Pompe di Calore Geotermiche: Costi, Pro e Contro

L'impianto geotermico è un sistema ingegnoso per raffrescare e riscaldare le nostre case, oltre che per fornire l'acqua calda sanitaria per i nostri rubinetti. Quando si parla di energia geotermica si fa riferimento ad una risorsa rinnovabile ampiamente accessibile che trae origine dal calore naturalmente presente nel suolo, il quale viene sfruttato dalle centrali geotermiche per produrre sia energia elettrica che termica. Approfondiamo tutto quello che c’è da sapere sull’impianto geotermico: costo, pro e contro, modalità di funzionamento ed incentivi fiscali.

Cos’è un impianto geotermico e come funziona?

L’impianto geotermico domestico è un sistema installato al fine di convogliare il calore presente nel sottosuolo all’interno delle abitazioni. Tra gli elementi che compongono lo schema di un impianto geotermico domestico spiccano: le sonde geotermiche, la pompa di calore geotermico e l’impianto di riscaldamento geotermico. Il calore viene prelevato dal sottosuolo dalle sonde geotermiche, nelle quali un fluido termovettore trasporta l’energia accumulata fino alla pompa di calore geotermico, la quale a sua volta distribuisce il calore estratto in tutto l’edificio, sfruttando per esempio dei pannelli radianti a pavimento.

L’impianto geotermico, tramite delle sonde (tubazioni in materiale plastico) raggiunge il sottosuolo. Questi sistemi raggiungono gli strati del terreno che non risentono delle variazioni climatiche esterne. Addirittura, al di sotto dei 100 metri, presentano temperature fisse di 10-15 °C.

Esistono due tipi di sonde:

  • le verticali che si sviluppano in profondità, hanno la tipica forma a “U” e per essere installate necessitano di macchine trivellatrici.
  • le orizzontali che corrono parallele al terreno ad una profondità di un paio di metri.

La profondità e la lunghezza delle sonde dipendono dalla potenza termica necessaria in casa (che a sua volta varia con l'estensione e il livello di coibentazione dell'abitazione) e dal tipo di terreno. Difatti, il contenuto d'acqua presente nel suolo aumenta lo scambio termico, e quindi i terreni umidi e argillosi sono perfetti per la trasmissione di calore, mentre quelli secchi sono meno adatti. Mi raccomando, proprio per questo motivo, il terreno soprastante le sonde deve essere drenante e non coperto da piante o edifici.

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Costi di un sistema geotermico

Chi desidera risparmiare sfruttando questo tipo di energia è solito chiedersi quale sia per un impianto geotermico il costo previsto. In termini numerici, in media, il costo di un impianto geotermico può variare tra i 15.000 e i 25.000 euro. Questo prezzo dipende dal tipo di impianto utilizzato, che può essere basato su sonde geotermiche verticali o orizzontali, nonché dalla necessità di sostituire i sistemi di riscaldamento esistenti con pannelli radianti. In aggiunta al costo dell'impianto geotermico stesso, è importante considerare anche la possibilità di dover affrontare spese aggiuntive legate alle autorizzazioni necessarie per le perforazioni e per l’installazione delle sonde geotermiche (es. il costo per trivellazione del pozzo geotermico). Ciò nonostante, in genere, grazie ai risparmi energetici ottenuti, l'intero investimento per il sistema può essere ammortizzato entro un periodo massimo di 5-6 anni.

In media, per una casa di circa 100 m², un impianto geotermico può costare tra i 15.000 e i 25.000 euro. La voce di spesa più rilevante non è la pompa di calore in sé, ma la perforazione e la posa delle sonde. A queste cifre possono aggiungersi eventuali oneri autorizzativi e pratiche burocratiche.

Incentivi per l’installazione di un impianto geotermico

Per agevolare coloro che desiderano investire in questa fonte energetica rinnovabile, sono disponibili incentivi fiscali. Nel caso delle pompe di calore geotermiche, è possibile beneficiare del Conto Termico e dell'Ecobonus, che offrono detrazioni fiscali che variano dal 50% al 65% in base alle tipologie di interventi effettuati. In particolare, per le pompe di calore geotermiche è prevista un’agevolazione del 65% della spesa sostenuta; mentre per l’installazione delle sonde è riconosciuta la detrazione del 110% grazie al Superbonus. A questi incentivi si aggiunge, poi, quello del Bonus Teleriscaldamento, introdotto recentemente dalla Legge di Bilancio 2023.

