Circa il 10-15% degli italiani soffre di ernia iatale. L’ernia iatale non è una patologia, ma un’alterazione anatomica che fa sì che una parte dello stomaco risalga (il fondo) verso il torace. Tale condizione favorisce il reflusso del contenuto gastrico all’interno dell’esofago.
Cos'è l'Ernia Iatale?
Compare con la migrazione, attraverso lo iato esofageo, e la permanenza all’interno del torace di una parte dello stomaco. Normalmente lo iato aderisce perfettamente all’esofago. Quando, per ragioni diverse, la sua tenuta si indebolisce e il suo diametro si allarga, una porzione dello stomaco passa attraverso questa cavità.
Fondamentalmente l’ernia iatale si può associare al reflusso, ma non dà necessariamente sintomi e non è detto che sia sempre la causa di altri disturbi della digestione, anche se dà sintomi riconducibili a problemi digestivi. Il sesso femminile e il sovrappeso sono le altre condizioni, oltre all’età, che favoriscono lo sviluppo di questo disturbo.
Tipi di Ernia Iatale
- Ernia iatale da scivolamento: Rappresenta il 95% dei casi. E' caratterizzata da un allargamento dello iato esofageo e dalla risalita di una porzione dello stomaco al di sopra del diaframma. L’orientamento dell’asse dello stomaco rimane invariato.
- Ernia iatale para-esofagea: Questo tipo di ernia è caratterizzata da uno spostamento importante dello stomaco al di sopra del diaframma, fino ad arrivare ad affiancare l’esofago.
- Ernia mista o complicata (tipo III): Risulta dalla presenza contemporanea di un’ernia da scivolamento e un’ernia paraesofagea. Il rischio di conseguenze dovute a questo tipo di ernia è maggiore rispetto alle altre tipologie.
Cause dell'Ernia Iatale
È causata da due condizioni i cui effetti si sommano. La prima è l’allargamento dello iato diaframmatico. La seconda è l’indebolimento del legamento freno-esofageo, che collega il punto dove l’esofago si unisce allo stomaco al muscolo diaframma. Quando questo legame si allenta, si creano le condizioni per la dislocazione di parte dello stomaco nel torace.
Cosa determina la perdita di tono dello iato e quindi l’ernia iatale? È stata osservata anche una componente ereditaria: in alcuni bambini, lo iato è già alla nascita più ampio del normale. L’età riduce di per sé il tono muscolare: il diaframma non fa eccezione.
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L’ernia iatale può essere provocata da malformazioni congenite, cioè presenti nel bambino fin dalla nascita. Si parla, in questo caso, di ernia diaframmatica congenita, una anomalia dovuta ad una maturazione incompleta della struttura del diaframma, il muscolo che divide la cavità toracica da quella addominale. Predisposizione genetica: una certa lassità dei tessuti rende la parete esofagea, a livello dello sfintere inferiore, cedevole e crea le condizioni perché quest’area possa erniarsi.
Sedentarietà: non praticare attività sportiva significa avere una muscolatura addominale poco allenata e rientrare in una condizione favorevole all’accumulo di peso. Il discorso è diverso per quanto riguarda il fumo, che indebolisce le strutture anatomiche che garantiscono la tenuta dello sfintere, rientrando fra i fattori predisponenti.
Sintomi dell'Ernia Iatale
I sintomi sono, nella maggior parte dei casi, lievi o trascurabili e sono legati al reflusso di materiale gastrico che si viene a creare verso l’esofago. Data l’estrema variabilità ed eterogeneità delle manifestazioni legate a questa condizione, capita spesso che molti sintomi digestivi vengano attribuiti ad essa, anche al di là della conferma proveniente da esami e altre indagini.
Quando sintomatica, è caratterizzata dalla presenza di manifestazioni quali eruttazione, rigurgito, reflusso gastroesofageo, dolori addominali. I sintomi del reflusso gastroesofageo (bruciore di stomaco e retrosternale, difficoltà a deglutire, tosse secca, alitosi), vengono spesso sottovalutati e percepiti come un disturbo passeggero.
- Bruciore di stomaco: è il sintomo principale della malattia da reflusso gastro-esofageo.
- Rigurgito: a volte l’acido risale fino alla bocca provocando un senso di fastidio ed un cattivo sapore.
- Disfagia: Anche la difficoltà a inghiottire il cibo solido e le bevande, definita disfagia, rientra fra le manifestazioni dell’esofagite. Può accompagnarsi alla sensazione di nodo in gola e ad una aumentata produzione di saliva (scialorrea).
- Tosse: In qualche caso, il contatto dell’acido con la mucosa della gola o del naso può causare attacchi di tosse secca e stizzosa e crisi asmatiche con fiato corto (asma da reflusso).
- Aritmia: La ragione non è ancora chiara, ma si ritiene sia legata al fatto che la risalita di contenuto acido infiamma la mucosa dell’esofago, determinando il rilascio di sostanze (come l’adrenalina) che accelerano il ritmo del cuore. Spesso l’aritmia è fonte di ansia e nervosismo, che agiscono stimolando la secrezione gastrica e, quindi, peggiorando i sintomi digestivi.
- Altri sintomi: I disturbi possono essere localizzati ai polmoni sotto forma di dolori al petto. I pazienti possono avere la sensazione che il cibo sia intrappolato dietro lo sterno. Infatti il dolore toracico è un sintomo abbastanza comune di questo tipo di malattia. E’ molto importante però distinguerlo da problematiche simili, causate da problemi cardiaci come angina o infarto. Laringite cronica, nausea e vomito cronici.
I sintomi dell’ernia iatale possono peggiorare in occasione di sforzi intensi o durante la gravidanza, in generale in tutte le circostanze che aumentano la pressione intraddominale.
