Gesù Era Vegetariano? Un'Analisi Approfondita

La questione se Gesù fosse vegetariano è complessa e dibattuta. Questo articolo si propone di esplorare le diverse prospettive, analizzando i testi biblici, le figure storiche e le pratiche alimentari nel contesto del cristianesimo antico.

Vangeli Sinottici e la Presunta Indifferenza di Gesù verso gli Animali

Stando a quanto riportato dai Vangeli sinottici, Gesù, in sintonia con la visione antropocentrica del Vecchio Testamento, non era vegetariano perché in molte circostanze dimostra indifferenza verso la sorte degli animali. Questo si evince da episodi come:

  • Il miracolo dei pani e dei pesci
  • La pesca miracolosa
  • L’episodio in cui, in attesa dei discepoli sulla spiaggia, sta arrostendo dei pesci
  • L’episodio riportato da Luca in cui dopo la resurrezione, per convincere gli apostoli increduli, mangia del pesce che era a tavola
  • L’episodio in cui scaccia i demoni facendoli entrare in un branco di porci che vanno a scaraventarsi in un precipizio
  • L’episodio in cui fa seccare un albero di fico per non aver trovato frutti (in un periodo in cui i frutti non ci potevano essere)
  • Quando dice: “Non si vendono forse 2 passeri per 4 soldi?".

La Tradizione Ebraica e il Ruolo dell'Uomo

Nei Testi canonici Gesù, soggetto rivoluzionario, si discosta dalla ufficiale religione ebraica ma conserva la tradizione per ciò che riguarda l’alimentazione carnea. Quindi il credente si trova a dover scegliere: vivere in conformità al precetto dato da Dio ad Adamo prima della caduta o accettare di vivere nella condizione del peccato.

In Genesi 1,28 troviamo: “…riempite la terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra.” In questa circostanza il verbo in aramaico usato da Dio per qualificare l’atteggiamento dell’uomo nei confronti degli animali, è ARCHEUO, cioè essere guida e CATAKURIEUO, che significa reggere come un governante, che invece viene di solito tradotto con il verbo “soggiogare” che invece Dio usa solo quando parla della terra, affinché sia lavorata e dia frutti. A conferma di ciò in Genesi 2,18 troviamo: “Non è bene che l’uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia SIMILE.

Poi dopo il Diluvio Dio dice a Noè: “…Il timore ed il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche, in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove ed ha vita vi servirà di cibo. Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue.” In questa circostanza il termine “terrore” equivale a sommo rispetto e non ciò che comunemente viene inteso. Inoltre, se “quanto si muove ed ha vita” dovrebbe servirci da cibo dovremmo mangiare anche gli scorpioni, le serpi e le pulci, non solo gli agnelli ed i fagiani, come dirà più tardi lo stesso S. E dopo in Genesi.

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La religione ebraica, che nasce con Abramo il quale sacrifica a Dio un animale al posto del figlio, è costellata di continui olocausti che, ad un certo punto, Dio non gradisce più e chiede invece misericordia: (“Misericordia io voglio e non sacrificio.)-Osea. Gesù certo aderisce alla legge della compassione non certo a quella cruenta del sacrifico.

Gli Esseni e le Loro Pratiche

Al tempo di Gesù la Palestina pullulava di movimenti e sette religiose. Tra queste gli Esseni, un movimento spirituale di derivazione ebraica tra i più conformi ai dettami della legge dei grandi profeti.

Nella comunità degli Esseni non vi erano né ricchi né poveri, tutto era messo in comune; abolivano ogni distinzione di rango e privilegiavano la virtù sopra ogni cosa. Erano asceti, venivano considerati i”puri”; compivano rituali che simboleggiavano la discesa dello Spirito Santo e rituali con la benedizione del pane e del vino; condannavano la schiavitù; erano esperti di profezia alla quale si preparavano con digiuno prolungato; consumavano il loro pasto frugale in silenzio precedendolo e terminandolo con la preghiera; non mangiavano carne né bevevano liquidi fermentati; erano rigorosi nella fede, cercavano la conoscenza diretta e personale di Dio più che la scrupolosa osservanza dei dogmi. Intendevano attuare la vera fede mosaica in contrapposizione alla religione ufficiale; professavano la carità verso gli indigenti.