Relativamente agli interventi di miglioramento energetico, condotti da amministrazioni pubbliche e da enti privati, è stato introdotto il Conto Termico 2.0, il quale promuove incentivi per la riqualificazione energetica, inclusa la sostituzione di impianti di climatizzazione esistenti con pompe di calore, comprese quelle di tipo geotermico. Naturalmente, l’entità dell'agevolazione varia e viene calcolata utilizzando una specifica formula che tiene conto sia della potenzialità dell'intervento che della quantità di energia termica prodotta annualmente. Nel caso iniziale, si accede a un effettivo supporto economico per coprire le spese di acquisto e installazione dell'impianto geotermico. Nel secondo scenario, invece, si usufruisce di un vantaggio fiscale attraverso la possibilità di detrarre una percentuale delle spese sostenute dalle imposte da pagare.

Impianto geotermico: vantaggi e svantaggi

Prima di procedere con l’installazione di un impianto geotermico domestico, è importante considerare vantaggi e svantaggi correlati. A questo proposito, tra gli aspetti positivi spiccano senz’altro:

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  • Efficienza energetica: Gli impianti di questo tipo sfruttano il calore naturale presente nel terreno, consentendo un'elevata efficienza energetica e riducendo i consumi rispetto ad altri sistemi di riscaldamento e raffreddamento.
  • Risparmio economico a lungo termine: Nonostante il costo iniziale più elevato rispetto ad altri sistemi, i sistemi geotermici offrono un notevole risparmio energetico che può compensare l'investimento nel tempo, riducendo il costo delle bollette.
  • Sostenibilità ambientale: L'energia geotermica è una fonte rinnovabile e pulita che aiuta a preservare l’ambiente, in quanto non emette gas serra e non alimenta l'inquinamento atmosferico.
  • Durata e affidabilità: Gli impianti geotermici sono noti per la loro durata nel tempo e richiedono una manutenzione minima, offrendo una soluzione a lungo termine per il riscaldamento e il raffreddamento delle abitazioni.

Al contrario, tra gli aspetti sfavorevoli figurano:

  • Costo iniziale elevato: L'implementazione di un impianto geotermico richiede un investimento iniziale significativo, il che può rappresentare un ostacolo per alcune persone.
  • Limitazioni di spazio: L'installazione di sonde geotermiche richiede uno spazio adeguato nel terreno. Ciò potrebbe essere un problema in caso di aree limitate o con caratteristiche geologiche sfavorevoli.
  • Possibili interruzioni di servizio: In caso di guasti o malfunzionamenti dell'impianto, le necessarie riparazioni potrebbero comportare l'interruzione del servizio di riscaldamento o raffreddamento dell’abitazione per un certo periodo di tempo.

A fronte di questi aspetti appena analizzati, la soluzione migliore per capire se sia più o meno conveniente sfruttare questo tipo di energia è quella di affidarsi ad un esperto del settore.

Quando e dove conviene installare un impianto geotermico

Un’altra domanda che sorge spontanea relativamente allo sfruttamento della geotermia è “Quando e dove conviene installare un impianto geotermico?”. In questi casi, è bene sapere che le pompe di calore geotermiche rappresentano una soluzione versatile per qualsiasi tipo di edificio, che sia residenziale o di pubblica utilità. È, inoltre, opportuno considerare l'installazione in tutte le nuove costruzioni, poiché rappresentano una soluzione ideale sin dall'inizio. La fattibilità di un impianto geotermico in un edificio preesistente può essere più complessa. In questi casi, è necessario ottenere il parere di esperti che valuteranno la possibilità di realizzare l'impianto, i relativi costi e l'efficacia del sistema. Per quanto riguarda il tipo di terreno adatto, in Italia esistono ampie opportunità per l'esecuzione di impianti geotermici, poiché il territorio offre condizioni favorevoli.

Pompe di calore geotermiche: un'alternativa sottovalutata in Italia

Ecco cosa scoraggia in Italia la diffusione delle pompe di calore geotermiche. Le differenze con le pompe di calore ad aria, le migliori applicazioni e i prezzi. In media nel continente il 4,7% della potenza installata in PdC è da geotermiche e il resto da aerotermiche, con percentuali che però crescono nel Nord Europa, toccando una punta del 77% di PdCG in Polonia.

Una PdC è una sorta di frigorifero al contrario: mentre un freezer prende il calore dal suo interno, attraverso un fluido refrigerante, e lo trasferisce all’esterno, la PdC per riscaldare prende il calore dall’ambiente esterno e lo concentra in un edificio. E questo già può spiegare in parte l’amore per le PdCG in nord Europa.

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«Un altro fattore che abbiamo notato in Italia è una notevole ignoranza verso il termine geotermia, per cui se uno sente ‘pompa geotermica’ pensa alle centrali di Larderello, e teme chi gli si installi qualcosa di simile vicino a casa.

