbraio, non del tutto inaspettatamente a dire il vero, ha messo a terra gli aerei e ha presentato istanza di fallimento.

Quello europeo è il secondo mercato al mondo in termini quantitativi, dietro a quello asiatico e prima di quello nordamericano. La quota europea vale il 26,7 per cento del traffico globale di passeggeri, contro il 34,5 di Asia e Pacifico e il 22,4 per cento dell’America del Nord.

Un mercato florido, dunque, ma conteso da circa sessanta compagnie aeree europee oltre a tutte quelle extra Ue come Icelandair, Norwegian e Air Serbia per intenderci, e quelle che fanno servizio intercontinentale diretto, in primis i vettori del Golfo seguiti a stretto giro di coda da quelli asiatici e del Pacifico e da quelli russi.

Dalla metà del 2017 sono fallite le inglesi Monarch e Bmi Regional, dopo oltre 50 anni di onorato servizio, le tedesche Air Berlin e Germania, le svizzera Skywork e Privat Air, la belga VLM, la lituana Small Planet, la cipriota Cobalt, la danese Primera Air, l’austriaca Niki.

A questi vanno aggiunti diversi operatori di minore importanza, che contavano flotte inferiori ai 5 aerei, in leasing e il cui progetto non è mai realmente decollato. Potrebbe allungare la lista la britannica Flybe, acquisita a febbraio dal gruppo Connect che fa capo a Virgin Atlantic ma che deve ristrutturare profondamente il proprio modello di business.

Le fette di mercato liberate dai fallimenti citati non sono state occupate da nuove compagnie, ma hanno contribuito all’espansione e al consolidamento dei player esistenti. In Europa centrale se ne è avvantaggiata soprattutto Lufthansa che, dopo la chiusura di Air Berlin, ha sviluppato la propria low cost Eurowings.

Gli operatori falliti nell’ultimo anno e mezzo erano attivi nei collegamenti interni europei e tutti con un’offerta a basso costo, quindi con una serie di prodotti ancillari venduti a parte, dai bagagli alla ristorazione a bordo. Un modello che, questo almeno sembra dirci il consolidamento in atto, funziona abbastanza bene su larga scala, cioè potendo contare su volumi di passeggeri molto alti, mentre arranca se gli aerei e i collegamenti a disposizione sono pochi.

Inoltre, i viaggiatori sembrano disponibili a sopportare le ristrettezze e i servizi ridotti al semplice sedile, quasi sempre stretto e scomodo, di un volo di una o due ore.

Cathal O'Connell, chief executive di bmi regional, ha affermato: "il lancio di questa nuova rotta da Milano Malpensa è la risposta concreta alla promessa di bmi regional di collegare gli aeroporti europei con il Regno Unito in un’ottica sia di business sia di turismo. La strategia di bmi regional si basa sulla scelta di destinazioni con la duplice vocazione di mete d’affari e per il tempo libero in risposta alla crescente richiesta di mercato.

Milano è un centro riconosciuto a livello mondiale per l’imprenditorialità, la finanza e la moda e, allo stesso tempo, vanta alcune delle più famose attrazioni nel campo della cultura, dello sport e del turismo. Bristol è un noto centro turistico, finanziario e dell’industria aerospaziale dell'Inghilterra sud-occidentale, nonché un importante porto marittimo.

bmi regional opera oltre 350 voli alla settimana in tutto il Regno Unito e in Europa con una flotta di 18 aeromobili. bmi regional vola da Aberdeen, Anversa, Bristol, Brema, Birmingham, Bristol, Bruxelles, Copenaghen, Glasgow, Goteborg, East Midlands, Edimburgo, Esbjerg, Francoforte, Hannover, Leeds-Bradford, Lione, Monaco, Milano, Norwich, Manchester, Tolosa e Zurigo.

Tutti i voli offrono servizio catering gratuito a bordo, consentono di trasportare un bagaglio fino a 20 kg e di effettuare il check-in fino a 30 minuti prima dell’imbarco. L’intera flotta è composta da aeromobili Embraer. bmi regional conta oltre 400 dipendenti in tutto il Regno Unito. La compagnia aerea è diventata indipendente da BMI nel giugno 2012.

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