Significativo era il giuramento che alla fine l’adepto doveva pronunciare: “Giuro di adorare ed onorare Iddio, di serbare giustizia e carità alle sue creature, di non nuocere a nessuno…” Venivano chiamati misericordiosi, poveri in spirito. La loro casa era aperta a tutti. Disdegnavano il matrimonio ma adottavano i figli altrui. Quando viaggiavano non portavano nulla ma erano armati a motivo dei briganti. Mandavano offerte al tempio ma non compivano sacrifici. Non odiavano nessuno, sia ingiusto o nemico, ma pregavano per essi. Affermavano che la carne resusciterà e sarà immortale come l’anima. Analogie con lo spirito del Vangelo: la santificazione dei pensieri, la povertà, l’abbandono in Dio. Non potevano possedere denaro. Il celibato e la mancanza di procreazione li obbligava ad accettare fanciulli orfani. Essere benevoli verso gli animali era una regola di vita. Erano guaritori, esorcisti per imposizione delle mani,. Si chiamavano i poveri in spirito. Molti divennero cristiani col nome di Ebioniti e Nazorei.

S. Epifanio dice che gli Esseni erano vegetariani. Egisippo dice che Pietro essendo Nazireo era di conseguenza vegetariano come Giovanni, Giacomo e Stefano. Filone, storico contemporaneo, afferma che prestavano gratuitamente i loro locali per la Pasqua a patto che si rispettassero le loro regole. Da studi archeologici il Cenacolo era nel cuore del quartiere Esseno.

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Gesù, secondo Matteo, disse al discepolo Giovanni di seguire un uomo con un’otre colma di acqua sulla testa e lì avrebbe chiesto al padrone di concedergli un locale dove celebrare la Pasqua. Di solito erano le donne a portare l’acqua. Quell’uomo doveva essere un esseno, perché celibe doveva provvedere da solo a questo approvvigionamento. Filone scrive: “Sono votati interamente al servizio di Dio e non sacrificano animali.” Simone, prima di essere discepolo di Gesù, era discepolo di un certo Dositeo che era Esseno. Luca dice che il Bambino cresceva e viveva nel deserto fino al giorno della sua manifestazione. Il deserto, per gli Esseni, era la regione in cui abitavano.

Pare che Giovanni Battista abbia avuto contatti con gli Esseni e che lo stesso Giovanni l’evangelista prima di essere discepolo di Gesù sia stato discepolo di Giovanni Battista . Il Vangelo di Giovanni è completamente imperniato sul tema della lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, come gli scritti di Qumran in cui vi sono evidenti influssi di dottrina gnostica.

Vangeli Apocrifi e il Vegetarianismo

La conferma a questa logica e giusta deduzione viene dai Vangeli apocrifi. Nel Vangelo Esseno della Pace Gesù dice: “Chi uccide un animale uccide suo fratello e la carne degli animali uccisi nel suo corpo diventerà la sua stessa tomba. Chi si nutre della carne degli animali uccisi mangia un corpo di morte. Non uccidete e non mangiate la carne delle vostre prede innocenti se non volete diventare schiavi di Satana: questo è il sentiero che conduce alla morte attraverso la sofferenza. Poiché la vita viene solo dalla vita e dalla morte viene solo la morte. Non uccidete dunque né uomini né animali perché i vostri corpi diventano ciò che mangiate e il vostro spirito ciò che pensate. Io vi chiederò conto di ogni animale ucciso come di ogni uomo.” Nell’aramaico “Vangelo della vita perfetta” si legge: “Maledetti siano i cacciatori perché saranno a loro volta cacciati.” Nel Vangelo dei 12 Aspostoli sta scritto: “Ecco che quest’uomo ha cura di tutte le creature.