«Tutte le PdC rendono al meglio quando installate in edifici nuovi o profondamente ristrutturati, con la climatizzazione progettata intorno a loro, cioè con impianti a pavimento radiante o termoconvettori, che funzionino con salti termici relativamente ridotti rispetto alla sorgente. In quel caso si può anche usare lo stesso impianto per il raffrescamento estivo, raddoppiando la sua velocità di ammortamento: in Italia questo fattore è particolarmente importante, visti i nostri inverni sempre più miti e le estati sempre più bollenti.

«Nel caso delle PdCG si deve poi anche valutare il tipo di terreno in cui si opera, che può essere più o meno adatto allo scambio di calore. I terreni alluvionali sabbiosi e saturi di acqua sono ideali, quelli rocciosi e secchi i meno adatti. Anche la temperatura del sottosuolo conta: non deve essere bassa, ma neanche troppo alta.

«Abbiamo calcolato che una media casa monofamiliare, in cui si installi una PdCG in un impianto a termosifoni, quindi nella condizione peggiore, il solare fotovoltaico può annullare i consumi elettrici relativi alla pompa, con un impianto da 7-8 kWp e scambio sul posto.

«Sì, l’installazione delle PdCG richiede lungimiranza, perché anche se più costose, con i loro minori consumi e manutenzione, permettono di recuperare il maggiore investimento in pochi anni, sia rispetto alle PdCA che alle caldaie a gas.

«A questo fatto inevitabile, si aggiungono i soliti problemi burocratici italiani, con una confusione di norme a livello locale sull’autorizzazione alle perforazioni, che aumentano tempi e costi.

«È possibile, ma l’acqua di ritorno al pozzo sarebbe più calda o più fredda di quella attinta e le normative sono molto severe in merito, soprattutto se si tratta di acqua potabile. Quindi usare l’acqua dei pozzi riduce le spese di perforazione, ma aumenta quelle di certificazione e autorizzazione.

«Infatti, abbiamo già molte richieste per progetti e consulenze, ma fino a che non si precisano le normative tecniche e fiscali, che dovevano essere pronte il 1° luglio ma non si sono ancora viste, non ci possiamo muovere.

«Purtroppo, grandi impianti a PdCG, che superino i 2 MW di potenza termica, sono da noi molto difficili da realizzare, in quanto la legge italiana li equipara ai pozzi geotermici per la produzione elettrica, richiedendo quindi adempimenti autorizzativi molto complessi e costosi come le valutazioni di impatto ambientale.

Pompe di calore ad aria o geotermiche: quale scegliere?

La principale differenza tra le pompe di calore ad aria e quelle geotermiche è la sorgente da cui prelevano il calore. In termici pratici, la differenza tra questi due generatori passa dall’efficienza. Difatti, nelle pompe di calore l’efficienza è inversamente proporzionale alla differenza di temperatura tra l’ambiente da riscaldare e la fonte di energia. Né segue che i generatori geotermici possono raggiungere efficienze superiori fino al 50% rispetto alle pompe ad aria, incidendo notevolmente sui consumi.

Dipende da diversi fattori. Prima di tutto, è indispensabile accoppiarlo ad impianti a bassa temperatura, come i pannelli radianti o i ventilconvettori. Il principale svantaggio che limita la diffusione è il costo iniziale, doppio rispetto ai generatori ad aria. Inoltre, l’installazione è più gravosa: nel caso di sonde verticale occorrono addirittura delle perforazioni nel terreno e nel caso di sonde orizzontali è necessario un cortile o comunque uno spazio esterno libero per permettere la posa delle tubazioni.

Per installare un impianto geotermico su un edificio esistente occorre affidare un incarico ad un professionista termo-tecnico e ad un impresa che si occupi prettamente di queste opere. Per quanto riguarda la burocrazia, dovrai depositare in Comune la pratica edilizia SCIA e la relazione energetica ex- legge 10 per il rispetto dei requisiti energetici.

Quanto scavare per un impianto geotermico?

Un impianto geotermico che sfrutta sonde geotermiche verticali è opportuno che la profondità massima raggiungibile si collochi tra i 15 e i 150 metri al di sotto del suolo. Tuttavia, nel caso in cui si opti per l'installazione di sonde geotermiche orizzontali, è fondamentale che l'area a disposizione sia compresa tra il 100% e il 150% in più rispetto all'estensione occupata dall'edificio.

Durata di un impianto geotermico

Per quanto riguarda la pompa di calore geotermica, si può approssimativamente prevedere una durata di circa 15-20 anni. Gli impianti geotermici sono noti per la loro lunga durata, che mediamente è di circa 20-25 anni, mentre le sonde geotermiche interrate possono durare 50 anni o più, dato che sono protette nel terreno e non subiscono l’usura tipica delle parti esposte.

In conclusione

Gli impianti geotermici domestici potrebbero rappresentare la nuova frontiera delle rinnovabili, una fonte inesauribile di energia pulita, sicura, economica e duratura, direttamente nella propria abitazione.

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