Dieta Anti-Alzheimer: Alimenti Consigliati per la Prevenzione

Vediamo in questo articolo qual è l’alimentazione più indicata per prevenire la demenza senile. Spesso la paura di perdere la memoria o contrarre patologie a carico del sistema nervoso può essere tanta con l’avanzare dell’età.

Cos’è la Demenza Senile?

Con “demenza senile” si intende quell’insieme di malattie neurodegenerative a carico dell’encefalo, che colpiscono le persone anziane; tali patologie determinano una progressiva perdita delle capacità cognitive e motorie tali da compromettere la qualità di vita relazionale dell’individuo. La demenza senile può essere causata anche da disturbi vascolari con lesioni cerebrali ischemiche, o da altri fattori.

I segnali che potrebbero indicare un caso di demenza senile sono:

  • perdita di memoria
  • alterazione della realtà
  • l’incapacità di portare a compimento alcuni compiti
  • difficoltà a concentrarsi

Come si può prevenire la demenza senile?

Un’alimentazione sana e bilanciata fa bene alla nostra salute, sotto vari aspetti. Uno studio pubblicato su Neurology (marzo 2019) dimostra come regimi alimentari sani influiscono positivamente sulla funzione cognitiva, prevenendo forme di demenza senile. In particolare l’attenzione è posta sulla Dieta Mediterranea: il declino cognitivo potrebbe essere rallentato con la giusta dieta, una combinazione della dieta mediterranea con quella ideata per chi soffre di ipertensione.

Ruolo dell'alimentazione nella demenza senile: Tre diversi regimi alimentari sani messi a confronto

Un team di ricercatori della Queen’s University di Belfast, in Irlanda del Nord ha condotto uno studio osservazionale, nell’arco di 30 anni, in cui sono stati coinvolti oltre 2.600 individui adulti (uomini e donne), con un’età media di 25 anni, all’inizio dello studio, fino ai 45 anni, al termine dell’indagine. All’inizio dello studio i partecipanti sono stati interrogati sulle loro abitudini alimentari e, in seguito, 7 e 20 anni dopo. Gli stessi individui poi hanno risposto a test cognitivi altre due volte: a 50 e, poi, ancora a 55 anni d’età. I partecipanti sono stati catalogati in tre diversi gruppi di aderenza (bassa, media, alta), a seconda di quanto la loro dieta si avvicinasse a 3 differenti regimi alimentari considerati sani.

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Per farlo, sono stati considerati i seguenti protocolli alimentari salutari:

  • MedDiet (la classica Dieta Mediterranea)
  • Dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension - ideata contro l’ipertensione, come parte dello studio denominato CARDIA)
  • la dieta APDQS (dieta con punteggio di qualità alimentare A Priori).

Nella MedDiet prevale il consumo di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, noci, grassi insaturi, pesce grasso e olio d’oliva; mentre carne rossa, pollame e latticini ad altro contenuto di grassi sono limitati. La dieta DASH consiste in frutta, verdura, cereali integrali, legumi, latticini a basso contenuto di grassi e frutta secca, limiti sul consumo di pesce, pollame, carne rossa, grassi totali e saturi, sale e dolci. La dieta APDQS comprende frutta, verdura, legumi, latticini a basso contenuto di grassi, pesce e alcol moderato; con limiti su latticini ad altro contenuto di grassi, cibi fritti, snack salati, dolci e bibite zuccherate.

Quale dieta risulta più salutare per prevenire l'invecchiamento e la demenza senile?

La dieta mediterranea risulta tra le più sane. I risultati hanno indicato una migliore salute cognitiva con la Dieta Mediterranea e la dieta APDQS. In particolar modo è consigliabile mangiare al giorno una piccola porzione di: noci, nocciole, mandorle, altri semi oleaginosi, e inoltre non devono mai mancare nella dieta 3-5 cucchiai di olio extravergine di oliva. I benefici della frutta secca dunque arrivano direttamente da uno studio indiano: è stato dimostrato come la vitamina E insieme ai flavonoidi riescano a contrastare le sostanze chimiche e i radicali liberi presenti nel cervello. Nello specifico in una nota del Daily Express si legge a chiare lettere che le noci così come la frutta secca possono ritardare i sintomi o rallentarne il processo degenerativo della malattia.

Alimenti ricchi di vitamina B12

Le migliori fonti di vitamina B12 sono di origine animale. In particolar modo la troviamo nel fegato ovino e bovino. Anche il pesce presenta una buona quantità di questa vitamina, in particolar modo il pesce azzurro (nel tonno e nelle aringhe). Per chi invece segue diete vegane o vegetariane, i cereali arricchiti di nutritivi contengono altresì la suddetta vitamina. Anche alcune alghe possono essere consumate come ad esempio la Spirulina, l’alga Nori e la Chlorella in quanto ne è abbastanza ricca.

Alimenti ricchi di vitamina C

La vitamina C è una sostanza fondamentale per combattere i radicali liberi. Per evitare che questi riescano a far invecchiare precocemente il cervello e che l’infiammazione nel corpo porti a sviluppare patologie neurodegenerative, non resta che consumare cibi ricchi di vitamine (come la E e la C) e sali minerali come magnesio e selenio. La maggior parte delle persone al giorno d’oggi assume cibi troppo elaborati e purtroppo le patologie che ne possono derivare possono essere diverse, tra cui la demenza senile.