I Padri della Chiesa e l'Astinenza dalla Carne

I Padri della Chiesa Latina e Greca affermavano che Gesù, come tutti gli uomini spirituali del tempo, si astenevano dal mangiare carne. S. Girolamo dice: “Dopo che Cristo è venuto non è più consentito mangiare carne. Il permesso dato a Noè di mangiare carne è un’interpolazione ai Testi antichi aggiunta tardivamente in un periodo di basso profilo spirituale. Se gli animali servono per la mensa dell’uomo non solo le lepri ed i fagiani dovrebbero imbandire le nostre tavole ma anche i vermi, le cimici e le serpi.”

Porfirio, considerato da S. Agostino il più grande dei filosofi dice: “Gesù ci ha portato il cibo divino, il cibo carneo è nutrimento per i demoni.” S. Giovanni Crisostomo dice: “Noi capi cristiani ci asteniamo dal mangiare carne di animali per sottomettere il corpo…Mangiare carne è innaturale ed impuro.” Lo stesso S. Pietro, nel Celemente Umilis dice: “Il consumo di carne è innaturale e contaminante quanto la pagana adorazione dei demoni: quando l’uomo vi prende parte diviene compagno di tavola dei diavoli.” E S. Clemente Romano afferma che Pietro si nutriva solo di pane, ulive ed erbe; Eusebio che Giacomo e Matteo fossero vegetariani; Clemente d’Alessandria e Tertulliano, tra i più influenti pensatori della prima chiesa cristiana, erano ferventi sostenitori dell’alimentazione incruenta.

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Il Ruolo di San Paolo e le Controversie

Il distacco da tale precetto viene principalmente a causa di S. Paolo il quale, conforme zelante al rituale ebraico e forte mangiatore di carne, riesce a spostare l’attenzione dagli Apostoli sulla sua persona. Significativa è la risposta epistolare di S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi che gli chiedono come debbono comportarsi in merito all’astinenza della carne: Risposta: “Continuate a mangiare tutto quanto si vende al macello senza informarvi a motivo della vostra coscienza. Se qualcuno dei pagani vi invita, mangiate di ogni cosa che vi viene posta davanti.

La posizione di S. Paolo riesce ad avere il sopravvento e gradualmente viene accolta e fatta sua dal cattolicesimo. Più tardi con l’uccisione del vescovo Priscilliano ed i suoi seguaci nel 385 si pone fine agli sforzi di conservare il vegetarismo in seno alla cristianità. S. Agostino e S. Tommaso concordano perfettamente con S. Paolo i quali considerano giusto e lecito nutrirsi di carne perché gli animali creati da Dio per i vantaggi dell’uomo.

Manomissione dei Testi Sacri

Ma vi è un altro determinante aspetto: quello della manomissione dei Testi Sacri di cui parla lo stesso S. Girolamo riferendosi certamente al Concilio di Ankara del 325 quando prelati e politici incaricarono una commissione di esperti e con la scusa dell’ortodossia alterarono i Vangeli in modo da renderli accettabili all’imperatore Costantino che voleva fare del cristianesimo la religione di stato ma che non voleva rinunciare alla tradizione pagana del piacere della carne. Anzi pare che Costantino facesse colare piombo fuso nella gola di chi s i rifiutava di mangiare la carne.

Per ben 19 volte il termine “cibo” fu sostituito con il termine “carne”, alterando di conseguenza il significato del messaggio. Per esempio, il tanto conclamato miracolo dei pani e dei pesci pare che in realtà si trattasse di pani e di una sorta di polpette fatte con una pianta marina chiamata appunto “pianta del pesce” e che ancora oggi si coltiva in Palestina. Tra l’altro più facile da conservare in una cesta in quei climi torridi. Così per la dieta di Giovanni Battista che si dice mangiasse miele e locuste. In questo caso è stata fatta confusione tra due identiche parole greche, una che indica appunto locusta e l’altra focaccia. E’ più logico pensare che il Battista mangiasse focacce con il miele piuttosto che locuste con il miele.