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Diagnosi dell'Ernia Iatale
Durante la visita medica, il gastroenterologo raccoglie il racconto del paziente, ascolta la sua storia per rilevare informazioni utili a formarsi un’idea del quadro clinico.
Esofagogastroduodenoscopia (EGDS), comunemente nota come gastroscopia, o endoscopia dell’apparato digerente superiore. Per eseguire la procedura viene utilizzato uno strumento flessibile a fibre ottiche, da inserire nella bocca e far scorrere all’interno dell’esofago. Le immagini rilevate dall’endoscopio permettono di visualizzare lo stato della mucosa esofagea e gastrica. Durante la gastroscopia il paziente è lievemente sedato.
L’endoscopia però non è la tecnica migliore per vedere l’ernia iatale, mentre lo è la radiologia con mezzo di contrasto che permette di vedere in maniera molto adeguata la presenza o meno di questa situazione. Resta inoltre da considerare che da un’analisi endoscopica non rileva il disturbo in una grande fetta di persone (60-65% dei casi) che lamentano sintomi compatibili con il disturbo.
Complicanze
La persistenza dello stimolo irritativo altera la struttura della mucosa che riveste l’esofago, riducendo l’elasticità caratteristica di questo organo, che si restringe (stenosi esofagea) e rende difficoltosa la deglutizione. L’ulcera gastrica è dovuta all’erosione della mucosa che riveste internamente lo stomaco per effetto dell’indebolimento dei fattori di protezione che in condizioni fisiologiche lo mettono al riparo dall’azione degli acidi.
Quando però non si riesce a controllare i sintomi con la dieta, le abitudini e (all’occorrenza e dietro prescrizione medica) i farmaci, il reflusso può intensificarsi. Se è abbinata a malattia da reflusso, può dare origine a microerosioni nella sede erniata e sanguinamenti, ma non sono frequentissimi.
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Trattamento dell'Ernia Iatale
Non sempre va curata, almeno non sempre con farmaci o trattamenti medici. Il trattamento è incentrato in particolare sulle abitudini alimentari e gli stili di vita. La gestione della condizione nel tempo richiede la partecipazione attiva del paziente, la sua adesione ad abitudini virtuose.
Di solito vengono prescritti farmaci che riducono la secrezione acida dello stomaco, come gli inibitori della pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo) e gli antiacidi. Altri prodotti che possono essere utili in questi casi sono quelli antireflusso: si tratta di medicinali che formano uno strato protettivo sulla mucosa dell’esofago, impedendo che venga direttamente a contatto con i succhi gastrici che refluiscono.
Anche se non sostituiscono i farmaci, alcuni estratti di origine vegetale possono dare sollievo ai sintomi. Gli estratti di finocchio aiutano a ridurre il meteorismo, perché hanno attività antifermentativa. Contribuiscono così a prevenire i dolori addominali e ad accelerare lo svuotamento dello stomaco.
Intervento chirurgico
Come approfondito nei paragrafi precedenti, nella maggior parte dei casi i sintomi possono essere tenuti sotto controllo modificando gli stili di vita. Tuttavia in alcuni casi solo l’intervento chirurgico di plastica antireflusso, ripristinando una barriera tra esofago e stomaco, può abolire completamente la patologica esposizione dell’esofago distale al succo gastro-enterico.
Alimentazione e Stile di Vita
Sono raccomandati pasti leggeri e poco abbondanti. È anche consigliabile non coricarsi subito dopo mangiato, ma attendere 2-3 ore. La dieta dovrebbe avere carattere restrittivo, in caso di sovrappeso o obesità. Frutta e verdura, se non molto ricche di fibra, possono essere mangiate con relativa tranquillità. Non ci sono vere e proprie indicazioni per il pranzo, ma senz’altro è possibile dire che si tratta di un pasto nel quale è possibile introdurre quantità maggiori di cibo rispetto alla sera.
Alle persone con ernia iatale in sovrappeso o obese viene raccomandata una dieta restrittiva: perdere peso aiuta a ridurre la pressione addominale e quindi la spinta sullo stomaco. Da evitare o, comunque, da limitare cibi molto grassi, alcool, cioccolato, caffeina, bibite gassate, pomodori crudi e altra frutta acida. Alimenti consigliati sono invece quelli che aiutano l’intestino dunque cibi fermentati e alimenti prebiotici che nutrono la flora batterica buona.
Prevenzione
Vi sono, tuttavia, aspetti sui quali è possibile intervenire con azioni mirate, a fini preventivi. Uno di questi è il peso corporeo: mantenere il peso forma aiuta a preservare le caratteristiche fisiologiche dello sfintere esofageo inferiore. Molto si può fare per la prevenzione secondaria, cioè per proteggersi dal rischio delle complicanze, in primis gastroesofagee, di questo disturbo. Optando per pasti leggeri, preparati al momento con cibi freschi e poveri di grassi animali e pietanze complesse ed elaborate, è possibile ridurre il rischio di reflusso gastroesofageo.
Quando Rivolgersi al Medico
Quando la qualità della vita è compromessa dalla presenza continuativa di sintomi riferibili a una cattiva digestione, c’è dolore alla bocca dello stomaco, rigurgito oppure nausea, vomito ricorrente, un senso di bruciore che risale dallo sterno ogni volta che si beve un goccio di vino o di caffè, è utile rivolgersi al medico che nel caso, può richiedere l’intervento del gastroenterologo.
Sintomi d’allarme che possono portare al pronto soccorso comprendono: un vomito ripetuto, la presenza di sangue nel rigurgito anche nelle feci, sintomi di una perdita gastroenterica. Si può ricorrere all’ospedale quando il dolore ricorrente al petto può far pensare a un problema cardiologico come l’infarto.