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Correlazione tra acido folico (vitamina B9) e demenza senile

È importante integrare la vitamina B9 (o acido folico) nella propria dieta, al fine di avere un ruolo protettivo a livello cerebrale. Secondo uno studio condotto qualche tempo fa da alcuni ricercatori è stato dimostrato come coloro che hanno concentrazioni elevate di acido folico hanno una probabilità inferiore al 50% di essere colpiti dalla demenza senile.

Incrementare la disintossicazione organica

Gli alimenti consigliati sono i seguenti: frutti di bosco, ananas, melone, pesca. Grazie a questi cibi specifici il rene potrà eliminare il sovraccarico di tossine e i liquidi in eccesso favorendo al contempo stesso una fluidificazione del sangue. Ma oltre all’alimentazione è necessario seguire una buona attività fisica.

Quali sono gli alimenti da evitare per prevenire la demenza senile?

Secondo alcune recenti ricerche è stato appurato che consumare grassi saturi e trans aumenta il rischio di sviluppare la demenza senile. È necessario dunque eludere dalla propria dieta:

  • biscotti
  • dolci (limitare l’uso dello zucchero in generale)
  • burro o margarina (meno di 1 cucchiaino al giorno)
  • formaggio (meno di 1 volta alla settimana)
  • carne rossa (meno di 3 volte a settimana)
  • cibo fritto (meno di 1 volta a settimana)

Prevenire l’Alzheimer a tavola

Dato che la medicina ancora non ha trovato una cura per questo disturbo, la prevenzione è l’unica strada da intraprendere e, come per buona parte dei disturbi che interessano corpo e mente, l’alimentazione e lo stile di vita sono determinanti. Tenendo conto del lungo periodo di incubazione, sarebbe meglio anticiparsi e curare la propria dieta da subito, specialmente se esistono casi di Alzheimer in famiglia. Diverse ricerche hanno dimostrato che una alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo riducono di molto i livelli della proteina killer presente nel sangue, evitandone l’accumulo nel cervello.

Per molti professionisti del settore, la dieta giusta è quella mediterranea, capace di diminuire del 40% il rischio di sviluppare l’Alzheimer. Bisogna, quindi, assumere regolarmente carne e pesce magri, fibre e verdure, cereali integrali e tutti quei cibi che regalano al corpo il corretto apporto di nutrienti, al fine di impedire o rallentare il manifestarsi di atrofia cerebrale. In tal senso, sono essenziali gli acidi grassi omega-3 e le vitamine, specialmente la D che è alla base delle funzioni cognitive. I primi, presenti in ottime dosi in pesce, olio extravergine di oliva e frutta secca, sono ottime per garantirsi la giusta fluidità della membrana dei neuroni e combattono l’azione atrofizzante della proteina. Le vitamine, i minerali e gli antiossidanti, presenti in frutta e verdure, ostacolano l’azione dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. L’uva, per esempio, è ricca di polifenoli e dà manforte nel mantenere attivo il metabolismo celebrale e riduce il rischio di sviluppare la malattia.

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Volendo elencare alcuni alimenti utili per prevenire l’Alzheimer troviamo:

  • Verdure a foglia verde.
  • Uova.
  • Pesce e molluschi, ricchi di omega-3 e vitamina B12
  • Olio d’oliva, frutta secca e semi oleosi.

È bene ricordare che l’Alzheimer va prevenuto anche mantenendo uno stile di vita attivo ed eseguendo regolarmente attività fisica, soprattutto se si ha un lavoro sedentario.

Ecco i campanelli d'allarme che anticipano l'Alzheimer

  • Disorientamento nel tempo e nello spazio
  • Difficoltà nel pensiero astratto
  • Diminuzione della capacità di giudizio
  • Difficoltà nelle attività quotidiane
  • Cambiamenti di umore o di comportamento
  • Mancanza di iniziativa
  • Cambiamenti di personalità
  • La cosa giusta la posto sbagliato
  • Problemi di linguaggio
  • Perdita di memoria

L'importanza dell'attività fisica e mentale

Un cervello attivo è un cervello che sarà in grado di proteggersi meglio dai danni procurati dall’Alzheimer. Allenare corpo e mente per rallentare il declino cognitivo. Un programma integrato di esercizio fisico e stimolazione cognitiva, svolto in gruppo, può non solo migliorare la memoria e le funzioni motorie in persone con decadimento cognitivo lieve (MCI), ma anche modulare in senso positivo l’infiammazione sistemica, uno dei processi biologici alla base delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

No al fumo. Sì all’alcol, ma in quantità moderate. Via libera al consumo di frutta e verdura e all’attività fisica, passi necessari per chi intende mantenere il peso nei limiti. Accorgimenti che non contribuiscono soltanto al benessere fisico, ma anche della mente. Per molti risulta difficile credere che l’insieme di questi comportamenti, a partire da un’attività fisica moderata ma regolare, sia alla base della prevenzione delle demenze: numeri alla mano, dovute principalmente al morbo di Alzheimer.

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