Da considerare anche che i Testi in ebraico, nel corso della storia sono stati trascritti ben 6.000 volte e quelli in greco 5.000 volte. I trascrittori manuensi sono stati tutti all’altezza del compito o si sono lasciati trascinare da interpretazioni soggettive? Gregorio VII, che si era creato intorno una schiera di falsari che gli sfornavano ogni sorta di documento a seconda delle esigenze, ritoccò gran parte degli scritti originali e Sisto V intervenne sulla versione latina della Bibbia detta Vulgata scritta da S. E se i primi cristiani, gli apostoli e lo stesso Gesù non fossero stati vegetariani da dove viene la regola che ha caratterizzato per molti secoli, e che ancora caratterizza, molti ordini religiosi dalla nascita del cristianesimo in poi’?

Ordini Religiosi e Vegetarianismo

I Nazorei, i Terapeuti, i Montanisti, gli Gnostici, i Manichei, i Nicolaiti, i Càtari, i Trappisti, i Quacheri, i Mormoni, i Monfortini, i Mennoniti, la Chiesa Avventista del 7° Giorno ecc. Anche la regola dei Benedettini, dei Camaldolesi, dei Certosini, dei Carmelitani, l’Ordine dei Trinitari, dei Domenicani, dei Frati Minori, delle Clarisse avevano o hanno ancora l’obbligo dell’astinenza della carne.

Concili e l'Obbligo di Astinenza dalla Carne

In ben 4 differenti concili la Chiesa cattolica ha sentito la necessità di rinnovare l’obbligo per il clero di nutrirsi di carne pena la scomunica e la destituzione dall’ordine religioso: il Concilio di Ankara nel 314, il Concilio Gangrense nel 324, il Concilio di Braga nel 577 e nel Concilio di Aquisgrana nell’ 816. Perché il problema dell’alimentazione carnea era così dibattuto ed osteggiato dalla Chiesa al punto da organizzare vere e proprie crociate contro coloro che si rifiutavano di mangiare la carne?

Bernardo Gui, frate domenicano e feroce persecutore degli eretici, insegnava a riconoscere un càtaro (vegetariani votati alla nonviolenza): “mettergli in mano un animale ed intimargli di ucciderlo”: se si rifiutava veniva accusato di eresia e condannato a morte.

La Compassione verso le Creature

Quindi è più giusto e logico credere che Gesù fosse vegetariano anche se questo non è confermato dai testi canonici. Ma se Gesù non fosse stato vegetariano, come conciliare il fatto che S. Per molti vegetariani, il messaggio di Gesù implica la compassione verso tutte le creature. Come possiamo allora giustificare la tortura e il massacro di miliardi di animali ogni anno per ragioni alimentari? E soprattutto, come possiamo tollerare una crudeltà così ovvia in una religione il cui fondatore predicava la misericordia e la compassione?

Contraddizioni nel Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento assume posizioni contraddittorie sulla questione, poiché sembra talvolta condannare e talaltra sostenere il vegetarianesimo. Per esempio quando Gesù moltiplica pani e pesci per nutrire una folla di 5.000 persone (Matteo 14:13-21), sembra approvare il fatto di nutrirsi di pesce. Ma lo stesso Gesù parla anche di compassione verso gli animali (Matteo 12:10-12, Luca 12:6-7, 13:15-16) e sembra così far riferimento al vegetarianesimo.

C'erano molti vegetariani nel primo periodo del Cristianesimo, sia tra i capi del movimento sia tra i suoi membri più comuni. I suoi "eretici" avversari, i manichei, erano completamente vegetariani. Molti padri della Chiesa erano vegetariani. Nella sua "Storia Ecclesiastica", Eusebio sostiene che Giacomo, il fratello di Gesù, era vegetariano, ed era evidentemente stato educato come tale. Le lettere di San Paolo offrono chiare prove di una controversia sul vegetarianesimo. "Accogliete tra voi chi è debole nella fede, senza discuterne le esitazioni. Uno crede di poter mangiare di tutto, l'altro invece, che è debole, mangia solo legumi." (Lettera ai Romani, 14:1-2). Paolo consiglia pazienza tra carnivori e vegetariani.

Cristiani Ebrei e Vegetarianismo

Tuttavia, alcuni tra i primi cristiani, come i cristiani ebrei, respinsero le asserzioni di Paolo; erano vegetariani e pensavano che tutti i Cristiani dovessero esserlo. Per gli ebrei cristiani, Gesù non era venuto a fondare una nuova religione; il suo messaggio riguardava la vita semplice e la nonviolenza. Gesù non andò contro la legge ebraica, ma piuttosto predicò un ritorno ad essa, secondo il suo punto di vista. Per gli ebrei cristiani, dunque, Gesù era un profeta fedele alla legge. Ma dopo aver esaminato la legge ebraica, Gesù raggiunse conclusioni radicali.

Noi abbiamo informazioni sugli ebrei cristiani - e in particolare degli ebioniti, il loro raggruppamento più importante - in base ad antichi documenti ecclesiastici. Gli ebrei cristiani si autodefinivano "i poveri". Infatti, il termine "ebioniti" deriva proprio da una parola ebraica che significa "i poveri". Essi facevano risalire la loro povertà alla primitiva comunità cristiana descritta negli Atti degli Apostoli (4:32-35), che si basava sulla condivisione di tutti i beni. Gli ebrei cristiani erano anche pacifisti. Gli ebrei cristiani erano vegetariani. Erano contrari al mangiar carne e al sacrificio degli animali nel tempio.

Sia nelle "Omelie" sia nelle "Identificazioni" ci sono frequenti passaggi contro il sacrificio degli animali. Nelle "Omelie" si afferma che Dio non voleva affatto che gli animali venissero uccisi (3.45), e vengono condannati coloro che mangiano o anche soltanto assaggiano la carne (7.4, 7.8). Per gli ebioniti, il tempio di Gerusalemme era un luogo dove gli ebrei portavano animali da sacrificare, che quindi somigliava di più a una bottega da macellaio o ad un mattatoio che ad un moderno luogo di culto. Per gli ebioniti, questa era una forma di autorizzazione e di incoraggiamento ad uccidere animali, che non poteva trovare posto nella loro religione.

Gesù dice (Matteo 9:13 e 12:7), "Misericordia io voglio e non sacrificio", un'affermazione citata anche nelle "Omelie" e nelle "Identificazioni". Secondo il vangelo degli Ebioniti, poi, Gesù afferma: "Sono venuto ad abolire i sacrifici, e se non smetterete di sacrificare, la mia ira vi perseguiterà". Uno dei problemi che gli ebrei cristiani avevano, poiché erano pur sempre giudei e quindi fedeli alla Legge, era quello di spiegare i passaggi del Vecchio Testamento che sembravano giustificare la guerra e i sacrifici di animali. Per farlo, essi sostenevano che questi comandamenti non facevano realmente parte della legge data a Mosé, ma erano stati aggiunti da scribi posteriori a Mosé.

Gesù e il Tempio di Gerusalemme

"Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: 'La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri'". Gli animali venduti erano animali sacrificali, ed era proprio con questi commercianti di animali che Gesù era arrabbiato. Il primo effetto pratico di questo scontro fu quello di smantellare il mercato dei sacrifici animali, facendo fuggire via gli animali dalle gabbie e cacciando quelli che li vendevano. Gesù definisce il tempio una "tana di ladri", con un'allusione a Geremia 7:11; ma nel libro di Geremia questo passaggio fa seguito alla descrizione dell'omicidio, dell'adulterio e dell'idolatria più sfacciata (Geremia 7:9), e si conclude negando che Dio abbia mai richiesto sacrifici (7:22).

Il risultato finale fu che i Romani crocifissero Gesù. Ponzio Pilato, il governatore romano, non avrebbe crocifisso qualcuno a causa di una semplice disputa teologica giudaica. Ma se qualcuno provocava tumulti o disturbi all'interno del tempio, questo richiedeva l'intervento dei Romani. E' dunque assai più plausibile che Gesù si fosse opposto alla pratica stessa del sacrificio degli animali, e che questo disturbo del commercio di animali durante la settimana della Pasqua ebraica sia stato la causa immediata e più importante della sua morte.

Perché Credere ai Cristiani Ebrei?

Ci sono diverse ragioni. La prima e più importante è che Gesù era ebreo. Nei Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca), Gesù non dice mai di voler fondare una nuova religione. Quando gli viene chiesto cosa si deve fare per ottenere la salvezza, risponde: "Egli rispose: 'Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti'." (Matteo 19:17). E' proprio in questo modo che la cristianità ebraica considerava Gesù: come qualcuno che predicava un'etica di compassione e di condivisione sulla base della legge ebraica.

In secondo luogo, Gesù e la Chiesa primitiva erano in conflitto con i sacerdoti del tempio. Storicamente, la cosa che si sa con più certezza di Gesù è che fu crocifisso, ed egli fu indubbiamente ucciso dopo aver attaccato il commercio di animali sacrificali nel tempio. Gesù voleva distruggere il tempio, e i sacerdoti del tempio volevano distruggere Gesù e il movimento da lui guidato. Persino dopo la morte di Gesù, i sacerdoti continuarono a tacitare o ad uccidere i suoi apostoli (Atti 4-7). I cristiani ebrei sono praticamente gli unici tra i primi cristiani che compresero perché Gesù fosse morto. La Cristianità ebraica afferma che l'attacco di Gesù al tempio faceva parte di un suo piano deliberato.

Il vegetarianismo venne abbandonato a causa della popolarità delle lettere di Paolo tra i primi Cristiani. I primi capi della Chiesa (Giacomo, Pietro e Giovanni) erano ebrei, ma presto la disputa con Paolo creò delle divisioni (Galati 1-2 e Romani 14). Nel secondo secolo dopo Cristo, gli insegnamenti di Paolo divennero sempre più popolari tra i cristiani. I cristiani ebrei detestavano Paolo, considerandolo un apostata. Ma prima della fine del secondo secolo d.C. i cristiani ebrei erano già una minoranza, e alla fine le lettere di Paolo vennero accettate come parte del Nuovo Testamento, mascherando il fatto che nella sua epoca Paolo era una figura assai controversa. Poiché dunque Paolo disse che il vegetarianesimo era facoltativo, la Chiesa si allineò sulla sua posizione in materia.

Gesù credeva nella vita semplice e nella nonviolenza, e sentiva che ciò faceva parte della legge divina. Gesù era senza dubbio vegetariano, poiché il vegetarianismo era parte integrante dell'originario Cristianesimo Ebraico. Gesù fu portatore non di una nuova teologia, bensì di una comprensione radicale della legge ebraica. Gesù, insomma, rischiò e diede la sua vita per eliminare i crudeli e sanguinosi sacrifici di animali nel tempio.

Essere "Cattolico Vegetariano": È Possibile?

Qualcuno è vegetariano se, e solo se, non mangia alcun tipo di carne; ma tutti i cattolici credono di mangiare almeno un tipo di carne, la carne di Cristo. Ne deriva che, per una qualunque persona, non è possibile essere cattolica e vegetariana allo stesso tempo. Si può essere vegetariani, pertanto non mangiare alcun tipo di carne, ma allora non si può essere cattolici; oppure si può essere cattolici, quindi credere di mangiare un tipo di carne, ma allora non si può essere vegetariani.

Testimonianze e Riflessioni

"I Recognitionum libros, anticamente attribuiti a San Clemente Romano, affermano che San Pietro non si nutriva che di pane, olive e raramente erbe, mentre San Gregorio Nazianzeno si cibava solo di lupini. San Clemente Alessandrino riporta che l'apostolo Matteo si nutriva di semi, frutta ed erbaggi, ma non di carni. Eusebio di Cesarea afferma che tutti i discepoli di Cristo si astenevano da carne e vino".

Se gli apostoli si astenevano dal mangiare gli animali perché Cristo stesso non avrebbe dovuto farlo? Fu proprio lui a istruirli su come vivere. Ma vedremo in che modo e perché i vangeli sono stati modificati, ritrovando così le parole stesse di Gesù, quelle parole potenti che hanno portato i suoi discepoli a non togliere la vita a nessun animale per farne del cibo. Si tratta di raccontare una storia dimenticata, una storia dove creature indifese vengono, quotidianamente, condannate a morte. Ad ognuno la responsabilità etica di raccontare tale storia, sperando che nel futuro un nobile passato possa rivivere con forza e determinazione.

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